Delfina Delettrez, photo by Gaia Branca

Delfina Delettrez, is a charming, vibrant, ironic individual and a bright creative, young jewelry designer who featured in the latest edition of Pitti fashion tradeshow event and showcased the creations she made at the opening of exhibition “Delphinarium”, curated by Emanuela Nobile Mino which was held at the Antonella Villanova Design Gallery – and will be running until 10th September 2012 -, pieces included a bracelet, which was a limited edition piece made exclusively for the event. This event was a success and gave her the opportunity to talk about her work.

Art, craftsmanship, design and jewelry, can you tell me about this alchemy that features in your work?

“I love using the traditional techniques of goldsmith’s art along with new materials. I like resin or the use of materials like the ones that I used to create the bracelet, which is a limited edition made exclusively for the Antonella Villanova Design Gallery. It’s a ceramic varnish, arising from a color and it totally explodes. It’s a robotic side and at the same time it is an insect as the colors and shades of insects come out.

I like merging classic jewel with the pop color, acid, using marble and merging that with the surreal element…I love playing with materials. I think the goldsmith artisans like me should find new solutions as the cost of raw materials keep rising, thus I think the innovative material will be the future of jewelry”.

Is there one particular item that you are most fond of?

“It generally depends on times and obsessions, but I am fond for sure of the “Love is in the hair” collection, where I could make contemporary relics. I was inspired very much by the Italian tradition, folk tradition, the way mothers saved the first fallen tooth of son, its first cut lock. The resin heart embodying the cut lock of my daughter is really the object I’m very close”.

Do you tell me about the new collection and your forthcoming projects?

“Maybe I will be able to start opening the other part of my brain within one hour…I like bringing my collections around the world, the travel with me for a while. It’s very funny imagining a travelling collection which goes where it features energy and people as it happened during the exhibition here at Pitti. I enjoyed putting something which is extremely feminine – as it can be jewelry – into a context which is so masculine”.

I presented my collection during Miami Art Basel at the Thomas Mayer Gallery, I also set up presentations in Paris. I like to show my work to people that are able to appreciate it.

I’m working on the new collection which will be presented in September, but it’s a trouble on Summer, as you never know once you come back from holidays, everything can be disgusting for you then you are truly cheated. Naturally there will be a lot of color, and a lot of enamel as I miss that, but it won’t feature bright colors, but light shades and geometric shapes”.

 

“DELPHINARIUM”, UNA MOSTRA CHE ESPLORA IL MERAVIGLIOSO MONDO DI DELFINA DELETTREZ A PITTI

 

Delfina Delettrez è una vibrante, ironica individualità ed una brillante creativa, giovane designer di gioielli che é stata protagonista dell’ ultima edizione dell’ evento fieristico di moda Pitti ed ha esposto le creazioni da lei realizzate all’ inaugurazione della mostra “Delphinarium”, curata da Emanuela Nobile Mino che si è tenuta presso la Galleria di Design Antonella Villanova – e proseguirà fino al and 10 settembre 2012 -, i pezzi includevano un bracciale che era una limited edition, realizzata esclusivamente per l’ evento. Tale evento è stato un successo e le ha dato la possibilità di parlare del suo lavoro.

Arte, artigianalità, design e gioielli, puoi parlarmi di questa alchimia che é  protagonista della tua opera?

“Amo usare le tecniche tradizionali dell’ arte orafa unitamente a nuovi materiali. Mi piace la resina o l’ uso di materiali quali quelli di cui mi sono avvalsa per creare il bracciale che è una edizione limitata realizzata esclusivamente per la Galleria di Design Antonella Villanova Design Gallery. È una vernice a ceramica che nasce da un colore e poi se non hai il controllo esplode totalmente. Ha un lato robotico ma allo stesso tempo è insetto perché vengono fuori i colori e le sfumature degli insetti.

Mi piace anche contaminare il gioiello classico con il colore pop, con l’acido, usare i marmi per poi contaminarli con l’elemento surreale…mi piace giocare con i materiali. Penso penso che gli  artigiani orafi come me saremo costretti a trovare nuove soluzioni perché le materie prime saranno sempre in crescita, quindi credo che il materiale innovativo sarà il futuro del gioiello”.

Esiste un pezzo particolare a cui sei più affezionata?

“Generalmente dipende dai periodi e le ossessioni, però sono di certo affezionata alla collezione “Love is in the hair” dove ho potuto realizzare delle reliquie contemporanee. Ero molto ispirata dalla tradizione italiana, la tradizione popolare, il modo in cui le madri conservavano il primo dente caduto del figlio, la prima ciocca di capelli tagliati. Sicuramente il cuore di resina che racchiude la ciocca di capelli di mia figlia è l’ oggetto a cui sono più legata”.

Mi parli della nuova collezione e dei tuoi prossimi progetti?

“Forse tra un’ ora potrò iniziare ad aprire l’ altra parte del cervello…, mi piace portare le mie collezioni in giro per il mondo, farle un po’ viaggiare con me. È molto buffo immaginare una collezione itinerante che va dove c’è energia e gente come è accaduto durante la presentazione qui a Pitti. Ho apprezzato inserire qualcosa che è estremamente femminile  - come può essere iI gioiello – in un contesto così maschile.

Ho presentato la mia collezione a Miami Art Basel presso la Galleria Thomas Mayer, ho anche allestito presentazioni a Parigi. Mi piace esporre il mio lavoro a gente in grado di apprezzarlo.

Sto lavorando alla nuova collezione che sarà presentata a Settembre, ma è un problema d’ estate perché , ma quando c’è l’estate di mezzo è sempre un gran problema perché al rientro ti può fare tutto schifo e quindi sei fregato. Naturalmente  ci sarà molto colore e molto smalto perché mi manca, non ci saranno colori forti, ma tenui nuances e forme geometriche”.

Delfina Delettrez, photo by Gaia Branca