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It will be held on 29th April 2014 in Treviso, in Via Achille Papa 1, at the Fashion Design Faculty of Iuav University of Venice, at 2:30 pm the talk “Il collezionista di abiti”, being part of series of conferences organized by Maria Luisa Frisa and Gabriele Monti “Mostrare la moda oggi: il gesto del curatore” (during the exhibition “Revisioni: Esercizi a partire da una study collection”, curated by Gabriele Monti which is held in Venice at the Spazio Punch), a talk featuring the clothing collector and dear friend Enrico Quinto. Enrico is the co-owner of collection Enrico Quinto- Paolo Tinarelli, including 130 clothes that star in an exhibition on the Italian Glamour, recently opened in Rio De Janeiro, I tell you about during the forthcoming days (ten items being part of collection are also showcased in “The Glamour of Italian Fashion”, exhibition which is held in London at the Victoria & Albert Museum and runs through 27th July). I like reminding a nice circumstance I shared with him, talking about possession and fashion culture and involving a Bagonghi bag, my favorite bag by Roberta di Camerino, we found during a pleasant Summer afternoon in Rome. Walking on the street, in the area of Piazza Navona, in Via del Governo Vecchio we found the Bagonghi bag, which was close to the rubbish container. It was and is my favorite bag, I was happy to find it with my friend, put on the ground as garbage. Not being part of me – spiritually and materially – the possession, believing in random synchronicity – as nothing happens for random -, I immediately gave it to my friend. Knowing it was my favorite bag he wanted I held it. Instead of me who I am just someone who liked this bag, I considered Enrico as a kind of fashion culture’s guardian and therefore he had to have it. Thus it has been. Fashion culture is such an essential value, a value arising from the creativity connected to the matter, an object, a garment and goes beyond the ethic of possession (after all I always have chosen between to have or to be of being). And concerning that or rather fashion culture, I am sure the words by Enrico (bright individual successfully joining intelligence and irony), his tales will be really precious to think about the work of a collector. A not to be missed happening which is just an announced success, as it often happens at the Iuav University.

“IL COLLEZIONISTA DI ABITI”, A TALK FEATURING ENRICO QUINTO AT THE IUAV UNIVERSITY

Enrico Quinto and the Bagonghi bag by Roberta di Camerino, photo by N

Enrico Quinto and the Bagonghi bag by Roberta di Camerino, photo by N

Si terrà il 29 aprile 2014 a Treviso, in Via Achille Papa 1, presso la Facoltà di Design della Moda dell’ Università Iuav di Venezia, alle ore 14:30 il talk “Il collezionista di abiti” che è parte della serie di conferenze organizzate da Maria Luisa Frisa e Gabriele MontiMostrare la moda oggi: il gesto del curatore” (in occasione della mostra “Revisioni: Esercizi a partire da una study collection”, curata da Gabriele Monti che si tiene a Venezia presso lo Spazio Punch), un talk di cui è protagonista il collezionista di abiti e caro amico Enrico Quinto. Enrico è comproprietario della collezione Enrico Quinto-Paolo Tinarelli, la quale include 130 abiti che sono protagonisti di una mostra, recentemente inaugurata a Rio De Janeiro sull’ Italian Glamour, in merito alla quale parlerò nei prossimi giorni (dieci pezzi che sono parte della collezione sono anche esposti in “The Glamour of Italian Fashion”, mostra che si tiene a Londra presso il Victoria & Albert Museum e prosegue fino al 27 luglio). Mi piace ricordare una simpatica circostanza condivisa con lui che parla di possesso, cultura della moda e coinvolge una Bagonghi, la mia borsa preferita di Roberta di Camerino, da noi trovata durante un piacevole pomeriggio estivo a Roma. Passeggiando per strada, nei dintorni di Piazza Navona, a Via del Governo Vecchio, abbiamo trovato una Bagonghi che stava a terra vicino al contenitore dell’ immondizia. Non facendo – spiritualmente e materialmente – parte di me il possesso, credendo nel sincronismo del caso – poiché niente accade casualmente -, l’ ho immediatamente donata al mio amico. Sapendo che era la mia borsa preferita voleva che la tenessi. Diversamente da me che sono soltanto qualcuno a cui piaceva questa borsa, considero Enrico una sorta di guardiano della cultura della moda e pertanto la doveva avere. Così è stato. La cultura della moda è un valore imprescindibile, valore che nasce dalla creatività legata alla materia, a un oggetto, un indumento e va al di là dell’ etica del possesso (dopotutto tra avere ed essere ho sempre scelto di essere). E in merito a ciò ovvero alla cultura della moda, son certa che le parole di Enrico(brillante individualità che unisce felicemente intelligenza e ironia), i suoi racconti saranno oltremodo preziosi per riflettere sull’ opera di un collezionista. Un evento imperdibile che è già un successo annunciato, come sovente accade alla Iuav.

Enrico Quinto and me at  the Rome Caffè Novecento

Enrico Quinto and me at the Rome Caffè Novecento

 

 

www.iuav.it

Marina Paris

Marina Paris

The safety of objects, silences of an absence being. To search for spaces, closed spaces for finding its own space, observing and taking back the abysses of its own soul. Sense of measure, defining the space inside out of the self, is the quintessence of a pacified existence. This is the core of the tale on photographs and collages talking about lyricism and inner being of interiors – rooms, hallways, doors, walls, beds of abandoned houses -, made by artist Marina Paris, featuring in “Mont’ oro”, exhibition curated by Guglielmo Cigliotti which is held in Rome at the Montoro 12 Contemporary Art Gallery and runs through 30th April 2014. A not to be missed happening to enjoy the work of a vibrant artist.

