Photo by Rick Castro

Photo by Rick Castro

Fetish suggestions meet the fashion by the legendary fashion designer Rick Owens and shine in the photographs by Rick Castro (owner of the Hollywood erotic art gallery Antebellum), featuring the Los Angeles Mr. Leather 2014 Eric Paul Leue along with the young sub boy Matty Morbid and reminding me the imagery by Tom of Finland.

CULTURA FETISH & MODA: MR. LA LEATHER 2014 IN RICK OWENS VISTO DA RICK CASTRO

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

 

Suggestioni fetish incontrano la moda del leggendario fashion designer Rick Owens e splendono nelle fotografie di Rick Castro (proprietario della galleria di arte erotica di Hollywood Antebellum), di cuo è protagonista il Mr. Leather 2014 di Los Angeles Eric Paul Leue insieme al giovane ragazzo sub (che nel linguaggio BDSM equivale a sottomesso) Matty Morbid e mi ricorda l’ immaginario di Tom of Finland.

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

 

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

 

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

 

photo by Rick Castro

photo by Rick Castro

 

 

http://rickcastro.com

Coppélia Pique

Coppélia Pique

Coppélia Pique, brand created by the brilliant French fashion designer Axelle Migé joining sartorialism, avant-garde constructions and celebrating an assertive, languid and theatrical femininity features in the virtual fund-raising platform Kiss Kiss Bank Bank to finance her fashion show during the Paris Haute Couture fashion week to present the Fall/Winter 2014-2015. Thus dear FBFers let’ s join with me and give your modest contribution to support a bright creative!

SOSTENIAMO LA CREATIVITÀ DI COPPÉLIA PIQUE!

Coppélia Pique

Coppélia Pique

Coppélia Pique, brand creato dalla brillante fashion designer francese Axelle Migé che unisce sartorialità, avveniristiche costruzioni e celebra un’ assertiva, languida e teatrale femminilità, è protagonista della piattaforma virtuale  Kiss Kiss Bank Bank per finanziare la sua sfilata durante la Settimana dell’ Alta Moda di Parigi Haute Couture per presentare la collezione autunno/inverno 2014-2015. Pertanto cari FBFers unitevi a me e date il vostro modesto contributo per sostenere una brillante creativa!

Coppélia Pique

Coppélia Pique

 

Coppélia Pique, brand creato dalla brillante fashion designer francese Axelle Migé che unisce sartorialità, avveniristiche costruzioni e celebra un’ assertiva, languida e teatrale femminilità, è protagonista della piattaforma virtuale Kiss Kiss Bank Bank per finanziare la sua sfilata durante la Settimana dell’ Alta Moda di Parigi Haute Couture per presentare la collezione autunno/inverno 2014-2015. Pertanto cari FBFers unitevi a me e date il vostro modesto contributo per sostenere una brillante creativa!

Coppélia Pique

 

France de Griessen in Coppélia Pique

France de Griessen in Coppélia Pique

 

 

 

 

www.coppeliapique.com

 

http://www.kisskissbankbank.com/fr/projects/le-defile-couture-coppelia-pique

Justin Vivian Bond

Justin Vivian Bond

The eclectic, iconic and vibrant artist Justin Vivian Bond along with the singer Michael Stipe will feature as co-chair of New York PS122 (Performance Space 122) in the PS122 Spring Gala 2014, event which will be held on 12th May 2014 in New York at the Diamond Horseshoe in the Paramount Hotel, at 6:30 pm,  to celebrate the freedom of expression by honoring Holly Hughes, John Fleck, Tim Miller with Clara Miller. Here it will perform artists as Monica Bill Barnes and Ira Glass, Ben Cameron, Nath Ann Carrera, Neil Patrick Harris, Lance Horne, Amber Martin, Okwui Okpokwasili, Andrew Ondrejcak and Shara Worden with Khorikos, Elizabeth Streb, Olaf Triebel/Les 7 doigts dela main, Jimmy Van Bramer and Windmill Factory with Leah Siegel.

