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It will be held on 29th April 2014 in Treviso, in Via Achille Papa 1, at the Fashion Design Faculty of Iuav University of Venice, at 2:30 pm the talk “Il collezionista di abiti”, being part of series of conferences organized by Maria Luisa Frisa and Gabriele Monti “Mostrare la moda oggi: il gesto del curatore” (during the exhibition “Revisioni: Esercizi a partire da una study collection”, curated by Gabriele Monti which is held in Venice at the Spazio Punch), a talk featuring the clothing collector and dear friend Enrico Quinto. Enrico is the co-owner of collection Enrico Quinto- Paolo Tinarelli, including 130 clothes that star in an exhibition on the Italian Glamour, recently opened in Rio De Janeiro, I tell you about during the forthcoming days (ten items being part of collection are also showcased in “The Glamour of Italian Fashion”, exhibition which is held in London at the Victoria & Albert Museum and runs through 27th July). I like reminding a nice circumstance I shared with him, talking about possession and fashion culture and involving a Bagonghi bag, my favorite bag by Roberta di Camerino, we found during a pleasant Summer afternoon in Rome. Walking on the street, in the area of Piazza Navona, in Via del Governo Vecchio we found the Bagonghi bag, which was close to the rubbish container. It was and is my favorite bag, I was happy to find it with my friend, put on the ground as garbage. Not being part of me – spiritually and materially – the possession, believing in random synchronicity – as nothing happens for random -, I immediately gave it to my friend. Knowing it was my favorite bag he wanted I held it. Instead of me who I am just someone who liked this bag, I considered Enrico as a kind of fashion culture’s guardian and therefore he had to have it. Thus it has been. Fashion culture is such an essential value, a value arising from the creativity connected to the matter, an object, a garment and goes beyond the ethic of possession (after all I always have chosen between to have or to be of being). And concerning that or rather fashion culture, I am sure the words by Enrico (bright individual successfully joining intelligence and irony), his tales will be really precious to think about the work of a collector. A not to be missed happening which is just an announced success, as it often happens at the Iuav University.

“IL COLLEZIONISTA DI ABITI”, A TALK FEATURING ENRICO QUINTO AT THE IUAV UNIVERSITY

Enrico Quinto and the Bagonghi bag by Roberta di Camerino, photo by N

Enrico Quinto and the Bagonghi bag by Roberta di Camerino, photo by N

Si terrà il 29 aprile 2014 a Treviso, in Via Achille Papa 1, presso la Facoltà di Design della Moda dell’ Università Iuav di Venezia, alle ore 14:30 il talk “Il collezionista di abiti” che è parte della serie di conferenze organizzate da Maria Luisa Frisa e Gabriele MontiMostrare la moda oggi: il gesto del curatore” (in occasione della mostra “Revisioni: Esercizi a partire da una study collection”, curata da Gabriele Monti che si tiene a Venezia presso lo Spazio Punch), un talk di cui è protagonista il collezionista di abiti e caro amico Enrico Quinto. Enrico è comproprietario della collezione Enrico Quinto-Paolo Tinarelli, la quale include 130 abiti che sono protagonisti di una mostra, recentemente inaugurata a Rio De Janeiro sull’ Italian Glamour, in merito alla quale parlerò nei prossimi giorni (dieci pezzi che sono parte della collezione sono anche esposti in “The Glamour of Italian Fashion”, mostra che si tiene a Londra presso il Victoria & Albert Museum e prosegue fino al 27 luglio). Mi piace ricordare una simpatica circostanza condivisa con lui che parla di possesso, cultura della moda e coinvolge una Bagonghi, la mia borsa preferita di Roberta di Camerino, da noi trovata durante un piacevole pomeriggio estivo a Roma. Passeggiando per strada, nei dintorni di Piazza Navona, a Via del Governo Vecchio, abbiamo trovato una Bagonghi che stava a terra vicino al contenitore dell’ immondizia. Non facendo – spiritualmente e materialmente – parte di me il possesso, credendo nel sincronismo del caso – poiché niente accade casualmente -, l’ ho immediatamente donata al mio amico. Sapendo che era la mia borsa preferita voleva che la tenessi. Diversamente da me che sono soltanto qualcuno a cui piaceva questa borsa, considero Enrico una sorta di guardiano della cultura della moda e pertanto la doveva avere. Così è stato. La cultura della moda è un valore imprescindibile, valore che nasce dalla creatività legata alla materia, a un oggetto, un indumento e va al di là dell’ etica del possesso (dopotutto tra avere ed essere ho sempre scelto di essere). E in merito a ciò ovvero alla cultura della moda, son certa che le parole di Enrico(brillante individualità che unisce felicemente intelligenza e ironia), i suoi racconti saranno oltremodo preziosi per riflettere sull’ opera di un collezionista. Un evento imperdibile che è già un successo annunciato, come sovente accade alla Iuav.

Enrico Quinto and me at  the Rome Caffè Novecento

Enrico Quinto and me at the Rome Caffè Novecento

 

 

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revisioni_invito_social

It will be opened on 4th April 2014 at 6 pm in Venice at the Spazio Punch “Re-visioni: esercizi a partire da una study collection”(standing as “Re-visions: exercises arising from a study collection”), exhibition organized by the Culture of Project Research Unit “The design in fashion” of Iuav University of Venice, in collaboration with the Venice Fondazione Musei Civici-Palazzo Moncenigo, curated by Gabriele Monti teaming with the students of third year of Fashion Design Course from the Iuav University of Venice. The name of exhibition – which will run through 29th April 2014 – evokes the gesture of seeing again, catching the unseen details. A smashing display of fashion from Eighties to contemporary times, including creatives as Jean Paul Gaultier, Giorgio Armani, Romeo Gigli, Comme des Garçons, Emilio Pucci, Norma Kamali, Maison Martin Margiela, Complice, Byblos, Irié, Claude Montana, Yohji Yamamoto, Moschino, Sybilla, Junya Watanabe, Vivienne Westwood, Prada, creations coming from the private collection of Maria Luisa Frisa, director of BA Fashion Design Course at Iuav. This exhibition has been the chance of giving rise to reproductions on canvas of items that are here showcased, made by the students, a modeling work which is part of exhibition path and emphasizes a different way of observing the dress, as study and design. It completes the exhibition the ephemera, ephemeral objects as invitations to attend at events, fashion shows and performances, press- releases, lookbooks and other materials as catalogues telling the work by fashion designers. A not to be missed event under the sign of fashion culture.

 

“RE-VISIONI: ESERCIZI A PARTIRE DA UNA STUDY COLLECTION” ALLO SPAZIO PUNCH DI VENEZIA

Jacket by Moschino( late Eighties), Maria Luisa Frisa Collection

Jacket Moschino( late Eighties), Maria Luisa Frisa Collection

Sarà inaugurata il 4 aprile 2014 alle ore 18:00 a Venezia presso lo Spazio Punch “Re-visioni: esercizi a partire da una study collection”, mostra organizzata dal Dipartimento di Cultura del Progetto Unita di Ricerca “Il progetto nella moda” dell’ Università Iuav di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia-Palazzo Moncenigo, curata da Gabriele Monti in collaborazione con gli studenti del terzo anno del Corso di Laurea in Fashion Design dell’ Università Iuav di Venezia. Il nome della mostra – che proseguirà fino al 29aprile 2014 – evoca il gesto del rivedere, catturando i dettagli che non erano stati visti. Una formidabile esposizione di moda dagli anni Ottanta alla contemporaneità, comprensiva delle opere di creativi quali Jean Paul Gaultier, Giorgio Armani, Romeo Gigli, Comme des Garçons, Emilio Pucci, Norma Kamali, Maison Martin Margiela, Complice, Byblos, Irié, Claude Montana, Yohji Yamamoto, Moschino, Sybilla, Junya Watanabe, Vivienne Westwood, Prada, creazioni provenienti dalla collezione privata di Maria Luisa Frisa, direttore del Corso di Laurea Triennale di Fashion Design della Iuav. Questa mostra è stata la felice occasione di dar vita a riproduzioni dei modelli esposti su tela, realizzate dagli studenti, un lavoro di modellistica che fa parte del percorso espositivo e sottolinea un modo diverso di osservare l’ abito, quale studio e progetto. Completano la mostra le ephemera, oggetti effimeri quali inviti a eventi, sfilate e performances, comunicati stamp, lookbooks ed altri materiali quali cataloghi che raccontano l’ opera dei fashion designers. Un evento imperdibile all’ insegna della cultura della moda.