IL LIRISMO E L’ INTERIORITÀ DELLO SPAZIO DOMESTICO VISTO DA MARINA PARIS ALLA GALLERIA D’ ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA MONTORO 12

Marina Paris

Marina Paris

La sicurezza degli oggetti, silenzi di un’ assenza essente. Cercare spazi, spazi chiusi per trovare il proprio spazio, osservare e riappropriarsi degli abissi della propria anima. Senso della misura che definisce lo spazio dentro e fuori da sé, la quintessenza di un’ esistenza pacificata. Questo è il cuore del racconto su fotografie e collage che parla di lirismo e interiorità degli interni – stanze, corridoi, pareti, letti – di case abbandonate, realizzato da Marina Paris, protagonista di “Mont’ oro”, mostra curata da Guglielmo Cigliotti che si tiene a Roma presso la Galleria di Arte Contemporanea Montoro12 e prosegue fino al 30 aprile 2014. Un evento imperdibile per apprezzare l’ opera di una vibrante artista.

 

Marina Paris

Marina Paris

 

Marina Paris

Marina Paris

 

Marina Paris

Marina Paris

 

Marina Paris

Marina Paris

 

Marina Paris and me, photo by N

Marina Paris and me, photo by N

 

 

www.montoro12.it

The golden age of Russian avant-garde", by Peter Greenaway and Saskia Boddeke

The golden age of Russian avant-garde”, by Peter Greenaway and Saskia Boddeke

The genius of Peter Greenaway strikes back and comes to Moscow at the Manege Museum where it recently opened “The golden age of Russian Avant-Garde”, multimedia exhibition which will run through 18th May 2014. This multimedia installation, created by Peter Greenaway and – his wife – Saskia Boddeke which has supported by British Council  – is one of the main projects of the Uk-Russia Year of Culture 2014 –, will display the most important works of the Russian avant-guarde of the 20th century (over 400 artworks from the Russian Museum, the Tretyakov Gallery, the Schusev Architectural Museum, the Bakhrushin TMuseum and provate collections) as well as “Black square” by Kazimir Malevic, which  is used as basis and central metaphor of exhibition. A not to be missed happening to enjoy the art and the work of a legendary artist.

“THE GOLDEN AGE OF RUSSIAN AVANT-GARDE” DI PETER GREENAWAY AL MUSEO MANEGE DI MOSCA

Il genio di Peter Greenaway colpisce ancora e giunge a Mosca presso il ManegeMuseum in cui è stata recentemente inaugurata “The golden age of Russian Avant-Garde”, esposizione multimediale che proseguirà fino al 18maggio 2014. Questa installazione multimediale, creata da Peter Greenaway e – sua moglie – Saskia Boddeke con il sostegno del British Council -, uno dei principali progetti dell’ anno Anglo-russo della Cultura 2014 -, esporrà le più importanti opere dell’ avanguardia russa del 20° secolo( più di 400 opere provenienti dal Museo Russo, la Galleria Tretyakov, il Museo di Architettura Schusev, Il Museo Bakhrushin e collezioni private) come anche “Black square” di Kazimir Malevic, usato come base e metafora centrale della mostra. Un evento imperdibile per apprezzare l’ arte e l’ opera di un artista leggendario.

Kazimir Malevic, Black Square

Kazimir Malevic, Black Square

 

http://ukrussia2014.ru

 

A new day in Reggio Emilia starting with the camellias, photo by N

A new day in Reggio Emilia starting with the camellias, photo by N

My Epicurean adventures in Reggio Emilia successfully followed, before going to Modena for attending as panelist at the National Conference concerning “La televisione è di moda”, exhibition curated by Stefano Dominella and organized in collaboration with the Association Modenaamoremio which was held at the San Carlo Theatre.

The Duomo of Reggio Emilia, photo by N

The Duomo of Reggio Emilia, photo by N

The City of Reggio Emilia offices, photo by N

The City of Reggio Emilia offices, photo by N

 

 

Reggio Emilia, photo by N

Reggio Emilia, photo by N

 

Reggio Emilia ( I like the colors of this old building), photo by N

Reggio Emilia ( I like the colors of this old building), photo by N

 

The Eastern eggs from the Reggio Emilia Casa del Miele, photo by N

The Easter eggs from the Reggio Emilia Casa del Miele, photo by N

 

The Eastern egg from the Reggio Emilia Casa del Miele, photo by N

The Easter egg from the Reggio Emilia Casa del Miele, photo by N

 

The Easter eggs an other chocolate suggestions by the Casa del Miele, photo by N

The Easter eggs an other chocolate suggestions by the Casa del Miele, photo by N

 

Old suggestions on the road, photo by N

Old suggestions on the road, photo by N

 

Flowers on the road, photo by N

Flowers on the road, photo by N

 

This time I enjoyed one of my favorite dishes, meat and potatoes or rather French fries at the nice restaurant B.B.B., reinterpreting the American dishes. After a short visit the Reggio Emilia high velocity railway station, high impact architecture as well as its bridges, like the Calatrava bridges, I came to Modena. Here I attended  along with a group of experts – Monica Bolzoni, Silvia Menabue, Stefano Dominella, Stefano PrampoliniAntonio Franceschini, the National Secretary of CNA Federmoda and Alberto De Mizio,Dean of Modena Arts institute Cattaneo Deledda - at the National Conference which was focused on the theme of fashion and television.

