Mustafa Sabbagh

Mustafa Sabbagh

It starts today and ends on 21st July 2015 in Cortona during the event focused on photography Cortona On The Move the workshopFrom the photo printing to the artist book”, made in collaboration with Epson Digigraphie and Canson Infinity, featuring the genius artist Mustafa Sabbagh and the renowned photographer and printer Antonio Manca. It’s a smashing dialogue between the work by artists under the sign of a lyricism which talks through the body (as it is impressed in the photography by Mustafa, considered as one of the most important 40 nude portraitists in the world as well as one of the 8 most relevant contemporary artists in Italy. The sense of grotesque, passion, love and pain, life, eroticism, death, tracks of a subversive aesthetics black dying. Those are some of the alchemies that shine in the photos he makes) and landscapes. A not to be missed happening to discover and know more about the photography through the work of two bright artists.

 IL WORKSHOP CON MUSTAFA SABBAGH INSIEME AD ANTONIO MANCA A CORTONA ON THE MOVE

Antonio Manca and Mustafa Sabbagh

Antonio Manca and Mustafa Sabbagh

Comincia oggi e si conclude il 21 luglio 2015 a Cortona in occasione dell’ evento dedicato alla fotografia Cortona On The Move il workshopDalla stampa fotografica al libro d’ artista”, realizzato in collaborazione con Epson Digigraphie e Canson Infinity, che ha quale protagonista il geniale artista Mustafa Sabbagh ed il rinomato fotografo e stampatore Antonio Manca. Un formidabile dialogo tra il lavoro degli artisti all’ insegna di un lirismo che parla attraverso il corpo (come è impresso nella fotografia di Mustafa, considerato uno dei più importanti 40 ritrattisti al mondo e anche uno degli 8 artisti più significativi in Italia. Il senso del grottesco, passione, amore e dolore, vita, erotismo, morte, tracce di un’ estetica sovversiva che si tinge di nero. Queste sono alcune delle alchimie che splendono nelle sue fotografie) e paesaggi. Un evento imperdibile per scoprire e conoscere meglio la fotografia attraverso l’ opera di due brillanti artisti.

Mustafa Sabbagh and Antonio Manca

Mustafa Sabbagh and Antonio Manca

 

Antonio Manca and Mustafa Sabbagh

Antonio Manca and Mustafa Sabbagh

 

Antonio Manca and Mustafa Sabbagh

Antonio Manca and Mustafa Sabbagh

 

Mustafa Sabbagh and Antonio Manca

Mustafa Sabbagh and Antonio Manca

 

Antonio Manca and Mustafa Sabbagh

Antonio Manca and Mustafa Sabbagh

 

Antonio Manca and Mustafa Sabbagh

Antonio Manca and Mustafa Sabbagh

 

Antonio Manca and Mustafa Sabbagh

Antonio Manca and Mustafa Sabbagh

 

Antonio Manca and Mustafa Sabbagh

Antonio Manca and Mustafa Sabbagh

 

 

www.cortonaonthemove.com

Brian Butler, photo courtesy of Brian Butler

Brian Butler, photo courtesy of Brian Butler

Brian Butler, genius filmmaker, performer artist and musician – who featured in many worldwide museums and renowned art events, as well as in the fashion scene, as it is evidenced by the short film he made by teaming with Kenneth Anger years ago for the brand Missoni – explores art and magick (as he uses to name magic, word reminding the one which has used by Aleister Crowley, though the artist wants differentiating from that) through his work. This is the core of his life and work, giving rise to an intense, strong imagery, where it shines the cult of senses, perception and its subversion, being some leitmotivs marvelously embodied in his works as his last one, “Choronzon working destroys minds”, a ritualistic performance enhanced by paradoxical sound frequencies, atmospherical ionization, strobostopic effects, electrostatic generators, augmented realities and the real volcano which will be staged in Stromboli on 17th July 2015 and accompanied by the screening of the cult film by the visionary Kenneth Anger “Lucifer Rising” and it will open the 2015 edition of Volcano Extravaganza, “In favour of a total eclipse”, not to be missed happening, organized by the Fiorucci Art Trust and curated by Milovan Farronato. Brian, nice individual – who is currently in Stromboli to end the works for performance – talked about this project as well as about the meaning magic in the short following interview.

Magic as source of culture, consciousness and inspiration, to which extent it does feature in your life?

“100 percent – it does with everyone really – the important thing to realize is every act is a magical act”.

Art and magic, could you talk me about this dialogue which is impressed in your work?

“Magick(spelled with a k to differentiate it from vulgar forms by Aleister Crowley) is an Art and Science. Both of these to me are the same”.

Could you talk me about with your work with Kenneth Anger, how did it start?

“It started like most things -at the beginning. We had a few things in common such as being on time and communicating without speaking”.

You will star in the 2015 edition of art event Volcano Extravaganza, “In favour of a total eclipse”, presenting a performance, what is the idea which is embodied in it?

“I decided to take on the most dangerous and powerful occult ritual ever known. The evocation Choronzon”(I quote Aleister Crowley to depict the core of this ritual: “the name of the Dweller in the Abyss is Choronzon, but he is not really an individual. The Abyss is empty of being; it is filled with all possible forms, each equally inane, each therefore evil in the only true sense of the word-that is, meaningless but malignant, in so far as it craves to become real. These forms swirl senselessly into haphazard heaps like dust devils, and each such chance aggregation asserts itself to be an individual and shrieks, “I am I!” though aware all the time that its elements have no true bond; so that the slightest disturbance dissipates the delusion just as a horseman, meeting a dust devil, brings it in showers of sand to the earth.”).

What are your forthcoming projects?

“After I leave the Stromboli island I am travelling to London for working on my feature film “The Great Beast”, a biopic based on the life of Aleister Crowley”.

ART & MAGICK: UNA CONVERSAZIONE CON BRIAN BUTLER

Brian Butler, geniale regista, performer artist e musicista – protagonista in vari musei di tutto il mondo e in rinomati eventi d’ arte, come anche nell’ ambito della moda, come felicemente dimostra il cortometraggio da lui realizzato anni fa collaborando con Kenneth Anger per il brand Missoni – esplora arte e “magick” ovvero la magia attraverso il suo lavoro (così è solito chiamarla, lemma che richiama il termine usato da Aleister Crowley, benché l’ artista voglia da esso differenziarsi). Questo è il cuore della sua vita e della sua opera che dà vita a un intenso, forte immaginario in cui splende il culto dei sensi, la percezione e la sua sovversione, alcuni motivi ricorrenti racchiusi nei suoi lavori, come l’ ultimo “Choronzon working destroys minds”( “Choronzon lavorando distrugge le menti”, una performance ritualistica arricchita da paradossali frequenze sonore, ionizzazione atmosferica, effetti strobostopici, generatori elettrostatici e dal vulcano che sarà allestita a Stromboli il 17 luglio 2015, sarà accompagnata dalla proiezione della pellicola di culto del visionario Kenneth Anger “Lucifer Rising” e aprirà l’ edizione 2015 di Volcano Extravaganza, “In favour of a total eclipse”, happening imperdibile, organizzato dal Fiorucci Art Trust e curato da Milovan Farronato. Brian, simpatica individualità che è al momento a Stromboli a ultimare i lavori per la performance – ha parlato di questo progetto ed anche di arte e magia nella breve intervista che segue.

Magia come fonte di cultura, consapevolezza e ispirazione, in che misura è protagonista della tua vita?

“ Il 100 per cento – lo è davvero per tutti – la cosa importante da capire è che ogni singola azione è un’ atto di magia”.

Arte e magia, mi parli di questo dialogo che è impresso nel tuo lavoro?

“Magick(sillabato con una k per differenziarlo dalle forme volgari di Aleister Crowley) è un’ arte ed una Scienza. Ambedue sono la medesima cosa per me”.

Mi racconti del tuo lavoro con Kenneth Anger, come ha avuto inizio?

“É cominciato come la maggior parte delle cose – in principio. Avevamo un paio di cose in comuni come l’ essere puntuali e il comunicare senza parlare”.

Sarai protagonista dell’ edizione 2015 dell’ evento d’ arte Volcano Extravaganza, “In favour of a total eclipse”, presentando una performance, qual’ è l’ idea in essa racchiusa?

“Ho deciso di impegnarmi nel più pericoloso e potente rituale occulto che sia mai stato conosciuto. L’ evocazione Choronzon”(cito Aleister Crowley per dipingere il nucleo di questo rituale: il nome dell’ Abitante dell’ Abisso è Choronzon, ma non è in realtà un individuo. L’ Abisso è privo di essere; è colmo di tutte le forme possibili, ognuna ugualmente insulsa, ognuna perciò malvagia nel vero senso della parola –ciò è, inutile ma maligno, fin quando non desidera diventare reale. Queste forme vorticano alla cieca all’ interno di mucchi disordinati come turbini, ed ognuna di queste possibilità di aggregazione afferma di essere un individuo e urla, “Io sono io!”, pur consapevoli tutto il tempo che i propri elementi non abbiano un vero legame; al punto che il più sottile disturbo fa sparire la delusione come un fantino, che incontra un turbine, lo porta in pioggia di sabbia sulla terra.”).

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Dopo Volcano Extravaganza, mi dirigerò a Londra per lavorare al mio lungometraggio “The Great Beast”( “La Grande Bestia”), un film biografico che si basa sulla vita di Aleister Crowley”.

brian

www.brianbutler.com

Teho Teardo, photo by Gianluca Gandini, courtesy of Teho Teardo

Teho Teardo, photo by Gianluca Gandini, courtesy of Teho Teardo

The genius composer, overwhelming and vibrant artist Teho Teardo will feature in the Galway International Arts Festivalwhich will be held in Galway from 16th to 26th July 2015 – where it will be presented two different projects involving him, a movie which will be premiered during this event, “The Match Box” by Frank McGuinness, directed by Joan Sheehy, for which he made the soundtrack and another wondrous work, “Le Retour à la raison”(Specula Records), an album – an emotional encounter giving rise to a magic syncretism between art and music – which will be premiered during the Festival and will be released on 19th September 2015. This moving work embodies the music he composed for three films by Man Ray or La retour à la raison (1923), L’etoile de mer (1928) and Emak Bakia (1926), that will be screened during the concert, an announced success, featuring forty guitarists as Joe Lally – the celebrated front-man of band Fugazi -, the filmmaker Andrea Molaioli, film critic Mario Sesti, the violinists Elena de Stabile and Stefano Azzolina who will perform along with Teho on 23rd July 2015 in Galway, at the St. Nicholas Church at 9 pm. A not to be missed happening for all the ones who love the arts, successful chance to discover, know more and enjoy the work by an unique artist in the realm of experimental contemporary music.

TEHO TEARDO PROTAGONISTA DEL GALWAY INTERNATIONAL ARTS FESTIVAL

 

 

Il geniale compositore, irrefrenabile e vibrante artista Teho Teardo sarà protagonista del Galway International Arts Festivalche si terrà a Galway dal 16 al 26 luglio 2015 – in cui saranno presentati due diversi progetti che lo coinvolgono, un film che sarà presentato in anteprima durante questo evento “The Match Box” di Frank McGuinness, diretto da Joan Sheehy, per cui ha realizzato la colonna sonora e un altro splendido lavoro, “Le Retour à la raison”(Specula Records), un album che sarà presentato in anteprima durante il Festival e sarà pubblicato il 19 settembre 2015. Questa struggente opera – un appuntamento emotivo che dà vita a un magico sincretismo tra arte e musica -, racchiude le musiche da lui composte per tre pellicole di Man Ray ovvero La retour à la raison (1923), L’etoile de mer (1928) e Emak Bakia (1926), le quali saranno proiettate durante il concerto, un successo annunciato, di cui saranno protagonisti quaranta chitarristi tra i quali Joe Lally – il celebre leader della band Fugazi -, il regista Andrea Molaioli, il critico cinematografico Mario Sesti, i violinisti Elena de Stabile e Stefano Azzolina che si esibiranno insieme a Teho il 23 luglio 2015 a Galway, presso la St. Nicholas Church alle ore 21:00. Un evento imperdibile per tutti coloro che amano le arti, felice occasione per scoprire, conoscere meglio e apprezzare l’ opera di un artista unico nell’ ambito della musica sperimentale contemporanea.

www.giaf.ie

http://tehoteardo.com

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

The celebrated photographer Ellen von Unwerth depicted the incisive, dark elegance under the sign of  austerity and a fine craftsmanship, featuring in the Spring/Summer 2016 collection by AUGUSTIN TEBOUL, French-German brand created by Annelie Augustin and Odély Teboul, giving rise to a brilliant work which was recently presented in Berlin at the Galerie Judin during Mercedes-Benz Fashion Week Berlin. Here it was on show the creations by the fashion designers, that talk about a languid and assertive femininity and embody the suggestions of a tropical storm. Geometries turns into exuberant flora, emphasized by black color which is the feature of collection along with a smashing play of symmetries and asymmetries, transparencies, overlaps of cloths, psychedelic embroideries, Swarovski crystals and the accessories, an awesome collection of jewelry( including six pieces), made in collaboration with Stilnest.com which is available for online purchase.

LA FEMMINILITÀ LANGUIDA & ASSERTIVA DI AUGUSTIN TEBOUL VISTA DA ELLEN VON UNWERTH

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

La celebre fotografa Ellen von Unwerth ha ritratto l’ incisiva eleganza dark all’ insegna di austerità e una raffinata artigianalità che è protagonista della collezione primavera/estate 2016 di AUGUSTIN TEBOUL, brand franco-tedesco creato da Annelie Augustin e Odély Teboul, dando vita a un brillante lavoro che è stato recentemente presentato a Berlino presso la Galerie Judin durante la Mercedes-Benz Fashion Week Berlin. Ivi erano in mostra le creazioni delle fashion designers che parlano di una languida e assertiva femminilità e racchiudono le suggestioni di una tempesta tropicale. Geometrie si trasformano in una vivace flora, enfatizzate dal nero, protagonista della collezione unitamente a un formidabile gioco di simmetrie e asimmetrie, trasparenze, sovrapposizioni di tessuti, ricami psichedelici, cristalli Swarovski e dagli accessori, una fantastica collezione di gioielli ( comprensiva di sei pezzi), realizzata in collaborazione con Stilnest.com che è acquistabile online.

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

 

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

 

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

 

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

 

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

 

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

 

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

 

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

 

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

 

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

Augustin Teboul Spring/Summer 2016, photo by Ellen von Unwerth

 

 

www.augustin-teboul.com

 

 

 

 

volcano extravaganza 2

It will held from 17th to 27th July 2015 in Stromboli “Volcano Extravaganza”, event under the sign of art, music and performance, ideated by the Fiorucci Art Trust – headed by the bright Nicoletta Fiorucci – and curated by Milovan Farronato. The 2015 edition is focused on a statement, to be “In favour of a total eclipse” which is its name and celebrates the Spring Equinox and the joining for a moment of the Moon with a total solar eclipse. It’s a rare celestial event, a day of unresolved paradox where the subconscious energies of the moon conceal the blissful sun. Shadows show the hidden side of things, giving rise to an amazing walk in the darkness. This edition will  stage a prophetic manuscript – as Milovan says – of whose author remains unknown. The script stems from a tradition not dissimilar to the XV century unattributed book De Sphaera, where all scenes are set in the context of the planets. It’s an osmosis between the reality, represented by the suggestive landscape of Stromboli, its active volcano and reality as told. A tale which will be emphasized by the work by the genius Brian ButlerChoronzon working destroys minds”. That will be the opening event which will be held on 17th July 2015, a ritualistic performance enhanced by paradoxical sound frequencies, atmospherical ionization, strobostopic effects, electrostatic generators, augmented realities and the real volcano which will be accompanied the screening of cult film by the legendary Kenneth AngerLucifer rising”. It will follow other successful events featuring other artists as July Mathilde Rosier (18th July), Raphael Hefti( 19th July), July Thomas Zipp( 21st July), July Adriano Costa (22nd July), July Kembra Pfahler (23rd July), July Goshka Macuga (25th July), July Pedro Paiva & João Maria Gusmão (26th July), Christodoulos Panayiotou (27th July), the music by Daniele Baldelli (18th July) and The Vinyl Factory DJs & Special Guests (19th July). A not to be missed happening to discover and enjoy the magic of art.

LA MAGIA DELL’ ARTE: VOLCANO EXTRAVAGANZA, L’ EDIZIONE 2015 “IN FAVOUR OF A TOTAL ECLIPSE”

brian

Si terrà dal 17 al 27 luglio 2015 a Stromboli “Volcano Extravaganza”, evento all’ insegna di arte, musica e performance, ideato dal Fiorucci Art Trust – guidato da Nicoletta Fiorucci – e curato da Milovan Farronato. L’ edizione 2015 è incentrata su una dichiarazione di intenti, l’ essere “In favour of a total eclipse” ( che significa “A favore di un’ eclissi totale” che ne è il nome, il quale celebra l’ equinozio di primavera e l’ unione per un momento della luna con un’ eclissi solare totale. È un raro evento celeste, un giorno del paradosso irrisolto in cui le energie subconscie della luna nascondono l’ incantevole sole. Ombre mostrano il lato oscuro delle cose, dando vita a una fantastica passeggiata nelle tenebre. Questa edizione inscenerà un manoscritto profetico – come Milovan racconta – il cui autore è ignoto. Lo scritto deriva da una tradizione dal libro anonimo De Sphaera, in cui tutte le scene sono allestite avendo quale contesto dei pianeti. È un’ osmosi tra la realtà, rappresentata dal suggestivo paesaggio di Stromboli, il suo vulcano in attività e il modo in cui la realtà è raccontata. Un racconto che sarà enfatizzato dall’ opera del geniale Brian ButlerChoronzon working destroys minds” (“Chorozon lavorando distrugge le menti“). Questo  sarà l’ evento l’ evento di apertura che si terrà il 17 luglio 2015, una performance ritualistica arricchita da paradossali frequenze sonore, ionizzazione atmosferica, effetti strobostopici, generatori elettrostatici, realtà e  dal volcano, quale sarà accompagnato dalla proiezione della pellicola di culto del leggendario Kenneth AngerLucifer rising”. Seguiranno altri felici eventi di cui saranno protagonisti altri artisti quali July Mathilde Rosier (18 luglio), Raphael Hefti( 19 luglio), July Thomas Zipp( 21 luglio), July Adriano Costa (22 luglio), July Kembra Pfahler (23 luglio), July Goshka Macuga (25 luglio), July Pedro Paiva & João Maria Gusmão (26 luglio), Christodoulos Panayiotou (27 luglio), le musiche di Daniele Baldelli (18 luglio) ed i DJ di The Vinyl Factory & Special Guests (19 luglio). Un evento imperdibile per scoprire ed apprezzare la magia dell’ arte.

volcano extravaganza

Stromboli

Stromboli

http://fiorucciartrust.com 

Holly Woodlawn

Holly Woodlawn

It follows the raising-fund on the virtual platform Gofundme to support the iconic transgender LGBT pioneer and Warhol superstar Holly Woodlawn who is currently at the LA hospital , waiting for doing a laparoscopic lung biopsy in order to determine exactly the nature of the lesions discovered on her brain an lungs. Holly has made it clear she wants return home and if she must die, she doesn’t want to die in a nursing home. Thus her friends gave rise to this raising-fund in order to continue her care and bring Holly home with a 24 hour nursing care. The goal to get is 50.000 $, amount including provisions for the funeral and to secure her last resting place. Thus I ask you, dear FBFers, of joining to this initiative to celebrate and help someone who gave to thousands of people hope and pleasure.

SOSTENIAMO IL RITORNO A CASA DI HOLLY WOODLAWN!

