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Hebe Spring/Summer 2013

Hebe Spring/Summer 2013

It will be opened on 22nd May 2013 in Rome, in P.zza Santiago del Cile 18, the boutique of Hebe, brand, created by the young fashion designers Federica Croce, Gea Antonini, Livia Colarieti – who graduated at the Rome Costume and Fashion Academy – and Laura Zama, being under the sign of a refined elegance. A successful chance to enjoy the work by young creatives.

L’ APERTURA DELLA BOUTIQUE DI HEBE A ROMA

Hebe Spring/Summer 2013

Hebe Spring/Summer 2013

Sarà aperta il 22 maggio 2013 a Roma, a P.zza Santiago del Cile 18, la boutique di Hebe, brand, creato dalle giovani fashion designers Federica Croce, Gea Antonini, Livia Colarieti – che si sono diplomate presso l’ Accademia di Costume e Moda di Roma – e Laura Zama che è all’ insegna di una raffinata eleganza. Una felice occasione per apprezzare l’ opera di giovani creative.

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www.hebestudio.it

Lapo Elkann

Lapo Elkann, photo by Giorgio Miserendino

The book-launch of “Le regole del mio stile”( Add Editore, Euros 18,00) by Lapo Elkann which was held in Rome at the Arion bookshop, placed in the Palazzo delle Esposizioni, has been a successful chance to reflect about themes as beauty, style, Italy, made in Italy and planning quality, as well as to know and enjoy the vibrant personality of author. Iconic, brilliant, warm-hearted, candid – as the nice Roberto D’ Agostino asserted, pointing this word could be the title of book -, sensitive, all that is Lapo Elkann. It fascinates, catches and moves his say and modesty in presenting the first book he wrote which embodies “the passion and love for beauty, the will of building and doing” – says Lapo –  his “it’s not for me, but it’s for the others”, pointing all that I made I made it along with the others” and successfully making concrete a value which is deeply connected with me, the sharing.

The book "Le regole del mio stile", by Lapo Elkann at the Arion bookshop, photo by Giorgio Miserendino

The book “Le regole del mio stile”, by Lapo Elkann at the Arion bookshop, photo by Giorgio Miserendino

The author considers the beauty and style as means to renew Italy and made in Italy and asserts: “when we talk about beauty and style, we talk about Italy; it’s something there is much more than in many other countries, even if we often don’t love enough what we have”. Emotions, ideas and concrete strategies to take beauty back and re-launch the made in Italy as the product customization and use of craftsmanship, featuring in our history. Roberto D’ Agostino, Lupo Lanzara and Marco Materazzi were at the book-launch, chosen by Lapo, as they embody the dynamism, the do, everyone in a different realm: the media for D’Agostino, creator of costume website Dagospia, Lupo Lanzara who heads and is renewing an institution of excellence, the Rome Costume and Fashion Academy and the soccer player Marco Materazzi.

Roberto D' Agostino and Lapo Elkann, photo by Giorgio Miserendino

Roberto D’ Agostino and Lapo Elkann, photo by Giorgio Miserendino

Roberto D’ Agostino added lightness and irony, a leitmotiv of this individual, praised the being superficial – value he thinks it’s impressed in the book by Lapo and join both -, explaining: “we have our ideology, the superficialism, the deepness kills us, so we are faster than others and we pinch all the ones from”. Talking about the book, he thought: “it’s so naive to be true, Lapo says what we never want hearing or rather we love being appreciated.” The talk of Lupo Lanzara has been more intimist and focused on Lapo as long-time friend, his book and to the extent it represents him.

Lupo Lanzara, Lapo Elkann, Roberto D' Agostino, photo by Giorgio Miserendino

Lupo Lanzara, Lapo Elkann, Roberto D’ Agostino, photo by Giorgio Miserendino

An awesome event under the sign of style, a catchy book and its author who evokes the velocity and gives rise to an original and contemporary version of Filippo Tommaso Marinetti’ s way of thinking, celebrating the freedom, Italian character, progress and technology (paradigms successfully made concrete by the brand he created Italia Independent), enriched by a charming eccentricity which makes him unique.

LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LE REGOLE DEL MIO STILE” DI LAPO ELKANN A ROMA

Lapo Elkann

Lapo Elkann, photo by Giorgio Miserendino

La presentazione del libro “Le regole del mio stile”( Add editore, 18,00 Euro) di Lapo Elkann che si è tenuta a Roma presso la Libreria Arion, sita nel Palazzo delle Esposizioni, è stata una felice occasione per riflettere su temi quali bellezza, stile, Italia, made in Italy e progettualità, nonché conoscere e apprezzare la vibrante personalità dell’ autore. Iconico, brillante, caloroso, candido – come afferma il simpatico Roberto D’ Agostino, sottolineando che tale qualificazione sarebbe potuta essere il titolo del libro -, sensibile, tutto ciò è Lapo Elkann. Affascina, cattura ed emoziona il suo dire e la sua modestia nel presentare il suo primo libro che racchiude “la passione e l’ amore per il bello, la voglia di costruire e fare” – dice Lapo – “non per me, ma per gli altri”, sottolineando che “tutto ciò che ho fatto l’ ho fatto insieme ad altri” e concretizzando felicemente un valore a me profondamente connesso, la condivisione.

Marco Materazzi, Lapo Elkann and Lupo Lanzara, photo by Giorgio Miserendino

Marco Materazzi, Lapo Elkann and Lupo Lanzara, photo by Giorgio Miserendino

L’ autore prende in considerazione il bello e lo stile quali strumenti per rinnovare l’ Italia e il made in Italy e afferma: “quando parliamo di bello e di stile parliamo di Italia; è qualcosa che abbiamo molto di più di tanti altri paesi, anche se spesso non amiamo a sufficienza ciò che abbiamo”. Emozioni, idee e strategie concrete per riappropriarsi del bello e rilanciare il made in Italy quali la personalizzazione del prodotto e l’ uso dell’ artigianalità, protagonisti della nostra storia. Roberto D’ Agostino, Lupo Lanzara e Marco Materazzi sono intervenuti alla presentazione del libro, scelti da Lapo poiché rappresentano il dinamismo, il fare, ognuno in un ambito diverso: l’ informazione per D’Agostino, creatore del website Dagospia, Lupo Lanzara che dirige una istituzione di eccellenza, l’ Accademia di Costume e Moda di Roma e il calciatore Marco Materazzi.

Lapo Elkann, photo by Giorgio Miserendino

Lapo Elkann, photo by Giorgio Miserendino

Roberto D’ Agostino ha aggiunto leggerezza e ironia, leitmotiv della sua individualità, ha lodato l’ esser superficiali – valore che ritiene impresso nel libro di Lapo e accomuna entrambi -, spiegando che: “abbiamo una nostra ideologia, il superficialismo, la profondità ci uccide, così siamo più veloci degli altri e li freghiamo tutti”. Parlando del libro ha ritenuto che: “è talmente ingenuo da esser vero, Lapo ci dice ciò che non vorremmo mai sentire ovvero che ci piace piacere”. L’ intervento di Lupo Lanzara è stato più intimista e si è concentrato su Lapo quale amico di lunga data, sul suo libro e in che misura lo rappresenti.

Marco Materazzi, Lapo Elkann, Roberto D' Agostino, photo by Giorgio Miserendino

Marco Materazzi, Lapo Elkann, Roberto D’ Agostino, photo by Giorgio Miserendino

Un fantastico evento all’ insegna dello stile, un accattivante libro e il suo autore che evoca la velocità e dà vita a una originale e contemporanea versione del pensiero di Filippo Tommaso Marinetti, celebrando la libertà, l’ italianità, il progresso e la tecnologia (paradigmi felicemente concretizzati dal suo brand Italia Independent), arricchito da una affascinante eccentricità che lo rende unico.