Suit by Giorgio Armani, Fall/Winter 1998-1999, Maria Luisa Frisa Collection

Suit Giorgio Armani, Fall/Winter 1998-1999, Maria Luisa Frisa Collection

 

Suit by Emilio Pucci from Mid-Nineties, Maria Luisa Frisa Collection

Suit Emilio Pucci from Mid-Nineties, Maria Luisa Frisa Collection

 

Jacket by Prada Spring/Summer 1998, Maria Luisa Frisa Collection

Jacket Prada Spring/Summer 1998, Maria Luisa Frisa Collection

 

Moschino, Fall/Winter 1987-1988, photo by Francesco de Luca

Moschino, Fall/Winter 1987-1988, photo by Francesco de Luca

 

Complice, late Eighties, Maria Luisa Frisa Collection, photo by Francesco de Luca

Complice, late Eighties, Maria Luisa Frisa Collection, photo by Francesco de Luca

 

From the left to the right side: Jacket Norma Kamali, late Eighties; suit Giorgio Armani, early Nineties; suit Emilio Pucci, late Sixties; Maria Luisa Frisa collection, photo by Francesco de Luca

From the left to the right side: Jacket Norma Kamali, late Eighties; suit Giorgio Armani, early Nineties; suit Emilio Pucci, late Sixties; Maria Luisa Frisa collection, photo by Francesco de Luca

 

Ephemera

Ephemera

 

 

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ai limiti 1

It will be opened on 12th February 2014 in Venice at the Designs Archive of Iuav University of Venice the exhibition “Ai limiti. Immagini d’ architettura dall’ archivio di Aldo Andreani”, curated by Mario Lupano in collaboration with Riccardo Dirindin. That is the first exhibition of 2014 by the Designs Archives, which is focused on the collection, conservations and study of architects’, designers’ and urbamologists’ archives. It also will be held a short talk featuring Serena Maffioletti, head of Designs Archives as well, Alberto Ferlenga, the director of P.H. D. of Iuav University and Mario Lupano. The exhibition showcases the documents by the visionary Mantua architect Aldo Andreani, original persona of Italian eclecticism from the early Nineties and is also the successful chance to thank Carla Andreani Menozzi, the daughter of architect who gave to the Designs Archive the whole documents of her father, including a thousand of sketches that feature about 90 projects of building( as Palazzo Fidia), monumental restorative works and urban planning. The architect was a bright and eclectic creative who worked also as sculptor and has been scholar of Adolfo Wildt at the Milan Academy of the Arts. The name of exhibition “Ai limiti” (meaning “in the edges”) focuses on the working and expressive path of Andreani, who made his work in the edge of professional system of architecture. The aristocratic operational autonomy made him an outsider. A brilliant marginalism was what he has chosen, which brought him to the edge of visionariness and aberration.

The ending of exhibition will coincide with an one day event exploring the work of Aldo Andreani which will be held on 6th March 2014 in Venice at the Iuav Auditorium in the ex Cotonificio Veneziano featuring as panelists Amedeo Belluzzi, Riccardo Dirindin, Roberto Dulio, Fulvio Irace, Mario Lupano, Giulia Marocchi and Angelo Torricelli. A not to be missed happening to know and enjoy a visionary and his work.

“AI LIMITI”, LA POETICA DI ALDO ANDREANI ALL’ ARCHIVIO PROGETTI DELL’ UNIVERSITÀ IUAV DI VENEZIA

Palazzo Fidia by Aldo Andreani, Via Luigi Amedeo Melegari, Milan, photo courtesy of Giuseppe Albera

Palazzo Fidia by Aldo Andreani, Via Luigi Amedeo Melegari, Milan, photo courtesy of Giuseppe Albera

Sarà inaugurata il 12 febbraio 2014 a Venezia presso l’ Archivio Progetti dell’ Università Iuav di Venezia la mostra “Ai limiti. Immagini d’ architettura dall’ archivio di Aldo Andreani”, curata da Mario Lupano in collaborazione con Riccardo Dirindin. Questa è la prima mostra programmata per il 2014 dell’ Archivio Progetti che è rivolto alla raccolta, conservazione e studio degli archivi di architetti, designers e urbanisti. Si terrà anche un breve talk con Serena Maffioletti, Responsabile scientifico dell’ Archivio Progetti, Alberto Ferlenga, il direttore del Dottorato dell’ Università Iuav e Mario Lupano. La mostra espome i documenti del visionario architetto mantovano Aldo Andreani, personaggio originale dell’ eclettismo italiano dei primi del Novecento ed è anche la felice occasione per ringraziare Carla Andreani Menozzi, la figlia dell’ architetto, che ha donato all’ Archivio Progetti l’ intera documentazione del padre, comprensiva di un migliaio di disegni di cui sono protagonisti circa 90 progetti di edificazione( quali Palazzo Fidia), opere di restauro monumentale e pianificazione urbanistica. L’ architetto era un brillante ed eclettico creativo che ha operato anche nelle vesti di scultore ed è stato allievo di Adolfo Wildt presso l’ Accademia di Belle Arti di Milano. Il nome della mostra, “Ai limiti”, si concentra sull’ iter lavorativo ed espressivo di Andreani, che ha svolto il suo lavoro ai limiti del sistema professionale dell’ architettura. L’ aristocratica separatezza lo ha reso un outsider. Un brillante marginalismo da lui scelto che lo ha portato ai limiti della visionarietà ed aberrazione.

La chiusura della mostra coinciderà con un evento di un giorno che esplora l’ opera di Aldo Andreani che si terrà il 6 marzo 2014 a Venezia presso l’ Auditorium della Iuav Auditorium all’ ex Cotonificio Veneziano di cui saranno protagonisti nelle vesti di relatori Amedeo Belluzzi, Riccardo Dirindin, Roberto Dulio, Fulvio Irace, Mario Lupano, Giulia Marocchi ed Angelo Torricelli. Un evento imperdibile per conoscere e apprezzare un visionario e la sua opera.

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me, photo by Silvano Arnoldo

me, photo by Silvano Arnoldo

My stay in Venice couldn’t start without an Epicurean leitmotiv, the zaletto cookie, a typical Venetian cookie I discovered years ago, by tasting its best version or rather the one I thought until a recent yesterday of being the best, the one by the renowned Rosa Salva pastry shop. Things change. I discovered a new pastry shop due to the suggestion of my dear friend Silvano Arnoldo – who has been my devoted companion during these days – with whom I visited the Trevisan pastry shop (Santa Croce 636). A successful discover, I enjoyed almost every morning, except  the last one which ended in the same place with the meringate pastry, a desire which became reality and naturally shared as the delights must be shared.

Paolo Franzo, Silvano Arnoldo, me and the meringate cake

Paolo Franzo, Silvano Arnoldo, me and the meringate cake

Beyond these Epicurean interludes, I visited the new seat of Boudoir, marvelous optic gallery of the nice and charming Alessandro De Lorenzo, featuring collections of exclusive eyewear, including a wide range of artisanal eyewear, as well as creations by brands as Someday Somewhere, Lotho and L.A. Eyeworks (brand which makes me think about Justin Vivian Bond, who has been one of its testimonials).

Boudoir, photo by N

Boudoir, photo by N

Boudoir, photo by N

Boudoir, photo by N

Boudoir, photo by N

Boudoir, photo by N

Sunday Somewhere at Boudoir, photo by N

Sunday Somewhere at Boudoir, photo by N

L.A. Eyeworks, photo by N

L.A. Eyeworks, photo by N

Justin Vivian Bond, photo courtesy of L.A, Eyeworks

Justin Vivian Bond, photo courtesy of L.A, Eyeworks

Alessandro De Lorenzo and me, photo by Silvano Arnoldo

Alessandro De Lorenzo and me, photo by Silvano Arnoldo

It completes the range of products that are available at Boudoir, a selection of artistic perfumery by the brand CB I hate perfumes, including also The 2nd (Alan) Cumming, a provocative scent  as its name ironically evokes  and the one who made it, the iconic – movie, tv, theatrical actor and singer – Alan Cumming by teaming with the perfumer Christopher Brosius. It’s a scent dedicated to sex, scotch, cigars and Scotland (the native country of artist), embodying notes of bergamot, black pepper, Scotch pine, whiskey, cigar, heather, rubber, leather, white truffles and peat fire.