Holly Woodlawn

Holly Woodlawn

Prosegue la raccolta fondi sulla piattaforma virtuale Gofundme per sostenere l’ iconica support transgender pioniera LGBT and superstar di Warhol Holly Woodlawn che attualmente si trova all’ ospedale di Los Angeles, in attesa di effettuare una laparoscopia con biopsia ai polmoni al fine di determinare con esattezza la natura delle lesioni scoperte al cervello ed ai polmoni. Holly ha chiarito che vuole tornare a casa e se dovesse morire, non vorrebbe morire in una casa di cura. Pertanto i suoi amici hanno dato vita a questa raccolta fondi al fine di continuare le sue cure e portare a casa Holly con un servizio di assistenza domiciliare giornaliero. L’ obiettivo da raggiungere è 50.000 $, somma comprensiva delle spese per i funerali e per assicurarle il suo ultimo luogo di risposo. Perciò vi chiedo, cari FBFers, di aderire a questa iniziativa per celebrare e aiutare qualcuno che ha dato a migliaia di persone speranza e gioia.

www.gofundme.com/bringhollyhome

andy 3

It will be opened on 5th July 2015 in Pietrasanta, at 6.30 pm, at the Gestalt GalleryIn a pop key”, the solo show – running through 5th August 2015 – of brilliant and eclectic artist Andy ( co-founder of Bluvertigo band, artistic collective Fluon and DJ), featuring the works he made under the sign of new-pop suggestions, fluorescence, irony and lightness. A work telling about himself and the many icons that have peopled his life and influenced his works. This not to be missed happening will be also enriched by a performance by Andy, successful chance to discover and enjoy his vibrant creativity.

“IN A POP KEY”, LA PERSONALE DI ANDY ALLA GALLERIA GESTALT DI PIETRASANTA

Andy at the Gestalt Gallery during the setting of exhibition, photo courtesy of Andy

Andy at the Gestalt Gallery during the setting of exhibition, photo courtesy of Andy

Sarà inaugurata il 5 luglio 2015 a Pietrasanta, alle ore 18:30, presso la Gestalt Gallery “In a pop key”, la personale – che proseguirà fino al 5 agosto 2015 – del brillante ed eclettico artista Andy (co-fondatore della band Bluvertigo, del collettivo artistico Fluon e DJ), di cui saranno protagoniste le opere da lui realizzate all’ insegna di suggestioni neo-pop, fluorescenza, ironia e leggerezza. Un lavoro che parla di lui e delle molteplici icone che hanno popolato la sua vita e influenzato i suoi lavori. Questo happening imperdibile sarà anche arricchito da una performance di Andy, felice occasione per scoprire e apprezzare il suo vibrante estro.

www.fluon.it

www.gestaltgallery.it

deannissima

 

It successfully follows the initiatives to support the new Reggio Emilia MIRE-Maternity and Childhood Hospital with the installation “Ninety artists for one flag”, event promoted by the no-profit association Curare Onlus, Ferrovie Dello Stato with the sponsorship of the City of Reggio Emilia in order to raise funds for building the new hospital, which will be opened on Saturday 4th July 2015 at 11 am in Reggio Emilia at the Mediopadana High Velocity Railway Station. The happening – running through 31st October 2015 – will feature the works by Eugenio Carmi, Tommaso Cascella, Giuliano Della Casa, Gianfranco Notargiacomo and Wainer Vaccari – that are part of a a wide art project, curated by the art historian and critic Sandro Parmiggiani, presented in many Italian Musems and told by a catalogue(Corsiero Editions), where ninety artists gave a work they made which reinterprets the iconography of flag – and also will be Luca Vecchi, the Reggio Emilia major, the powerful and brilliant Deanna Ferretti Veroni who is the President of Curare Onlus and the railway engineer Christian Colaneri. A not to be missed event joining art and a laudable purpose.

ARTE & UNA LODEVOLE FINALITÀ: L’ INSTALLAZIONE “NOVANTA ARTISTI PER UNA BANDIERA” ALLA STAZIONE FERROVIARIA ALTA VELOCITÀ MEDIOPADANA DI REGGIO EMILIA

Deanna Ferretti Veroni along with Philippe Daverio showing the catalogue of Ninety artists for one flag

Deanna Ferretti Veroni along with Philippe Daverio showing the catalogue of Ninety artists for one flag

Proseguono felicemente le iniziative per sostenere il nuovo Ospedale MIRE- Maternità e Infanzia di Reggio Emilia con l’ installazione “Novanta artisti per una bandiera”, evento promosso dall’ Associazione no-profit Curare Onlus, Ferrovie Dello Stato con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia al fine di raccogliere fondi per costruire questo ospedale, che sarà inaugurata sabato 4 luglio 2015 alle ore 11:00 presso la Stazione Ferroviaria Alta Velocità Mediopadana di Reggio Emilia. Protagoniste dell’ happening – che proseguirà fino al 31 ottobre 2015 – le opere di Eugenio Carmi, Tommaso Cascella, Giuliano Della Casa, Gianfranco Notargiacomo e Wainer Vaccari – che sono parte di un ampio progetto, curato dallo storico e critico d’ arte Sandro Parmiggiani, presentato in vari Musei d’ Italia e raccontato da un catalogo(Corsiero Editore), in cui novanta artisti hanno donato una loro opera che reinterpreta l’ iconografia della bandiera – e saranno anche presenti Luca Vecchi, il sindaco di Reggio Emilia, la poderosa e brillante Deanna Ferretti Veroni che è il Presidente di Curare Onlus e l’ ingegnere ferroviario Christian Colaneri. Un evento imperdibile che unisce l’ arte e una lodevole finalità.

www.curareonlus.it

 

The dickhead masks by Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gillbert

The dickhead masks by Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gillbert

Sensual and playful suggestions are a leitmotiv of work by the British artist Bert Gilbert (as the fun bottom blusher she made), which enriches with new creations, a series of surreal masks, commissioned by the brand Hendrick’s Gin. The artist told me about “these new objects, were inspired by her 3rd eye mask, that she made for a series of performances, art rituals she is producing with her alter ego, the scapegoat which is an art shaman”. Once Hendrick saw these, he commissioned a set of masks – created for their global ambassadors to wear as surreal disguises at brand events -, along with other items she is developing for them. It’s a nice gender blur, which talks about eroticism, irony and lightness, giving rise to a smashing showcase which depicts many body parts – tits, dicks, ears, hands, lips, eyes -, some of them are also erogenous zones, where it shines a must have mask, the dickhead mask, excellent idea to give oneself as a gift and give as a gift for celebrating your favorite dickhead( there are a lot of dickheads around the world – as it evidencedby the hilarious video by Bert “Dick Free London” -, but just only few ones deserve a dickhead mask for paying homage to their status, a form of art, of dickheads).

IRONIA & SENSUALITÀ, UNA SIMPATICA CONFUSIONE DI GENDER: LE MASCHERE SURREALI DI BERT GILBERT

The dickhead masks by Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gillbert

The dickhead masks by Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gillbert

Sensuali e ludiche suggestioni sono un leitmotiv dell’ opera dell’ artista inglese Bert Gilbert (come il divertente bottom blusher da lei realizzato) che si arricchisce di nuove creazioni, una serie di maschere surreali, commissionate dal brand Hendrick’s Gin. L’ artista mi ha detto che “questi nuovi oggetti si ispirano alla sua maschera da terzo occhio, da lei fatta per una serie di performance, rituali d’arte, che sta producendo con con il suo alter ego, il capro espiatorio che è uno sciamano dell’ arte”. Non appena Hendrick l’ ha vista, ha commissionato un set di maschere, – create per esser indossate dai suoi ambasciatori nel mondo come travestimenti durante gli eventi del marchio – unitamente ad altri oggetti che sono in corso d’ opera. È una simpatica confusione di gender che parla di erotismo, ironia e leggerezza, dando vita una formidabile rassegna che ritrae varie parti del corpo – tette, cazzi, orecchie, mani, bocche, orecchie, occhi -, alcune delle quali sono anche zone erogene, in cui splende una maschera da avere, la dickhead mask ( la maschera da testa di cazzo), eccellente idea da regalarsi e regalare per celebrare la propria testa di cazzo preferita (nel mondo esiste una moltitudine di teste di cazzo – come peraltro si evince dall’ ilare video di Bert “Dick Free London” -, ma soltanto pochi meritano una maschera da testa di cazzo per omaggiare il loro status, una forma d’ arte, di teste di cazzo).

The tithead masks by Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gillbert

The tithead masks by Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gillbert

The tithead masks by Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gillbert

The tithead and bumface masks by Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gillbert

Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gillbert

Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gillbert

The third eye masks by Bert Gilbert, Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gillbert

The third eye masks by Bert Gilbert, Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gillbert

Ear-cyclopes masks by Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gilbert

Ear-cyclopes masks by Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gilbert

Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gilbert

Le grand konk, mask by Bert Gilbert, photo courtesy of Bert Gilbert

www.bertgilbert.co.uk

Angelo Cruciani

Angelo Cruciani

It will be opened on 1st July 2015 in Milan at the MAEC, the Milan Art and Events Center Milan Shangai, “Lovvism”, the exhibition running through 31st July 2015, featuring the works made by the bright fashion designer and visual artist Angelo Cruciani. Thirty-five are the works he made some of them(6) are created by teaming with Manuel Scrima that talk about that precious feeling which is love. That is the further step of a project under the sign of love he recently launched during the latest edition of Pitti tradeshow event, “Love’s nation”, a capsule collection which joyfully and lightly reinterprets the iconography of flags, depicts love as remedy against war and imagines the nations loving each other instead of fighting one against the other. Here it will be also showcased some items coming for ”Army of love”, the menswear Fall/Winter 2015-2016 collection he made. A successful happening to enjoy the energy of a creative who experiments new languages and ways celebrating lightness, consciousness and light.

“LOVVISM”: ARTE & MODA SOTTO IL SEGNO DI ANGELO CRUCIANI

angelo 2

Sarà inaugurata l’ 1 luglio 2015 a Milano at the MAEC, il Milan Art and Events Center Milan Shangai, “Lovvism”, la mostra che proseguirà fino al 31 luglio 2015, di cui sono protagoniste le opere realizzate dal brillante e artista Angelo Cruciani. Trentacinque sono le sue opere, alcune delle quali (6) sono state create in collaborazione Manuel Scrima che parlano di quel prezioso sentimento che è l’ amore. Ciò è rappresenta il passo successivo di un progetto all’ insegna dell’ amore da lui presentato in occasione dell’ ultima edizione dell’ evento fieristico Pitti, “Love’s nation”, una capsule collection che reinterpreta con gioia e levità, dipinge l’ amore quale rimedio contro la guerra e immagina le nazioni che si amano l’ una con l’ altra invece che combattere l’una contro l’ altra. Ivi saranno anche esposti alcuni capi provenienti da ”Army of love”, la sua collezione uomo autunno/inverno 2015-2016. Un felice evento per scoprire e apprezzare l’ energia di un creativo che sperimenta nuovi linguaggi e nuove vie che celebrano la leggerezza, la consapevolezza e la luce.

Angelo Cruciani

Angelo Cruciani

 

Angelo Cruciani

Angelo Cruciani

 

 Santo Graal by Angelo Cruciani & Manuel Scrima,

Santo Graal by Angelo Cruciani & Manuel Scrima,

 

www.angelocruciani.com

Teho Teardo & Elio Germano

Teho Teardo & Elio Germano

Literature, theatre and music, magic synaesthesia which embodies many syncretismes and opens the way to new experimentation under the sign of viscerality, lyricism and contemporary times. This is “Journey to the end of night”, performance featuring music by the genius composer Teho Teardo and voice by the famous actor Elio Germano, who, accompanied by the cellist Martina Bertoni and a string quintet will stage on 17th July 2015 in Roma at Villa Ada and on 18th July 2015 in Fossombrone during the Fossombrone Theatre Festival the bright version they made of the masterpiece – the first novel – by Louis-Fernand Céline, enriched by new, intense suggestions. An yesterday tale which is a never-ending story having as features the war and its horrors, poverty, basically considered as moral misery. The desperation of a nihilistic and grotesque vision, the one of the celebrated novelist, which is embodied by the main character of the book he made, Ferdinand Bardanu and dyed with a strong pessimism on human nature, institutions and life, meets the sounds of guitar, strings and electro music, that emphasize its reinterpretation, giving rise to a coral experience. A not to be missed event for all the ones who are devoted to music, art and celebrate the syncretic way of thinking.

“VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE”: I SINCRETISMI E LA MAGICA SINESTESIA DI TEHO TEARDO & ELIO GERMANO

Elio Germano, Martina Bertoni and Teho Teardo, photo by Tiziana Cera Rosco

Elio Germano, Martina Bertoni and Teho Teardo, photo by Tiziana Cera Rosco

Letteratura, teatro e musica, magica sinestesia che racchiude in sé molteplici sincretismi e apre la via a insolite sperimentazioni all’ insegna di visceralità, lirismo e contemporaneità. Questo è “Viaggio al termine della notte”, spettacolo di cui è protagonista la musica del geniale compositore Teho Teardo e la voce del famoso attore Elio Germano, i quali, accompagnati dalla violoncellista Martina Bertoni e da un quintetto d’ archi, porteranno in scena il 17 luglio 2015 a Roma a Villa Ada e il 18 luglio 2015 a Fossombrone in occasione del Fossombrone Teatro Festival la loro brillante versione del capolavoro – opera prima – di Louis-Fernand Céline, arricchito da nuove, intense suggestioni. Un racconto di ieri, una storia di sempre che ha quali comprimari la guerra e i suoi orrori, la povertà, intesa essenzialmente quale miseria morale. La disperazione di una visione nichilista e grottesca, quella del celebre autore, che è incarnata dal protagonista del suo racconto, Ferdinand Bardanu e colorata da un forte pessimismo sulla natura umana, sulle istituzioni e sulla vita, incontra le sonorità di chitarra, archi e musica elettronica, che ne enfatizzano la rilettura, dando vita a un’ esperienza corale. Un evento imperdibile per tutti coloro che sono devoti alla musica, all’ arte e celebrano il pensiero sincretico.

Elio Germano, Martina Bertoni and Teho Teardo, photo by Tiziana Cera Rosco

Elio Germano, Martina Bertoni and Teho Teardo, photo by Tiziana Cera Rosco

http://tehoteardo.com

www.villaada.org  

www.opera-coop.it

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Minimalism and a casual-chic male elegance under the sign of comfort features in the Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016 collection, designed by Andreas Melbostad, which has presented during the Milan Fashion Week. The palette of colors is basic and includes black, white, grey, blue and a glare of silver, lines are clean, tight and oversize. Blazers are slim-fit and comfortable leather jackets are enriched by pockets on the back, successfully make concrete the paradigm of multi-functionality, emphasized by the accessories, bags that refine the catchy creations (made of. denim, cotton, leather and technical cloths).

IL MINIMALISMO CASUAL-CHIC DI DIESEL BLACK GOLD

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Il minimalismo e un’ eleganza maschile casual chic all’ insegna è  protagonista della collezione primavera/estate 2016 di Diesel Black Gold Man, disegnata da Andreas Melbostad, che è stata presentata durante la Milan Fashion Week. La palette di colori é basica e include nero, bianco, grigio, blu e un bagliore di argento, le linee sono pulite, aderenti e oversize. I blazer hanno una vestibilità slim e le confortevoli giacche di pelle sono arricchite da tasche posizionate dietro che felicemente concretizzano il paradigma della multifunzionalità, enfatizzato dagli accessori, le borse, che rifiniscono le accattivanti creazioni (realizzate in denim, cotone, pelle e tessuti tecnici).

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

 

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

 

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

 

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

 

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

 

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

 

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

 

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

 

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

 

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

 

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

 

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

 

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

 

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

Diesel Black Gold Man Spring/Summer 2016, photo courtesy of Niran Avisar

 

www.diesel.com

 

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

It has presented during Paris Fashion Week the menswear Spring/Summer 2016 collection by the legendary fashion designer Issey Miyake, giving rise to a dialogue between two cities, Tokyo and Mexico City, featuring a smashing syncretism under the sign of art and nature. The shining urban jungle which is part of these cities and is depicted by the young Tokyo photographer, Yoshinori Mizutani. The man becomes an urban animal who lives the city as a second colored nature, interacting with the rest of the world. References concerning nature and its hosts are impressed in the series of pictures “Tokyo parrots”, portraits of wild parrots seen on the streets of Tokyo turning into prints and decorating dresses and cotton poplin and jersey shirts. It’ s a sporty chic elegance, emphasized by a series of garments that draw inspiration from the Mexico city colors and the architecture by Luis Barragan. It’ s an alchemy made of monochrome shades, canvas and linen-cotton cloths, that are put together to become double-face, long waistcoats, Bermuda shorts, jackets and light, embroidered coats evoking the Mexican craftsmanship. It completes this suggestive display on male elegance the casual-chic creations, embodying the works, abstract pictures of Tokyo, from the series “Colors” by Mizutani along with something new, the eyewear, arising from the teaming with the Japanese producer Kaneko Optical, that will be launched from 25th to 28th September 2015 at Slimo Paris.

ARTE E NATURA, IL SINCRETISMO URBANO DI ISSEY MIYAKE

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

È stata presentata in occasione della Paris Fashion Week la collezione uomo primavera/estate 2016 del leggendario fashion designer Issey Miyake, che dà vita a un dialogo tra due città, Tokyo e Città del Messico, di cui è protagonista un formidabile sincretismo all’ insegna di arte e natura. La lussureggiante giungla urbana che é parte di queste città è immortalata dal giovane fotografo giapponese Yoshinori Mizutani. L’ uomo diventa un animale urbano che vive la città come una seconda colorata natura, la quale interagisce con il resto del mondo. Riferimenti inerenti la natura ed i suoi ospiti sono impressi nella serie di fotografie “Tokyo parrots”, ritratti di pappagalli selvatici avvistati per le strade di Tokyo che si trasformano in stampe e decorano abiti e camicie di popeline di cotone e jersey. Un’ eleganza sporty chic enfatizzata da una serie di capi che si ispirano ai colori di Città del Messico e all’ architettura di Luis Barragan. Un’ alchimia di nuances monocromatiche, tessuti di canapa e lino-cotone, assemblati per diventare double-face, lunghi gilet, Bermuda, giacche e leggeri cappotti ricamati che evocano l’ artigianalità messicana. Completano questa suggestiva rassegna sull’ eleganza maschile le creazioni casual-chic che racchiudono le opere, immagini astratte di Tokyo tratte dalla serie “Colors” di Mizutani unitamente a qualcosa di nuovo, la collezione di occhiali, che nascono dalla collaborazione con il produttore giapponese Kaneko Optical, la quale sarà lanciata dal 25 al 28 Settembre 2015 presso Slimo Paris.

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

Issey Miyake Men Spring/Summer 2016

www.isseymiyake.com

 

Ambivalently Yours

Ambivalently yours

Self-expression, a vibrant thought along with the portrait of what is female features in the awesome blog by the anonymous British illustrator Ambivalently yours, she created in 2012, a non-place where conflicting feelings are confronted, reevaluated and emphasized by a bright sense of humour. The idea of ambivalence, which means loving and hating simultaneously, dyes with the feminism’s assertiveness or rather the will of advocating for the woman’s right to choose (though this right does not imply there is only one choice) and the refusal to choose between femininity and feminism, giving rise to another dimension: the space of undeciding( which is much far away from indecision as it arises from a clear will). It’s a delicate and fun journey into the messiness, imperfections and contradictions of femininity, which embodies a dynamism I celebrate.

DINAMISMO, FEMMININILITÀ & FEMMINISMO: LO SPAZIO DEL NON DECIDERE DI AMBIVALENTLY YOURS

Ambivalently yours

Ambivalently yours

L’ espressione di sé, un vibrante pensiero insieme al ritratto di ciò che è femminile è protagonista del fantastico blog dell’ illustratrice anonima inglese Ambivalently yours, da lei creato nel 2012, un luogo in cui sentimenti contrapposti sono messi a confronto, rivalutati ed enfatizzati da un brillante umorismo. L’ idea dell’ ambivalenza, che equivale a amare e odiare contemporaneamente, si tinge dell’ assertività del femminismo o meglio della volontà di rivendicare il diritto della donna di scegliere (benché questo diritto non implichi che esista un’ unica scelta) ed il rifiuto di scegliere tra femminilità e femminismo, dando vita a un’ altra dimensione: lo spazio del non decidere (che è ben lungi dall’ indecisione poiché esso nasce da un chiaro volere) Un delicato e divertente viaggio nella confusione, nelle imperfezioni e contraddizioni della femminilità che racchiude in sé un dinamismo che celebro.