The Reggio Emilia B.B.B restaurant, photo by N

The Reggio Emilia B.B.B restaurant, photo by N

 

A delicious starter made of pumpkin at the Reggio Emilia B.B.B restaurant, photo by N

A delicious starter made of pumpkin at the Reggio Emilia B.B.B restaurant, photo by N

Mini-hamburgers and french fries, photo by N

Mini-hamburgers and french fries, photo by N

It seems like an unusual combination, to join fashion and television, the theme of exhibition which explored the connection of a fashion house, Gattinoni, to the celebrities, actresses and tv personas who featured in it since its existence as Mina, Delia Scala, Francesca Dellera, Anna Valle and many others. It was an exhibition which paid homage to yesterday suggestions, which made me think about something it almost does not exist anymore. The ways of communicating changed. I think – considering my experience as fashion blogger and professor – about the web, though there is not primacy of web over television, as one means don’t exclude the other. Tv is a channel of communication – as fashion – which represented and represents today the “Volksgeist”, the “Spirit of people” in a certain time and place. Yesterday, it also emancipated people from illiteracy in Italy and has been bringer of culture. They were other times. Today things changed. The way of making television is really changed and today especially is more empty, trash-chic and less refined, except few exceptions confirming the rule of trash-chic, but TV still today is bringer of suggestions and influences affecting the popular culture (It’s goodness or not, that is not the core of issue. These are considerations concerning ethic, aesthetics and mainstream values, though TV has affected them very much). The exhibition has the merit to draw the connection between fashion and television, emphasized by Gattinoni during the years and also host the work made by the students from the Cattaneo Deledda Art Institute, inspired to the creations by Gattinoni, a laudable idea to train the students of a high school. It was a nice chance to talk about fashion, its culture, training and industry in Modena, city being a vibrant fashion district.

photo by N

photo by N

 

 

EPICUREISMO & CULTURA TRA REGGIO EMILIA E MODENA

Amica chips moment (http://www.youtube.com/watch?v=oUn4-6huLOM), photo by N

Amica chips moment (http://www.youtube.com/watch?v=oUn4-6huLOM), photo by N

Le mie avventure epicuree a Reggio Emilia sono felicemente proseguite prima di recarmi a Modena per partecipare da relatrice al Convegno Nazionale inerente la “La televisione è di moda”, mostra curata da Stefano Dominella e organizzata in collaborazione con l’ Associazione Modenaamoremio che si è tenuta presso il Teatro San Carlo.

photo by N

photo by N

Stavolta ho assaporato una delle mie pietanze preferite, la carne e le patate o meglio le patatine fritte al simpatico ristorante B.B.B. che reinterpreta le pietanze americane. Dopo una breve visita alla stazione ferroviaria dell’ alta velocità di Reggio Emilia, architettura di grande impatto come i ponti, tra cui il Ponte di Calatrava, sono giunta a Modena. Ho ivi partecipato unitamente a un gruppo di esperti  – Monica Bolzoni, Silvia Menabue, Stefano Dominella, Stefano Prampolini, Antonio Franceschini, il Segretario Nazionale di CNA Federmoda e Alberto De Mizio, Preside dell’ Istituto d’ Arte di Modena Cattaneo Deledda – al Convegno Nazionale che verteva sul tema della moda e televisione.

The Reggio Emilia high velocity railway station, photo by N

The Reggio Emilia high velocity railway station, photo by N

 

The Calatrava bridge, photo by N

The Calatrava bridge, photo by N

Sembra una insolita combinazione unire moda e televisione, il tema della mostra che ha esplorato il legame di una casa di moda, Gattinoni, alle celebrità, attrici e personaggi televisivi di essa protagonisti sin dalla sua esistenza come Mina, Delia Scala, Francesca Dellera, Anna Valle e molti altri. Era una mostra che rendeva omaggio a suggestioni di ieri, che mi hanno fatto pensare a qualcosa che quasi non esiste più. I modi di comunicare sono cambiati. Mi riferisco – considerando la mia esperienza di fashion blogger e docente – al web, anche se non c’è primazia del web sulla televisione, poiché un mezzo non esclude l’ altro. La Tv è un canale di comunicazione – anche la moda lo è – che ha rappresentato e rappresenta oggi il “Volksgeist”, lo “Spirito del popolo” in un dato tempo e luogo. Ieri, in Italia, ha anche emancipato la gente dall’ analfabetismo ed è stato portatore di cultura. Erano altri tempi. Oggi le cose sono cambiate. Il modo di fare televisione è del tutto cambiato e specialmente oggi è più vuoto, trash-chic e per nulla raffinato, a esclusione di esigue eccezioni che confermano la regola del  trash-chic, ma la TV è ancora oggi portatrice di suggestioni e influenze che condizionano la cultura popolare (bontà o meno, non è questo il cuore del problema. Queste non considerazioni inerenti l’ etica, l’ estetica e i valori dominanti, benché la TV li abbia oltremodo influenzati). La mostra ha il merito di disegnare il legame tra la moda e televisione, enfatizzato da Gattinoni negli anni, come anche ospitare le opere realizzate dagli studenti dell’ Istituto d’ Arte Cattaneo Deledda, ispirandosi alle creazioni di Gattinoni, una lodevole idea per formare gli studenti di una scuola superiore. È stata una simpatica occasione per parlare di moda, della sua cultura, di formazione e industria a Modena, città che è un vibrante distretto di moda.

The Modena San Carlo theatre, photo by N

The Modena San Carlo theatre, photo by N

 

Me at the San Carlo Theatre, photo by N

Me at the San Carlo Theatre, photo by N

 

Monica Bolzoni, photo by N

Monica Bolzoni, photo by N

 

Stefano Dominella, photo by N

Stefano Dominella, photo by N

 

Stefano Prampolini and Antonio Franceschini, photo by N

Stefano Prampolini and Antonio Franceschini, photo by N

 

A charming man on canvas seeming like a relative of Franz Liszt, photo by Pietro Saporito

A charming man on canvas seeming like a relative of Franz Liszt, photo by Pietro Saporito

 

Franz Liszt

Franz Liszt

 

 

Pietro Saporito and me, photo by N

Pietro Saporito and me, photo by N

 

The San Carlo Church, photo by N

The San Carlo Church, photo by N

 

Me at the San Carlo Church, clothes by Gattinoni, photo by N

Me at the San Carlo Church, clothes by Gattinoni, photo by N

 

A like a prayer moment at the San Carlo Church, photo by Monica Bolzoni

A like a prayer moment at the San Carlo Church, photo by Monica Bolzoni

 