The 2nd (Alan) Cumming,  photo by N

The 2nd (Alan) Cumming, photo by N

Alan Cumming

Alan Cumming

My tour on the road followed with the visit of design store Madera, hosting a minimal and refined collection of furniture and accessories for cooking made of hood and ended under the sign of Epicureanism in an enchanting place, the tea-room Beatrice in Calle Lunga San Barnaba, Dorsoduro 2727, where I had white tea (having drank too many coffees to have the Lapsang Souchong tea, my favorite one) and a delicious, light salted pastry. I liked the relaxing, poetic atmosphere of place which has a beautiful garden and it’s also a B&B named Ca’ Fujiyama I highly recommend.

Nazareno, the nice owner of toys shop "l' isola che non c'è" in Campo S. Barnaba

Nazareno, the nice owner of toys shop “l’ isola che non c’è” in Campo S. Barnaba

Madera, photo by N

Madera, photo by N

Madera, photo by N

Madera, photo by N

The Beatrice tea-room, photo by N

The Beatrice tea-room, photo by N
Silvano Arnoldo and me at the Beatrice tea-room, photo by the owner

Silvano Arnoldo and me at the Beatrice tea-room, photo by the owner

PASSEGGIANDO PER VENEZIA…EPICUREISMO, MODA, PROFUMI & DESIGN 

The zaletto cookie and me at the Trevisan pastry shop, photo by Silvano Arnoldo

The zaletto cookie and me at the Trevisan pastry shop, photo by Silvano Arnoldo

 La mia permanenza a Venezia non poteva cominciare senza un leitmotiv epicureo, lo zaletto, tipico biscotto veneziano da me scoperto anni fa, provando la versione migliore o meglio quella che fino a un recente ieri ritenevo che fosse la versione migliore, quella della rinomata pasticceria  Rosa Salva. Le cose cambiano. Ho scoperto una nuova pasticceria grazie al suggerimento del mio caro amico Silvano Arnoldo – il mio fedele compagno di queste giornate – con il quale mi sono recata presso la pasticceria Trevisan (Santa Croce 636). Una felice scoperta da me apprezzata quasi ogni giorno, eccetto l’ ultimo che si è concluso nel medesimo luogo, ma con la meringata, un desiderio divenuto realtà e naturalmente condiviso, perché i piaceri vanno condivisi.

Three friends, three different approaches to Epicureanism

Three friends, three different approaches to Epicureanism

Oltre questi intermezzi epicurei ho visitato la nuova sede di Boudoir, fantastica galleria ottica del simpatico Alessandro De Lorenzo di cui sono protagoniste esclusive collezioni di occhiali, comprensive di occhiali di fattura artigianale come anche creazioni di brand quali Someday Somewhere, Lotho ed L.A. Eyeworks (marchio che mi fa pensare a Justin Vivian Bond che è stato uno dei suoi testimonial).

Boudoir, photo by N

Boudoir, photo by N

Lotho at Boudoir, photo by N
Lotho at Boudoir, photo by N
me in Lotho, photo by Silvano Arnoldo

me in Lotho, photo by Silvano Arnoldo

Completa la gamma dei prodotti disponibili da Boudoir, una selezione di profumeria artistica del brand CB I hate perfumes che include anche The 2nd Cumming, un profumo provocante come il suo nome ironicamente evoca e come colui che lo ha creato, l’ iconico – attore cinematografico, televisivo, teatrale e cantante – Alan Cumming, in collaborazione con il naso Christopher Brosius. È un profumo dedicato al sesso, allo scotch, ai sigari e alla Scozia (terra natia dell’ artista), che racchiude in sé note di bergamotto, pepe nero, pino di Scozia, sigaro, erica, gomma, cuoio, tartufi bianchi e brace di torba.

The selection of scents by  CB I hate perfumes including The 2nd (Alan) Cumming, photo by N

The selection of scents by CB I hate perfumes including The 2nd (Alan) Cumming, photo by N

Il mio tour è proseguito con la visita al negozio di design Madera che ospita una minimale e raffinata collezione di arredi e accessori per la cucina realizzati in legno e si è concluso all’ insegna dell’ epicureismo in un luogo incantevole, la sala da té Beatrice a Calle Lunga San Barnaba, Dorsoduro 2727, in cui ho preso un tè bianco (avendo bevuto troppi caffè per prendere il tè Lapsang Souchong, il mio preferito) e una deliziosa, leggera torta salata. Ho apprezzato la rilassante poetica atmosfera del luogo che ha un delizioso giardino al suo interno ed è anche un B&B dal nome Ca’ Fujiyama che raccomando vivamente.

Madera, photo by N

Madera, photo by N

Madera, photo by N

Madera, photo by N

The garden at the Beatrice tea room, photo by N
The garden at the Beatrice tea room, photo by N
In the garden of Beatrice tea room

In the garden of Beatrice tea room

Alessandra Vaccari, Maria Bonifacic, Paolo Meroni, and Lupo Lanzara, photo by N

Alessandra Vaccari, Maria Bonifacic, Paolo Meroni, and Lupo Lanzara, photo by N

The second part the Misa’s International Conference was held in Venice at the Terminal San Basilio, area which hosted also Venezia CulT, the European Saloon of Culture and a display of creativity and craftsmanship in the realm of design and fashion design coming from Italy and Europe. The first part of conference was focused on the “General States of fashion design schools in Italy”, which was moderated by the professor of Milan Bocconi University Elisabetta Merlo and featured the nice Sara Azzone (from Milan IED),  the brilliant Alessandra Vaccari and Maria Bonifacic (from the Iuav University of Venice), Alberto Bonisoli (Piattaforma Sistema Formativo Moda), Giovanni Maria Conti (from the Milan Politecnico), Andrea Lupo Lanzara (from the Rome Costume & Fashion Academy), Linda Loppa (from the Florence Polimoda), Carla Lunghi (from the Milano Fashion Institute), Paolo Meroni (from the Milan Marangoni Institute), Nicoletta Marozzi (from the Milan NABA), Patrizia Ranzo (from the Naples Second University of the Studies), Salvo Testa (from the Milan Bocconi University), Barbara Trebitsch (from the Milan Domus Academy) along with Paola Colaiacomo (from the Misa Directive Council) and Mario Boselli (the President of National Chamber of Italian Fashion). It has been an intense morning, considering the number of panelists and their speeches that depicted a successful consciousness along with a status quo. It was the first time all of the Italian fashion schools were together to dialogue and talk about. Thus it’s a bright evidence of how much it needs the existence of an Italian Association for Fashion Studies in order to act and encourage the communication and synergies between different systems concerning fashion.

The slide show of Iuav University under the sign of sharing, a lifestyle, photo by N

The slide show of Iuav University under the sign of sharing, a lifestyle, photo by N

me during the morning talk

me during the morning talk

It has been the first chapter of a new experience, thus the background brought and showcased by the panelists except some exceptions that confirmed the rule, was focused on the history of the single fashion schools, enriched by a list of numbers, seats and other catchy informations that are easily available on their websites. When Gitte Jonsddatter, the co-founder of MUUSE platform who was sat down close to me, not speaking Italian, asked me what they were telling about, I just answered: “don’t worry if you don’t understand, it’s just a series of websites talking and introducing themselves, slogans, it’s a leitmotiv of Italy to talk by using slogans, inside out the Parliament”. The idea of facing with different experiences, considering a new approach in the teaching and learning – resulting from the needs that arise from contemporary times, new media, their continuous flux of informations giving the chance of being informed quickly and at the same time increasing the lack of attention and superficiality in getting informations and making them leave sediment – was extremely out of context. I am sure the following chapter of this bright experience it will feature that, maybe it will happen during the forthcoming conferences, as it takes time and a hard work to renew and enrich the background of fashion insiders and make them dialogue, considering the contemporary status quo. Thus I said to Mario Lupano during a short break, who has been my spiritual point of reference during these days, celebrating his ideas I share as well as his dandy fashion for expressing them. In fact he emphasized the issue of numbers and students which didn’t prove the work of a school and the ideas connected to that.

