Fred Sonic Smith & Patti Smith, 1978 / Pravda, Sue & Mac 2007 (c) Sue Rynski

Sue Rynski‘s journey into photography began in the late Seventies, as she got involved in Detroit’s rock underground scene and joined up with the Michigan art collective and band Destroy All Monsters. Sonic’s Rendezvous Band, Pere Ubu, Iggy Pop, Patti Smith, Ron Asheton, The Dead Boys, Johnny Thunders are among the numerous rockers she has photographed. Today, the artist is a Paris resident and rockn’roll continues to be her muse. Her photographs are telling stories, capturing moments of raw energy, passion, and bliss.

FDG: From Detroit to Paris, you’ve always been drawn to the underground rock scene. Can you tell us about the inspiration you find there ?

SR: “I love the music! The powerful energy of live music physically possesses the body: mine, the musicians’, the crowd and is translated into emotion, movement, mastery and abandon. The clubs are small, there’s spontaneity, freedom, joy. The musicians and the crowd are there because they truly love it”. 

FDG: Your upcoming exhibition “SUE RYNSKI – ROCK: DETROIT 70 à PARIS 00″ focuses on the connections between the underground rock scenes of two different cities in different decades. How did you come up with this concept?

SR: “Both are places and periods where I’ve loved the energy of the scene and have done a concentration of photography. It was natural to look at them together. The two scenes have much in common musically and also in the multitude of bands doing original material in a multitude of small clubs.

My black and white photographs from the late seventies have been widely exhibited, most recently at the Rencontres d’Arles Photography Festival this year (exhibition “I Am A Cliché: Echoes of the Punk Aesthetic”, curated by Emma Lavigne). I wanted now to give some recognition to the Paris scene. The juxtaposition of the eras and of black & white with color photos just looks right together. Each Seventies photo is followed by a 2000s photo that works like an echo. It’s kind of a museum exhibition, an in your face look at rock in a 30-year interval! There’s Johnny Thunders next to France de Griessen, Ron Asheton next to Warren Ellis, Patti Smith next to Anatomie Bousculaire…

I’m especially pleased that some of the local musicians who are in the photos will be playing at the opening: Guts Guttercat & Link Lickens of Guttercat & The Milkmen  and of course France de Griessen, one of my muses, with whom I have several projects”.

FDG: There is a lot of emotion in your images and also an amazing sense of composition and use of textures. Is it something that you think about before taking a photo or rather an instinct?

SR: “The short answer is instinct and what I’m naturally drawn to. My eye is drawn to movement and I feel the emotions. As for composition, ever since childhood I’ve been framing things with my eyes, lining things up, creating a mental frame around them, and changing position to reframe from another angle. I go for these things while I’m photographing, I don’t really think about it before”.

 

UNA CONVERSAZIONE SU ROCK’N ROLL & FOTOGRAFIA CON SUE RYNSKI A CURA DI FRANCE DE GRIESSEN

 
 
 

David Thomas, Pere Ubu, 1978 / Pere Ubu soundcheck, 2009 (c) Sue Rynski

 

Il viaggio nella fotografia di Sue Rynski é iniziato alla fine degli anni Settanta, essendo coinvolta nella scena rock underground di Detroit ed essendo entrata a far parte del collettivo artistico Michigan art collective e della band Destroy All Monsters. Sonic’s Rendezvous Band, Pere Ubu, Iggy Pop, Patti Smith, Ron Asheton, The Dead Boys, Johnny Thunders sono alcuni delle molteplici rock-star che ha fotografato. Oggi l’artista risiede a Parigi ed il rock n’roll continua ad essere la sua musa. Le sue fotografie raccontano storie, catturano momenti di pura energia, passione ed estasi.

FDG: Da Detroit a Parigi  ti sei sempre accostata alla scena  rock underground rock, qual’è l’ispirazione che trovi in questo ambito?

SR: “Amo la musica! La potente energia della musica dal vivo fisicamente si impadronisce del corpo: il mio, quello dei musicisti, della folla ed é tradotto in emozione, movimento, controllo e abbandono. I club sono piccoli, c’è spontaneità, libertà, gioia. I musicisti e il pubblico sono là perché lo amano davvero”. 

FDG: La tua prossima mostra “SUE RYNSKI – ROCK: DETROIT 70 à PARIS 00″ é incentrata sui legami tra le scene rock underground di due diverse città in due distinte decadi. Come é nata tale idea?

SR: “Entrambi sono luoghi e tempi di cui ho amato l’’energia della scena e ho realizzato una concentrazione di fotografia. È stato naturale guardare loro insieme. Le due realtà hanno tanto in comune, musicalmente ed anche nella moltitudine di band che realizzano materiale originale in diversi piccoli locali.

Le mie fotografie in bianco e nero della fine degli anni Settanta sono state ampiamente esposte, più recentemente presso l’edizione di quest’anno del Festival di Fotografia Recontrer d’ Arles (la mostra “I Am A Cliché: Echoes of the Punk Aesthetic”, curata da Emma Lavigne). Adesso volevo dare un riconoscimento alla scena parigina. La giustapposizione delle epoche e foto in bianco e nero e a colori sta davvero bene insieme. Ogni foto degli anni Settanta è seguita da una foto del 2000 che sembra un eco. È un tipo di esposizione museale, uno sguardo esilarante sul rock in un intervallo di 30 anni. C’ é Johnny Thunders accanto a France de Griessen, Ron Asheton accanto a Warren Ellis, Patti Smith accanto Anatomie Bousculaire…

Mi fa soprattutto piacere che alcuni dei musicisti locali che appaiono nelle foto suoneranno all’inaugurazione: Guts Guttercat & Link Lickens dei Guttercat & The Milkmen e naturalmente France de Griessen, una delle mie muse con la quale ho diversi progetti”.

FDG: Si trova tanta emozione nelle tue immagini ed anche un sorprendente senso della composizione ed uso delle strutture. È qualcosa che pensi prima di scattare una foto oppure é un istinto?

SR: “La risposta breve è un istinto ed é ciò a cui mi sono naturalmente avvicinata. Il mio occhio si è accostato al movimento e sento le emozioni. Come per la composizione, sin da quando ero bambina ho incorniciato le cose con i miei occhi, allineandole, creando una cornice mentale intorno a loro e cambiando posizione per creare una nuova cornice da un altro angolo. Scelgo tali cose quando sto per fotografare, non ci penso per nulla prima”.

www.suerynski.com

www.francedegriessen.com

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