Clothes Gattinoni, photo by N

Clothes Gattinoni, photo by N

 

The clothes inspired by Gattinoni, made by the students from Modena Cattaneo Deledda art institute, photo by N

The clothes inspired by Gattinoni, made by the students from Modena Cattaneo Deledda art institute, photo by N

 

The clothes inspired by Gattinoni, made by the students from Modena Cattaneo Deledda art institute, photo by N

The clothes inspired by Gattinoni, made by the students from Modena Cattaneo Deledda art institute, photo by N

 

 

Filippo Timi, photo by N

Filippo Timi, photo by N

Poetry, lightness, irony and a bit of melancholy featured in the exhibition “Gli standard dell’ amore” (standing as “The standard of love”) which was held in Milan at the Circolo Marras, curated by Francesca Alfano Miglietti, where it has showcased the works of eclectic Filippo Timi, bright actor, author and artist, successful chance to appreciate his art on canvas, see again Antonio Marras and also share this successful interlude with dear friends.

“GLI STANDARD DELL’ AMORE”, LA POESIA E LEGGEREZZA DI FILIPPO TIMI AL CIRCOLO MARRAS

Filippo Timi, photo by N

Filippo Timi, photo by N

Poesia, leggerezza, ironia e un pizzico di malinconia sono stati i protagonisti della mostra “Gli standard dell’ amore” che si è tenuta a Milano presso il Circolo Marras, curata da Francesca Alfano Miglietti, in cui sono state esposte le opere dell’ eclettico Filippo Timi, brillante attore, scrittore e artista, felice occasione per apprezzare la sua arte su tela, rivedere Antonio Marras e anche condividere questo lieto intermezzo con cari amici.

Circolo Marras, photo by N

Circolo Marras, dress Antonio Marras, photo by N

 

Me and Benedetta Barzini, photo by N

Me and Benedetta Barzini, photo by N

Circolo Marras, photo by N

Circolo Marras, dresses Antonio Marras, photo by N

 

Circolo Marras

Circolo Marras, dresses Antonio Marras, photo by N

 

Circolo Marras. dress Antonio Marras

Circolo Marras. dress Antonio Marras

 

Dress Antonio Marras, photo by N

Dress Antonio Marras, photo by N

 

Shoes Antonio Marras. photo by N

Shoes Antonio Marras. photo by N

 

Me and Matteo Osso, photo by N

Me and Matteo Osso, photo by N

Filippo Timi, photo by N

Filippo Timi, photo by N

 

Me and the works by Filippo Timi, photo by Sveti Schmidt

Me and the works by Filippo Timi, photo by Sveti Schmidt

 

Filippo Timi, photo by N

Filippo Timi, photo by N

 

Me and Antonio Marras, photo by N

Me and Antonio Marras, photo by N

 

www.antoniomarras.it

The exhibition path featuring pictures by Silvia Hell, photo by Alessandro Boccingher

The exhibition path featuring pictures by Silvia Hell, photo by Alessandro Boccingher

I recently spent a marvelous day in Brescia, enchanting city under the sign of elegance, colors, flavors, scents and D’ Annunzio style suggestions (after all the Vittoriale, house of decadent poet, an awesome building, is close to Brescia, in Gardone Riviera) along with the kind collaboration of weather which made everything more special and pleasant. Here I visited with my awesome companions, Alessandro Boccingher and the one and only Roberta Valentini, the AplusB gallery which hosted “Piano Focale a soggetto mobile” (meaning “VRS, Focal plane with subject in motion”), the solo exhibition of Silvia Hell running through 24th April 2014. It was a successful chance to experience the exhibition path, sensorial experience connected to memories which brought back to life a memory from my childhood concerning movement, danger and satisfaction. A place to enjoy and where to come back, created by two brilliant individuals Alessandro Boccingher and Dario Bonetta, showcasing young artists and making a fine search.

ARTE & MODA A BRESCIA(1): LA MIA VISITA ALLA APLUSB GALLERY

The register to document every experience arising by the exhibition path through images and words that will be turned in artworks by Silvia Hell, photo by N

The register to document every experience arising by the exhibition path through images and words that will be turned in artworks by Silvia Hell, photo by N

Ho recentemente passato una meravigliosa giornata a Brescia, incantevole città all’ insegna di eleganza, colori, sapori, profumi e suggestioni dannunziane (dopotutto il Vittoriale, dimora del poeta decadentista, superba dimora è vicino Brescia, aGardone Riviera) con la gentile collaborazione del tempo che ha reso tutto più speciale e piacevole. Ivi ho visitato insieme ai miei fantastici compagni, Alessandro Boccinghere la sola e unica Roberta Valentini, laAplusB gallery che ospitava “Piano Focale a soggetto mobile”, la personale diSilvia Hell che prosegue fino al 24aprile 2014. È stata una felice occasione per sperimentare il percorso espositivo, esperienza sensoriale legata ai ricordi che ha riportato in vita un ricordo d’ infanzia inerente il movimento, il pericolo e la soddisfazione. Un luogo da apprezzare e in cui tornare, creato da due brillanti individualità, Alessandro BoccinghereDario Bonetta che espone le opere di giovani artisti ed effettua una raffinata ricerca.