Lupo Lanzara and Sara Azzone, photo by N

Lupo Lanzara and Sara Azzone, photo by N

The issue was the system of values, ideas connected to the teaching. It’s all about sharing, love or rather passion, the passion to create a project as fashion is a designing work, a connection of different concepts, techniques turning the matter into an object as well as an immaterial value focused on the matter as container of the spirit of folks in a certain time and a place and it lives beyond time. This core was showcased by the two exceptions that confirmed the rule, Alessandra Vaccari along with Maria Bonifacic and Lupo Lanzara, witting the experience of a public fashion school and another being private, the Iuav University of Venice and the Rome Costume and Fashion Academy. Alessandra Vaccari and Maria Bonifacic of whose speech was enriched by an eloquent slide-show, talked about the glocal (global and local) approach of Iuav, celebrating an area, the Veneto, which is a renowned fashion district as well as an international approach in teaching, the internationality of its professors and visiting professors, based on ideas as sharing, encouraging “to reflect in a craftsman way”, the “learned in Italia” or rather “what does in means to make fashion in Italy”, promoting “the localism for being abroad”. I also appreciated the simplicity and modesty of Lupo Lanzara who clearly explained he didn’t documented via slide-show the numbers of enrolled students and the other main features of Academy. It’s a family matter or rather a family management, being this celebrated school founded by her granny, the brilliant and iconic Rosana Pistolese and headed by her mother Fiamma Lanzara, he told focusing on its most peculiar element: “it joins fashion with the costume, the society, meant as culture, as fashion is culture”, element emphasized and developed “by a theoric study in order to give shape to the identity of young people who need to be guided, grown up and trained”. Later Mario Boselli told about the new changes of the Institution he represents telling about the National Chamber of Italian Fashion does a lot for emerging creativity, but it lacks an efficient communication making know what it makes. This has been the answer to my question on the work made by this institution for emerging creativity, which considered also the experience of the travelling show-rooms during the fashion weeks, a project made by the British Fashion Council, as an eventual idea to develop also in Italy.

photo by N

photo by N

Silvano Arnoldo visiting the area featuring Origin, photo by N

Silvano Arnoldo visiting the area featuring Origin, photo by N

Origin, photo by N

Origin, photo by N

After the end of first part of talk I visited the Venezia CullT’ s Pavillion along with my friend Silvano Arnoldo (the bright fashion designer of brand of accessories Arnoldo Battois), enjoying the showcase of Origin (passion and beliefs) the innovative fashion trade show event created by Fiera di Vicenza and Not Just a Label which will be held from 8th to 11th May 2014 in Vicenza, the textiles created by the Netherlander Claudy Jongstra, documented in “Wedding”, a little book given to me telling about her passion for felt and her work making concrete a bright craftsmanship celebrating the nature, giving rise to art installation and warm wraps for women. Clothing, textiles as well as furniture featured in this exhibition: the funny chair by Atanor and the catchy furniture by Kitchen, office, bathroom.

Silvano Arnoldo's hand touching the textile made by Claudy Jongstra, photo by N

Silvano Arnoldo’s hand touching the textile made by Claudy Jongstra, photo by N

Claudy Jongstra, photo by N

Claudy Jongstra, photo by N

Atanor, photo by N

Atanor, photo by N

The afternoon session of conference on the “Awards system and platforms for talents: experiences comparing with themselves” has brightly moderated under the sign of detail, deepness of contents and lightness by Andrea Batilla, the creator of magazine Pizza Digitale and featured as panelists Antonio Cristaudo (Pitti Italics), Veronica Dall’ Osso (Mittelmoda), Adriano Franchi (Who Is On Next?, format created by Altaroma), Barbara Franchin (ITS, International Talent Support), Gitte Jonsdatter (MUUSE), Sara Maino (Vogue Talents), Giulia Pirovano (National Chamber of Italian Fashion), Cristiano Seganfreddo (Associazione Premio Marzotto of whose awards for the best start-ups will be given today during the event “Wideband, the Orchestra for Italian innovation” which is held in Valdagno, close to Vicenza), Stefan Siegel and Patrizia Calefato. It was an interesting round table which presented different realities, national and transnational ones, talent-scouting awards as ITS and Mittelmoda created in Trieste, WION ideated by Altaroma in collaboration with Vogue Italia, platform joining three important cities connected to fashion, Rome, Florence and Milan, Pitti Italics, format included in the Florentine fashion tradeshow event Pitti, the experience of National Chamber of Italian fashion with its three projects, Nude, Next Generation and Incubator, the work of mainstream media as Vogue Italia, curating Vogue Talents, special supplement of renowned magazine and it’s also an exhibition event presenting the emerging creativity which is usually held during the Milan Fashion Week. It completes this overview on the support of talents the bright work made by MUUSE, connecting directly the creative with the clients, eliminating the necessary contacts with showrooms and buyers, giving to him the opportunity to save costs and giving the chance to the purchaser to create a ready to wear garment having the sartorialism of a haute couture product.

Maria Luisa Frisa presenting the afternoon session of conference along with Antonio Cristaudo, Barbara Franchin, Sara Maino and Adriano Franchi, photo by N

Maria Luisa Frisa presenting the afternoon session of conference along with Antonio Cristaudo, Barbara Franchin, Sara Maino and Adriano Franchi and the moderator of conference Andrea Batilla, photo by N

The same mood and also something more features in the platform created by Stefan Siegel, Not Just a Label, featuring an online boutique, being a container of culture and information on fashion, emerging creativity and lifestyle, promoting initiatives under the sign of fashion culture as workshops including the creative it supports and other smashing initiatives. The more recent is Origin(passion and beliefs), a new concept of fashion tradeshow event connecting the creatives with the companies, producers (about which I will tell about more during the forthcoming times). The consciousness arising from this conference is the existence of a lot of work done inside out Italy, but it seems like a constellation of little, big stars shining in the immense sky, where everyone is far away from the other. The issue is in the fact this laudable work has made by systems that are closed, systems that communicate less or nothing between themselves. This was the Cristiano Seganfreddo’s thought – I fully share -, the brilliant director of Associazione Progetto Marzotto which awards with a prize amounting to 800,000 Euros the 19 best Italian start-ups. Considering the criticality of territory, he asserted: “the systems are closed, it lacks a wideband going everywhere, it has to be activated and developed”. That could be a smart way to do more (without being heroes). This new way needs a new way of thinking, as ideas turn into facts, actions, things and situations, thus it’s very important to support initiatives like this conference and the work by Misa, thus let’s join with me, dear FBFers!

LA PRIMA CONFERENZA INTERNAZIONALE DI MISA(3): GLI STATI GENERALI DELLE SCUOLE DI DESIGN DELLA MODA IN ITALIA, I CONCORSI & LE PIATTAFORME PER LA CREATIVITÀ EMERGENTE

The slide show of Iuav University under the sign of loving, photo by N

The slide show of Iuav University under the sign of loving, photo by N

La seconda parte della Conferenza Internazionale di Misa si è tenuta a Venezia presso il Terminal San Basilio, area  che ha ospitato anche Venezia CulT, il Salone Europeo della Cultura e una esposizione di creatività ed artigianalità nell’ ambito del design e della moda proveniente dall’ Italia e dall’ Europa. La prima parte della conferenza è stata incentrata sugli “Stati generali delle scuole di design della moda in Italia” che è stata moderata dalla docente della Università Bocconi di Milano Elisabetta Merlo e di cui sono stati protagonisti la simpatica Sara Azzone (dello IED di Milano), la brillante Alessandra Vaccari e Maria Bonifacic (dell’ Università Iuav di Venezia), Alberto Bonisoli (Piattaforma Sistema Formativo Moda), Giovanni Maria Conti (del Politecnico di Milano), Andrea Lupo Lanzara (dell’ Accademia di Costume & Moda di Roma), Linda Loppa (del Polimoda di Firenze), Carla Lunghi (del Milano Fashion Institute), Paolo Meroni (dell’ Istituto Marangoni di Milano), Nicoletta Marozzi (della NABA di Milano), Patrizia Ranzo (della Seconda Università degli Studi di Napoli), Salvo Testa ( della Università Bocconi di Milano), Barbara Trebitsch (della Domus Academy di Milano) insieme a Paola Colaiacomo (del Consiglio Direttivo del Misa) e Mario Boselli (il Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana). È stata un’ intensa mattinata, considerando il numero dei relatori e i loro discorsi che hanno dipinto una felice consapevolezza unitamente a uno status quo. Era la prima volta che tutte le scuole di moda italiane erano insieme per dialogare e parlare. Pertanto ciò è una dimostrazione lampante di quanto sia necessaria l’ esistenza di una Associazione Italiana per gli Studi di Moda al fine di agire ed incoraggiare la comunicazione e le sinergie tra diversi sistemi afferenti la moda.