Ambivalently yours

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http://ambivalentlyyours.tumblr.com 

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

 

A glocal (word joining the terms “global” and “local”, standards of different ways to live, make and be) attitude features in the menswear Spring/Summer 2016 collection of bright fashion designer Stella Jean, which has recently presented during the Milan Fashion Week. It’s a celebration of opposing elements where urban meets the local. The volumes are metropolitan, some of them depict suggestions from the Sixties, colors and many patterns evoke equator landscapes, emphasized by the strip prints, a leitmotiv of collection, of cloths made by artisans from Burkina Fasu, giving rise to a fun and fresh portrait of male elegance.

I SEGNI GLOCAL DELL’ ELEGANZA MASCHILE DI STELLA JEAN

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

Un’ attitudine glocal (lemma che unisce i termini “globale” e “locale”, standard di diversi modi di vivere, fare ed essere) è la protagonista della collezione uomo primavera/estate 2016 della brillante fashion designer Stella Jean, che è stata recentemente presentata in occasione della Milan Fashion Week. Una celebrazione di elementi opposti in cui in cui l’ urbano incontra il locale. I volumi sono metropolitani, alcuni dei quali dipingono suggestioni anni Sessanta, i colori e svariati patterns evocano paessaggi dell’ Equatore, enfatizzati da stampe a strisce, un leitmotiv della collezione, di stoffe realizzate da artigiani del Burkina Fasu, dando vita a un divertente e fresco ritratto dell’ eleganza maschile.

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

 

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

 

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

 

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

 

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

 

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

 

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

 

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

Stella Jean Spring/Summer 2016, photo by Max Montingelli

 

The models at the backstage of Stella Jean's fashion show, photo by Max Montingelli

The models at the backstage of Stella Jean’s fashion show, photo by Max Montingelli

 

The models at the backstage of Stella Jean's fashion show, photo by Max Montingelli

The models at the backstage of Stella Jean’s fashion show, photo by Max Montingelli

 

Stella Jean along with the models at the backstage of fashion show,  photo by Max Montingelli

Stella Jean along with the models at the backstage of fashion show, photo by Max Montingelli

 

www.stellajean.it

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Politicians are criminals”, a campaign turned into slogans features in the Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016 collection which has recently presented in Milan during the Milan Fashion Week. This is the categorical imperative of the legendary British fashion designer and activist – who focused her social commitment on freedom and protection of environment, more specifically the climate change – “to keep saying it” – as she says – “until it becomes automatic”. The queen of punk thinks “these criminals cause climate change, this means mass extinction of the life forms of our planet”. The strength of this message, launched in order to build the awareness of a concrete danger, becomes fashion. It’s an unusual tale where the male elegance dyes with English eccentricity and meets a hot Mediterranean sun. The lines are fluid, constructions reinterpret the celebrated Westwood’s sign, made of assertiveness and irony. Light fabrics, natural textures and prints, including the ones featuring the roulette, appearing on the t-shirts and representing the campaign she launched along with other ones that are influenced by British interiors, over-printed tartan, floral patterns and tiger stripes. It’s a complex universe enriched by a fun unisex knitwear and colored accessories successfully embodying a vibrant aesthetics and a healthy ethic.

MODA & ATTIVISMO: “POLITICIANS ARE CRIMINALS”, LA CAMPAGNA PROTAGONISTA DELLA COLLEZIONE UOMO DI VIVIENNE WESTWOOD

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Politicians are criminals”(che equivale a “I politici sono criminali”) è una campagna che si trasforma in slogan protagonista della collezione uomo primavera/estate 2016 di Westwood Man, recentemente presentata a Milano in occasione della Milan Fashion Week. Questo, l’ imperativo categorico della leggendaria fashion designer inglese e attivista – che ha rivolto il suo impegno sociale alla libertà e alla protezione dell’ ambiente, più specificamente al cambiamento climatico – “continuare a dirlo” – come sostiene – “finché non diviene automatico”: La regina del punk ritiene che “questi criminali siano la causa del cambiamento climatico, ciò implica l’ estinzione totale di ogni forma di vita esistente nel nostro pianeta”. La forza di questo messaggio, lanciato al fine di costruire la consapevolezza di un pericolo concreto, diventa moda. È un racconto insolito in cui l’eleganza maschile si tinge di eccentricità inglese e incontra il calore del sole del Mediterraneo. Le linee sono fluide, le costruzioni reinterpretano il celebre segno della Westwood, fatto di assertività e ironia. Materiali leggeri, textures naturali e stampe che comprendono le ruote della roulette che appaiono su t-shirt e rappresentano la campagna da lei portata avanti, unitamente ad altre che sono influenzate dagli interni inglesi, tartan ultra-stampato, motivi floreali e tigrati. Un universo composito che é arricchito da una divertente maglieria unisex e colorati accessori che racchiudono felicemente una vibrante estetica e una salubre etica.

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

 

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

 

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

 

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

 

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

 

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

 

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

 

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

 

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

 

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

 

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

 

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

 

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

 

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

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Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

Vivienne Westwood Man Spring/Summer 2016

 

 

www.viviennewestwood.com

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

Sensuality joins to comfort and freshness giving rise to an alchemy made of lace, transparencies, nice floral decorations, light colors along with black, white and unusual lines, emphasizing the silhouette. Those feature in Skivives, the new lingerie collection by the brand For Love & Lemons, created by the Los Angeles fashion designers duo formed by Gillian Rose Kern and Laura Hall.

SUGGESTIONI FLOREALI, TRASPARENZE E PIZZO: LA NUOVA COLLEZIONE DI LINGERIE DI FOR LOVE & LEMONS

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

La sensualità si unisce al comfort e alla freschezza dando vita a un’ alchimia di pizzo, trasparenze, simpatici decori floreali, colori tenui unitamente a nero, bianco e linee insolite che esaltano la silhouette. Questi i protagonisti di Skivives, la nuova collezione di lingerie del marchio For Love & Lemons, creato dal duo di fashion designers di Los Angeles formato da Gillian Rose Kern e Laura Hall.

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

Skivives, For Love & Lemons

Gillian Rose Kern and Laura Hall

Gillian Rose Kern and Laura Hall

www.forloveandlemons.com

Bruce LaBruce

Bruce LaBruce

Bruce LaBruce, brilliant Canadian filmmaker, photographer and author, who uses queercore, a non conventional aesthetics which questions about the contemporary times, is bringer of libertine and libertarian ideas, turned into films as the celebrated cult-movie “The Raspberry Reich” (the word “Reich” is a clear reference to the psychiatric and philosopher Wilhelm Reich), featuring the slogan “The revolution is my boyfriend”. That became a book, “The Revolution is my boyfriend: The Raspberry Reich and the Subversive Power of Political Porn”, embodying his vibrant thought as well as fashion or rather a collection of t-shirts made in collaboration with Poppsychic including some of the categorical imperatives that are in this movie as “Join the homosexual intifada”. The overwhelming creativity of Bruce also experienced with the olfactive design, giving rise along with the nose Kim Weissange to the perfume “Obscenity by Bruce LaBruce”, fragrance which has launched during the exhibitions, held time ago in Madrid at the La Fresh art gallery and in New York at The Hole gallery, focused on the theme of holy and profane, naturally reinterpreted in his unique way, emphasizing fetish suggestions, grotesque visions and including also a marvelous picture of the iconic actress Rossy de Palma. The packaging of scent, which is available in two editions, the gold and silver one, is as itself a suggestive work, designed by Jonathan Johnson, which depicts a naked woman kneeled on the top of bottle and a drop going down. The bouquet of “perfume is associated” – as Bruce says – “with occult or religious rituals (vetiver, labdanum and oud) along with others aromas that are considered as aphrodisiacal” like patchouli and sandalwood and makes concrete the idea of obscenity (word reminding me the poetry by Carmelo Bene who, considering the theatre, defined the “porn”, “oscene” – to be off the stage as it arises from the ancient Greek language – as the physical place where the act becomes exclusively performative, neither metaphoric, nor representative, as well as it happens in the realm of sport- It’s the body into the porn which is the scene and space of action) or rather the absence of conflict between the religious and sexual, they should be completely complementary”. “The fragrance” – Bruce tells – “is meant to stimulate you sexually, but it also contains holy elements”, that perhaps have healing properties as the water from Lourdes. The launch of this perfume was accompanied by a commercial shot by the filmmaker which poked fun the realm of mainstream perfumes’ commercials and talked about an ethereal woman, who seemed like an angel, went out during the evening, was desperate and got drunk, then came back home and saw her lover, a black male, standing on the bed, image evoking the idea of wild eroticism. Irony, framing a keen mind, is another feature of the artist, also impressed in his latest work in the realm of jewelry, a series of fun sterling silver and rhodinated sterling silver rings (some of them embody the word “LA Zombie”, being the title of a movie he made”), arising from the teaming with the designer Jonathan Johnson. It’s picturesque the Bruce’s universe, peopled by many signs talking about freedom.

OSCENITÀ & RIVOLUZIONE: MODA, FOTOGRAFIA, DESIGN OLFATTIVO, GIOIELLI & LE ALTRE MERAVIGLIE DI BRUCE LABRUCE

Bruce LaBruce, brillante regista, fotografo e scrittore canadese che si avvale del queercore, un’ estetica non convenzionale, la quale critica la contemporaneità, è portatrice di idee libertine e libertarie, trasformate in pellicole quali il celebre cult-movie “The Raspberry Reich” (la parola “Reich” è un chiaro riferimento allo psichiatra e filosofo Wilhelm Reich), in cui appare lo slogan “The revolution is my boyfriend”( “La rivoluzione è il mio ragazzo”). Ciò è divenuto un libro, “The Revolution is my boyfriend: The Raspberry Reich and the Subversive Power of Political Porn”, che racchiude il suo vibrante pensiero come anche moda ovvero una collezione di t-shirt realizzate in collaborazione con Poppsychic, comprensiva di alcuni degli imperativi categorici che ci sono in questo film come “Join the homosexual intifada”(“Unitevi alla intifada omosessuale”). L’ irrefrenabile creatività di Bruce sia è anche sperimentata nel design olfattivo, dando vita insieme al naso Kim Weissange al profumo “Obscenity by Bruce LaBruce”, fragranza che è stata presentata durante le mostre, tenutesi tempo fa a Madrid presso la galleria La Fresh gallery ed a New York presso la galleria The Hole gallery, incentrate sul tema di sacro e profano, naturalmente reinterpretato nel suo modo unico, che enfatizza suggestioni fetish, visioni grottesche e include anche una meravigliosa immagine dell’ iconica attrice Rossy de Palma. Il packaging del profumo, disponibile in due edizioni, gold e silver, è di per sé un’ opera suggestiva, disegnata da Jonathan Johnson, raffigura una donna nuda inginocchiata sulla parte superiore della bottiglia e una goccia che cade giù. Il bouquet del “profumo è associato” – come dice Bruce – “ai rituali del mondo occulto e della religione (vetiver, labdano e oud) unitamente ad altri aromi che sono considerate afrodisiaci” come il patchouli e il sandalo e concretizza felicemente l’ idea di oscenità ( lemma che mi ricorda la poetica di Carmelo Bene, che, prendendo in considerazione il teatro , definiva il “porno”, “l’ osceno” – l’ esser fuori dalla scena, significato derivante dal greco antico – come luogo fisico in cui l’ atto si fa esclusivamente performativo, né metaforico, tantomeno rappresentativo, come avviene nell’ ambito dello sport. È il corpo stesso all’ interno del porno a costituire lo scenario e spazio dell’ azione) o meglio l’ assenza di  conflitto tra il religioso e il sessuale, che dovrebbero essere totalmente complementari”. “La fragranza” – racconta Bruce – “è rivolta alla stimolazione sessuale, ma contiene anche elementi sacri, che probabilmente hanno anche proprietà guaritrici come l’ acqua di Lourdes. Il suo lancio è stato accompagnato da una pubblicità girata dal regista che beffeggiava le pubblicità dei profumi di maistream e parlava di una donna eterea, dalle sembianze angelica, la quale usciva fuori la sera, disperata, si ubriacava, poi, una volta tornata a casa trovava il suo amante, un uomo di colore, a letto, immagine che evoca l’ idea di erotismo selvaggio. L’ ironia, che incornicia una mente acuta, è un’ altro tratto dell’ artista, impresso anche in un suo recente lavoro nell’ ambito dei gioielli, una serie di divertenti anelli d’ argento e argento rodiato( alcuni dei quali incorporano la parola “LA Zombie” che è il titolo di un suo film) che nascono dalla collaborazione con il designer Jonathan Johnson. Un variopinto universo, quello di Bruce, popolato da svariati segni che parlano di libertà.

blab book

Bruce LaBruce teaming with Poppsychic

Bruce LaBruce teaming with Poppsychic

Bruce LaBruce teaming with Poppsychic

Bruce LaBruce teaming with Poppsychic

Bruce LaBruce teaming with Poppsychic

Bruce LaBruce teaming with Poppsychic

Bruce LaBruce teaming with Poppsychic

Bruce LaBruce teaming with Poppsychic

Rossy De Palma, photo by Bruce LaBruce

Rossy De Palma, photo by Bruce LaBruce

photo by Bruce LaBruce

photo by Bruce LaBruce

photo by Bruce LaBruce

photo by Bruce LaBruce

photo by Bruce LaBruce

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Obscenity by Bruce LaBruce

Obscenity by Bruce LaBruce

Obscenity by Bruce LaBruce Silver edition

Obscenity by Bruce LaBruce Silver edition

Bruce LaBruce teaming with Jonathan Johnson

Bruce LaBruce teaming with Jonathan Johnson

Bruce LaBruce teaming with Jonathan Johnson

Bruce LaBruce teaming with Jonathan Johnson

Bruce LaBruce teaming with Jonathan Johnson

Bruce LaBruce teaming with Jonathan Johnson

Bruce LaBruce teaming with Jonathan Johnson

Bruce LaBruce teaming with Jonathan Johnson

  www.brucelabruce.com

Lydia 2

Lydia Lunch/Retrovirus

 

It successfully follows the work by the iconic, eclectic and visceral Lydia Lunch as front-woman of band Retrovirus, formed by celebrated musicians as Weasel Walter (The Flying Luttenbachers), Tim Dahl (Child Abuse) and Bob Bert (Sonic Youth, Pussy Galore, Chrome Cranks) from which arises “Urge to kill”(Interbang Records). This is the second album of the band which will perform on 19th June 2015 in Berlin at the Berghain Berlin, features reinterpretations of famous tracks, talking about Lunch’s work as solo-artist, including “Frankie Teardrop”, a cover of track by the legendary Seventies band Suicide and “Dead me beside”, song recorded by 8-Eyed Spy, the band she established in 1979. The sound suggestions are rougher than the original versions of tracks and are a precious source to know and discover again that important artistic movement, arisen in the late Seventies, which has been the no-wave, as well as its queen, Lydia Lunch.

“URGE TO KILL”, IL SECONDO ALBUM DI LYDIA LUNCH/RETROVIRUS

Lydia Lunch/Retrovirus

Lydia Lunch/Retrovirus

Prosegue felicemente il lavoro dell’ iconica, eclettica e viscerale Lydia Lunch nelle vesti di leader della band Retrovirus, formata da celebri musicisti quali Weasel Walter (The Flying Luttenbachers), Tim Dahl (Child Abuse) e Bob Bert (Sonic Youth, Pussy Galore, Chrome Cranks) da cui nasce “Urge to kill”(Interbang Records). Questo, il secondo album del gruppo che si esibirà il 19 giugno 2015 a Berlino presso il Berghain Berlin, di cui sono protagoniste reinterpretazioni di famosi brani che parlano del lavoro da solista della Lunch, le quali comprendono “Frankie Teardrop”, la cover del brano della leggendaria band degli anni Settanta Suicide e “Dead me beside”, canzone registrata da 8-Eyed Spy, del gruppo da lei fondato nel 1979. Le sonorità sono più sporche delle versioni originali delle tracce musicali e sono una preziosa risorsa per conoscere e riscoprire quell’ importante movimento artistico, sorto alla fine degli anni Settanta, che é stato il no-wave, come anche la sua regina, Lydia Lunch.

www.berghain.de

Homme Plissé by Issey Miyake Fall/Winter 2015, photo by  Hiroshi Iwasaki

Homme Plissé by Issey Miyake Fall/Winter 2015, ongoing item, photo by Hiroshi Iwasaki

Pleats as well as the experimentation of shapes and volumes by using of unusual cloths, innovative manufacture is a clear sign impressed in the work of legendary Japanese fashion designer Issey Miyake. Suggestions coming from the realm of design become fashion, feature in the elegance’ s ritual of modern man and join to comfort and refinement. That is “Homme Plissè”, the new brand by the fashion designer which is based on three concepts: the pleats, product and present. The pleating process gives a comfortable elasticity to the product which arises from an engineering and design work and gives rise to creations for the contemporary man, genuine passé-partout.

HOMME PLISSÉ, L’ ELEGANZA MASCHILE CONTEMPORANEA DI ISSEY MIYAKE

Homme Plissé by Issey Miyake Fall/Winter 2015, photo by  Hiroshi Iwasaki

Homme Plissé by Issey Miyake Fall/Winter 2015, photo by Hiroshi Iwasaki

I plissé come anche la sperimentazione di forme e volumi mediante l’ uso di tessuti insoliti, tecnologici, una manifattura innovativa è un segno impresso nell’ opera del leggendario fashion designer giapponese Issey Miyake. Suggestioni provenienti dal design diventano moda, protagoniste del rituale di eleganza dell’ uomo moderno e si uniscono a confort e raffinatezza. Questo è “Homme Plissè”, il nuovo marchio del fashion designer che si basa su  tre concetti: i plissé, il prodotto e il presente. Il processo di plissettatura dona una confortevole elasticità al prodotto che nasce da un’ opera di ingegneria e design e dà vita a creazioni per l’ uomo contemporaneo, autentici passé-partout.

Homme Plissé by Issey Miyake Fall/Winter 2015, photo by  Hiroshi Iwasaki

Homme Plissé by Issey Miyake Fall/Winter 2015, photo by Hiroshi Iwasaki

 

Homme Plissé by Issey Miyake Fall/Winter 2015

Homme Plissé by Issey Miyake Fall/Winter 2015

Homme Plissé by Issey Miyake Fall/Winter 2015

Homme Plissé by Issey Miyake Fall/Winter 2015

 

Homme Plissé by Issey Miyake Fall/Winter 2015

Homme Plissé by Issey Miyake Fall/Winter 2015

 

Homme Plissé by Issey Miyake Fall/Winter 2015

Homme Plissé by Issey Miyake Fall/Winter 2015

 

 

www.isseymiyake.com

Pam Hogg Fall/Winter 2015-2016

Pam Hogg Fall/Winter 2015-2016

Visions, fun and unusual interpretations of archetypes coming from the world of fairy tales – as the  one of Little Red Riding Hood – features in the Fall/Winter 2015-2016 collection by the brilliant British fashion designer – singer and artist –Pam Hogg. Fluid and skinny lines, visionary constructions, that are made more dramatic by using of crinoline, decorations and accessories as hats ad shoes, emphasize the silhouette and celebrate an assertive and theatrical femininity. The transparencies meet many combinations of materials as lame cloths, rubber, eco-leather, silk, tulle, velvet and leather along with many colors of the palette (including red, black, brown, pink, silver and white), paying homage to the rock glamour.

IL ROCK GLAMOUR DI PAM HOGG

Pam Hogg Fall/Winter 2015-2016

Pam Hogg Fall/Winter 2015-2016

Visioni, divertenti e insolite interpretazioni di archetipi provenienti dal mondo delle fiabe – come quella di Cappuccetto rosso – sono i protagonisti della collezione autunno/inverno 2015-2016 della brillante fashion designer – cantante e artista –Pam Hogg. Linee fluide e aderenti, visionarie costruzioni, che sono rese ancor più drammatiche dall’ uso della crinolina, decori e dagli accessori quali i cappelli e le scarpe, enfatizzano la silhouette e celebrano una femminilità assertiva e teatrale. Le trasparenze, un leitmotiv della sua opera, incontrano plurime combinazioni di materiali quali i tessuti laminati, il vinile, l’ eco-pelle, la seta, il tulle, il velluto e la pelle unitamente agli svariati colori della palette (che comprende rosso, nero, marrone, rosa, argento e bianco), rendendo omaggio al glamour rock.