 

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lapo book launch

Self-irony, without any pretension of teaching anything and an idea of style which is under the sign of freedom “to be elegant means to be one’s self and customize also with its own eccentricities” features in “Le regole del mio stile”(Add Editore, Euros 18,00), the first book by Lapo Elkann – style icon, nominated four times as “Best dressed man” by the magazine Vanity Fair, businessman, creator of the menswear and accessories brand  Italia Independent and the factory Independent ideas, dynamic, brilliant and warm-hearted individual – which will be presented on 14th February 2013 in Rome at the Arion Bookshop, placed at the Palazzo delle Esposizioni, at 6:00 pm by the author along with Lupo Lanzara (director of Rome Fashion & Costume Academy) and Roberto d’Agostino (columnist, creator of costume and gossip website Dagospia). The book, a catchy fetish to have, includes the Lapo’s way of thinking, words and images, dynamism, will of doing and the consciousness “beauty if it is well used” – as the author asserts – “ does good to a nation in a spot” along with original details, paradigms of uniqueness as the words that directly or indirectly remind his name ( the adjective “lapalissiano” which stands as “self-evident” and many others) and the layout of book which evokes the “laps to go” of Formula 1, as well as the velocity, futurist idea he successfully made concrete. A not to be missed event for all the ones who are devoted to the style.

IL SENSO DI LAPO ELKANN PER LO STILE: LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LE REGOLE DEL MIO STILE” A ROMA

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Autoironia, senza la pretesa di insegnare nulla e un’ idea dello stile all’ insegna della libertà, “essere eleganti vuol dire essere sé stessi e personalizzare anche con le proprie eccentricità” sono i protagonisti di “Le regole del mio stile”(Add Editore, Euro 18,00), il primo libro di Lapo Elkann – icona di stile, eletto quattro volte “Best dressed man” dal magazine Vanity Fair, imprenditore, creatore del brand di abbigliamento da uomo e accessori Italia Independent e della factory Independent ideas, dinamica, brillante e calorosa individualità – che sarà presentato il 14 febbraio 2013 a Roma presso la Libreria Arion, ubicata al Palazzo delle Esposizioni, alle ore 18:00 dall’ autore unitamente a Lupo Lanzara (direttore dell’ Accademia di Costume e Moda di Roma) ed a Roberto d’Agostino (opinionista, creatore del sito web di costume e gossip Dagospia). Il libro, un accattivante feticcio da avere,  include il pensiero di Lapo, parole e immagini, dinamismo, voglia di fare e la consapevolezza che “il bello se ben usato” – come afferma l’ autore  - “ faccia bene a una nazione in difficoltà” unitamente a originali dettagli, paradigmi dell’ unicità quali i lemmi che direttamente o indirettamente ricordano il suo nome (la qualificazione “lapalissiano” e molte altre) e l’ impaginazione del libro che evoca i “laps to go” della Formula 1, nonché la velocità, istanza futurista da lui felicemente concretizzata. Un evento imperdibile per tutti coloro che sono devoti allo stile.

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Sofia Gnoli, The mother of Viola Galassi, Giorgio Napolitano and Viola Galassi

I’m very glad to celebrate the Leonardo award, given by the Italy President of Republic Giorgio Napolitano – during a ceremony which was recently held in Rome at the Quirinale – to the young Viola Galassi (graduated in Literature, Philosophy and Economics at the University of the Studies “La Sapienza” of Rome) for her graduation thesis on Costume and Fashion Sciences “The  fashion of blogs” – of whose supervisor is the Professor, fashion historian, fashion curator and journalist Sofia Gnoli -, a work exploring the world of fashion blogs and featuring also me, my blog FBF, Fashion Beyond Fashion, included in an interview I gave months ago, where I talked about me, the blog, information fashion, I’m pleased to share with you, dear FBFers. A successful chance to wish a bright, young individual of following her way towards a lucky path.

NUNZIA GAROFFOLO, THE FASHION ANARCHIST

Nunzia Garoffolo

Nunzia Garoffolo is a blogger being part of blogs’ elite, focused on the promotion of fashion as art and makes that through information and due researches. It doesn’t appear much concerning her path in the presentation she makes about herself, included in the blog she made, FBF, Fashion Beyond Fashion, as her purpose is not to be known as individual, but enhance the creativity in its more unusual, innovative and catchy forms. I met Nunzia Garoffolo – who is Professor at the Rome Costume & Fashion Academy – to make me tell more, regarding who is her and what she thinks about the phenomenon of fashion blogger.

Who is Nunzia Garoffolo, what has been your path and why did you create a blog?