The transformation of an experience into art by Silvia Hell, photo by N

The transformation of an experience into art by Silvia Hell, photo by N

 

Silvia Hell, photo by N

Silvia Hell, photo by N

 

Me starting the exhibition experience, photo by Alessandro Boccingher

Me starting the exhibition experience, photo by Alessandro Boccingher

 

Me experiencing the exhibition path, photo by Alessandro Boccingher

Me experiencing the exhibition path, photo by Alessandro Boccingher

 

Me experiencing the exhibition path, photo by Alessandro Boccingher

Me experiencing the exhibition path, photo by Alessandro Boccingher

 

Me experiencing the exhibition path, photo by Alessandro Boccingher

Me experiencing the exhibition path, photo by Alessandro Boccingher

 

The one and only Roberta Valentini and me, photo by Alessandro Boccingher

The one and only Roberta Valentini and me, photo by Alessandro Boccingher

 

The one and only Roberta Valentini, Alessandro Boccingher and me, photo by N

The one and only Roberta Valentini, Alessandro Boccingher and me, photo by N

 

The curator of exhibitio, me, Silvia Hell, the one and only Roberta Valentini and Dario Bonetta, photo by Alessandro Boccingher

The curator of exhibition, me, Silvia Hell, the one and only Roberta Valentini and Dario Bonetta, photo by Alessandro Boccingher

 

 

http://aplusbcontemporaryart.wordpress.com

Dhaer Bin Dhaer and me, photo by N

Dhaer Bin Dhaer and me, photo by N

Olfactive experiences and nice encounters featured in my day at Esxence, event focused on  artistic perfumery and its culture which was held in Milan at the Triennale Design Museum. Dhaer Bin Dhaer, nice and fun Dubai sultan who created the scent Tola, has been one of the first people I met. The scents he made were showcased along with many objects as a weird mask and the scarves that emphasized on their oriental charm and warm suggestions reminding the desert and made me think about the “Sheltering sky”, celebrated movie by Bernardo Bertolucci (and more specifically about a scene featuring John Malkovich and Amina Annabi and its moving soundtrack by Ryuichi Sakamoto). The packaging of perfumes is very catchy, including also a dropper, successful way to depict a gesture and a kind of fetishism connected to the scent which makes concrete also a smart marketing choice.

The weird masks by Tola, photo by N

The weird masks by Tola, photo by N

A playful, ironic and provocative, pop mood, connected to the olfactive libertinage shines in Etat Libre D’ Orange, French brand created by the brilliant Etienne De Swardt, including unusual fragrances as “Don’t get me wrong baby I don’t swallow”, “Charogne”(a scent I experienced a long ago, for a long time), “Secretions magnifiques”, the scent reinterpreting the scent of sperm, created by one of my favorite noses, Antoine Lie(who also made “Sulphur” by Nu-be), “Archives 69”, inspired by “Drencula”, erotic novel on vampires by Boris Vian, the first trans-scent “Afternoon of a faun”, created by the eclectic artist and beloved friend Justin Vivian Bond and last but not the least “Cologne”, a nice scent. This new perfume, which will be released on May, represents something being unexpected, considering the outrageous attitude of brand. Etienne told me “it was a way to break the rules and sometimes we break our own rules”. After the decadence now it shines the nice and its freshness embodied in this scent.

Etat Libre D' Orange, photo by N

Etat Libre D’ Orange, photo by N

 

Etat Libre d' Orange, photo by N

Etat Libre d’ Orange, photo by N

Nevertheless the freshness is the core of Eau d’ Italie,  Positano brand, producing a series of fragrances, created by Sebastian Alvarez Mureno, evoking the freshness of sea and Mediterranean visions. The combinations giving rise to its alchemies are many, some are enriched also of spicy, woody notes or red fruits as “Graine de Joie”, the new fragrance, but all the ones have in common the freshness. A refined freshness which makes this scent a passé-partout, appreciated by people who don’t like aggressive and intense smells, being all of these scents extremely delicate.

Eau d' Italie, photo by N

Eau d’ Italie, photo by N

 

Eau d' Italie, photo by N

Eau d’ Italie, photo by N

It was fun to see again the Australian milliner Naomi Goodsir featuring in Exsence as brand of fragrances as the caressing “Cuir Velours”, joining tobacco, rum, cistus labdanum, incense and fleur d’ immortelle and “Or dù Serail” which embodies tobacco along with ambery, woody and musky notes.

Naomi Goodsir parfums, photo by N

Naomi Goodsir parfums, photo by N

 

Naomi Goodsir and me, photo by N

Naomi Goodsir and me, photo by N

 

The pleasant interlude at the Triennale Design Museum ended with a Parisian brand being the parfume history, Caron.

Caron, photo by N

Caron, photo by N

 

 

INCONTRI & ESPERIENZE OLFATTIVE AD ESXENCE

Mustafa Sabbagh and Tola, photo by N

Mustafa Sabbagh and Tola, photo by N

Esperienze olfattive e simpatici incontri sono stati i protagonisti della mia giornata a Esxence, evento dedicato alla profumeria artistica, alla sua cultura che si è tenuto a Milano presso il Museo del Design della Triennale. Dhaer Bin Dhaer, il simpatico e buffo sultano di Dubai che ha creato il profumo Tola, è stato una delle prime persone che ho conosciuto. I suoi profumi erano esposti insieme a diversi oggetti quali una insolita maschera ed i foulard che enfatizzavano il loro fascino orientale e calde suggestioni che ricordavano il deserto e mi hanno fatto pensare a “Il tè nel deserto”, celebre film di Bernardo Bertolucci (più specificamente a una scena del film con John Malkovich e Amina Annabi ed anche alla struggente colonna sonora di Ryuichi Sakamoto). Il packaging dei profumi è molto accattivante, comprensivo anche di un contagocce, felice modo di ritrarre un gesto e una sorta di feticismo legato al profumo che concretizza anche una intelligente scelta di marketing.