Pam Hogg Fall/Winter 2015-2016

Pam Hogg Fall/Winter 2015-2016

http://pamhogg.com 

Ludique

Ludique

Intense, playful atmospheres under the sign of sensuality, eroticism and fetish suggestions give rise to a successful overlap of laces, strings and lace celebrating the female body. Assertiveness, grace and delicacy is the sign by Ludique, the brand of luxury lingerie created by the brilliant Romania fashion designer Ruxandra Gheorghe – of whose creations she made are available in the renowned London erotic emporium Coco de Mer and in other exclusive boutiques -, emphasized by unusual shapes and high-end materials.

LE INTENSE E GIOCOSE ATMOSFERE ALL’ INSEGNA DELLA SENSUALITDI LUDIQUE

Ludique

Ludique

Intense, giocose atmosfere all’ insegna della sensualità, dell’ erotismo e di suggestioni fetish danno vita a una felice sovrapposizione di lacci, stringhe e pizzo, celebrando il corpo della donna. Assertività, grazia e delicatezza è il segno di Ludique, il brand di lingerie di lusso creato dalla brillante fashion designer rumena Ruxandra Gheorghe – le cui creazioni da lei realizzate sono disponibili presso il rinomato emporio erotico di Londra Coco de Mer e in altre boutique esclusive -, enfatizzato da forme insolite e materiali di alta qualità.

Ludique

Ludique

Ludique

Ludique

Ludique

Ludique

Ludique

Ludique

Ludique

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www.ludique.ro

Lucio Fontana, photo by N

Lucio Fontana, photo by N

I recently visited along with Angelo Naj Oleari the Milan Marconi Modern & Contemporary Art Foundation created by the brilliant art dealer Giorgio Marconi – who discovered and showcased in his gallery the works by artists as Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Mario Schifano and Emilio Tadini. It’s a vibrant story told by him and Natalia Aspesi in the book “Autobiography of a Gallery: the Marconi studio 1962-1992” (Skira Editions, 50,00 Euros) – to enjoy “Homage to Lucio Fontana”, the exhibition featuring Lucio Fontana which is held here and runs through 31st October 2015. It was an awesome afternoon interlude to enjoy the masterpieces by Lucio Fontana and get unknown remarks on the artist from Angelo who were a close friend of him (at that time he was a Fluxus artist and a poet, just later he became the fashion designer of brand Naj Oleari which refined the dress-code of men and women during the Eighties). Nice tales depicting the care for detail the artist had as the way he wanted to showcase his unique, most celebrated, work. To do that, it was created a special room in the Foundation in order to exhibits this work, following his standards. I also got other hilarious remarks from Angelo about Lucio Fontana (who has been the best man of his first marriage with the artist Maurizia Dova, the daughter of painter Gianni Dova of whose initials, impressed in the Naj Oleari cloths and accessories I had as a child along to my natural enthusiasm and overwhelming curiosity, have been the way when I was a child I discovered her, as well as Lindsay Kemp, genius artist who signed some of the cloths and prints made by the brand) that enriched my successful stay at the Foundation which followed with the coming of ironic Giorgio Marconi. He kindly invited me to visit the downstairs area of the Foundation where it is a refined selection of contemporary art featuring Mimmo Rotella, Mario Schifano, Giuseppe Uncini, Lucio Del Pezzo, Hasiao Chin, Emilio Isgrò, Sonia Delaunay, Man Ray and many others. I was really pleased to see in this area a showcase of books, the visitor has the chance of reading, staying close to the artworks that are showcased and knowing much more about them. It’s a laudable initiative to develop and increase the culture in the realm of arts, as I told to Giorgio. Unfortunately I could not visit entirely the Foundation, including also a wide library and other rooms that were work in progress, but I am sure to come back again in this wonderful place for enjoying the work by a fine mind, Giorgio Marconi.

L’ “OMAGGIO A LUCIO FONTANA” E LE ALTRE MERAVIGLIE DELLA FONDAZIONE MARCONI DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI MILANO

Giorgio Marconi, photo by N

Giorgio Marconi, photo by N

Ho recentemente visitato insieme ad Angelo Naj Oleari la Fondazione Marconi di Arte Moderna e Contemporanea di Milano, creata dal brillante gallerista Giorgio Marconi – che ha scoperto ed esposto nella sua galleria artisti quali Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Mario Schifano ed Emilio Tadini. Una storia vibrante raccontata da lui e Natalia Aspesi nel libro the book “Autobiografia di una Galleria: lo studio Marconi 1962-1992” (Edizioni Skira, 50,00 Euro) – per ammirare la mostra di cui è protagonista Lucio Fontana che ivi si tiene e prosegue fino al 31 Ottobre 2015. Un fantastico intermezzo pomeridiano per apprezzare le opere di un artista leggendario, Lucio Fontana, e avere anche informazioni di natura personale inerenti l’ artista da parte di Angelo che era un suo caro amico( a quei tempi Angelo era un artista Fluxus e un poeta, soltanto dopo, è divenuto il fashion designer del brand brand Naj Oleari che ha ingentilito il codice vestimentario di uomini e donne negli anni Ottanta). Simpatici racconti che raffigurano la cura per il dettaglio dell’ artista, come il modo in cui voleva che un’ opera singola opera, la più celebre, fosse esposta. Per far ciò, è stata appositamente creata una stanza nella Fondazione al fine di esporla, conformemente agli standard di Fontana. Ho avuto altre ilari notizie da parte di Angelo su Lucio Fontana (che era stato il testimone delle sue prime nozze con l’ artista Maurizia Dova, la figlia del pittore Gianni Dova le cui iniziali, impresse nei tessuti e negli accessori Naj Oleari che avevo da bambina unitamente al mio naturale entusiasmo e alla mia irrefrenabile curiosità, sono stati il modo in cui ho scoperto lei come anche Lindsay Kemp, geniale artista che ha firmato alcuni dei tessuti e delle stampe del marchio) che ha arricchito la mia felice permanenza alla Fondazione, la quale è proseguita con la venuta dell’ ironico Giorgio Marconi. Costui mi ha gentilmente invitata a vedere l’ area al piano superiore della Fondazione in cui si trova una raffinata selezione di arte contemporanea la quale comprende Mimmo Rotella, Mario Schifano, Giuseppe Uncini, Lucio Del Pezzo, Hasiao Chin, Emilio Isgrò, Sonia Delaunay, Man Ray e molti altri. Mi ha oltremodo rallegrato trovare in quest’ ambiente una rassegna di libri, che il visitatore ha la possibilità di consultare, rimanendo vicino alle opere che sono esposte e saperne di più. Una lodevole iniziativa per consolidare e accrescere la cultura nell’ ambito delle arti, come ho detto a Giorgio. Sfortunatamente non ho potuto vedere la Fondazione per intero, la quale comprende anche una vasta biblioteca e altre stanze che erano in corso d’ opera, però son certa di tornare nuovamente in questo luogo meraviglioso per apprezzare il lavoro di una fine mente, Giorgio Marconi.

Lucio Fontana, photo by N

Lucio Fontana, photo by N

Lucio Fontana, photo by N

Lucio Fontana, photo by N

Lucio Fontana, photo by N

Lucio Fontana, photo by N

Lucio Fontana, photo by N

Lucio Fontana, photo by N

The most celebrated work Lucio Fontana made, set up in the way relying to his standards, photo by N

The most celebrated work by Lucio Fontana, set up in the way corresponding to his standards, photo by N

Mario Schifano, photo by N

Mario Schifano, photo by N

Giuseppe Uncini, photo by N

Giuseppe Uncini, photo by N

Man Ray, Mythologie moderne II, photo by N

Man Ray, Mythologie moderne II, photo by N

Hasiao Chin, photo by N

Hasiao Chin, photo by N

Lucio Del Pezzo, photo by N

Lucio Del Pezzo, photo by N

Mimmo Rotella, photo by N

Mimmo Rotella, photo by N

Sonia Delaunay, photo by N

Sonia Delaunay, photo by N

Emilio Isgrò, The Ottoman Code of Loneliness, photo by N

Emilio Isgrò, The Ottoman Code of Loneliness, photo by N

Giorgio Marconi and Angelo Naj Oleari looking at the Ottoman Code of Loneliness by Emilio Isgrò, photo by N

Giorgio Marconi and Angelo Naj Oleari looking at the Ottoman Code of Loneliness by Emilio Isgrò, photo by N

Emilio Isgrò, The Ottoman Code of Loneliness, photo by N

Emilio Isgrò, The Ottoman Code of Loneliness, photo by N

Me, myself & I along with Angelo Naj Oleari, photo by N

Me, myself & I along with Angelo Naj Oleari, photo by N

www.fondazionemarconi.org

Fluon, photo by N

Fluon, photo by N

The iconography of Italy, presented in a neo-pop way, features in “Souvenir d’ Italie”, exhibition which was held at the art gallery Orsorama, owned by the brilliant Matteo Bonelli, placed in Brera, renowned area of Milan city centre and joined art and fashion to celebrate Italian culture. Irony, embodied in the fun photo collages by talented artist Svetlana Schmidt and in the artworks by Fluon – artistic collective and band headed by the eclectic creative, singer, DJ and multi-instrumentist musician Andy, which reinterpreted in a fluorescent way, a leitmotiv its work, objects and personas depicting the Italy as the Ferrari car and Dante -, meets the timeless elegance and uniqueness of the jewelry by Anna Porcu, smashing interpretations of the cameos (some of them are antique cameos, unique pieces, other ones are instead hand-made by Tuscany artisans and combined with silver or gold and leather), evidencing the excellence of made in Italy. It was a pleasant interlude, enriched by colors and nice encounters between friends.

“SOUVENIR D’ ITALIE”, ARTE & MODA PER CELEBRARE LA CULTURA ITALIANA ALLA GALLERIA D’ ARTE ORSORAMA DI MILANO

Svetlana Schmidt, photo courtesy of Matteo Bonelli

Svetlana Schmidt, photo courtesy of Matteo Bonelli

L’ iconografia dell’ Italia, presentata in chiave neo-pop, è la protagonista di neo-pop way, “Souvenir d’ Italie”, mostra che si é tenuta a Milano presso la galleria d’ arte Orsorama, di proprietà del brillante Matteo Bonelli, ubicata a Brera, rinomata area del centro di Milano e ha unito arte e moda per celebrare la cultura italiana. L’ ironia, racchiusa nei divertenti collage di foto di Svetlana Schmidt e nelle opere di Fluon – collettivo artistico e band guidata dall’ eclettico creativo, cantante, DJ e musicista polistrumentista Andy che ha reinterpretato in una fluorescente foggia, un leitmotiv della sua opera, oggetti e personaggi che rappresentano l’ Italia quali la Ferrari e Dante – incontra l’ eleganza senza tempo e l’ unicità dei gioielli di Anna Porcu, formidabili interpretazioni dei cammei (alcuni dei quali sono cammei d’ antiquariato, pezzi unici, mentre altri sono invece realizzati a mano da artigiani toscani e sono abbinati con l’ argento o l’ oro e la pelle) che testimoniano l’ eccellenza del made in Italy. Un piacevole intermezzo, arricchito da colori e simpatici incontri tra amici.

Anna Porcu, photo by N

Anna Porcu, photo by N

Marta Brivio Sforza, Marta Marzotto and Svetlana Schmidt at Orsorama, photo courtesy of Matteo Bonelli

Marta Brivio Sforza, Marta Marzotto and Svetlana Schmidt at Orsorama, photo courtesy of Matteo Bonelli

 

Me, myself & I along with Andy, photo by N

Me, myself & I along with Andy, photo by N

 

Fabrizio Grigolo aka Faber, me, myself & I along with Andy, photo by Angelo Naj Oleari

Fabrizio Grigolo aka Faber, me, myself & I along with Andy, photo by Angelo Naj Oleari

 

Andy, Angelo Naj Oleari and Fabrizio Grigolo aka Faber, photo by N

Andy, Angelo Naj Oleari and Fabrizio Grigolo aka Faber, photo by N

 

Me, myself & I along with Fabrizio Grigolo aka Faber and Andy during the cocktail area at Orsorama, photo courtesy of Matteo Bonelli

Me, myself & I along with Fabrizio Grigolo aka Faber and Andy during the cocktail area at Orsorama, photo courtesy of Matteo Bonelli

 

A circle of friends. Anna Porcu, me, myself and I, Andy, Fabrizio Grigolo aka Faber, Angelo Naj Oleari and his wife, Adriana, photo courtesy of Matteo Bonelli

A circle of friends. Anna Porcu, me, myself and I, Andy, Fabrizio Grigolo aka Faber, Angelo Naj Oleari and his wife, Adriana, photo courtesy of Matteo Bonelli

 

Me, myself & I along with Anna Porcu, photo by N

Me, myself & I along with Anna Porcu, photo by N

 

http://orsorama.com 

The show-room of Isabella Tonchi, photo by N

The show-room of Isabella Tonchi, photo by N

I recently saw again the fashion designer Isabella Tonchi, companion of interludes under the sign of art – that frequently focus on the openings of Galleria Carla Sozzani, as it happened months ago, for the opening of exhibition on fashion photographer Arthur Elgort – with whom I attended at the opening of “Deep, deeper”., solo exhibition featuring the artist David Murphy, which is held at the Milan Galleria Monica De Cardenas and runs through 31st July 2015. The British sculptor gave rise to drawings being in the space( one of them reminded me another reference to the idea of “deepness”, the music video “Deep six” by Marilyn Manson), arising from a successful search of matter, also impressed on canvas and talking about a dialogue and interaction with the natural world. I was also pleased to enjoy the works by Linda Fregni Nagler – Switzerland artist who is resident at the gallery – and the intensity and light melancholy of photography she made, telling about the theme of suicide.

“DEEP, DEEPER”, I DISEGNI NELLO SPAZIO DI DAVID MURPHY ALLA GALLERIA MONICA DE CARDENAS DI MILANO

The show-room of Isabella Tonchi, photo by N

The show-room of Isabella Tonchi, photo by N

Ho recentemente rivisto la fashion designer Isabella Tonchi, compagna di interludi all’ insegna dell’ arte – che sovente si rivolgono alle inaugurazioni della Galleria Carla Sozzani, come è accaduto mesi fa per la opening della mostra sul fotografo di moda Arthur Elgort – con la quale ho partecipato alla opening di “Deep, deeper”, personale di solo David Murphy(che si tiene presso la Galleria di Milano Monica De Cardenas e prosegue fino al 31 luglio 2015), Lo scultore inglese ha dato vita a varie opere, sculture che sono disegni nello spazio (una delle quali mi ha ricordato un altro riferimento all’ idea di “profondità”, il video del brano “Deep six” di Marilyn Manson), nascono da una felice ricerca materica, impressa anche su tela e parlano di un dialogo e interazione con il mondo della natura. Mi ha rallegrato poter apprezzare anche le opere di Linda Fregni Nagler, artista svizzera rappresentata dalla galleria, , l’ intensità e lieve malinconia delle sue fotografie, che affrontano il tema del suicidio.

David Murphy, photo by N

David Murphy, photo by N

 

David Murphy, photo by N

David Murphy, photo by N

 

David Murphy, photo by N

David Murphy, photo by N

 

David Murphy, photo by N

David Murphy, photo by N

 

David Murphy, photo by N

David Murphy, photo by N

 

Linda Fregni Nagler, photo by N

Linda Fregni Nagler, photo by N

 

Linda Fregni Nagler, photo by N

Linda Fregni Nagler, photo by N

 

Linda Fregni Nagler, photo by N

Linda Fregni Nagler, photo by N

 

Me, myself & I along with Arthur Elgort, photo by N

Me, myself & I along with Arthur Elgort, photo by N

 

Helena Christensen seen by Arthur Elgort, photo by N

Helena Christensen seen by Arthur Elgort, photo by N

 

Arthur Elgort, photo by N

Arthur Elgort, photo by N

 

Keith Richards seen by Arthur  Elgort, photo by N

Keith Richards seen by Arthur Elgort, photo by N

 

Trinity moment ft. Carla Sozzani, Isabella Tonchi & me, myself and I, photo by N

Trinity moment ft. Carla Sozzani, Isabella Tonchi & me, myself and I, photo by N

 

Charlotte Rampling, SHE, the thinking beauty seen by Arthur Elgort, photo by N

Charlotte Rampling, SHE, the thinking beauty seen by Arthur Elgort, photo by N

 

Me, myself & I along with Isabella Tonchi at the Milan Monica De Cardenas Gallery, photo by N

Me, myself & I along with Isabella Tonchi at the Milan Gallera Monica De Cardenas, photo by N

 

 

www.monicadecardenas.com

www.isabellatonchi.com

www.galleriacarlasozzani.org

 

 

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

It’s a pleasant ritual to visit, every time I am in Milan, the atelier of the genius fashion designer Liborio Capizzi where it shines many suggestions, artifacts telling about his life and work and embodying fierceness, passion, genuineness and a multidisciplinary attitude giving rise to a successful dialogue between fashion, design, art and music. The sign of rock and punk music is strong and present, tracks covering the walls, evidencing his deep connection with the music scene, its electricity, something flowing in his veins and is also successfully made concrete by  DiLiborio, the demi-couture brand he created. Rock-sartorialism meets the mysticism and a solemn and dramatic romanticism, depicting the elegance as a libertine and libertarian lifestyle. It’s a tale of matter about fashion which becomes religion, emphasized by the Liborio’ s sense of construction, paying homage an assertive, sophisticated femininity, a thinking woman personality who is at the same time a drama queen, metropolitan predator and a glampire. I breathed that unique scent of ideas on the move, creativity being deeply connected to that conceptual rigor I celebrate.

GLI INTERNI DELLA SOLENNE ELEGANZA SARTORIAL-ROCK: L’ ATELIER DI LIBORIO CAPIZZI

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

È un piacevole rituale visitare, ogni volta che mi trovo a Milano, l’ atelier del geniale fashion Liborio Capizzi in cui splendono plurime suggestioni, artefatti che raccontano la sua vita e il suo lavoro e racchiudono in sé fierezza, passione, autenticità e un’ attitudine multidisciplinare che dà vita a un felice dialogo tra moda, design, arte e musica. Forte, presente è il segno della musica rock, punk che copre i muri testimoniando il suo profondo legame con gli ambienti della musica, la sua elettricità, qualcosa che gli scorre nelle vene ed è anche felicemente concretizzata dal DiLiborio, il brand  di demi-couture da lui creato. La sartorialità rock incontra il misticismo e un solenne, drammatico romanticismo, dipingendo l’ eleganza come stile di vita libertino e libertario. Un racconto materico sulla moda che diventa religione, enfatizzato dal senso della costruzione di Liborio e rende omaggio a una femminilità assertiva e sofisticata, una donna pensante che è al tempo stesso una drama queen, predatrice metropolitana e una vampira glam. Ho ivi respirato quel sublime profumo delle idee in movimento, della creatività profondamente connessa a quel rigore concettuale che celebro.