JUSTIN VIVIAN BOND AL PS122 SPRING GALA 2014 PER CELEBRARE LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE

Justin Vivian Bond

Justin Vivian Bond

L’ eclettico, iconico e vibrante artista Justin Vivian Bond sarà protagonista insieme al cantante Michael Stipe nelle vesti di co-presidente del PS122 (Performance Space 122) di New York del PS122 Spring Gala 2014, evento che si terrà il 12maggio 2014 a New York presso il Diamond Horseshoe nel Paramount Hotel, alle ore 18:30, per celebrare la libertà di espressione, onorando Holly Hughes, John Fleck, Tim Miller con Clara Miller. Ivi si esibiranno artisti quali Monica Bill Barnes ed Ira Glass, Ben Cameron, Nath Ann Carrera, Neil Patrick Harris, Lance Horne, Amber Martin, Okwui Okpokwasili, Andrew Ondrejcak ed Shara Worden with Khorikos, Elizabeth Streb, Olaf Triebel/Les 7 doigts dela main, Jimmy Van Bramer ed Windmill Factory con Leah Siegel.

 

 

www.501auctions.com/ps122

http://ps122.tv/gala2014

Bogue profumo

Bogue profumo

A discovery, the finding of forty essences and preparations for perfumes from the Forties, forgotten in a pharmaceutical lab, that are still kept intact and include the essence to make the Cologne by Esperis and the recipe with the doses to make it, becomes the catalyst of genesis of a scent. An engaging story, intense, olfactive experience where the magic of random joins to the powerful and eclectic creativity of architect and designer Antonio Gardoni to give rise to Cologne Reloaded. The fragrance, which is part of 100% natural perfumes line Bogue profumo he created, reinterprets in a personal, sartorial and modern way the concept of cologne and talks about universality and individuality, lightness and freshness, elegance, refinement and uniqueness, yesterday scents becoming contemporary. Childhood memories, places and non-places, things and people not existing today. Geographies of the soul where the caressing nostalgia becomes reality and experience, there is, it exists here and now. This is what tells about Cologne Reloaded, along with those rituals, little, big gestures of everyday life that make elegance a lifestyle, being silently whispered, oriented to the essence and being without any yearning to show or expose oneself for being and meaning, quintessence of the gentleman, gentlewoman and gentle being.

 

TRADIZIONE E CONTEMPORANEITÀ DELL’ ESSER GENTILE : COLOGNE RELOADED DI BOGUE PROFUMO

The forty esssece, Antonio Gardoni found

The forty esssences, Antonio Gardoni found

Una scoperta, il ritrovamento di quaranta flaconi di essenze e preparati per profumi degli anni ‘40, dimenticati in un laboratorio farmaceutico, ancora intatti e comprensivi delle essenze per comporre la Colonia della Esperis e della ricetta con le dosi per realizzarla, diventa il catalizzatore della genesi di una fragranza. Una storia avvincente, intensa esperienza olfattiva in cui la magia del caso si unisce alla poderosa ed eclettica creatività dell’ architetto e designer Antonio Gardoni per dar vita a Cologne Reloaded. La fragranza, che fa parte della linea Bogue profumo di profumi naturali al 100% da lui creati, reinterpreta in chiave personale, sartoriale e moderna il concetto di colonia e parla di universalità e individualità, levità e freschezza, eleganza, raffinatezza e unicità, sentori di ieri che diventano contemporanei. Ricordi di infanzia, luoghi e non-luoghi, cose e persone che oggi non esistono più. Geografie dell’ anima in cui la carezzevole nostalgia diventa realtà e esperienza, c’è, esiste qui e ora. Questo è ciò che racconta Cologne Reloaded, unitamente a quei rituali, piccoli grandi gesti del vivere quotidiano che rendono l’ eleganza uno stile di vita silenziosamente sussurrato, orientato all’ essenza e all’ essere senza alcun anelito a esibirsi o esporsi per essere e significare, quintessenza del gentiluomo, della gentildonna e dell’ esser gentile.

Me and the Cologne Reloaded by Bogue profumo, photo by N

Me and the Cologne Reloaded by Bogue profumo, photo by N

 

 

http://bogue-profumo.com

La Fille D' O

La Fille D’ O, photo courtesy of La Fille D’ O

La Fille d’ O, Belgian brand of luxury underwear created by Murielle Scherre, of whose name reminds the erotic literature and a BDSM novel, “Histoire d’ O” by Pauline Réage, thought to be a playground for erotic pleasures, successfully joins comfort, lightness, sculptural lines a sensual play of transparencies. These patterns shine in the “Carte du Pays the tendre”, the Fall/Winter 2014 collection, embodying shapes that reinterpret the silhouettes from 17th century, skin colored tulle, bold elastic bands and delicate fringes, also combined with cotton, under the sign of refined fetish suggestions. A brilliant work of experimentation which includes an interesting version of bra, which seems like a kind of short t-shirt, where black cotton is alternated to transparencies of tulle. Catchy fetishes to cultivate your own elegance and eroticism.