Mario Boselli answering to my question, photo by N

Mario Boselli answering to my question, photo by N

É stato il primo capitolo di una nuova storia, pertanto il background portato con sé ed illustrato dai relatori, eccetto alcune eccezioni che confermavano la regola, era rivolto sulla storia delle single scuole di moda, arricchito da un elenco di numeri, sedi e altre accattivanti informazioni che sono facilmente reperibili sul loro sito web. Quando Gitte Jonsddatter, la co-fondatrice della piattaforma MUUSE che era seduta vicino a me, non parlando italiano, mi ha chiesto di cosa stessero parlando, le ho risposto: “non preoccuparti se non capisci, è soltanto una serie di siti web che parlano e si presentano, una serie di slogans, un leitmotiv dell’ Italia dentro e fuori il Parlamento, parlare avvalendosi di slogans”. L’ idea di confrontarsi con esperienze diverse, prendendo in considerazione un nuovo approccio nell’ insegnamento e nell’ apprendimento – conseguentemente alle esigenze derivanti dalla contemporaneità, dai nuovi media, dal loro continuo flusso di informazioni che offrono la possibilità di essere informati rapidamente e accrescono al tempo stesso la mancanza di attenzione e la superficialità nell’ acquisizione delle informazioni e nella loro sedimentazione – era del tutto fuori contesto. Son certa che il capitolo successivo di questa esperienza avrà questa problematica quale protagonista, forse è più probabile che ciò avverrà durante le prossime conferenze, poiché richiede tempo e un duro lavoro rinnovare, arricchire il background dei fashion insiders e farli dialogare considerando lo status quo contemporaneo. Così dicevo a Mario Lupano durante una breve pausa, a colui che è stato il mio punto di riferimento spirituale in queste giornate, celebrando le sue idee che condivido come anche il suo piglio dandy nell’ esprimerle. Infatti ha sottolineato la questione dei numeri e degli studenti, la quale non provava l’ opera della scuola e le idee sottese ad essa.

The slide show of Rome Fashion and Costume Academy, photo by N

The slide show of Rome Costume and Fashion Academy, photo by N

La problematica risiedeva nel sistema di valori, idee, legate all’ insegnamento. È una questione di condivisione, amore o meglio passione, la passione per creare un progetto, poiché la moda è un lavoro di progettazione, un’ unione di diversi concetti, tecniche che trasformano la materia in oggetto ed anche un valore immateriale, rivolto alla materia come  involucro dello spirito di un popolo, in un certo tempo e luogo e ciò vive oltre il tempo. Questo nucleo della problematica è stato messo in rilievo dalle due eccezioni che confermavano la regola, Alessandra Vaccari assieme a Maria Bonifacic e Lupo Lanzara, testimoniando l’ esperienza di una scuola di moda pubblica e di un’ altra che è privata, l’ Università Iuav di Venezia e l’ Accademia di Costume e Moda di Roma. Alessandra Vaccari e Maria Bonifacic, il cui intervento era arricchito da un eloquente slide-show, hanno parlato dell’ approccio glocal (globale e locale) della Iuav, celebrando un’ area, il Veneto, rinomato distretto della moda come anche l’ approccio internazionale dell’ insegnamento, l’ internazionalità dei suoi docenti e visiting professors che si basa su idee quali la condivisione, l’ incoraggiamento a “riflettere in modo artigianale”, sul “learned in Italia” o meglio su “ciò che significa fare moda in Italia” e la promozione del “localismo per essere all’ estero”. Ho anche apprezzato la semplicità e modestia di Lupo Lanzara che ha spiegato chiaramente che non avrebbe documentato mediante slide-show i numeri degli studenti iscritti e le altre peculiarità dell’ Accademia. È una questione di famiglia ovvero una gestione familiare, essendo questa celebre scuola stata fondata dalla nonna, la brillante e iconica Rosana Pistolese e guidata dalla madre Fiamma Lanzara, da lui raccontata soffermandosi sull’ elemento più qualificante della scuola: “l’ unione della moda con il costume, inteso come cultura, come società, perché la moda è cultura” enfatizzato e consolidato “in uno studio teorico al fine di dare forma all’ identità dei giovani che hanno bisogno di essere guidati, cresciuti e formati”. A seguire Mario Boselli ha raccontato i nuovi cambiamenti dell’ Istituzione che rappresenta dicendo che la Camera Nazionale della Moda Italiana fa tanto per la creatività emergente, ma manca la comunicazione adeguata che renda noto ciò che si fa. Questa è stata la risposta alla mia domanda sul lavoro effettuato da tale Istituzione per sostenere la creatività emergente, che prendeva in considerazione anche l’ esperienza degli show-rooms itineranti durante le fashion weeks, un progetto realizzato dal British Fashion Council, quale eventuale idea da sviluppare anche in Italia.

The video teaser of Origin, photo by N

The video teaser of Origin, photo by N

Origin, photo by N

Origin, photo by N

Origin, photo by N

Origin, photo by N

Silvano Arnoldo and me, photo by N

Silvano Arnoldo and me, photo by N

Subito dopo la conclusione della prima parte della conferenza ho visitato i padiglioni di Venezia CullT con il mio amico Silvano Arnoldo (il brillante fashion designer del brand di accessori Arnoldo Battois) e ho apprezzato l’ esposizione di Origin (passion and beliefs), l’ innovativo evento fieristico creato da Fiera di Vicenza e Not Just a Label che si terrà dall’ 8 all’ 11 maggio 2014 a Vicenza, i tessuti creati dall’ olandese Claudy Jongstra, documentati in “Wedding”, un libretto che mi è stato dato, il quale racconta la sua passione per la lana cotta e il suo lavoro che concretizza una brillante artigianalità, celebra la natura e dà vita a installazioni artistiche e calde stole da donna. Abbigliamento, tessuti e anche componenti d’ arredo sono stati protagonisti dell’ evento espositivo come le divertenti e insolite sedie Atanor e gli accattivanti arredi di Kitchen, office, bathroom.

Claudy Jongstra, photo by N

Claudy Jongstra, photo by N

Kitchen, office, bathroom, photo by N

Kitchen, office, bathroom, photo by N

Kitchen, office, bathroom, photo by N

Kitchen, office, bathroom, photo by N

La sessione pomeridiana della conferenza sul “Sistema dei concorsi e piattaforme per i talenti: esperienze a confronto” è stata magistralmente moderata all’ insegna di dettaglio, profondità di contenuti e leggerezza da Andrea Batilla, il creatore del magazine Pizza Digitale ed ha avuto quali protagonisti nelle vesti di relatori Antonio Cristaudo (Pitti Italics), Veronica Dall’ Osso (Mittelmoda), Adriano Franchi (Who Is On Next?, format creato da Altaroma), Barbara Franchin (ITS, International Talent Support), Gitte Jonsdatter (MUUSE), Sara Maino (Vogue Talents), Giulia Pirovano (Camera Nazionale della Moda Italiana), Cristiano Seganfreddo (Associazione Premio Marzotto i cui premi per le migliori start-up sarannno conferiti oggi in occasione dell’ evento “Banda larga, l’ Orchestra dell’ Innovazione italiana”che si terrà a Valdagno, nei dintorni di Vicenza), Stefan Siegel e Patrizia Calefato. È stata una interessante tavola rotonda che ha presentato diverse realtà, nazionali e transnazionali, concorsi di talent-scouting quali ITS e Mittelmoda creati a Trieste, WION consolidato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia, piattaforma che unisce tre importanti città legate alla moda, Roma, Firenze e Milano, Pitti Italics, format incluso nell’ evento fieristico di moda fiorentino Pitti, l’ esperienza della Camera Nazionale della moda italiana con i suoi tre progetti Nude, Next Generation ed Incubator, l’ opera dei media di mainstream come Vogue Italia, che cura Vogue Talents, supplemento speciale del rinomato magazine ed è anche un evento espositivo che presenta la creatività emergente il quale si tiene solitamente durante la fashion week milanese. Completa questa panoramica in materia di supporto dei talenti la brillante opera realizzata da MUUSE che mette direttamente in contatto il creativo con i clienti eliminando i necessitati contatti con gli show-room ed i buyers, offrendogli la possibilità di risparmiare i costi per vendere le proprie collezioni e all’ acquirente di comprare un capo di prêt à porter che abbia la sartorialità di un prodotto di alta moda.