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

 

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

 

Me, myself & I along with Liborio Capizzi, photo by N

Me, myself & I along with Liborio Capizzi, photo by N

 

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

 

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

 

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

 

Liborio Capizzi on photo, photo by N

Liborio Capizzi on photo, photo by N

 

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

 

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

 

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

 

 

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

 

The atelier of Liborio Capizzi, featuring a silk shirt by Liborio, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, featuring a silk shirt by Liborio, photo by N

 

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

 

Details talking at the atelier of Liborio Capizzi: A photo from Anna Piaggi to Liborio, photo by N

Details talking at the atelier of Liborio Capizzi: A photo from Anna Piaggi to Liborio, photo by N

 

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

 

Liborio Capizzi on photo, photo by N

Liborio Capizzi on photo, photo by N

 

Me, myself & I along with Liborio Capizzi, photo by N

Me, myself & I along with Liborio Capizzi, photo by N

 

 

www.diliborio.it

iuav 1

It will be held from 2nd to 3rd July 2015, Fashion at Iuav, the happening under the sign of fashion and its culture, promoted by the Fashion Design Faculty of IUAV University of Venice headed by the bright Maria Luisa Frisa -, which moves or rather comes from Treviso to its traditional seat, Venice..A two days event which will feature “L’ Italia è di moda” – which will be held on 2nd July 2015 in the Tolentini/ Santa Croce 191 space of IUAV University  from 12:00 am to 12:00 pm, made in collaboration with the magazine Rivista Studio -, it will be 24 hours of words, projects and images along with the BA and MA graduation show of IUAV students which will be held on 3rd July 2015 at the Area Magazzini ex Frigoriferi of Iuav University of Venice. A not to be missed happening or rather, borrowing the words of one of the souls of this Faculty, the professor and fashion curator, untiring worker and beautiful individual joining kindness, efficiency and a fine mind, Gabriele Monti: “it’s always a great success at the Iuav”!

FASHION AT IUAV 2015 TORNA A VENEZIA

A project ft. in Fashion at Iuav 2014, photo by N

A project ft. in Fashion at Iuav 2014, photo by N

Si terrà dal 2 al 3 luglio 2015, Fashion at Iuav, l’ happening all’ insegna della moda e della sua cultura, promosso dalla Facoltà di Fashion Design della Università IUAV di Veneziaguidato dalla brillante Maria Luisa Frisa -, che si sposta ovvero ritorna da Treviso alla  sua sede tradizionale, Venezia..Un evento di due giorni di cui sarà protagonista “L’ Italia è di moda” – che si terrà il 2nd luglio 2015 presso lo spazio Tolentini/ Santa Croce 191 dell’ Università IUAV dalle ore 12:00 alle ore 24:00, realizzato in collaborazione con il in magazine Rivista Studio -, 24 ore di parole, progetti e immagini unitamente alla sfilata degli studenti neolaureati del Corso di Laurea Triennale e Magistrale di Fashion Design della IUAV che si terrà il 3 luglio 2015 nell’ Area Magazzini ex Frigoriferi dell’ Università Iuav di Venezia. Un evento imperdibile o meglio, prendendo a prestito le parole di una delle anime di questa facoltà, il docente e fashion curator, lavoratore indefesso, bella individualità che unisce gentilezza, efficienza e un fine intelletto Gabriele Monti: “è sempre un grand successo alla Iuav”!

A project ft. in Fashion at Iuav 2014, photo by N

A project ft. in Fashion at Iuav 2014, photo by N

A project ft. in Fashion at Iuav 2014, photo by N

A project ft. in Fashion at Iuav 2014, photo by N

Fashion at Iuav 2014: an exhibition depicting the circus atmosphere, photo by N

Fashion at Iuav 2014: an exhibition depicting the circus atmosphere, photo by N

Fashion at Iuav 2014: me, myself & I in the mood for the exhibition, photo by N

Fashion at Iuav 2014: me, myself & I in the mood for the exhibition, photo by N

Fashion at Iuav 2014: trinity moment ft. me, myself and I, Giusi Ferré and Maria Luisa Frisa, photo by N

Fashion at Iuav 2014: trinity moment ft. me, myself and I, Giusi Ferré and Maria Luisa Frisa, photo by N

Fashion at Iuav 2014, photo by N

Fashion at Iuav 2014, photo by N

Fashion at Iuav: in the garden with my devoted Iuav companion Simone Sbarbati, the creator of blog Frizzi Frizzi, photo by Elda Danese

Fashion at Iuav 2014: in the garden with my devoted Iuav companion Simone Sbarbati, the creator of blog Frizzi Frizzi, photo by Elda Danese

Fashion at Iuav 2014: me, myself & I along with Elda Danese, photo by N

Fashion at Iuav 2014: me, myself & I along with Elda Danese, photo by N

Fashion at  Iuav 2014: me, myself & I along with Ermanno Scervino, photo by N

Fashion at Iuav 2014: me, myself & I along with Ermanno Scervino, photo by N

Fashion at Iuav 2014: me, myself & I along with Iuav my guardian angel, Paolo Boin, photo by N

Fashion at Iuav 2014: me, myself & I along with Iuav my guardian angel, Paolo Boin, photo by N

Fashion at Iuav 2014: an Epicurean  interlude ft. me, myself & I , Simone Sbarbati and Fabio Quaranta, photo by N

Fashion at Iuav 2014: an Epicurean interlude ft. me, myself & I , Simone Sbarbati and Fabio Quaranta, photo by N

Fashion at Iuav 2014: me, myself & I along with Arthur Arbesser, photo by N

Fashion at Iuav 2014: me, myself & I along with Arthur Arbesser, photo by N

www.iuav.it

Sylvio Giardina ft. in Dana Roma

Sylvio Giardina ft. in Dana Roma

It will be held on 11th June 2015 in the Rome city centre, in Via del Pellegrino 167, at 7:00 pm the cocktail to celebrate the opening of concept store Dana Roma which joins art and fashion made in Italy. Here it is an art gallery and a boutique focused on womenswear.  All that arises from the teaming between the architect Dana Keilani and the architects studios Noses and Pslad that made an exclusive space – placed below the roof of a little church from fifteenth century – which showcases and sells the creations by renowned creatives as Sylvio Giardina, fashion designer who successfully made concrete the dialogue between art and fashion along with Marianna Cimini, Arianna Cerrito and Alberto Zambelli. Fashion blends with art, the works by contemporary artists as David Dalla Venezia and the self-portrait he made along with the ones by Cedric Boutellier. A not to be missed happening to enjoy and discover a smashing concept store.

IL  COCKTAIL DI APERTURA DEL CONCEPT STORE ROMANO  DANA ROMA

Dana Roma ft. the self-portrait by David Dalla Venezia

Dana Roma ft. the self-portrait by David Dalla Venezia

Si terrà l’ 11 giugno 2015 nel centro storico di Roma, in Via del Pellegrino 167, alle ore 19:00 il cocktail per celebrare, l’ inaugurazione del concept store Dana Roma che unisce arte e moda made in Italy. Ivi si trova una galleria d’ arte e una boutique dedicata all’ abbigliamento donna. Tutto ciò nasce dalla collaborazione tra l’ architetto Dana Keilani e lo studio di architetti Noses e Pslad che hanno realizzato uno spazio – ubicato sotto il tetto di una piccola chiesa del quattordicesimo secolo – che espone e vende i capi di rinomati creativi quali Sylvio Giardina, fashion designer che ha felicemente concretizzato il dialogo tra arte e moda unitamente a Marianna Cimini, Arianna Cerrito e Alberto Zambelli. La moda si fonde con l’ arte, le opere di artisti contemporanei come David Dalla Venezia e il suo autoritratto insieme a quelle di Cedric Boutellier. Un evento imperdibile per apprezzare e scoprire un formidabile concept store.

Dana Roma

Dana Roma

Dana Roma, artwork by Cedric Boutellier

Dana Roma, artwork by Cedric Boutellier

Dana Roma,

Dana Roma

Barbara Locatelli & Roberto Capucci at the Mantua Spazio Bernardelli, photo courtesy of Barbara Locatelli

Barbara Locatelli & Roberto Capucci at the Mantua Spazio Bernardelli, photo courtesy of Barbara Locatelli

The smashing series of events under the sign of culture, fashion and art – produced by the brand Twin-Set Simona Barbieri and organized in collaboration with Fondo Ambiente Italiano(FAI) and the renowned boutiques Bernardelli of the bright Bruna Casella – that were held in Mantua to celebrate the genius couturier Roberto Capucci followed with an exhibition and a gala dinner. The exhibition “Roberto Capucci, inventions for the theatre and ballet from 1982 to 2006”, curated by Stefano Gozzoli, which took place at Bernardelli Space where it was showcased a marvelous display of sketches of creations along with iconic garments featuring in the first ready-to-wear collection he made.

Roberto Capucci, photo courtesy of Barbara Locatelli

Roberto Capucci, photo courtesy of Barbara Locatelli

 

Roberto Capucci, photo courtesy of Barbara Locatelli

Roberto Capucci, photo courtesy of Barbara Locatelli

 

Roberto Capucci, photo courtesy of Barbara Locatelli

Roberto Capucci, photo courtesy of Barbara Locatelli

 

Roberto Capucci, photo courtesy of Barbara Locatelli

Roberto Capucci, photo courtesy of Barbara Locatelli

 

Roberto Capucci, photo courtesy of Barbara Locatelli

Roberto Capucci, photo courtesy of Barbara Locatelli

 

A majestic building, Palazzo Te – which is city of Mantua Museum and evidences the aristocratic heritage of this city, the tracks of a family, the Gonzaga family which ruled it during the sixteenth century – and its gardens were the place where it was held the gala dinner and the intense ballet “Goodbye” by the bright young dancers from the COD Ballet Company I appreciated very much. It was a tale – by the choreographer Chiara Oliveri – about the rise and end of a love, colored by the many feelings, being light and delicate, dark and moving that featured in it. The lyricism, joined to lightness, emphasized the female dimension of love experience, giving rise to a successful nocturnal interlude which paid homage to an unique creative, a gentleman, Roberto Capucci.

TRE GIORNI A MANTOVA ALL’ INSEGNA DI ROBERTO CAPUCCI (2)

Mantua Palazzo Te, photo courtesy of Barbara Locatelli

Mantua Palazzo Te, photo courtesy of Barbara Locatelli

La formidabile serie di eventi all’ insegna di cultura, moda e arte – prodotti dal brand Twin-Set Simona Barbieri e organizzati in collaborazione con il Fondo Ambiente Italiano(FAI) e le rinomate boutiques Bernardelli della brillante Bruna Casella – che si sono tenuti a Mantova per celebrare il geniale couturier Roberto Capucci è proseguita con una mostra e una cena di gala. La mostra “Roberto Capucci, invenzioni per il teatro e la danza dal 1982 al 2006”, curata da Stefano Gozzoli, che ha avuto luogo presso lo Spazio Bernardelli Bernardelli in cui è stata esposta una meravigliosa rassegna di disegni insieme ai capi iconici protagonisti della sua prima collezione di prêt a porter.

Palazzo Te, photo by N

Mantua Palazzo Te, photo by N

 

Palazzo Te, photo by Giacomo Maiolini aka Feder

Mantua Palazzo Te, photo by Giacomo Maiolini aka Feder

 

Mantua Palazzo Te, photo courtesy of Barbara Locatelli

Mantua Palazzo Te, photo courtesy of Barbara Locatelli

Un maestoso edificio, Palazzo Te – che è il Museo Civico di Mantova e testimonia le radici aristocratiche di questa città, le tracce di una famiglia, i Gonzaga che hanno l’ hanno governata durante il sedicesimo secolo – e i suoi giardini era il luogo in cui si è tenuta la cena di gala e l’ intenso balletto “Goodbye” dei giovani ballerini della Compagnia di Danza COD che ho molto apprezzato. Un racconto – della coreografa Chiara Oliveri – sulla nascita e fine di un amore, colorato da diversi sentimenti. tenui e delicati, cupi e struggenti che ne erano protagonisti. Il lirismo, unito alla leggerezza, enfatizzava la dimensione femminile dell’ esperienza amorosa, dando vita a un felice interludio notturno che ha reso omaggio a un creativo unico, un gentleman, Roberto Capucci.

Stefano Gozzoli talking with Mario Dell' Oglio ( The President of Italy Buyer Chamber), photo by N

Stefano Gozzoli talking with Mario Dell’ Oglio ( The President of Italy Buyer Chamber), photo by N

 

Bruna Casella, Mario Dell' Oglio, the music producer  Giacomo Maiolini aka Feder and the one and only Roberta Valentini, photo by N

Bruna Casella, Mario Dell’ Oglio, the music producer Giacomo Maiolini aka Feder and the one and only Roberta Valentini, photo by N

 

Giacomo Maiolini and Simona Barbieri at Palazzo Te, photo courtesy of Giacomo Maiolini

Giacomo Maiolini and Simona Barbieri at Palazzo Te, photo courtesy of Giacomo Maiolini

 

The shiny Michela Zio along with the other smokers, photo by N

The shiny Michela Zio along with the other smokers, photo by N

 

The one and only Roberta Valentini along with the audience during the ballet, photo by Giacomo Maiolini

The one and only Roberta Valentini along with the audience during the ballet, photo by Giacomo Maiolini

 

Goodbye, the ballet by the COD Ballet Company, photo by Roberta Valentini

“Goodbye”, the ballet by the COD Ballet Company, photo by Roberta Valentini

 

"Goodbye", the ballet by the COD Ballet Company, photo by Roberta Valentini

“Goodbye”, the ballet by the COD Ballet Company, photo by Roberta Valentini

 

Me, myself & I along with  Mario Colosio arriving at Palazzo Te, photo by Roberta Valentini

Me, myself & I along with Mario Colosio arriving at Palazzo Te, photo by Roberta Valentini

 

Justin  Vivian Bond

Justin Vivian Bond

I think the acceptance of transgender individual  in the mainstream, genderized culture is near and I celebrate that. Facts evidence a movement promoted by many associations as well artists who are activists as the iconic and eclectic Justin Vivian Bond, transgender artist who started to use the word “MX”, to follow V’s ( another transgender word which does not stand to the male or female pronoums “his” or “her” and marks the fact of being a transgender) name. This practice has recently recognized by the Oxford English Dictionary which included this word honoring the trans people as well as the people who are gender fluid or rather the ones who does not wish to define themselves by any particular gender. Another evidence comes from the fashion scene. The transgender Olympic champion Bruce Jenner,who uses as name “Caitlyn”, will feature in the Vanity Fair July 2015 cover issue. It follows other good news: Andreja Pejic,the celebrated transgender top-model who started working, appearing in the catwalks presenting the womenswear and meanswear collections, will feature in the advertising campaign of the make-up brand Make Up For Ever. They are signs documenting an age, these times, where something it’ s changing. The aesthetics becomes bringer of an ethic, designing a new standard of beauty and embodying the idea of freedom, a value I support, make concrete and defend. Naturally I would be much more happy if there would be more freedom in the world I live and people, their behaviors would not be classified and limited by standards arising from the gender, what it is between your legs. Repression is a word strictly connected to the society – this idea reminding me the philosopher Herbert Marcuse and the cult-movie “The Raspberry Reich” by the bright Canadian filmmaker and photographer Bruce LaBruce who uses the queercore aesthetics in a subversive way, emphasizing his libertine and libertarian ideas  that are also impressed in the book he made “The revolution is my boyfriend” – which classifies and closes the spaces where people express themselves. I am for the openness, “the freedom of many people to live”- as Justin asserts – “in an authentic self-determined space” and thus I wish it is done to get much more in this realm.

LA DIGNIFICAZIONE DEI TRANS NELLA CULTURA DI MAINSTREAM É VICINA: EVVIVA!

Caitlyn Jenner, photo by Annie Leibovitz

Caitlyn Jenner, photo by Annie Leibovitz

Ritengo che l’ accettazione e dignificazione del trans nella cultura genderizzata di mainstream sia vicina ed io celebro ciò. I fatti testimoniano la crescita di un movimento promosso da varie associazioni come anche da artisti che sono attivisti quale l’ iconico ed eclettico Justin Vivian Bond, artista  transessuale che ha iniziato a usare la parola “MX”, accompagnandola al suo nome (in cui “suo” corrisponde a “V”, un’ altra parola di cui si è avvalso che non corrisponde ai pronomi maschili e femminili “his” e “her” e rimarca  l’ essere un trans) . Questa prassi è stata recentemente riconosciuta dall’ Oxford English Dictionary che ha inserito questo lemma che onora i trans come anche le persone che sono fluide al gender o meglio coloro che non intendono essere definiti in termini di gender. Un’ altra dimostrazione proviene dagli ambienti della moda. Il campione delle Olimpiadi Bruce Jenner che si fa chiamare “Caitlynsarà protagonista della copertina dell’ edizione di luglio 2015 di Vanity Fair. Seguono altre buone notizie:  Andreja Pejic, la celebre top-model trans che ha iniziato a lavorare, apparendo sulle passerelle che presentavano le collezioni donna e uomo, sarà la protagonista della campagna pubblicitaria del marchio di cosmetici Make Up For Ever. Sono segni che documentano un epoca, questo periodo, in cui qualcosa sta cambiando. L’ estetica diviene portatrice di un’ etica che disegna un nuovo standard di bellezza e racchiude in sé l’ idea di libertà, un valore che supporto, concretizzo e difendo. Naturalmente sarei molto più felice se ci fosse più libertà nel mondo in cui vivo e gli individui, i loro comportamenti non fossero classificati e limitati da standard derivanti dal gender, da ciò che c’è tra le proprie gambe. Repressione è una parola strettamente connessa alla società ed alla sua dialettica – questo concetto mi richiama alla mente il  filosofo Herbert Marcuse e il cult-movie “The Raspberry Reich” del brillante regista e fotografo canadese Bruce LaBruce – il quale si avvale dell’ estetica queercore in modo sovversivo, enfatizzando la sue idee libertine e libertarie che sono anche impresse nel suo libro “The revolution is my boyfriend” -, che classifica e restringe gli spazi in cui gli individui esprimono il proprio sé. Sostengo l’ apertura, “la libertà di molte persone di vivere” – come  afferma Justin – “in un autentica dimensione determinata unicamente da loro stessi” e perciò spero che si faccia ancora molto di più in questo senso.

Andreja Pejic, photo courtesy of Dazed Digital

Andreja Pejic, photo courtesy of Dazed Digital

David Byrne, photo by Catalina Kulczar

David Byrne, photo by Catalina Kulczar

Contemporary color” is a show conceived by David Byrne which joins the tradition of color guard and music, commissioned by the Toronto Luminato Festival and the Brooklyn Academy of Music, which will feature 10 teenage color guard teams from Canada and United States with musicians (St. Vincent, How To Dress Well, Devonté Hynes, Zola Jesus, Nelly Furtado, Nico Muhly and Ira Glass, tUnE-yArDs, Lucius, Ad-Rick and Money Mark along naturally with David Byrne), who will provide a live original soundtrack for the performance of teams. The show will be premiered 22nd  and 23rd June 2015 in Toronto at the Air Canada Center, later it will be staged on 27th and 28th June 2015 in New York at the Brooklyn Barclays Center. A not to be missed happening to enjoy the work by a vibrant and eclectic artist.

“CONTEMPORARY COLOR”, LO SPETTACOLO DI DAVID BYRNE CHE RENDE OMAGGIO ALLA TRADIZIONE DELLA COLOR GUARD

Contemporary Color

Contemporary Color

Contemporary color” é uno spettacolo ideato da David Byrne che ha voluto reinterpretare in modo personale e contemporaneo la tradizione della color guard (disciplina tipicamente americana in cui un gruppo danza, usando cerchi, bandiere o altri attrezzi, enfatizzandone l’ effetto scenografico), commissionato dal Luminato Festival di Toronto e dalla Brooklyn Academy of Music, il quale avrà quali protagonisti 10 squadre di teen-ager di color guard provenienti dal Canada e dagli Stati Uniti e celebri musicisti (St. Vincent, How To Dress Well, Devonté Hynes, Zola Jesus, Nelly Furtado, Nico Muhly e Ira Glass, tUnE-yArDs, Lucius, Ad-Rick e  Money Mark insieme naturalmente David Byrne) che eseguiranno dal vivo un’ apposita colonna sonora per l’ esibizione delle squadre. Lo show sarà presentato in anteprima il 22 e 23 giugno 2015 a Toronto presso l’ Air Canada Center, successivamente  andrà in scena il 27 e 28 giugno 2015 a New York presso il Barclays Center di Brooklyn. Un evento imperdibile per apprezzare il lavoro di un vibrante ed eclettico artista.