Tola, photo by N

Tola, photo by N

 Un giocoso, ironico e provocante mood pop, legato al libertinaggio olfattivo splende in Etat Libre D’ Orange, brand francese creato dal brillante Etienne De Swardt che comprende insolite fragranze come “Don’t get me wrong baby I don’t swallow”, “Charogne”(profumo da me sperimentato tanto tempo fa, per lungo tempo), “Secretions magnifiques”, fragranza che reinterpreta l’ odore di sperma, creata da uno dei miei nasi preferiti, Antoine Lie (che ha anche realizzato “Zolfo”e altre fragranze di Nu-be), “Archives 69”, che si ispira a “Drencula”, racconto erotico sui vampiri di Boris Vian, il primo profumo trans “Afternoon of a faun”, creato dall’ eclettico artista e amico molto caro Justin Vivian Bond ed ultimo ma non meno importante “Cologne”, una fragranza carina. Questo nuovo profumo, che sarà distribuito a maggio, rappresenta qualcosa di inaspettato, considerando l’ attitudine provocatoria del marchio. Etienne mi diceva che: “era un modo per rompere le regole e talvolta abbattere le nostre stesse regole”. Dopo la decadenza adesso splende il carino e la sua freschezza, racchiusa in questo profumo.

Etat Libre D' Orange, photo by N

Etat Libre D’ Orange, photo by N

 

Etienne de Swardt and me, photo by N

Etienne de Swardt and me, photo by N

 

Ciònondimeno la freschezza è il cuore di Eau d’ Italie, brand di Positano, che produce una serie di fragranze create da Sebastian Alvarez Mureno che evocano il mare e visioni mediterranee. Le combinazioni che danno vita alle sue alchimie sono varie, alcune arricchite da note speziate, verdi o frutti rossi come “Graine de Joie”, la nuova fragranza, ma tutte hanno in comune la freschezza. Una raffinata freschezza che rende questi profumi un passé-partout, apprezzati da persone che non gradiscono odori aggressivi e intensi, essendo queste fragranze oltremodo delicate.

Eau d' Italie, photo by N

Eau d’ Italie, photo by N

 

Sebastian Alvarez Mureno, photo by N

Sebastian Alvarez Mureno, photo by N

 

É stato divertente rivedere la designer di cappelli Naomi Goodsir protagonista di Exsence nelle vesti di brand di profumi quali il carezzevole “Cuir Velours”, che unisce tabacco, rum, ciste labdano, incenso e fiori di luce e “Or dù Serail” che racchiude in sé tabacco unitamente a note ambrate, verdi e muschiate.

Naomi Goodsir, photo by N

Naomi Goodsir, photo by N

 

Naomi Goodsir, photo by N

Naomi Goodsir, photo by N

Il piacevole intermezzo al Museo della Triennale si è concluso con un marchio parigino che è la storia del profumo, Caron.

Caron, photo by N

Caron, photo by N

 

The journalist and Ermano Picco and me, photo by N

The journalist and Ermano Picco and me, photo by N

 

 

www.esxence.com

Mustafa Sabbagh, photo by N

Mustafa Sabbagh, photo by N

It featured during the latest edition of Esxence, event focused on the artistic perfumery which was held in Milan at the Triennale Design Museum, a smashing sensorial conversation about feelings, scents, art and design which was moderated by the journalist and expert Ermano Picco. Here the brilliant photographer Mustafa Sabbagh talked about the idea of fragrance he considered as scent. “The scent is ancestral and is connected to mind and belly”. Thus he said during this pleasant interlude where I appreciated his great genuineness, spontaneity and exhaustive synthesis. He also answered to the question regarding the eventual gender of smell, saying :“it’s something connected with the feeling, it’s not connected to the seeing which gives rise to a code of behaviour where the gender is a moralistic and classifying standard”. He also considered “Wodaabe- Herdsmen of the Sun” the documentary film by Werner Herzog on the Wodaabe tribe where the men, also by suffering, beautified them in order to be chosen as husbands by the women. Mustafa also talked about “the perfumery industry, which succeeded to take out the smell in order to feel, give emotions, is changing the cultural concept of perfume. The vibrant artist recently made “Come closer”, a suggestive video talking about the overwhelming experience of Nu-be, a series of scents depicting the Sadean primordial soup, a genuine lifestyle and telling about the violent action caught on film made to get Nu-be. Francesca Gotti, designer of Nu-be, considered this work as “a creative ménage a trois”, where Nu-be is in the center of a fight: “to break the case for entering into this experience”. The video ends with the image of a forest which – Francesca said – is an invitation to the voyage, to a new being as it asserts John Berger”. The sensual, sensorial perception of smell by Mustafa was enriched by other precious reflections. Big truths, consciousnesses: “I am in love with the skin, it’s a diary”; “I smell people”; “we can lie with smells, the one which wins is the truth of its own being”. These words come from the one who is “a nomadic mind and a free spirit”, a clever individual and a fine artist. Passion, passion and again passion is what shines in his work. The rarefied atmospheres he depicted talk about timeless stories under the sign the grotesque where the erotic, sensual element and the nudity is just means to subvert the conventional standards of ethic and aesthetics. “I love what makes me scared”. Thus Mustafa spoke, telling: “if you dream, you dream perfection, if you live, you love imperfection”. The conversation focused on other ideas concerning the smell, which is connected to memory and it is not necessarily connected to flowers. There are other scents that are powerful means able to evoke images and memories, as the smell of oil – as Mustafa said – or the one coming from the hospital. It was a successful happening to celebrate, discover and enjoy the olfactive design, art, sense and feelings.