Veronica Dall' Osso, Gitte Jonsddatter, her magic translator and Giulia Pirovano, photo by N

Veronica Dall’ Osso, Gitte Jonsddatter, her magic translator and Giulia Pirovano, photo by N

Il medesimo mood e anche qualcosa in più è protagonista della piattaforma creata da Stefan Siegel, Not Just a Label che include una boutique online, è un contenitore di cultura e informazione in materia di moda, creatività emergente e lifestyle, promuove iniziative all’ insegna della cultura della moda quali workshops con i creativi da essa sostenuti ed altre formidabili iniziative. La più recente è Origin( passion and beliefs), un nuovo concetto di evento fieristico di moda che collega i creativi con le aziende, i produttori (riguardo al quale dirò di più nei tempi a venire). La consapevolezza derivante da questa conferenza è l’ esistenza di una gran lavoro fatto dentro e fuori dall’ Italia per sostenere i talenti emergenti, sembra però una costellazione di piccole grandi stelle che splendono nell’ immensità del cielo, in cui ognuna è distante dall’ altra. Il problema sta nel fatto che questo lodevole lavoro è stato effettuato da sistemi che sono chiusi, sistemi che comunicano poco o nulla tra di loro. Questo era il cuore del pensiero – che condivido in pieno – di Cristiano Seganfreddo, il brillante direttore dell’ Associazione Progetto Marzotto che conferisce premi del valore di 800,000 Euro alle migliori 19 start-up italiane. Prendendo in considerazione la criticità del territorio ha affermato che: “i sistemi sono chiusi, manca una banda larga che vada ovunque, va attivata e strutturata”. Ciò potrebbe essere un modo intelligente di fare di più (senza essere eroi). Questa nuova via richiede un nuovo modo di pensare, poiché le idee di trasformano in fatti, azioni, cose e situazioni. Pertanto è oltremodo importante sostenere iniziative come questa conferenza e l’ opera di Misa, quindi unitevi a me cari FBFers!

Maria Luisa Frisa, Cristiano Seganfreddo and Stefan Siegel, photo by N

Maria Luisa Frisa, Cristiano Seganfreddo and Stefan Siegel, photo by Silvano Arnoldo

www.misa-associazione.org

The atelier of Roberta di Camerino, photo by N

The atelier of Roberta di Camerino, photo by N

Fashion and Epicureanism to celebrate the first international conference of Misa and the genius of Giuliana Cohen Camerino aka Roberta di Camerino have been the alchemies that featured in “Roberta: A dinner my way”, event ideated by Iuav University of Venice, Fiera di Vicenza and Origin which was held in Venice at the atelier of Roberta di Camerino, in the suggestive Palazzo Loredan Grifalconi. An enchanting setting curated by Maria Luisa Frisa and Arabeschi di Latte (the collective of designers having a passion for conviviality founded by Francesca Sarti, which curated also the menu of dinner, including the favorite dishes of Giuliana Cohen Camerino as the risotto with radicchio, roast beef, roasted potatoes, the Raspberries bavarois and other tasty delicacies) talked about the legendary fashion designer, scarves, dresses embodying the famous patterns of her creativity along with the bags, little masterpieces of craftsmanship as the Bagonghi bag. This bag which is my favorite bag – of whose name given by the creative celebrates a memory from her childhood, the dwarf who made her smile very much at the circus – immediately made me smile and think about a recent Summer memory, an afternoon in Rome, pleasant interlude which featured me and my dear friend, the fashion collector Enrico Quinto. Walking on the street, in the area of Piazza Navona, in Via del Governo Vecchio we found a Bagonghi bag, which was close to the rubbish container. It was and is my favorite bag, I was happy to find it with my friend, put on the ground as garbage. Not being part of me  – spiritually and materially – the possession, believing in random synchronicity – as nothing happens for random -, I immediately gave it to my friend. Knowing it was my favorite bag he wanted I held it. Instead of me who I am just someone who liked this bag, I considered Enrico as a kind of fashion culture’s guardian and therefore he had to have it. Thus it has been. Fashion culture is such an essential value, a value arising from the creativity connected to the matter, an object, a garment and goes beyond the ethic of possession (after all I always have chosen between to have or to be of being). I told that to some friends as Gabriele Monti, special individual, a genuine hard-worker, who is professor at Iuav University of Venice, who shared with me this marvelous happening, which made me doubly happy to be there.

LA PRIMA CONFERENZA INTERNAZIONALE DI MISA(2): “ROBERTA: A DINNER MY WAY”, UN EVENTO EPICUREO PER CELEBRARE ROBERTA DI CAMERINO

The Atelier of Roberta di Camerino, photo by N

The Atelier of Roberta di Camerino, photo by N

Moda ed epicureismo per celebrare il primo convegno internazionale di Misa e il genio di Giuliana Cohen Camerino aka Roberta di Camerino sono state le alchimie protagoniste di “Roberta: A dinner my way”, evento ideato dalla Università Iuav di Venice, Fiera di Vicenza e Origin che si è tenuto a Venezia presso l’ atelier di Roberta di Camerino, nel suggestivo Palazzo Loredan Grifalconi. Un incantevole allestimento curato da Maria Luisa Frisa e Arabeschi di Latte (il collettivo di designers con una passione per la convivialità, fondato da Francesca Sarti che ha anche curato il menù della cena, comprensivo delle pietanze preferite di Giuliana Cohen Camerino come il risotto al radicchio, il roast beef, le patate arrosto, la bavarese di lamponi e altre appetitose delicatezze) che parlava della leggendaria fashion designers. Foulard, abiti che racchiudono i famosi motivi della sua creatività insieme alle borse, piccoli capolavori di artigianalità quali la Bagonghi. Questa borsa, la mia borsa preferita – il cui nome dato dalla creativa celebra un ricordo della sua infanzia, il nano Bagonghi che tanto la faceva ridere al circo – mi ha fatto immediatamente sorridere e pensare a un recente ricordo estivo, un pomeriggio a Roma, piacevole intermezzo di cui io e il mio caro amico, il collezionista di moda Enrico Quinto siamo stati protagonisti. Passeggiando per strada, nei dintorni di Piazza Navona, a Via del Governo Vecchio, abbiamo trovato una Bagonghi che stava a terra vicino al contenitore dell’ immondizia. Non facendo – spiritualmente e materialmente – parte di me il possesso, credendo nel sincronismo del caso – poiché niente accade casualmente -, l’ ho immediatamente donata al mio amico. Sapendo che era la mia borsa preferita voleva che la tenessi. Diversamente da me che sono soltanto qualcuno a cui piaceva questa borsa, considero Enrico una sorta di guardiano della cultura della moda e pertanto la doveva avere. Così è stato. La cultura della moda è un valore imprescindibile, valore che nasce dalla creatività legata alla materia, a un oggetto, un indumento e va al di là dell’ etica del possesso ( dopo tutto tra avere ed essere ho sempre scelto di essere). Ho raccontato ciò ad alcuni amici quali Gabriele Monti, speciale individualità, un autentico hard-worker che è docente all’ Università Iuav di Venezia e fashion curator, il quale ha condiviso con me questo meraviglioso happening che mi ha reso doppiamente felice di esserci.