“I started as self-taught, fashion was a passion I had since childhood, I loved fashion and fortunately I had parents who always let all of my creative expression free. I’ve chosen an humanistic educational training, though I loved this field, before the Gymnasium and later the university training, getting the University degree in Law at the University of Studies “La Sapienza” of Rome. I always has been interested in the international field, for knowing new realms and consider them as a purpose of enrichment, not to separate but to get closer. There already was this kind of open-minded attitude in me, in fact I graduated in Private Comparative Law – path I later left as it dejected the emotional part I put aside, promising me I would used that when I would has been older. And as I frequently tell to my students and friends, there is Gillo Dorfles (celebrated author and expert of aesthetics),  who got a medicine degree and later became Professor of aesthetics, a famous self-taught and I consider myself as the female and much more modest version of Gillo Dorfles. A question, often asked me, is how did I approach to do that? I didn’t approach myself,  I always say to the scholars of my course “to do or not to do” and I did – it’s an attitude being also in the blog. Law as fashion, literature and every other channel of communication represents the spirit of a group of people, history, traditions, tension of people in a certain place and in a specific lapse of time and there is a dialogue, an intersection between many channels of communication as fashion as well as art, literature, film, music in my blog”.

The name of your blog is Fashion Beyond Fashion resulting from that?

“Yes, it is, my blog is Beyond as “beyond” fashion, presenting the more creative, free, libertarian, cultural side – which often, but fortunately not always features as consumerism, being fashion almost always overlapped to the product, considered as commodities of consumerism and rarely considered as source of culture – of which today it is know just a few, instead of the time when I was a child and I bought Vogue, Amica or other fashion magazines and an enthusiast, a neophyte, a lover of fashion had the chance to discover the creativity of a couturier reading those magazines. That is a side I like to show on my blog, loving to feature the talent of many young creatives there are all over the world, though they often don’t get the recognition they deserve as well as to consider how it moves the creativity in Italy and in other foreign countries. The blogger started to be the only ones who featured fully the young talents. The information runs quickly on the web, it’s frequently independent thus it’s not subordinate to some rules, existing in the realm of information’s setting, the choice of what has to be shown, then in its display: it’s freedom amd I care to say I consider the blog as a means to inform of whose main feature is velocity. In fact today news feature before in the web and after in other formats as news on paper or in TV. That made me start to go towards this path as I am born as columnist on paper who collaborated for many fashion, culture and art magazines”.

Thus did the opening of your blog follow your work as columnist?

“Yes, it followed my work as columnist, as I felt the need of doing that. It has been a path , a choice, arisen from to the desire of investing on myself, giving my own modest contribute as I think life is sharing. My main purpose is not to appear on photographs, wearing the designer bag or other items, but making a virtual information which is balanced where the visual element is equal to written element”.

Do you think it will be a kind of natural selection in the realm of fashion bloggers?

“The value results from the facts. A product is ephemeral – maybe resulting from a media exposure which is often misleading as leitmotiv of contemporary times -, you are fashionable for one, two, three, four years at maximum then you vanish. I always preferred in my life considering the long term, the results arising from that, got by commitment and effort. I feature in the circle of people who wants durable results and is not inspired by the desire of getting fame, celebrity and visibility at all costs”.

What about the teenager who follow fashion bloggers, often lacking a cultural references?

“I will seem like a pessimist, but I will be optimist in another sense. Teenagers will stay like they are now during the age of postmodernism we are living, but they will be seduced by another ethic – already existing, though it’s not fully developed -, the sustainability. We are in an era of transition, time of global decadence we are trying to cross. Therefore it needs make fashion regain the content of – controversial or marvelous – message which had yesterday Vivienne Westwood in the Seventies, Moschino in the Eighties, creative who irreverently made fun of Italian politics. These two cases represent fashion having a genuine content which is the one I celebrate, going beyond time, marking an era, it’s like an artwork: it makes you think about”.

Are you a fashion anarchist and have you a determination – you define in your blog – like a samurai?

“I’ m determined like a samurai, but I also am spontaneuos like a child. Children are spontaneous, curious, enthusiast and brave. The choices I’ve done can be controversial, but that is my romanticism, not being focused on giving as a gift roses to the one you love, but defending freedom as the higher value than any other thing and the ideas, though they are hard to uphold and that is not resulting from the idea or will to be against, but it just because they are your own ideas. I wish everyone succeeds drawing its own path. The free will exists, maybe it’s a little bit of the very huge cake that is life, but it exists and everyone carves out its own existence in the way more proper inside that little bit, as you always, every day, choose ”.