MUSTAFA SABBAGH & NU-BE A ESXENCE: DIALOGHI OLFATTIVI TRA ARTE E DESIGN

Ermano Picco, photo by N

Ermano Picco, photo by N

È stata protagonista dell’ ultima edizione di Esxence, evento dedicato alla profumeria artistica che si è tenuto a Milano presso il Museo del Design della Triennale, una formidabile conversazione su sensazioni, odori, arte e design che è stata moderata dal giornalista ed esperto Ermano Picco. Ivi il brillante fotografo Mustafa Sabbagh ha parlato dell’ idea di profumo da lui presa in considerazione nelle vesti di odore. “Il profumo è ancestrale ed è legato alla mente e alla pancia”. Così ha detto durante questo piacevole interludio in cui ho apprezzato la sua grande genuinità, spontaneità ed esaustiva sintesi. Ha risposto anche al quesito inerente l’ eventuale gender dell’ odore affermando che:“è qualcosa collegato al sentire, non è connesso al vedere che dà vita a un codice comportamentale in cui il gender è uno standard moralistico e classificatorio”. Ha anche preso in considerazione “Wodaabe-I Pastori del Sole”, il film documentaristico di Werner Herzog sulla tribù Wodaabe in cui gli uomini, anche soffrendo, si abbelliscono per essere scelti dalle donne come mariti. Mustafa ha anche parlato dell’ “industria  dei profumi che ha il merito di tirar fuori gli odori per sentire, dare emozioni, sta cambiando il concetto culturale del profumo. Il vibrante artista ha recentemente realizzato “Come closer”, un suggestivo video che parla dell’ irresistibile esperienza di Nu-be, una serie di fragranze che dipingono il sadiano brodo primordiale, un autentico stile di vita e raccontano l’ azione violenta catturata su pellicola per avere Nu-be. Francesca Gotti, designer di Nu-be, ha considerato quest’ opera “un amplesso creativa a tre”, in cui Nu-be è nel mezzo di una lotta: “rompere il guscio per accedere a questa esperienza”. Il si conclude con l’ immagine di una foresta che – diceva Francesca – è un invito al viaggio, a un nuovo essere come afferma John Berger”. La percezione sensuale, sensoriale dell’ odore di Mustafa è stata arricchita da altre preziose riflessioni. Grandi verità, consapevolezze: “sono innamorato della pelle, è un diario”; “annuso la gente”; “non possiamo mentire con gli odori, chi vince è la verità del proprio essere”. Queste parole provengono da chi è un “nomade di testa e uno spirito libero”, individualità di fine ingegno e raffinato artista. Passione, passione e ancora passione è ciò che splende nel suo lavoro. Le atmosfere rarefatte da lui ritratte narrano storie senza tempo all’ insegna del grottesco in cui l’ elemento erotico, sensuale e la nudità sono soltanto mezzi per sovvertire i parametri convenzionali di etica ed estetica. “Amo ciò che mi fa paura”. Così ha detto Mustafa, sottolineando: “se sogni, sogni la perfezione, se vivi, ami l’ imperfezione”. La conversazione si è rivolta ad altri concetti inerenti l’ odore che è connesso al ricordo e non richiama necessariamente i fiori. Ci sono altri profumi che sono mezzi poderosi, capaci di evocare immagini e ricordi, come l’ odore della benzina – diceva Mustafa – o quello dell’ ospedale. Un felice happening per celebrare, scoprire e apprezzare il design olfattivo, l’ arte, il senso ed i sensi.

Francesca Gotti, photo by N

Francesca Gotti, photo by N

Me and Anna Porcu, photo by N

Me and Anna Porcu, photo by N

Antonio Gardoni, creator of  Bogue-Profumo (olfactive experience under the sign of  sartorialism I will tell about soon), photo by N

Antonio Gardoni, creator of Bogue-Profumo (olfactive experience under the sign of sartorialism I will tell about soon), photo by N

The jewelry designer Milena Altini and me, photo by N

The jewelry designer Milena Altini and me, photo by N

 

www.esxence.com

www.nubeperfume.com

Bruno Munari

Bruno Munari

The City of Milan celebrates Bruno Munari, legendary persona, bringer of energy, creativity and culture, with “Munari Politecnico”, exhibition curated by Marco Sammicheli and Paolo Giacomazzi which will be held from 6th April to 7th September 2014 at the Museo del Novecento. The exhibition tells about the unforgettable designer, author (of essays and fairy tales as “Little White Riding Hood”, “Little Yellow Riding Hood”, “Little Green Riding Hood” and “Little Blue Riding Hood” for the children at every age) and eclectic intellectual, showcases the works by the artist coming from the Vodoz and Danese collections that are read again and dialogue with artists as Gillo Dorfles and Carlo Belloli. An exhibition path which focuses on the connection of Bruno Munari with Milan, the coffee bars, Brera, the ateliers and art galleries and is enriched by the photographs by Ada Ardessi and Atto who documented his work for over twenty years. I like reminding his thought about fantasy and creativity, two precious sources of human being: “fantasy is an ability of individual who is able to invent mental images that are different from reality, considered as a whole o caught in its details: images that can be also practically unfeasible. Instead creativity is a productive ability where fantasy and intellect are connected , thus the result arising from that is always practically feasible”. A not to be missed happening (which is part of a series of initiatives as the International Day of Studies on Bruno Munari which will be held on 3rd June 2014 at the Museo del Novecento, Sala Fontana) under the sign of art, design and its culture.

“BRUNO MUNARI POLITECNICO” AL MUSEO DEL NOVECENTO DI MILANO

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Milano celebra Bruno Munari, leggendario personaggio, portatore di energia, creatività e cultura con “Munari Politecnico”, mostra curata da Marco Sammicheli e Paolo Giacomazzi che si terrà dal 6 aprile al 7 settembre 2014 presso il Museo del Novecento. La mostra parla dell’ indimenticabile designer, scrittore (di saggi e fiabe quali “Cappuccetto bianco”, “Cappuccetto giallo”, “Cappuccetto verde” e “Cappuccetto blu” per bambini di tutte le età) ed eclettico intellettuale, espone le opere dell’ artista provenienti dalle collezioni Vodoz e Danese che sono rilette e dialogano con artisti quali Gillo Dorfles e Carlo Belloli. Un percorso espositivo che si sofferma sul legame di Bruno Munari con Milano, i caffè, Brera, gli atelier e le gallerie d’ arte ed è arricchito dalle fotografie di Ada Ardessi e Atto che hanno documentato la sua opera per più di venti anni. Mi piace ricordare il suo pensiero su fantasia e creatività, due preziose risorse dell’ essere umano: “la fantasia è una capacità dello spirito capace di inventare immagini mentali diverse dalla realtà dei particolari o dell’insieme: immagini che possono anche essere irrealizzabili praticamente. La creatività invece è una capacità produttiva dove fantasia e ragione sono collegate, per cui il risultato che si ottiene è sempre realizzabile praticamente”. Un evento imperdibile (il quale fa parte di una serie di iniziative quali la Giornata Internazionale di Studi su Bruno Munari che si terrà il 3 giugno 2014 presso il Museo del Novecento, Sala Fontana) all’ insegna di arte, design e della sua cultura.