Barbara Franchin, photo by N

Barbara Franchin, photo by N

Roberta di Camerino, photo by N

Roberta di Camerino, photo by N

Valeria Regazzoni and me, photo by N

Valeria Regazzoni and me, photo by N

Roberta di Camerino, photo by N

Roberta di Camerino, photo by N

Maria Luisa Frisa, photo by N

Maria Luisa Frisa, photo by N

Celso Fadelli and me, photo by Cristiano Seganfreddo

Celso Fadelli and me, photo by Cristiano Seganfreddo

Enrico Quinto and me in Rome at one of my favorite coffee bar, Caffè Novecento, photo by its owner

Enrico Quinto and me in Rome at one of my favorite coffee bars, Caffè Novecento, photo by its owner

Enrico Quinto and the Bagonghi bag by Roberta di Camerino, photo by N

Enrico Quinto and the Bagonghi bag by Roberta di Camerino, photo by N

Gabriele Monti and me, photo by Silvano Arnoldo

Gabriele Monti and me, photo by Silvano Arnoldo

www.misa-associazione.org

Marzia Narduzzi, Rita Airaghi, Lidewij Edelkoort , Angelo Flaccavento, Massimiliano Giornetti, Laura Lusuardi, Matteo Marzotto, Chiara Tagliagambe and Mario Lupano, photo by Silvano Arnoldo

Marzia Narduzzi, Rita Airaghi, Lidewij Edelkoort , Angelo Flaccavento, Massimiliano Giornetti, Laura Lusuardi, Matteo Marzotto, Chiara Tagliagambe and Mario Lupano, photo by Silvano Arnoldo

I recently participated at the first International Conference of Misa, the Italian Association for Fashion Studies headed by the bright Maria Luisa Frisa, at two days event focused on “Models and cultural policies between training and industry” – included in Venezia CulT, the European Saloon of Culture – which was opened in Venice at the Iuav University of Venice, in Palazzo Badoer, Aula Tafuri. The international conference started with the speech of Maria Luisa Frisa who introduced the association she heads as President. It followed the Carla Rey (City of Venice’s Councillor for commerce and productive activities) who celebrated this laudable initiative, involving an important industrial district, Veneto and a city, Venice (concrete proof of human being’s will of power and his and its ability to go beyond limits and create), borrowing the words from Cristiano Seganfreddo (who featured the day after in the second session of conference), in order to emphasize the need to create situations giving rise to start-ups and circuits, open systems communicating between themselves. Later Willie Walters, course leader of BA Fashion at the London Saint Martins College of Art & Design, talked about her experience at the fashion school where she works, making an overview by a slideshow which showcased the history and tradition of Saint Martins as well as how much times are changed, a natural consequence. Then it started the session one of conference: “Creatives” formation: didactic strategies ad relations with the fashion with the fashion industry, which has moderated by the freelance journalist Angelo Flaccavento, featured renowned personas of fashion world as Rita Airaghi (director and general manager of Gianfranco Ferré Foundation), Lidewij Edelkoort (from MOBA, Mode Biënnale Arnhem), Massimiliano Giornetti (creative director of fashion house Salvatore Ferragamo), the brilliant professor of Iuav University of Venice Mario Lupano, Laura Lusuardi (from Max Mara fashion group), Matteo Marzotto (President of CUOA Foundation), Marzia Narduzzi (managing director of Pier Spa), Chiara Tagliagambe (from Lectra) and the professor from Stockholm University – strongly wanted by the brand H&M which supported by donations its rise – Louise Wallenberg of whose I celebrate and share the same point of view considering fashion as culture and focusing on its communication and representation, connected to gender issues. I really appreciated the event as a whole, as well as the speech of Mario Lupano, who gave precious remarks, encouraging to be focused on the core of issue, what fashion training is. I appreciated very much is way of elegantly replying to the outrageous assertion of Laura Lusuardi who was very sorry to tell: “The creativity is very modest in Italy”, thus Max Mara often searches for new talents and collaborations abroad, in fact it worked a lot with the London Royal College of Fashion. Mario immediately asserted “the problem is underdevelopment of fashion system considered as a whole, the need of review of standard methods under the sign of ethic of working team”. Another successful reply has made by him after also the speech of Matteo Marzotto – who told about his experience concerning Valentino and the start-up of Vionnet – emphasizing another need: the school has to create culture instead of orienting culture for satisfying the needs of industries. The industries can choose the students trained by fashion schools considering their own needs, but that is quite different and it’s a very important issue: to preserve the freedom, independence and value of culture, avoid to turn it in something being subordinate to the industry. Another important question he brightly showcased it’s the lack of fashion textile design culture in Italy, a status quo arising from the history. In fact from the late eighteenth century to today textile culture is a matter of competence of textile expert, therefore it’s connected to a training made at the technical professional schools which has no connection to fashion design. As it often happens, it speaks just for speaking or worst for complaining, forgetting or ignoring the history ( acting as intermediary with contemporary times). And that is just one of many matters on fashion that should be rethought and considered under the sign of syncretism, something which evidences the importance of rise of Misa, initiative putting finally together different realms of fashion to dialogue and hopefully build new ways for the Italian fashion system and its culture.

LA PRIMA CONFERENZA INTERNAZIONALE DI MISA (1): LA SAGGEZZA DI MARIO LUPANO

Massimiliano Giornetti, Laura Lusuardi and Matteo Marzotto, photo by Silvano Arnoldo

Massimiliano Giornetti, Laura Lusuardi and Matteo Marzotto, photo by Silvano Arnoldo

Ho recentemente partecipato alla prima Conferenza Internazionale di Misa, l’ Associazione Italiana di Studi di Moda guidata dalla brillante Maria Luisa Frisa, un evento di due giorni dedicato ai “Modelli e politiche culturali tra formazione e industria” – incluso in Venezia CulT, il Salone Europeo della Cultura – che è stata inaugurata a Venezia presso la Università Iuav, nel Palazzo Badoer, Aula Tafuri. La conferenza internazionale è iniziata con il discorso di Maria Luisa Frisa che ha presentato l’ associazione che guida nelle vesti di Presidente. A seguire Carla Rey (l’ Assessore al Commercio e alle attività produttive della città di Venezia) che ha celebrato questa notevole iniziativa, la quale coinvolge un importante distretto industriale, il Veneto e una città, Venezia, (concreta dimostrazione della volontà di potenza dell’ uomo e la sua capacità di superare i limiti e creare), prendendo a prestito le parole di Cristiano Seganfreddo (protagonista il giorno successivo della seconda sessione della conferenza) al fine di sottolineare l’ esigenza di creare situazioni che danno vita a start-up e circuiti, sistemi aperti che comunicano tra di loro. Successivamente Willie Walters, responsabile del corso di Laurea di Moda presso il Saint Martins College of Art & Design di Londra, ha parlato della sua esperienza presso la scuola in cui opera, facendo una panoramica mediante una slide-show che illustrava la storia e tradizione del Saint Martins e anche quanto i tempi siano cambiati, una naturale conseguenza. Dopo si è aperta la prima sessione della conferenza, La formazione dei “Creativi”: strategie didattiche e relazioni con l’ industria della moda che è stata moderata dal giornalista freelance Angelo Flaccavento, di cui sono stati protagonisti rinomati personaggi del mondo della moda quali Rita Airaghi (direttrice e general manager della Fondazione Gianfranco Ferré), Lidewij Edelkoort (di MOBA, Mode Biënnale Arnhem), Massimiliano Giornetti (direttore creativo della casa di moda Salvatore Ferragamo), il brillante docente dell’ Università di Venezia Iuav Mario Lupano, Laura Lusuardi (del gruppo Max Mara), Matteo Marzotto (Presidente della Fondazione CUOA), Marzia Narduzzi (direttore esecutivo di Pier Spa), Chiara Tagliagambe (di Lectra) e la docente della Università di Stoccolma – fortemente voluta dal brand H&M che ha sostenuto mediante donazioni la sua nascita – Louise Wallenberg di cui celebro e condivido il medesimo punto di vista che considera la moda come cultura ed è incentrato sua comunicazione e rappresentazione, legata a questioni di gender. Ho oltremodo apprezzato l’ evento nella sua interezza come anche il discorso di Mario Lupano che ha dato preziose delucidazioni, esortando a restare concentrati sul cuore della questione, su ciò che è la formazione di moda. Ho apprezzato molto il suo modo di replicare elegantemente alla provocatoria affermazione di Laura Lusuardi, la quale ha detto con grande dispiacere che: “la creatività è molto modesta in Italia”, pertanto Max Mara cerca spesso nuovi talenti e collaborazioni all’ estero, infatti ha lavorato molto con il Royal College of Fashion di Londra. Mario ha immediatamente ribattuto, spiegando che “il problema è l’ arretratezza del sistema moda nella sua interezza” e sottolineando la necessità di “rivedere gli standard canonici all’ insegna dell’ etica del working team”. Un’ altra sua felice replica è stata effettuata dopo il discorso di Matteo Marzotto – che ha raccontato la sua esperienza di lavoro con Valentino e la start-up di Vionnet -, sottolineando un’ altra esigenza: la scuola deve creare cultura e non orientare la cultura per soddisfare i bisogni delle industrie. Le industrie possono scegliere gli studenti formati dalle scuole di moda prendendo in considerazione le proprie esigenze, ma ciò è del tutto diverso ed resta una problematica rilevante ovvero preservare la libertà, indipendenza e il valore della cultura, evitando di trasformarlo in qualcosa che sia subordinato all’ industria. Un’ altra questione importante da lui brillantemente esposta è la ragione per cui manca in Italia la cultura di fashion design del tessuto, uno status quo che affonda le sue radici nella storia. Infatti dalla fine del diciottesimo secolo a oggi la cultura del tessuto è una materia di competenza del perito tessile, connessa pertanto a una formazione effettuata presso le scuole professionali e avulsa da ogni legame con il fashion design. Come sovente accade spesso si parla per parlare o peggio per lamentarsi, dimenticando o ignorando la storia (il trait d’ union con la contemporaneità). Questa è soltanto una delle svariate problematiche afferenti la moda che dovrebbero essere ripensate e considerate all’ insegna del sincretismo, qualcosa che dimostra l’ importanza della nascita di Misa, iniziativa che mette finalmente insieme diversi ambiti della moda per dialogare e sperabilmente costruire nuove vie per il sistema italiano della moda e la sua cultura.