 

http://luminatofestival.com

www.bam.org

Me, myself & I walking in Brescia, photo by N

Me, myself & I walking in Brescia, photo by N

I spent a pleasant afternoon in Brescia, a city I appreciate very much, its architecture where are impressed signs of the people who occupied it (the Ancient Romans, Langobards, the Republic of Venice) along with the other buildings and squares talking about an age – I like very much -, the Early Nineties. A verticality and an anarchic spirit is what I felt, as sentimental traveler I am, walking in this city (historically Brescia always defended itself, from the Milan aristocracy, the Republic of Venice and in the late seventeenth century, during the Risorgimento also from the Austrian people, a resistance which lasted ten days for which it has named the  Lioness of Italy).

Brescia, photo by N

Brescia, photo by N

Brescia, photo by N

Brescia, photo by N

Brescia, photo by N

Brescia, photo by N

The first stop of my walk has been the A+B Contemporary Art Gallery. Here I saw again the bright art dealer Dario Bonetta and the exhibition which has recently opened featuring the works of matter by Tiziano Martini where the paint joins resin ( and I also enjoyed the awesome and moving work by a promising artist who is resident at this gallery, Nazarena Poli Maramotti). Later I discovered ClaraPerClara, place under the sign of hedonism which hosts a hairstylist and SPA – using and selling high-end and natural products – as well as the smashing creations ideated by Clara and made in collaboration with Beatrice Erre, unusual and fun head accessories she made.

Tiziano Martini, photo by N

Tiziano Martini, photo by N

Tiziano Martini, photo by N

Tiziano Martini, photo by N

Me, myself & I at the A+B Contemporary Art Gallery, photo by N

Me, myself & I at the A+B Contemporary Art Gallery, photo by N

Tiziano Martini, photo by N

Tiziano Martini, photo by N

Nazarena Poli Maramotti, photo by N

Nazarena Poli Maramotti, photo by N

Then I ran into another iconic place of the city, Maria Bruna, an olfactory atelier which hosts the most renowned names of artistic perfumery and also a SPA, enriched by the scents of essential oils and a furniture evoking relax and lightness I visited with Maria Bruna, fine researcher in the realm of beauty products and scents (a bright individual who amazed me, as she was the only individual I ever met, to guess the pH of my skin just by smelling it my arm). After these visits under the sign of hedonism I went in a vibrant place, the Tarantola bookstore, an famous Brescia bookstore where I saw an old collection of Lacerba – the celebrated Futurism review – and a display of works by Céline. I stayed downstairs where it is placed a coffee bar and I had a delicious coffee while I took a look at some books. It was an afternoon I spent joyfully in a city where I like coming back.

PASSEGGIANDO A BRESCIA… ARTE, CULTURA, EDONISMO & EPICUREISMO

The head accessories made by Clara at ClaraPerClara, photo by N

Clara showing me the head accessories and heads covered by  wool cloth made by Beatrice Erre for ClaraPerClara, photo by N

Ho trascorso un piacevole pomeriggio a Brescia, città che apprezzo molto come anche la sua architettura in cui sono impressi i segni delle genti che l’ hanno occupata (gli antichi romani, i Longobardi, la Repubblica di Venezia) insieme a svariati edifici e piazze che parlano di un’ epoca – che mi piace molto -, i primi anni del Novecento. Una verticalità e uno spirito anarchico è ciò che ho avvertito, da viaggiatore sentimentale qual sono, passeggiando per questa città (storicamente Brescia si è sempre difesa, dall’ aristocrazia di Milano, dalla Repubblica di Venezia e alla fine del diciassettesimo secolo, durante il Risorgimento, anche dagli Austriaci, una resistenza durata dieci giorni per la quale è stata soprannominata la Leonessa d’ Italia).

Tiziano Martini, photo by N

Tiziano Martini, photo by N

La prima tappa della mia passeggiata é stata la Galleria A+B Contemporary Art Gallery. Ivi ho rivisto il brillante gallerista Dario Bonetta e la mostra che e stata recentemente inaugurata di cui sono protagoniste le opere materiche che uniscono pittura e resina di Tiziano Martini ( e ho anche ammirato una fantastica e struggente opera di un’ artista che risiede in questa galleria, Nazarena Poli Maramotti). Successivamente ho scoperto ClaraPerClara, un luogo all’ insegna dell’ edonismo che ospita un hairstylist e SPA – la quale si avvale di prodotti di alta qualità e derivazione naturale che sono anche in vendita – come anche le formidabili creazioni ideate da Clara e realizzate in collaborazione con Beatrice  Erre, insoliti e divertenti accessori per capelli.

The head accessories made by Clara at ClaraPerClara, photo by N

The head accessories made by Beatrice Erre for ClaraPerClara, photo by N

The head accessories made by Clara at ClaraPerClara, photo by N

The head accessories made by Beatrice Erre for ClaraPerClara, photo by N

Mi sono poi imbattuta in un’ altro luogo iconico della città, Maria Bruna, un atelier olfattivo che ospita i più rinomati nomi della profumeria artistica ed anche una SPA, arricchita dagli effluvi di oli essenziali e da arredi che evocano il relax e la leggerezza che ho visitato con Maria Bruna, fine ricercatrice nell’ ambito della cosmetica e delle fragranze (una brillante individualità che mi ha sorpreso, poiché è stata la prima persona che abbia mai incontrato prima a indovinare subito il pH della mia pelle, sentendo l’ odore del mio braccio).Dopo questi interludi edonistici mi sono recata in un vibrante luogo, la libreria Tarantola, famosa libreria bresciana in cui ho visto un’ antica raccolta di Lacerba – la celebre rivista futurista – e una rassegna delle opere di Céline. Mi son fermata al piano di sotto in cui si trova una caffetteria e ho bevuto un delizioso caffè mentre osservavo alcuni libri. Un pomeriggio trascorso gioiosamente in una città in cui mi piace tornare.

Maria Bruna's SPA, photo by N

Maria Bruna’s SPA, photo by N

The Tarantola bookstore, photo by N

The Tarantola bookstore, photo by N

The Lacerba collection at the Tarantola bookstore, photo by N

The Lacerba collection at the Tarantola bookstore, photo by N

Aldo Busi ft. in the Tarantola bookstore, photo by N

Aldo Busi ft. in the Tarantola bookstore, photo by N

The Tarantola bookstore, photo by N

The Tarantola bookstore, photo by N

The Tarantola bookstore, photo by N

The Tarantola bookstore, photo by N

The coffee-bar at the Tarantola bookstore, photo by N

The coffee-bar at the Tarantola bookstore, photo by N

Me, myself & I at the ccffee-bar of Tarantola bookstore, photo by N

Me, myself & I at the ccffee-bar of Tarantola bookstore, photo by N

 Vivienne Westwood 10th Season Made in Africa Bag x Ethical Fashion Initiative

Vivienne Westwood 10th Season Made in Africa Bag x Ethical Fashion Initiative, photo courtesy of ITC Ethical Fashion Initiative

 

The legendary British fashion designer Vivienne Westwood celebrates the successful continuation of the successful partnership with the Ethical Fashion Initiative( she started five years ago), a laudable project launched by the ITC (International Trade Centre an UN Agency working in the realm of ethical fashion to emancipate the Africa people from poverty through the work and its training) with a limited edition of Africa bags collection, made by artisans in Kenya. Over the past five years the involvement of the fashion designer has supported thousands of micro-producers from marginalized communities in these regions, developing their artisan skills and improving their financial prospects. This has promoted the growth of sustainable business instead of aid dependency. Craftsmanship and ideas on the move are impressed in the Africa bags that resonate with the activism of the queen of punk, are embodied in more the design, materials used  that raise questions on critical issues such as climate change and waste.

UNA COLORATA CELEBRAZIONE: LA DECIMA PARTNERSHIP DI VIVIENNE WESTWOOD CON L’ ITC

Vivienne Westwood x Ethical Fashion Initiative 10th Anniversary bag made in Kenya

Vivienne Westwood x Ethical Fashion Initiative 10th Anniversary bag made in Kenya, photo courtesy of ITC Ethical Fashion Initiative

La leggendaria fashion designer inglese Vivienne Westwood celebrate la felice prosecuzione della partnership con l’ Ethical Fashion Initiative (da lei avviata cinque anni fa), un lodevole progetto lanciato dall’ ITC (Centro del Commercio Internazionale Trade Centre un’ Agenzia dell’ ONU che opera nell’ ambito della moda ethical per emancipare le popolazioni dell’ Africa dalla povertà attraverso il lavoro e la sua formazione) con  una limited edition  della collezione di Africa bags, realizzate da artigiani in Kenya. Nell’ arco di cinque anni il coinvolgimento della stilista ha sostenuto migliaia di micro-produttori provenienti da comunità che vivono ai margini in queste regioni, consolidando il loro talento da artigiani e migliorando la loro situazione finanziaria. Ciò ha promosso la crescita di un’ impresa sostenibile, diversamente dalla dipendenza derivante dagli aiuti umanitari. Artigianalità e idee in movimento sono impresse nelle Africa bags che risuonano dell’ attivismo della regina del, racchiuse nel design e nei materiali usati che si interrogano su problematiche critiche quali il cambiamento climatico e i rifiuti.

The Kenya Ethical Fashion Iniatiative Artisans Theme, photo courtesy of Louis Sideri &  ITC

The Kenya Ethical Fashion Iniatiative Artisans Team, photo courtesy of Louis Sideri & ITC Ethical Fashion Initiative

 

Vivienne Westwood x Ethical Fashion Initiative 10th Anniversary bag made in Kenya, photo courtesy ITC Ethical Fashion Initiative

Vivienne Westwood x Ethical Fashion Initiative 10th Anniversary bag made in Kenya, an artisan working, photo courtesy ITC Ethical Fashion Initiative

 

Vivienne Westwood and Team visit Kenya with Ethical Fashion Initiative,  photo courtesy of ITC Ethical Fashion Initiative

Vivienne Westwood and Team visit Kenya with Ethical Fashion Initiative, photo courtesy of ITC Ethical Fashion Initiative

 

www.ethicalfashioninitiative.org

www.viviennewestwood.com

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

Black, primary pigment, a non-coloured color, absorbing the light of other colors, is the main features of “Tattered noir”, the shooting produced and made for FBF by the photographer and art-dealer of the Hollywood art-gallery Antebellum – which is focused on fetish art – Rick Castro, set at his gallery, featuring the model De’ Ephraim-Manuel. Deepness, solemnity and incisiveness are some of the suggestions overlapping to the elegy of body made by Rick which is emphasized by the vintage creations by Rick Owens, Ghost and Dolphin.

“TATTERED NOIR,” LE VISIONI DI RICK CASTRO CHE CELEBRANO IL NERO

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

Il nero, pigmento primario, un non colore che assorbe la luce degli altri colori, è il protagonista di “Tattered noir”, il servizio fotografico prodotto e realizzato per FBF dal fotografo e gallerista della della Antebellum Gallery di Hollywood – che è dedicata all’ arte fetish – Rick Castro, allestito presso la sua galleria, di cui è protagonista il modello De’ Ephraim-Manuel. Profondità, solennità e incisività sono alcune delle suggestioni che si sovrappongono all’ elegia del corpo di Rick che è enfatizzata dalle creazioni vintage di Rick Owens, Ghost e Dolphin.

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

http://antebellumgallery.blogspot.it

Everly, photo by N

Everly, photo by N

To visit Penelope Sposa is a pleasant ritual for me which takes place every time I am in Brescia. This cathedral of conceptual fashion, created by the one and only Roberta Valentini is focused on the bridal gowns and also hosts marvelous accessories. It’s the lightness, elegance, a wide showcase celebrates the sophistication and harmony of signs that talks about demi-couture and high fashion where it shines a wise craftsmanship. That is evidenced by the creations made by the Norway fashion designer Leila Hafzi, embodying a wonderful hand-embroidered lace, along with the ones by a bright creative working in the realm of bridal fashion, Coco Ochwada, who established the brand Everly and a name which evokes an age, the Eighties and it is impressed in my memory, Sybilla, the genius Spanish fashion, who marked those times (and I am pleased she started again to create). My awesome afternoon interlude at Penelope ended with a headonism moment which featured the head accessories and hats, some of those come from the Penelope archives, iconic masterpieces evidencing the cult of elegance which is here impressed and makes Penelope what it is, a cathedral.

UN RITUALE, LA MIA VISITA DA PENELOPE SPOSA

Sybilla, photo by N

Sybilla, photo by N

Visitare Penelope Sposa è per me un piacevole ritual che ha luogo ogni qual volta mi trovo a Brescia. Questa cattedrale di moda concettuale, creata dalla sola e unica Roberta Valentini è dedicate agli abiti da sposa e ospita anche meravigliosi accessori. Eleganza e levità, un’ ampia rassegna celebra la raffinatezza e armonia di segni, che parlano di demi-couture e alta moda in cui splende una sapiente artigianalità. Ciò é testimoniato dalle creazioni realizzate dalla fashion designer norvegese Leila Hafzi, che racchiudono in sé un meraviglioso pizzo ricamato a mano, unitamente  a quelle di una brillante creativa che lavora nell’ ambito della moda sposa, Coco Ochwada, la quale ha fondato il brand Everly e un nome che evoca un’ epoca, gli anni Ottanta ed è impresso nella mia memoria, Sybilla, la geniale fashion designer spagnola che ha segnato quei tempi (e mi rallegra che sia finalmente tornata a creare). Il mio fantastico interludio pomeridiano da Penelope si è concluso con un momento headonism di cui sono stati protagonisti gli accessori per capelli e i cappelli, alcuni dei quali provenienti dagli archivi di Penelope, iconici capolavori all’ insegna del culto dell’ eleganza, che è ivi impresso e rende Penelope ciò che è, una cattedrale.

Everly, photo by N

Everly, photo by N

 

Everly, photo by N

Everly, photo by N

Leila Hafzi, photo by N

Leila Hafzi, photo by N

 

Christian Louboutin, photo by N

Christian Louboutin, photo by N

 

photo by N

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photo by N

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photo by N

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photo by N

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photo by N

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photo by N

photo by N

 

photo by N

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Me, myself & I featuring in a headonism moment at Penelope Sposa, photo by Roberta Valentini

Me, myself & I featuring in a headonism moment at Penelope Sposa, photo by Roberta Valentini

 

Me, myself & I featuring in a headonism moment at Penelope Sposa, photo by Roberta Valentini

Me, myself & I featuring in a headonism moment at Penelope Sposa, photo by Roberta Valentini

 

www.penelopesposa.com

FNM-Sol-Invictus

Faith No More, the celebrated band headed by the genius and overwhelming song-writer and polinstrumentist Mike Patton( who is also front-man of Fantomas, Tomahawk, Mr Bungle, Peeping Tom, Mondo Cane and has made many projects, some of them made by teaming with John Zorn, other ones made by himself as solo artist) has recently released “Sol invictus”( Reclamation Records), its first album in 18 years. It’s a powerful work where alternative rock, dressed up with hardcore suggestions, gives rise to a vibrant intensity and unusual softness (as it is evidenced by “Matador”, one of the 10 music tracks included in the album). A successful return of a band which has always fully re-designed the idea of contamination, an outsider, what it is and always has been.

“SOL INVICTUS”, IL NUOVO ALBUM DEI FAITH NO MORE

Faith No More

Faith No More

Faith No More, la celebre band guidata dal geniale e irrefrenabile cantautore e polistrumentista Mike Patton( che è leader di Fantomas, Tomahawk, Mr Bungle, Peeping Tom, Mondo Cane ed  ha realizzato plurimi progetti, alcuni in collaborazione con John Zorn, altri da solista) ha recentemente pubblicato “Sol invictus”( Reclamation Records), il loro primo album dopo 18 anni. Un poderoso lavoro in cui l’ alternative rock, condito da suggestioni hard-rock, dà vita a una vibrante intensità e insolita morbidezza (come si evince da “Matador”, uno dei 10 brani inclusi nell’ album). Un felice ritorno di una band che ha da sempre ridisegnato in modo mirabile il concetto di contaminazione, un’ outsider, ciò che è ed sempre stata.

www.fnm.com

Teho Teardo, photo ccourtesy of Gianluca Gandini

Teho Teardo, photo ccourtesy of Gianluca Gandini

It has recently opened the first edition of a smashing event, “In/Visible Cities Urban Multimedia Festival”, promoted by the association Quarantasettezeroquattro which explores the urban multimedia, reading again and transforming through the digital arts and interactivity the four places where takes place: Gorizia, Trieste, Nova Gorica and Miren Constanjevica. Art, culture and music features in this event which is named like the celebrated novel by Italo Calvino “Invisible cities” and examines the social and psychological dynamics on which it has stratified the city and spirit of people. Sedimentations, memory, a story, “The cities and war”, story of an age, the First World War. This is the theme on which the Festival is focused, emphasized by a wide display of pictures of the war, kept by national photography archives. The tracks of war, a tragedy which upsetted the life of many people, the survivors and broke the one of many others, the dead people, become art. Lyricism, passion, instinctual movements of life and death, a solemn and intense interlude where the music joins to photography, giving rise to “A cheap of broken images Gorizia 1915-1918”, event which will be held on 5th June 2015 in Gorizia, in Piazza Transalpina at 9:30 pm featuring the music by the genius composer Teho Teardo and a video installation by Karmachina( made in collaboration with Home Movies –  National Archive of Family’s Film, Friuli Film Library, The Photography Library of City of Gorizia Museums, the Udine University of the Studies, the University Course DAMS- La Camera Ottica Laboratory, the Consortium for the development of Gorizia University). A not to be missed event which celebrates the culture, stratifications of lives, feelings and experiences.

“UN CUMULO DI IMMAGINI INFRANTE, GORIZIA 1915-1918” DI TEHO TEARDO & KARMACHINA ALL’ IN/VISIBLE CITIES URBAN MULTIMEDIA FESTIVAL

photo courtesy of Invisible cities Urban Multimedia Festival

photo courtesy of In/Visible Cities Urban Multimedia Festival

 

Si è recentemente aperta la prima edizione di un formidabile evento “In/Visible Cities Urban Multimedia Festival”, promosso dall’ associazione Quarantasettezeroquattro che esplora la multimedialità urbana, rileggendo e trasformando attraverso le arti digitali e l’ interattività i quattro luoghi in cui ha luogo: Gorizia, Trieste, Nova Gorica e Miren Constanjevica. Arte, cultura e musica sono i protagonisti di questo evento che prende il nome dal celebre libro di Italo Calvino “Le città invisibili” e indaga sulle dinamiche sociali e psicologiche su cui si è stratificata la città e lo spirito del popolo. Sedimentazioni, memoria, una storia, “Le città e la guerra”, il racconto di un’ epoca, la prima guerra mondiale. Questo il tema su cui è incentrato il Festival, enfatizzato da un’ ampia rassegna di immagini del conflitto conservate da archivi fotografici nazionali. Le tracce della guerra, di una tragedia che ha stravolto la vita di molti individui, i sopravvissuti e spezzato quella di molti altri, i morti, diventano arte. Lirismo, passione, movimenti pulsionali di vita e morte, un solenne e intenso interludio in cui la musica si unisce alla fotografia dando vita a “Un cumulo di immagini infrante Gorizia 1915-1918”, evento che si terrà il 5 Giugno 2015 a Gorizia, in Piazza Transalpina alle ore 21:30 di cui sarà protagonista la musica del geniale compositore Teho Teardo e un’ installazione video di Karmachina( realizzata in collaborazione con Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, La Cineteca del Friuli, la Fototeca dei Musei Provinciali di Gorizia, l’ Università degli Studi di Udine, il Corso di laurea DAMS- Laboratorio La Camera Ottica, il Consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario di Gorizia). Un evento imperdibile che celebra la cultura,stratificazioni di vite, sentimenti ed esperienze.

http://invisiblecities.eu

Marques Almeida ft. in Penelope, photo by N

Marques Almeida ft. in Penelope, photo by N

I recently visited Penelope, the Brescia cathedral of conceptual fashion created by the one and only Roberta Valentini where the shop windows celebrate the winners of LVMH Prize, more specifically the brand Marques Almeida of the Portuguese fashion designers Marta Marques and Paulo Almeida along with Jacquemus, brand established by the French fashion designer Simon Porte Jacquemus, who was awarded by a special prize. This reveals itself being a double celebration, as the windows pay homage to the contemporary creativity and at the same time fully evidence the ability of a buyer as Roberta to be into the contemporary times, catch, interpret and decode the contemporary fashion, signs of emerging fashion designers that turn into fashion products, become a source of culture, fashion history, witnessing the spirit of people in a certain place and time or rather these times.