Little White Riding Hood, by Bruno Munari...

Little White Riding Hood, by Bruno Munari…

 

...minimal fair-tale dedicated to Philip Glass

…minimalist fairy-tale dedicated to Philip Glass

 

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www.museodelnovecento.org

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It will be opened on 4th April 2014 at 6 pm in Venice at the Spazio Punch “Re-visioni: esercizi a partire da una study collection”(standing as “Re-visions: exercises arising from a study collection”), exhibition organized by the Culture of Project Research Unit “The design in fashion” of Iuav University of Venice, in collaboration with the Venice Fondazione Musei Civici-Palazzo Moncenigo, curated by Gabriele Monti teaming with the students of third year of Fashion Design Course from the Iuav University of Venice. The name of exhibition – which will run through 29th April 2014 – evokes the gesture of seeing again, catching the unseen details. A smashing display of fashion from Eighties to contemporary times, including creatives as Jean Paul Gaultier, Giorgio Armani, Romeo Gigli, Comme des Garçons, Emilio Pucci, Norma Kamali, Maison Martin Margiela, Complice, Byblos, Irié, Claude Montana, Yohji Yamamoto, Moschino, Sybilla, Junya Watanabe, Vivienne Westwood, Prada, creations coming from the private collection of Maria Luisa Frisa, director of BA Fashion Design Course at Iuav. This exhibition has been the chance of giving rise to reproductions on canvas of items that are here showcased, made by the students, a modeling work which is part of exhibition path and emphasizes a different way of observing the dress, as study and design. It completes the exhibition the ephemera, ephemeral objects as invitations to attend at events, fashion shows and performances, press- releases, lookbooks and other materials as catalogues telling the work by fashion designers. A not to be missed event under the sign of fashion culture.

 

“RE-VISIONI: ESERCIZI A PARTIRE DA UNA STUDY COLLECTION” ALLO SPAZIO PUNCH DI VENEZIA

Jacket by Moschino( late Eighties), Maria Luisa Frisa Collection

Jacket Moschino( late Eighties), Maria Luisa Frisa Collection

Sarà inaugurata il 4 aprile 2014 alle ore 18:00 a Venezia presso lo Spazio Punch “Re-visioni: esercizi a partire da una study collection”, mostra organizzata dal Dipartimento di Cultura del Progetto Unita di Ricerca “Il progetto nella moda” dell’ Università Iuav di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia-Palazzo Moncenigo, curata da Gabriele Monti in collaborazione con gli studenti del terzo anno del Corso di Laurea in Fashion Design dell’ Università Iuav di Venezia. Il nome della mostra – che proseguirà fino al 29aprile 2014 – evoca il gesto del rivedere, catturando i dettagli che non erano stati visti. Una formidabile esposizione di moda dagli anni Ottanta alla contemporaneità, comprensiva delle opere di creativi quali Jean Paul Gaultier, Giorgio Armani, Romeo Gigli, Comme des Garçons, Emilio Pucci, Norma Kamali, Maison Martin Margiela, Complice, Byblos, Irié, Claude Montana, Yohji Yamamoto, Moschino, Sybilla, Junya Watanabe, Vivienne Westwood, Prada, creazioni provenienti dalla collezione privata di Maria Luisa Frisa, direttore del Corso di Laurea Triennale di Fashion Design della Iuav. Questa mostra è stata la felice occasione di dar vita a riproduzioni dei modelli esposti su tela, realizzate dagli studenti, un lavoro di modellistica che fa parte del percorso espositivo e sottolinea un modo diverso di osservare l’ abito, quale studio e progetto. Completano la mostra le ephemera, oggetti effimeri quali inviti a eventi, sfilate e performances, comunicati stamp, lookbooks ed altri materiali quali cataloghi che raccontano l’ opera dei fashion designers. Un evento imperdibile all’ insegna della cultura della moda.

Suit by Giorgio Armani, Fall/Winter 1998-1999, Maria Luisa Frisa Collection

Suit Giorgio Armani, Fall/Winter 1998-1999, Maria Luisa Frisa Collection

 

Suit by Emilio Pucci from Mid-Nineties, Maria Luisa Frisa Collection

Suit Emilio Pucci from Mid-Nineties, Maria Luisa Frisa Collection

 

Jacket by Prada Spring/Summer 1998, Maria Luisa Frisa Collection

Jacket Prada Spring/Summer 1998, Maria Luisa Frisa Collection

 

Moschino, Fall/Winter 1987-1988, photo by Francesco de Luca

Moschino, Fall/Winter 1987-1988, photo by Francesco de Luca

 

Complice, late Eighties, Maria Luisa Frisa Collection, photo by Francesco de Luca

Complice, late Eighties, Maria Luisa Frisa Collection, photo by Francesco de Luca

 

From the left to the right side: Jacket Norma Kamali, late Eighties; suit Giorgio Armani, early Nineties; suit Emilio Pucci, late Sixties; Maria Luisa Frisa collection, photo by Francesco de Luca

From the left to the right side: Jacket Norma Kamali, late Eighties; suit Giorgio Armani, early Nineties; suit Emilio Pucci, late Sixties; Maria Luisa Frisa collection, photo by Francesco de Luca

 

Ephemera

Ephemera

 

 

www.spaziopunch.com

www.iuav.it

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