A blogger at work, Nally Bellati taking a picture of Lidewij Edelkoort, photo by N(...the one and only during the day before the Iphone's narcolepsy)

A blogger at work, Nally Bellati taking a picture of Lidewij Edelkoort, photo by N(…the one and only pic I took due to the Iphone’s narcolepsy)

www.misa-associazione.org

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It will held in Venice on 22nd November 2013 at Palazzo Badoer, Aula Tafuri,from 4:00 pm and on 23rd November at San Basilio Terminal from 9:30 am (and it will run though the whole day) “To teach fashion: models and cultural policies between training and industry” the first international Conference of Misa, the Italian Association of Fashion Studies headed by Maria Luisa Frisa as President. This conference – organized with the support National Chamber of Italian Fashion, the contribution of Lectra and included in the third edition of CulT, the European Saloon of Culture – will be focused on the training and teaching as permanent purposes involving professors, students, researchers, designers, fashion designers, photographers and curators in order to give rise to a platform for making emerge the needs coming from the different realms that work in fashion in Italy. This laudable initiative will feature as panelists renowned personas of fashion world as Rita Airaghi, Sara Azzone, Andrea Batilla, Maria Bonifacic, Alberto Bonisoli, Mario Boselli, Patrizia Calefato, Paola Colaiacomo, Giovanni Maria Conti, Antonio Cristaudo, Elena Donazzan, Lidewij Edelkoort, Angelo Flaccavento, Adriano Franchi, Barbara Franchin, Maria Luisa Frisa, Massimiliano Giornetti, Gitte Jonsdatter, Andrea Lupo Lanzara, Linda Loppa, Mario Lupano, Laura Lusuardi, Sara Maino, Matteo Marzotto, Elisabetta Merlo, Paolo Meroni, Nicoletta Morozzi, Marzia Narduzzi, Giulia Pirovano, Patrizia Ranzo, Carla Rey, Caterina Rorro, Cristiano Seganfreddo, Stefan Siegel, Salvo Testa, Barbara Trebitsch, Alessandra Vaccari, Louise Wallenberg and Willie Walters. A not to be missed happening to celebrate the rise of this bright association and rethink about fashion, fashion training and fashion culture under the sign of syncretism.

INSEGNARE LA MODA: IL PRIMO CONVEGNO INTERNAZIONALE DI MISA A VENEZIA

misa

Si terrà a Venezia il 22 novembre 2013 presso Palazzo Badoer, Aula Tafuri, dalle ore 16:00 e il 23 novembre presso il Terminal San Basilio a partire dale ore 9:30 (e proseguirà per l’ intera giornata) “Insegnare la moda: modelli e politiche culturali tra formazione e industria”, il primo Convegno Internazionale di Misa, l’ Associazione Italiana di Studi di Moda guidata da Maria Luisa Frisa nelle vesti di Presidente. Questo convegno – organizzato con il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana, il contributo di Lectra e incluso nella terza edizione di CulT, il Salone Europeo della Cultura – sarà incentrato sulla formazione e sull’ insegnamento quali obiettivi permanenti che coinvolgono docenti, studenti, studiosi, designers, fashion designers, fotografi e curatori al fine di dar vita a una piattaforma in cui fare emergere le istanze provenienti da diversi ambiti che operano nella moda in Italia. Questa lodevole iniziativa avrà quali protagonisti rinomati personaggi nelle vesti di relatori quali Rita Airaghi, Sara Azzone, Andrea Batilla, Maria Bonifacic, Alberto Bonisoli, Mario Boselli, Patrizia Calefato, Paola Colaiacomo, Giovanni Maria Conti, Antonio Cristaudo, Elena Donazzan, Lidewij Edelkoort, Angelo Flaccavento, Adriano Franchi, Barbara Franchin, Maria Luisa Frisa, Massimiliano Giornetti, Gitte Jonsdatter, Andrea Lupo Lanzara, Linda Loppa, Mario Lupano, Laura Lusuardi, Sara Maino, Matteo Marzotto, Elisabetta Merlo, Paolo Meroni, Nicoletta Morozzi, Marzia Narduzzi, Giulia Pirovano, Patrizia Ranzo, Carla Rey, Caterina Rorro, Cristiano Seganfreddo, Stefan Siegel, Salvo Testa, Barbara Trebitsch, Alessandra Vaccari, Louise Wallenberg e Willie Walters. Un evento imperdibile per celebrare la nascita di questa brillante associazione e ripensare alla moda, alla formazione di moda e alla cultura della moda all’ insegna del sincretismo.

Maria Luisa Frisa

Maria Luisa Frisa

http://www.misa-associazione.org 

IUAV 2

It wil lauched today at 11:00 am in VeniceTerese, A room, Dorsoduro 2206Curate, the international award promoted  by the Quatar Museum Authority and Prada Foundation for the search of new talents in the curatorial realm. A successful initiative, celebrating the work of curators, which will be told by Maria Luisa Frisa, director of Fashion  Design and Multimedia Art Course at the Iuav University of Venice, Angela Vettese, director of the Visual Arts and Fashion  Course at the Iuav University of Venice and Astrid Walter, project  manager of Prada Foundation.

ARTE & UN NUOVO CONCORSO: LA PRESENTAZIONE DEL CURATE AWARD

Maria Luisa Frisa

Maria Luisa Frisa

Sarà presentato oggi alle ore 11:00 a VeneziaTerese, aula, Dorsoduro 2206Curate, il concorso internazionale promosso dalla Quatar Museum Authority e dalla Fondazione Prada per la ricerca di nuovi talenti in ambito curatoriale. Una felice iniziativa che celebra l’ opera dei curatori, la quale sarà raccontata da Maria Luisa Frisa, direttore del Corso di Laurea in Design della Moda e Arti Multimediali all’ Università Iuav di Venezia, Angela Vettese, direttore del Corso di Laurea in Arti Visive e Moda all’ Università Iuav di Venezia ed Astrid Walter, project manager della Fondazione Prada.

www.iuav.it

IUAV

It will be held on 18th October 2013 in Venice at the Palazzo Badoer, aula Tafuri, at 5:30 pm the talk “The mechanical smile. Modernism and the first fashion shows in France and America (1900/1929)” featuring author and professor of fashion history and theory of the London Central Saint Martin’s Caroline Evans, who will talk about fashion, modernism and the rise of fashion show. The talk which will be introduced by the professors Mario Lupano and Alessandra Vaccari and will be followed by a cocktail to celebrate the time spent by Caroline Evans as visiting professor at the Fashion Design Faculty of Iuav University of Venice. A not to be missed happening under the sign of fashion culture.

UN TALK & COCKTAIL IN TEMA DI MODA & MODERNISMO: CAROLINE EVANS ALLA UNIVERSIT IUAV DI VENEZIA

Caroline Evans

Caroline Evans

Si terrà il 18 ottobre 2013 a Venezia presso il Palazzo Badoer, aula Tafuri, alle 17:30 il talk “The mechanical smile. Modernism and the first fashion shows in France and America (1900/1929)” di cui sarà protagonista la scrittrice e docente di storia e teoria della moda alla Central Saint Martin’s di Londra Caroline Evans, che parlerà di moda, modernismo e della nascita della sfilata. Il talk sarà presentato dai professori Mario Lupano e Alessandra Vaccari e sarà seguito da un cocktail per festeggiare il periodo trascorso da Caroline Evans nelle vesti di visiting professor alla Facoltà di Fashion Design della Università di Venezia Iuav. Un evento imperdibile all’ insegna della cultura della moda.

www.iuav.it

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