I VINCITORI DEL PREMIO LVMH PROTAGONISTI DELLE VETRINE DI PENELOPE

Marques Almeida ft. in Penelope, photo by N

Marques Almeida ft. in Penelope, photo by N

Ho recentemente visitato Penelope, la cattedrale della moda concettuale di Brescia creata dalla sola e unica Roberta Valentini le cui vetrine celebrano i vincitori del Premio LVMH, più specificamente il brand Marques Almeida del duo di fashion designers portoghesi formato da Marta Marques e Paulo Almeida unitamente a Jacquemus, marchio fondato dal fashion designer francese Simon Porte Jacquemus, che è stato insignito di un premio speciale. Questa si rivela una doppia celebrazione, poiché le vetrine rendono omaggio alla creatività contemporanea e al tempo stesso dimostrano in modo tangibile l’ abilità di un buyer come Roberta di essere nella contemporaneità, captare, interpretare la moda contemporanea, i segni dei fashion designer emergenti che si trasformano in prodotti moda, diventano una fonte di cultura, storia della moda, testimoniando lo spirito di un popolo in un certo luogo e tempo ovvero in questa epoca.

Marques Almeida ft. in Penelope, photo by N

Marques Almeida ft. in Penelope, photo by N

 

Marques Almeida ft. in Penelope, photo by N

Marques Almeida ft. in Penelope, photo by N

 

Jacket Jacquemus, skirt Arthur Arbesser( one of the finalists of LVHM Prize), bag Carmina Campus ft. in  Penelope, photo by N

Jacket Jacquemus, skirt Arthur Arbesser( one of the finalists of LVHM Prize), bag Carmina Campus ft. in Penelope, photo by N

 

Penelope, photo by N

Penelope, photo by N

 

The one and only Roberta Valentini, photo by N

The one and only Roberta Valentini, photo by N

 

Me, myself & I, photo by N

Me, myself & I, photo by N

 

 

www.penelopeshoponline.com

The creations by Roberto Capucci at the Mantova Bibiena Theatre, photo by N

The creations by Roberto Capucci at the Mantua Bibiena Theatre, photo by N

All in a weekend, a three days event to celebrate the genius of Roberto Capucci, vibrant creative, genuine gentleman evoking the grace. That has recently held in Mantua and featured talks and other events under the sign of culture, fashion history, art and contemporary times, produced by the brand Twin-Set Simona Barbieri and organized in collaboration with Fondo Ambiente Italiano(FAI) and the renowned boutiques Bernardelli  of the bright Bruna Casella. The event has opened by a talk, which was held in the Mantova Bibiena Theatre (suggestive place which hosted the first performance by Wolfgang Amadeus Mozart), moderated by the powerful journalist and art historian Michele Venturini which widely told about Roberto Capucci’s experience, by using the syncreticism, an unusual point of view( like the idea of wonder, concept which is the cornerstone of Baroque art as well as the work by Capucci), full of connections between history, art, fashion and contemporary times. Michele told about the couturier and at the same time talked about the idea of beauty, that idea which is embodied in the many creations made by the couturier. An open dialogue with the art he always kept alive as it is evidenced by the series of creations he dedicated to the work by Alberto Burri. Matter and structure, the patterns as the optical ones( that were turned into prints and featured in garments made of reps, a cloth which doesn’t exist since many times), the pleats, their sumptuous usage and other precious remarks concerning the making of the creations. A marvelous alchemy made of volumes and colors where – as Roberto Capucci asserts – sometimes “the color sometimes comes before the structure of a dress”. A detailed and generous talk which gave rise to a smashing evening interlude, celebrating fashion culture, high fashion and one of its most relevant leading characters.

TRE GIORNI A MANTOVA ALL’ INSEGNA DI ROBERTO CAPUCCI(1)

Roberto Capucci, photo by N

Roberto Capucci, photo by N

Tutto in un weekend, un evento di tre giorni per celebrare il genio di Roberto Capucci, vibrante creativo, autentico gentleman che evoca la grazia. Ciò si è recentemente tenuto a Mantova ed ha avuto quali protagonisti un talk ed altri eventi all’ insegna di cultura, storia dell moda, arte e contemporaneità, prodotti dal brand Twin-Set Simona Barbieri e organizzati in collaborazione con il Fondo Ambiente Italiano (FAI) e le rinomate boutiques Bernardelli della brillante the Bruna Casella. L’ happening è stato aperto da un talk che ha avuto luogo presso il Teatro Bibiena di Mantova (luogo suggestivo che ha ospitato la prima esibizione di Wolfgang Amadeus Mozart), moderato dal poderoso giornalista e storico dell’ arte Michele Venturini che ha ampiamente raccontato l’ esperienza di Roberto Capucci, avvalendosi del sincretismo, di un insolito punto di vista e vari collegamenti tra storia, arte e moda (come l’ idea della meraviglia, concetto che è il fondamento dell’ arte barocca come anche dell’ opera di Capucci). Michele parlava del couturier e al tempo stesso raccontava l’ idea di bellezza, quell’ idea che è racchiusa nelle sue creazioni. Un dialogo aperto con l’ arte da lui  mantenuto sempre vivo come è evidenziato dalla serie di abiti che ha dedicato al lavoro di Alberto Burri. Materia e struttura, motivi come quelli optical (che erano trasformati in stampe protagoniste di abiti di reps, tessuto che non esiste più), i plissé, il loro sontuoso uso ed altri preziose delucidazioni inerenti la realizzazione delle creazioni. Una splendida alchimia fatta di volumi e colori in cui – come afferma Roberto Capucci – “il colore talvolta viene prima della struttura di un abito”. Un dettagliato e generoso talk che ha dato vita a un formidabile interludio serale, celebrando la cultura della moda, l’ alta moda e uno dei suoi personaggi più significativi.

All together: The one and only Roberta Valentini, Alessandro Boccingher, Paola Sandrini and me,  myself & I, photo by N

All together: The one and only Roberta Valentini, Alessandro Boccingher, Paola Sandrini and me, myself & I, photo by N

Me, myself & I along with the bright Bruna Casella, photo by N

Me, myself & I along with the bright Bruna Casella, photo by N

The creations by Roberto Capucci at the Mantova Bibiena Theatre, photo by N

The creations by Roberto Capucci at the Mantua Bibiena Theatre, photo by N

The creations by Roberto Capucci at the Mantova Bibiena Theatre, photo by N

The creations by Roberto Capucci at the Mantua Bibiena Theatre, photo by N

The creations by Roberto Capucci at the Mantova Bibiena Theatre, photo by N

The creations by Roberto Capucci at the Mantua Bibiena Theatre, photo by N

Michele Venturini and Roberto Capucci, photo by N

Michele Venturini and Roberto Capucci, photo by N

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A “love is in the hair” moment ft. Gianluca Capannolo and Roberta Valentini, photo by N

Gianluca Capannolo, Paola Sandrini, me,myself & I along with the one and only Roberta Valentini, photo by N

Gianluca Capannolo, Paola Sandrini, me,myself & I along with the one and only Roberta Valentini, photo by N

Roberto Capucci and the optical prints he made, photo by N

Roberto Capucci and the optical prints he made, photo by N

The homage to Alberto Burri by Roberto Capucci along with the creations he made, Michele Venturini and him during the talk, photo by N

The homage to Alberto Burri by Roberto Capucci along with the creations he made, Michele Venturini and him during the talk, photo by N

Me, myself and I at the Mantua Bibiena Theatre, photo by N

Me, myself and I at the Mantua Bibiena Theatre, photo by N

Ritual. A contemporary transformation” is a study on film by the bright Italian-German independent filmmaker Jasmin Schröder – who lives in Milan and curates along her life and work partner Emanuele Marzi the ideation and direction of works she makes – telling about the performative use of body, exploring the habits, visual rituals featuring in the daily life of contemporary individual or rather what it is part of that interlude made for celebrating its own self, life, its beauty and many delights. It’s a complex and morphing universe where desires, dreamlike suggestions, obsessions, the conscious and unconscious meet, blur, overlaps with themselves and are embodied in awesome visions that give rise to a successful dialogue between art, fashion and design. Incisiveness. lightness, eroticism, the image as perceptive experience are the signs becoming the cornerstone and a leitmotiv of work by Jasmin Schröder, a talented and promising creative.

“RITUAL. A CONTEMPORARY TRANSFORMATION”: L’ USO PERFORMATIVO DEL CORPO VISTO DA JASMIN SCHRÖDER

Still image from “Ritual. A contemporary transformation” by Jasmin Schröder

Still image from “Ritual. A contemporary transformation” by Jasmin Schröder

Ritual. A contemporary transformation” é un’ indagine su pellicola della brillante regista indipendente italo-tedesca Jasmin Schröder – la quale vive a Milano e cura insieme al suo compagno di vita e lavoro Emanuele Marzi l’ ideazione e la regia delle sue opere – che parla dell’ uso performativo del corpo, esplora le abitudini, i rituali visivi protagonisti della quotidianità dell’ individuo contemporaneo o meglio ciò che è parte di quell’ interludio, fatto per celebrare il sé, la vita, la sua bellezza e i suoi vari piaceri. Un universo composito e mutevole in cui desideri, suggestioni, ossessioni, il conscio e l’ inconscio si incontrano, si confondono, sovrappongono e sono racchiusi in fantastiche visioni che danno vita a un felice dialogo tra arte, moda e design. Incisività, leggerezza, erotismo, l’ immagine considerata come esperienza percettiva sono i segni che diventano le fondamenta e un leitmotiv dell’ opera di Jasmin Schröder, una talentuosa e promettente creativa.

Still image from “Ritual. A contemporary transformation” by Jasmin Schröder

Still image from “Ritual. A contemporary transformation” by Jasmin Schröder

 

Still image from “Ritual. A contemporary transformation” by Jasmin Schröder

Still image from “Ritual. A contemporary transformation” by Jasmin Schröder

 

Comme des Garçons from the archive of Penelope, photo by Alessandro Boccingher

Comme des Garçons from the archive of Penelope, photo by Alessandro Boccingher

Solemnity, incisiveness, lightness and poetry, this is the tale of “l left at home the eyes”, the exhibition of Sergio Maria Calatroni which joined fashion, design, art and has recently held in Brescia presso il Palazzo Uggeri Fenaroli. Here it was exhibited the creations by celebrated brands and fashion designers as Comme des Garçons, Christopher Kane, Julian Hakes, Martin Margiela and many others, coming from the archive of renowned cathedral of conceptual fashion Penelope, owned by the one and only Roberta Valentini along with the ones by Maria Calderara, S.C. Artroom, Costruzioni and Te Collection. The lyricism of story, constructions and their lines’ strategy becomes intelligible and meets the memories impressed in the enchanting Palazzo Uggeri Fenaroli, giving rise to a successful alchemy under the sign of elegance.

“HO LASCIATO A CASA GLI OCCHI”: L’ ALCHIMIA DELL’ ELEGANZA DI SERGIO MARIA CALATRONI

Christopher Kane from the archive of Penelope, photo by Alessandro Boccingher

Christopher Kane from the archive of Penelope, photo by Alessandro Boccingher

Solennità, incisività, leggerezza e poesia, questo il racconto di “Ho lasciato a casa gli occhi”, la mostra di Sergio Maria Calatroni che ha unito moda, design, arte e si è recentemente tenuta a Brescia presso il Palazzo Uggeri Fenaroli. Ivi sono state esposte le creazioni di celebri brands e fashion designers quali Comme des Garçons, Christopher Kane, Julian Hakes, Martin Margiela e molti altri, provenienti dall’ archivio della rinomata cattedrale della moda concettuale Penelope della sola e unica Roberta Valentini unitamente a quelle di Maria Calderara, S.C. Artroom, Costruzioni e Te Collection. Il lirismo della storia, delle costruzioni e della loro strategia delle linee hanno incontrato le memorie impresse nell’ incantevole Palazzo Uggeri Fenaroli, dando vita a una felice alchimia all’ insegna dell’ eleganza.

United Nude from the archive of Penelope, photo by Alessandro Boccingher

Julian Hakes  coming from the archive of Penelope, photo by Alessandro Boccingher

The one and only Roberta Valentini visiting the exhibition, photo by Alessandro Boccingher

The one and only Roberta Valentini visiting the exhibition, shoes Martin Margiela, coming from the archive of Penelope, photo by Alessandro Boccingher

photo by Alessandro Boccingher

photo by Alessandro Boccingher

photo by Alessandro Boccingher

photo by Alessandro Boccingher

photo by Alessandro Boccingher

photo by Alessandro Boccingher

photo by Alessandro Boccingher

photo by Alessandro Boccingher

The one and only Roberta Valentini talking with Sergio Maria Calatroni, photo by Alessandro Boccingher

The one and only Roberta Valentini talking with Sergio Maria Calatroni, photo by Alessandro Boccingher

The Brescia Palazzo Uggeri Fenaroli

The Brescia Palazzo Uggeri Fenaroli

It opens today and runs through the 17th May 2015 in Brescia at the suggestive Palazzo Uggeri FenaroliI left at home the eyes”, the exhibition of Sergio Maria Calatroni featuring Penelope, renowned cathedral of conceptual fashion of the one and only Roberta Valentini, Maria Calderara, S.C. Artroom, Costruzioni and Te Collection. I like to borrow the lyrics of Sergio Maria Calatroni to depict the poetry and lightness of this smashing display joining art, fashion and design: “the most successful work is the one which must arise. Eyes always stay at home in a hybrid mix of imaginations in the generous dimension of seeing beyond the shapes of world and common episodes. In fact the youth of look is comparable to the fervor of life and Spring instead of the slowness of the speeches’ hazes and non sense.

Thus the encounter between pre-destined is one of the most beautiful moments, evident tracks of destiny that cross between themselves for a moment.

It’s not a poor ensemble of senselessly objects but it’s a poetic congregation which works on raw materials that are always adrift.

In time’s of making lullaby with the eyes directed into all being obscure becomes a poem which is invented during the time of wild passion of cheerful figures always travelling”. A not to be missed happening.

“HO LASCIATO A CASA GLI OCCHI” LA MOSTRA DI SERGIO MARIA CALATRONI AL PALAZZO UGGERI FENAROLI DI BRESCIA

Penelope, photo by N

Penelope, photo by N

Inaugura oggi e prosegue fino al 17 maggio 2015 a Brescia presso il suggestivo Palazzo Uggeri FenaroliHo lasciato a casa gli occhi”, la mostra di Sergio Maria Calatroni di cui è protagonista Penelope, renowned cathedral of conceptual fashion of the one and only Roberta Valentini, Maria Calderara, S.C. Artroom, Costruzioni e Te Collection. Mi piace prendere in prestito i versi di Sergio Maria Calatroni per dipingere la poesia e leggerezza di questa formidabile rassegna che unisce arte, moda e design: “ma l’ opera più felice è quella che deve nascere. In un ibrido miscuglio di immaginazioni gli occhi restano sempre a casa nella generosa ampiezza del vedere oltre le forme del mondo e di episodi comuni. Infatti la giovinezza dello sguardo è paragonabile al fervore della vita e della primavera e non alle lungaggini delle brume del parlato e del non sense.

Fra i momenti più belli è dunque l’ incontro tra pre-destinati, tracce evidenti di  destini che si incrociano per un momento.

Non un misero insieme di cose alla rinfusa ma una congregazione poetica che lavora su materie sempre alla deriva.

Nella cantilena del tempo del fare con gli occhi rivolti al di dentro tutto l’ incomprensibile diventa un poema inventato al momento di un ardore sfrenato di spensierate figure sempre in viaggio”. Un evento imperdibile.

Me. myself & I along with the one and only Roberta Valentini, photo by Alessandro Boccingher

Me. myself & I along with the one and only Roberta Valentini, photo by Alessandro Boccingher

 

Justin Vivian Bond

Justin Vivian Bond

It successfully runs through 13th June 2015 in London at the Vitrine Gallery “My model/MySelf”, the solo exhibition of the iconic and eclectic artist – author, singer, visual artist and performer artist – Mx (word which means “Mix”, is an alternative to the genderized words “Mr”, “Miss”, “Mr.”, honors the trans people as well as the people who are gender fluid or rather the ones who does not wish to define by any particular gender and is officially entered into the Oxford English Dictionary, a bright result arising from the activism which has encouraged and made concrete by the artist) Justin Vivian Bond. The gallery becomes a performative exhibition space which includes a display of art – videos, performance, sculptures and watercolors -, gives rise to one installation and also presents a commercially produced, limited edition wallpapers (made in collaboration with designer George Venson). The show is focused on a collection of watercolors paintings, a series of diptychs, portrait of model Karen Graham, the testimonial of Estée Lauder Cosmetics from 1970 to 1985 along with self-portraits of Mx Bond that reflect and enhance the obsessive nature of the relationship with the model who V describes “as blank and perfect as the sphinx – only more modern and wearing lots of make-up”, which developed during V’s adolescence. A not to be missed happening to enjoy the work of a bright, vibrant individual who made his life a work of art.

MY MODEL/MYSELF, LA PERSONALE DI JUSTIN VIVIAN BOND ALLA VITRINE GALLERY DI LONDRA

Justin Vivian Bond

Justin Vivian Bond

Prosegue felicemente fino al 13 giugno 2015 a Londra presso la Vitrine Gallery “My model/MySelf”, la personale dell’ iconico ed eclettico artista – scrittore, cantante, artista e performer artist – Mx (lemma che sta a significare “Mix”, è un’ alternativa a termini genderizzati quali “Sig.ra”, “Sig.na”, “Sig.”, onora i trans come anche le persone fluide al gender o meglio coloro che non intendono essere definiti in termini di gender ed è ufficialmente entrata nell’ Oxford English Dictionary, un brillante risultato che deriva dall’ attivismo incoraggiato e concretizzato dall’ artista) Justin Vivian Bond. La galleria diventa uno spazio espositivo performativo che include una rassegna di arte – video, performance, sculture e acquerelli -, dà vita a un’ unica installazione e presenta anche una carta da parati, prodotta commercialmente in edizione limitata (realizzata in collaborazione con il designer George Venson). La mostra è incentrata su una collezione di acquerelli, una serie di dittici, i ritratti della modella Karen Graham, che è stata la testimonial di Estée Lauder Cosmetics dal 1970 al 1985 unitamente agli autoritratti di Mx Bond che riflettono ed esaltano la natura ossessiva della relazione con la modella, da lui descritta come “bianca e perfetta come la sfinge – soltanto più moderna e indossa tanto make-up”, che si è creata durante a sua adolescenza. Un evento imperdibile per apprezzare l’ opera di una brillante, vibrante individualità che ha reso la sua vita un’ opera d’ arte.

Justin Vivian Bond

Justin Vivian Bond

 

Justin Vivian Bond

Justin Vivian Bond

 

Justin Vivian Bond

Justin Vivian Bond

 

Justin Vivian Bond

Justin Vivian Bond

 

www.vitrinegallery.co.uk  

Maison Martin Margiela Spring/Summer 2015, photo by N

Maison Martin Margiela Spring/Summer 2015, photo by N

The Spring/Summer 2015 collection by Maison Martin Margiela, brand owned by Renzo Rosso and designed by John Galliano has been on show at 10 Corso Como, renowned Milan concept-store created by the brilliant Carla Sozzani. It was a suggestive showcase of sartorialism  from which has arisen a question: to which extent is the Margiela’s heritage in this collection? The answer is articulated and complex. These creations has to be considered by using a double profile or rather the approach of matter and the concept, the sign which made Margiela a signature. The way to use matter, combine different materials giving rise to an amazing work of experimentation, follows Martin Margiela’s lesson. Instead observing architecture as a whole, it shines the incisive and theatrical sign of John Galliano which overlaps and stands above the Margiela’s conceptual experience, fascinations that make me think about a kind of Marchioness Luisa Casati who visits avant-garde landscapes. That is really far away from the austere minimalism, joined to the experimentation and a fine work of craftsmanship – leitmotiv staying -,paradigm which made famous the brand. Anyway that has been just the debut of John Galliano, genius fashion designer, as creative director of brand, then naturally it will be much other to see in order to discover the way he will reinterpret, renew and enrich the sign of Margiela.