LA MODA DEI BLOG, UNA GIOVANE MENTE & UNA CELEBRAZIONE: VIOLA GALASSI VINCE IL PREMIO LEONARDO

Viola Galassi during the ceremony awarding her along with the President of Republic Giorgio Napolitano

Sono felice di celebrare il premio Leonardo, dato dal Presidente della Republica d’ Italia Giorgio Napolitano – in occasione di una cerimonia che si è recentemente tenuta a Roma presso il Quirinale – a Viola Galassi (laureatasi in Lettere, Filosofia ed Economia all’ Università degli Studi “La Sapienza” di Roma) per la sua tesi di laurea “La moda dei blog” – la cui relatrice è la docente, storica della moda, fashion curator e giornalista Sofia Gnoli -, un lavoro che esplora il mondo dei fashion blog e che ha quale protagonista anche me, il blog FBF, Fashion Beyond Fashion, incluso in un’ intervista che ho rilasciato mesi fa in cui ho parlato di me, del blog, di informazione e moda e sono lieta di condividere con voi, cari FBFers. Una felice occasione per augurare a una brillante, giovane individualità di proseguire la sua strada verso un percorso fortunato.

NUNZIA GAROFFOLO, L’ ANARCHICA DELLA MODA

Nunzia Garoffolo

Nunzia Garoffolo è una blogger che fa parte di una elite di blog, intenta a promuovere la moda come arte e lo fa attraverso l’informazione e le dovute ricerche. Non appare molto del suo percorso nella presentazione che fa di sé stessa, inclusa nel blog FBF, Fashion Beyond Fashion da lei realizzato proprio perché la sua intenzione non è quella di farsi conoscere come individuo, ma valorizzare la creatività nelle sue forme più inusuali, innovative e accattivanti. Abbiamo incontrato Nunzia Garoffolo – che è docente all’ Accademia di Costume e Moda a Roma – per farci raccontare meglio da lei chi è e cosa pensa del fenomeno fashion blogger.

Chi è Nunzia Garoffolo, qual è stato il tuo percorso e perché hai aperto un blog?

“Ho iniziato da autodidatta, la moda era una passione che avevo dalla infanzia, amavo la moda e fortunatamente ho  avuto genitori che hanno sempre lasciato libera ogni mia espressione creativa. Pur amando questo settore, ho però scelto un’educazione di tipo umanistico, classico, prima liceale e poi universitario e mi sono laureata in giurisprudenza all’ Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Sono sempre stata attratta dalla materia internazionalistica, dal conoscere nuovi settori e valutarli con una finalità di arricchimento, non per separare, ma avvicinare. Avevo già questa apertura, tant’è che mi sono laureata e specializzata in Diritto Privato Comparato – percorso in seguito abbandonato perché il diritto deprimeva la parte emozionale che avevo accantonato, ma avevo promesso a me stessa di utilizzare quando sarei stata più grande. E come sovente dico alle mie allieve e ai miei amici, esiste Gillo Dorfles (celebre scrittore ed esperto di estetica), laureatosi in medicina e in seguito divenuto docente di estetica, un famoso autodidatta ed io sono la versione femminile e molto più modesta di Gillo Dorfles. Una domanda che mi fanno spesso è come mi sono “approcciata” a fare questo? Non mi sono “approcciata”. Dico sempre alle ragazze del mio Corso “fare o non fare” ed io ho fatto – ed è un atteggiamento che si ritrova anche nel blog. Il diritto come la moda, la letteratura e ogni altro canale di comunicazione rappresentano lo spirito di un popolo, la storia, le tradizioni, le tensioni di un popolo in un determinato luogo e in un determinato lasso di tempo e nel mio blog c’è un dialogo, un’intersezione tra vari canali di comunicazione quali la moda, ma anche letteratura, il cinema, la musica.

È per questo motivo che il tuo blog si chiama Fashion Beyond Fashion?