LA COLLEZIONE PRIMAVERA/ESTATE 2015 DI MAISON MARTIN MARGIELA IN MOSTRA A 10 CORSO COMO DI MILANO

Maison Martin Margiela Spring/Summer 2015, photo by N

Maison Martin Margiela Spring/Summer 2015, photo by N

La collezione primavera/estate 2015 di Maison Martin Margiela, brand di proprietà Renzo Rosso e disegnato da John Galliano è stata in mostra a 10 Corso Como, rinomato concept-store di Milano, creato dalla brillante Carla Sozzani. Una suggestiva rassegna di sartorialità da cui nasce una domanda: in che misura l’ heritage di Margiela si ritrova in questa collezione? La risposta è articolata e complessa. Tali creazioni devono essere prese in considerazione sotto un duplice profilo ovvero l’ approccio materico e il concept, il segno che ha reso Margiela una firma. Il modo di usare la materia, di abbinare diversi materiali, dando vita a un meraviglioso lavoro di sperimentazione segue la lezione di Martin Margiela. Osservando invece le architetture nella loro interezza, splende il segno incisivo e teatrale di John Galliano che si sovrappone e quasi sovrasta l’ esperienza concettuale di Margiela, fascinazioni che mi fanno pensare a una sorta di Marchesa Luisa Casati che visita paesaggi futuristici. Ciò è oltremodo lontano dall’ austero minimalismo, unito alla sperimentazione ed a una fine artigianalità, un leitmotiv che permane, paradigma che ha reso famoso il marchio. In ogni caso questo è stato il debutto di John Galliano, geniale fashion designer, nelle vesti di direttore creativo del brand, quindi ci sarà naturalmente molto altro da vedere al fine di scoprire il modo in cui costui reinterpreterà, rinnoverà ed arricchirà il segno di Margiela.

Maison Martin Margiela Spring/Summer 2015, photo by N

Maison Martin Margiela Spring/Summer 2015, photo by N

 

Maison Martin Margiela Spring/Summer 2015, photo by N

Maison Martin Margiela Spring/Summer 2015, photo by N

 

Maison Martin Margiela Spring/Summer 2015, photo by N

Maison Martin Margiela Spring/Summer 2015, photo by N

 

Maison Martin Margiela Spring/Summer 2015, photo by N

Maison Martin Margiela Spring/Summer 2015, photo by N

 

Maison Martin Margiela Spring/Summer 2015, photo by N

Maison Martin Margiela Spring/Summer 2015, photo by N

 

 

www.10corsocomo.com

photo by N

photo by N

I was pleased to visit weeks ago, during an afternoon interlude in Milan, the Galleria Carla Sozzani which showcased “Hanging garden”, the suggestive installation by the bright sculptor and designer Kris Ruhs. It’s an enchanting celebration of nature, leitmotiv of his work, which joins different materials as porcelain, brass, embodies plasticity of matter and lightness and successfully evokes dreamlike atmospheres.

“HANGING GARDEN”: LA CELEBRAZIONE DELLA NATURA DI KRIS RUHS ALLA GALLERIA CARLA SOZZANI DI MILANO

Kris Ruhs, photo by N

Kris Ruhs, photo by N

Mi ha rallegrato settimane fa, durante un interludio pomeridiano a Milano, visitare la Galleria Carla Sozzani che esponeva“Hanging garden”, la suggestiva installazione del brillante scultore e designer Kris Ruhs. Una incantevole celebrazione della natura, leitmotiv della sua opera, che unisce diversi materiali quali porcellana e ottone, racchiude in sé delicatezza, plasticità materica e leggiadria ed evoca felicemente atmosfere oniriche.

Kris Ruhs, photo by N

Kris Ruhs, photo by N

Kris Ruhs, photo by N

Kris Ruhs, photo by N

Kris Ruhs, photo by N

Kris Ruhs, photo by N

The fashion designer Ennio Capasa visiting the Galleria Carla Sozzani, photo by N

The fashion designer Ennio Capasa visiting the Galleria Carla Sozzani, photo by N

Me, myself & I, photo by N

Me, myself & I, photo by N

www.galleriacarlasozzani.org

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“To free art from the ballast of objectivity” is the paradigm by Kazimir Malevich which finds a new context in music, made concrete by dub sound suggestions where rhythm and sound are more important than melodies and repetition reveals itself as a form of change, only because the focus gravitates to the small yet important. That is embodied in “Plusminus” (Bureau B), the second album by Automat, band formed by Jochen Arbeit (Einstürzende Neubauten, Die Haut), Achim Färber (Project Pitchfork, Prag, Philipp Boa) and Georg Zeitblom (Sovetskoe Foto) which will be released on 29th May 2015. Following the first album which featured the aristocracy of underground music, artists as Lydia Lunch, Blixa Bargeld and Genesis P-Orridge as guest vocalists, the new work by the Berlin trio, resulting from a visionary experimentation, recalls the mysterious monolith in “2001: A space odissey”, the cult-movie by Stanley Kubrick and transports the listener into a kind of trance.

“PLUSMINUS”: LA VISIONARIA SPERIMENTAZIONE DI AUTOMAT

Automat, photo by Martin Walz

Automat, photo by Martin Walz

“Liberare l’ arte dalla zavorra dell’ oggettività è il paradigma di Kazimir Malevich che trova un nuovo contesto nella musica, felicemente concretizzato da sonorità dub in cui il ritmo e il suono sono più importanti delle melodie. E la ripetizione si rivela una forma di cambiamento, unicamente perché il fulcro gravita intorno a ciò che è piccolo eppure importante. Ciò è racchiuso in “Plusminus” (Bureau B), il secondo album di Automat, band formata da Jochen Arbeit (Einstürzende Neubauten, Die Haut), Achim Färber (Project Pitchfork, Prag, Philipp Boa) e Georg Zeitblom (Sovetskoe Foto) che sarà pubblicato il 29 maggio 2015. A seguire del primo album che ha avuto quale protagonista l’ aristocrazia della musica underground, artisti come Lydia Lunch, Blixa Bargeld e Genesis P-Orridge nelle vesti di guest vocalists, il nuovo lavoro del trio berlinese, risultato di una visionaria sperimentazione, richiama alla mente il misterioso monolito in “2001: Odissea nello spazio”, il cult-movie di Stanley Kubrick e trasporta l’ ascoltatore in una sorta di trance.

photo by N

photo by N

Balance and fantasy, a game of shapes made by using the old technique of ceramic. Clay and fireclays give rise to vision of matter that remind cities and labyrinths, successfully joining the rigor and immediacy of artistic gesture and the functionality of design. Those are the features in the creations by the Brescia designer Adriana Albertini that have showcased in a suggestive, wide room during the sixth edition of Floracult.

Adriana Albertini, photo by N

Adriana Albertini, photo by N

 

Adriana Albertini, photo by N

Adriana Albertini, photo by N

 

Adriana Albertini, photo by N

Adriana Albertini, photo by N

The same room hosted the creations Anna Fendi that are under the sign of Epicureanism and refinement: a selection of chine and furniture concerning the table setting that embody the value of a made in Italy product and a wise craftsmanship, an alchemy talking about harmony and culture of taste. Shapes, flavors and colors depict the elegance, a lifestyle, the one which is impressed in the life and works of the bright creative.

L’ EQUILIBRIO DELLE FORME DI ADRIANA ALBERTINI & LA CULTURA DEL GUSTO DI ANNA FENDI

AVF, photo by N

AVF, photo by N

Equilibrio e fantasia, un gioco di forme realizzate mediante l’ uso dell’ antica tecnica della ceramica. Argilla e terre refrattarie danno vita a visioni materiche che ricordano città e labirinti, unendo felicemente il rigore e l’ istantaneità del gesto artistico e la funzionalità del design. Questi i protagonisti delle creazioni della designer bresciana Adriana Albertini che sono stati esposti in una suggestiva, ampia sala durante la sesta edizione di Floracult.

AVF, photo by N

AVF, photo by N

 

AVF, photo by N

AVF, photo by N

 

AVF, photo by N

AVF, photo by N

Il medesimo ambiente ha ospitato le creazioni di Anna Fendi all’ insegna di epicureismo e raffinatezza: una selezione di vini e arredi in tema di table setting che racchiudono in sé il valore di un prodotto made in Italy e una sapiente artigianalità, un’ alchimia che parla di armonia e della cultura del gusto. Forme, sapori e colori dipingono l’ eleganza, un lifestyle, quello impresso nella vita e nelle opere della brillante creativa.

Adriana Albertini, photo by N

Adriana Albertini, photo by N

 

Adriana Albertini, photo by N

Adriana Albertini, photo by N

 

www.adrianaalbertini.it

www.floracult.com

 

Meo Fusciuni, photo by N

Meo Fusciuni, photo by N

Blindly into the scent”, an experience under the sign of memory, that has been the olfactive and interactive installation made by the bright alchemist and herbalist Meo Fusciuni which featured in the sixt edition of Floracult. To turn back time, remind the present, past, fragments of life, faces, feelings, sounds connected to a scent. A Proustian becoming an unusual exercise through a sense, the olfaction, expressive medium which is rarely used to do that. The mysteries of olfactive design are infinite. It’ s a wide land to explore, magic of chemistry, molecules, emotions. Meo who usually tells about his own experiences, journeys through the scents he make, this time created something which has thought only to be shared with the others. A wrapping, playful and solemn experience, emphasized by a display of photography, poetries he wrote and the lyricism of a music he made, a suggestive discover I did during this circumstance. There were 12 boxes on a table in the room which hosted the installation, an olfactive path to do slowly and solemnly, a short emotional trip, made by using the nose. At the entering Meo gave a paper to fulfill in order to describe the existent or non-existent, more or less recent memory, connected to the fragrance(it was a game or rather a test and its result would has been anonymous or read for random during the talk held by the Psychology Gianni Brighetti on this theme). I still remember the scent of caramel embodied in a box which reminded me the candyfloss I joyfully ate when I was a child and go to the circus with my mother, then another strong smell which made me remind the smell of crowd and the energy during a concert of Iggy Pop I attended many times ago in Rome. The olfaction, a sense silently, clearly, deepness and lightness speaking. That evidences how much we can discover on ourselves, our interaction with the others and the world surrounding us through it, a successful epiphany.

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO: AROMI E POESIA VISTI DA MEO FUSCIUNI A FLORACULT

Photography and poetry by Meo Fusciuni, photo by N

Photography and poetry by Meo Fusciuni, photo by N

A occhi chiusi nel profumo”, un esperienza all’ insegna della memoria, l’ installazione olfattiva e interattiva realizzata dal brilllante alchimista and aromatario Meo Fusciuni che è stata protagonista della sesta edizione di Floracult. Tornare indietro nel tempo, ricordare il presente, il passato, frammenti di vita, volti, sentimenti, suoni legati a un sentore. Una ricerca proustiana che diventa un esercizio insolito attraverso un senso, l’ olfatto, medium espressivo sovente poco usato per far ciò. I misteri del design olfattivo sono infiniti. Un’ ampio terreno da esplorare, magia della chimica, delle molecole, emozioni. Meo che solitamente racconta delle sue esperienze, dei suoi viaggi attraverso i suoi profumi, stavolta ha creato qualcosa pensata unicamente per essere condivisa con gli altri. Un’ esperienza avvolgente, ludica e solenne, enfatizzata da una raccolta di fotografie, poesie da lui scritte e dal lirismo di musiche da lui create, una felice scoperta da me fatta durante questa circostanza. Nella sala che ospitava l’ installazione si trovavano dodici scatole, un percorso olfattivo da compiere con lentezza e solennità, un breve viaggio emozionale, fatto con il proprio naso. All’ ingresso Meo stesso dava un foglio da compilare per descrivere il ricordo legato alla fragranza, esistente o inesistente, più o meno recente(era un gioco o meglio un test, il cui risultato sarebbe stato anonimo o casualmente letto durante il talk tenuto dal professore di psicologia Gianni Brighetti su questa tematica). Ricordo ancora la fragranza di caramello racchiusa in una scatola che mi ricordava lo zucchero filato che gioiosamente mangiavo quando da bambina andavo al circo con mia madre, poi un’ odore forte che mi richiamava alla mente l’ odore della folla, l’ energia durante un concerto di Iggy Pop a cui ho assistito tanto tempo fa a Roma. L’ olfatto, un senso che parla in silenzio e con profondità, chiarezza e leggerezza. Ciò dimostra quanto possiamo scoprire di noi stessi, della nostra interazione con gli altri e con il mondo che ci circonda attraverso di esso, una felice epifania.

Meo Fusciuni, photo by N

Meo Fusciuni, photo by N

 

An angel, the one featuring in the scent Narcotico Meo Fusciuni made, photo by N

An angel, the one featuring in the scent Narcotico Meo Fusciuni made, photo by N

 

Meo Fusciuni, photo by N

Meo Fusciuni, photo by N

 

Meo Fusciuni, photo by N

Meo Fusciuni, photo by N

 

Meo Fusciuni, photo by N

Meo Fusciuni, photo by N

 

Meo Fusciuni, photo by N

Meo Fusciuni, photo by N

 

Meo Fusciuni, photo by N

Meo Fusciuni, photo by N

 

www.floracult.com

www.meofusciuni.com

 

Olga Pong at Floracult, photo by N

Olga Pong at Floracult, photo by N

Poetry and lightness, an elegy which celebrates the nature and its little hosts, this is “The natural stories”, the exhibition project by Olga Pong, bright milliner and accessories designer who featured in the sixth edition of Floracult, nursery-gardening event ideated by the fashion designer, farmer and social activist Ilaria Venturini Fendi and curated by the landscape architect Antonella Fornai which has recently held in I Casali del Pino, at La Storta, in the picturesque frame of Rome countryside. The culture and love for nature turns into shapes and visions, giving rise to delicate creations – hats and head accessories – unique pieces where it shines a wise craftsmanship and the excellence of made in Italy that has exhibited during the event and enriched by a site-specific installation of matter which reminded a big spider and its webs, made exclusively for the event by the designer. It’s an enchanting alchemy which talks about refinement, savoir faire, uniqueness and documents the overwhelming creativity of Olga. The lyricism becomes clear, incisive and at the same time light sign, key to decode the elegance, resulting from a lifestyle which takes over itself a vibrant aesthetics and an ethic which makes concrete healthy values and pays homage to the natural world.

“LE STORIE NATURALI” DI OLGA PONG A FLORACULT

Olga Pong, photo by N

Olga Pong, photo by N

Poesia e levità, un’ elegia che celebra la natura e i suoi piccoli ospiti, questo è “Le storie naturali”, il progetto espositivo di Olga Pong, brillante designer di cappelli e accessori che è stata protagonista della sesta edizione di Floracult, evento florovivaistico ideato dalla fashion designer, imprenditrice agricola e attivista nel sociale Ilaria Venturini Fendi e curato dalla paesaggista Antonella Fornai che si è recentemente tenuto ai Casali del Pino, a La Storta, nella pittoresca cornice della campagna romana. La cultura e l’ amore per la natura si trasforma in forme e visioni, dando vita a delicate creazioni – cappelli e cerchietti -, pezzi unici in cui splende una sapiente artigianalità e l’ eccellenza del made in Italy che sono stati esposti durante l’ evento e arricchiti da un’ installazione materica site-specific che ricordava un grande ragno e le sue ragnatele, realizzata appositamente per l’ evento dalla designer. Un’ incantevole alchimia che parla di raffinatezza, savoir faire, unicità e documenta l’ inarrestabile vis creativa di Olga. Il lirismo diventa segno, preciso, incisivo e al tempo stesso leggero, chiave per decifrare l’ eleganza, risultato di un lifestyle che assume su di sé un’ estetica vibrante e un’ etica che abbraccia salubri valori e rende omaggio al mondo della natura.

Olga Pong, photo by N

Olga Pong, photo by N

 

Olga Pong, photo by N

Olga Pong, photo by N

 

Olga Pong, photo by N

Olga Pong, photo by N

 

Olga Pong, photo by N

Olga Pong, photo by N

 

Olga Pong, photo by N

Olga Pong, photo by N

 

Olga Pong, photo by N

Olga Pong, photo by N

 

Olga Pong, photo by N

Olga Pong, photo by N

 

Olga Pong, photo by N

Olga Pong, photo by N

 

Olga Pong, photo by N

Olga Pong, photo by N

 

Olga Pong, photo by N

Olga Pong, photo by N

 

Love and ghost, Claudio Santamaria kissing the ghost wearing a hat by Olga Pong, photo by N

Love and ghost, Claudio Santamaria kissing the ghost wearing a hat by Olga Pong, photo by N

 

Sergio Cammariere wearing a hat by Olga Pong, photo by N

Sergio Cammariere wearing a hat by Olga Pong, photo by N

 

Simonetta Gianfelici wearing a hat by Olga Pong, photo by N

Simonetta Gianfelici wearing a hat by Olga Pong, photo by N

 

A nice girl wearing a hat by Olga Pong, photo by N

A nice girl wearing a hat by Olga Pong, photo by N

 

Me, myself & I along with Adriano Franchi, photo by N

Me, myself & I along with Adriano Franchi, photo by N

 

http://olgaponghats.blogspot.it

www.floracult.com

Angelo Naj  Oleari, photo by N

Angelo Naj Oleari, photo by N

It successfully follows the Florence Craftsmanship tradeshow event which hosts a series of smashing initiatives connected to the lifestyle as an area focused on the furniture made under the sign of re-use, a vintage clothing display and other interesting events increasing the culture of living in a conscious way which respects and pays homage to the nature. Concerning this theme, embodied in a book about which I recently talked or rather “Armonia selvatica, semi coraggiosi” (“Wild harmony, brave seeds”, Ponte alle Grazie editions, 12,00 Euros) which will be the core of a conference featuring the bright author Angelo Naj Oleari which will be held today during this happening in Florence at 11:00 am at Fortezza da Basso in the attic of Spadolini pavilion. A not to be missed circumstance to discover and know more about the nature, thinking about values and purposes that can be made concrete during the long term period. This is an issue connected to every development of making, an ethical way of creating and working, considering the example arising from the nature surrounding us, precious means to get that change under the sign of sense which is so necessary today.

IL CULTO DELLA NATURA, CIBO PER L’ ANIMA E ALTRE MERAVIGLIE ALLA FIERA DELL’ ARTIGIANATO DI FIRENZE

florence

Prosegue felicemente la Fiera dell’ Artigianato di Firenze che ospita una serie di formidabili iniziative legate a un lifestyle consapevole quali un’ area dedicate ai componenti di arredo realizzati mediante il riuso, una rassegna di abbigliamento e altri interessanti eventi che valorizzano la cultura del vivere in un modo che rispetta e celebra la natura. Riguardo a questa tematica, racchiusa in un libro di cui ho recentemente parlato ovvero di “Armonia selvatica, semi coraggiosi” (Edizioni Ponte alle Grazie, 12,00 Euro) che sarà presentato in occasione di una conferenza con il brillante autore Angelo Naj Oleari la quale si terrà oggi durante questo happening, a Firenze alle ore 11:00 alla Fortezza da Basso nell’ attico del Padiglione Spadolini. Un’ occasione imperdibile per scoprire, conoscere meglio la natura, pensando a valori e finalità che possono essere concretizzati nel lungo periodo. Questa è una problematica connessa a ogni esplicazione del fare, a un modo etico di creare e lavorare, prendendo in considerazione l’ esempio della natura che ci circonda, prezioso strumento per avviare quel cambiamento all’insegna di senso che è oltremodo necessario oggi.

www.mostraartigianato.it

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