Si, lo è, il mio blog è Beyond perché è “oltre” la moda, manifestando il suo lato più creativo, libero, libertario, culturale – che sovente, ma non sempre fortunatamente, esce fuori come consumo, essendo la moda quasi sempre sovrapposta al prodotto, intesa come bene di consumo e poche volte considerata fonte di cultura -, di cui oggi si sa poco, rispetto a quando ero bambina e compravo Vogue, Amica e altre riviste di moda, grazie alle quali anche un neofita, un entusiasta, un appassionato, aveva la possibilità di conoscere la creatività di un couturier. Questo è un aspetto che sul mio blog amo recuperare. Amo dare spazio al talento di tanti giovani creativi di tutto il mondo – che esistono -, ma sovente non hanno quel riconoscimento che loro spetta e anche per valutare come si muove la creatività in Italia e all’ estero. I blogger sono stati gli unici che hanno parlato dei giovani talenti. L’informazione via etere corre veloce, è indipendente quindi non soggiace a certe logiche esistenti nell’ ambito della costruzione dell’informazione, della scelta di cosa far vedere e nell’ esposizione della stessa: è libertà e in quanto tale ci tengo a ribadire che considero il blog uno strumento d’informazione il cui elemento più lodevole è la velocità dell’ informazione. Infatti oggi le informazioni passano prima sul web e poi su altri canali quali l’informazione cartacea o televisiva. È questa la motivazione che mi ha spinto a intraprendere tale percorso, nascendo come editorialista su carta che ha collaborato con varie testate di moda, ma anche di cultura e di arte”.

Quindi l’apertura del blog è stata consequenziale alla sua attività da giornalista?

“Si, è stata consequenziale al mio lavoro di editorialista, sentivo l’ esigenza di fare ciò. È stato un cammino, una mia scelta, derivante dal desiderio di investire in prima persona su me stessa, dando il mio modesto contributo, poiché la vita è condivisione. Il mio scopo non è essere fotografata, indossando la borsa firmata o un altro prodotto, ma recuperare un’informazione virtuale che sia armonica, bilanciata in cui l’elemento visivo sia paritario all’ elemento scritto”.

Pensi che ci sarà una sorta di selezione naturale nel tempo nell’ ambito dei fashion blog?

“Il valore viene dai fatti. Un prodotto è effimero – magari complice un’esposizione mediatica anche fuorviante che vige quale leitmotiv della contemporaneità -, sei in auge per uno, due, tre, quattro anni al massimo e poi scompari. Nella mia vita ho sempre preferito considerare il lungo periodo, i risultati da esso derivanti, ottenuti mediante impegno e fatica. Faccio parte di quel gruppo di persone che vuole un risultato solido e non è animato dal desiderio di avere fama, celebrità e visibilità a ogni costo”.

Cosa dire degli utenti, per lo più adolescenti che seguono i fashion blogger, sovente privi di riferimenti culturali?

“Sarò pessimista, ma ottimista in altro senso. I teenager resteranno tali nell’ era di postmodernismo che stiamo vivendo, ma saranno sedotti da un’altra etica – già in auge, ma che non si é pienamente consolidata -, la sostenibilità. Siamo in un’epoca di transizione, era di decadenza globale che stiamo cercando di attraversare. Pertanto è d’ uopo far riacquistare alla moda il contenuto di messaggio – criticabile o meraviglioso – che aveva Vivienne Westwood negli anni ‘70, Moschino negli anni ’80, creativo che si beffeggiava in modo irriverente della politica italiana. Questi due esempi rappresentano la moda con un contenuto autentico che è quella da me celebrata, va aldilà del tempo, segna un’epoca, è come un’opera d’arte: ti fa pensare”.

Sei un’anarchica della moda e hai una determinazione – che nel tuo blog definisci – da samurai?

“Sono determinata come un samurai, ma sono anche spontanea come un bambino. I bambini sono spontanei, entusiasti, curiosi e coraggiosi. Le scelte che ho fatto possono essere discutibili, ma questo è il mio romanticismo, non si tratta di regalare rose a chi si ama, ma difendere la libertà come valore più di alto di ogni altra cosa e le idee anche dure e difficili da sostenere e ciò non per il fatto di essere e voler essere contro, ma perché sono le proprie idee. Auguro a tutti di riuscire a tracciare da soli il proprio cammino. Il libero arbitrio esiste, magari è un piccolo pezzetto rispetto alla torta grandissima che è la vita, però esiste e in quel pezzettino ognuno si ritaglia la propria esistenza nel modo più consono, perché si sceglie sempre, ogni giorno”.

The ceremony at Quirinale where it has awarded Viola Galassi

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