LEGGEREZZA, ELEGANZA & EROTISMO: LE INTIME ALCHIMIE DI LA FILLE D’ O

La Fille d’ O, brand belga di biancheria intima di lusso creato da Murielle Scherre, il cui nome ricorda la letteratura erotica e un romanzo BDSM, “Histoire d’ O” di Pauline Réage, pensato per essere un parco giochi per piaceri erotici, unisce felicemente comfort, leggerezza, linee scultoree ed un sensuale gioco di trasparenze. Questi motivi splendono in “Carte du Pays the tendre”, la collezione autunno/inverno 2014 del brand che racchiude in sé forme che reinterpretano le silhouette del 17° secolo, tulle color carne, robuste fasce elastiche e delicate frange, abbinate anche al cotone, all’ insegna di raffinate suggestioni fetish. Una brillante opera di sperimentazione che include un interessante versione del reggiseno, che sembra una sorta di t-shirt corta in cui il cotone nero di alterna alle trasparenze del tulle. Accattivanti feticci da regalare e regalarsi per coltivare la propria eleganza e il proprio erotismo.

La Fille D' O

La Fille D’ O

 

 

La Fille d' O

La Fille d’ O

 

La Fille D' O

La Fille D’ O

 

La Fille D' O

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La Fille D' O

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La Fille D' O

La Fille D’ O

 

 

 

http://shop.lafilledo.com

flyer (1)

 

Arnoldo Battois, smashing brand of accessories created by Silvano Arnoldo and Massimiliano Battois – joining a brilliant craftsmanship, search for new shapes and volumes, experimentation under the sign a contemporary refined elegance and a caressing luxury, made of precious details – will feature in Origin,Passion and Beliefs, fashion tradeshow event, created by Fiera di Vicenza Oro and Not Just a Label, virtual platform and boutique made by Stefan Siegel to support the contemporary creativity, which will be held in Vicenza from 8th to 11th May 2014. It arises a new concept of tradeshow event which is focused on accessories, jewelry and technologies (including renowned companies as ambassadors of Made in Italy excellence like the textile company Bonotto which will showcase here a textile installation coming from the Giovanni Bonotto Foundation, the company of artistic perfumery production and distribution Intertrade by Celso Fadelli and many other ones), where over 150 exhibitors that will present the creations they made like Arnoldo Battois. The innovative idea of this event is also to encourage the creative encounters between different actors of fashion system, the fashion designers, the producers and distributors to give rise hopefully to new synergies involving an area, the Veneto, territory peopled by fashion companies. A not to missed happening to see and enjoy the rise of a new project.

 

ARNOLDO BATTOIS PROTAGONISTI DELL’ EVENTO FIERISTICO DI MODA DI VICENZA ORIGIN –PASSION & BELIEFS

Arnoldo Battois Spring/Summer 2014

Arnoldo Battois Spring/Summer 2014

Arnoldo Battois, formidabile brand di accessori creato da Silvano Arnoldo e Massimiliano Battois – che unisce una brillante artigianalità, la ricerca di nuove forme e volumi, la sperimentazione all’ insegna di una raffinata eleganza e un carezzevole lusso, fatto di dettagli preziosi – sarà protagonista di Origin,Passion and Beliefs, evento fieristico di moda, creato da Fiera di Vicenza  e Not Just a Label, piattaforma e boutique virtuale realizzata da Stefan Siegel per sostenere la creatività contemporanea, che si terrà dall’ 8all’ 11maggio 2014 a Vicenza. Nasce un nuovo concetto di evento fieristico che è focalizzato sugli accessori, sui gioielli e sulle tecnologie (include rinomate aziende nelle vesti di ambasciatori dell’ eccellenza del Made in Italy come l’ azienda tessile Bonotto che ivi esporrà una installazione tessile proveniente dalla Fondazione Giovanni Bonotto, l’ azienda di produzione e distribuzione di fragranze artistiche Intertrade di Celso Fadelli e molte altre), in cui più di 150 espositori presenteranno le loro creazioni, come Arnoldo Battois. L’ innovativa idea di questo evento è anche quella di incoraggiare gli incontri creativi tra i diversi attori del sistema moda, i fashion designer, i produttori e distributori per dar sperabilmente vita a nuove sinergie che coinvolgono un’ area, il Veneto, territorio popolato da aziende di moda. Un evento imperdibile per vedere e apprezzare la nascita di un nuovo progetto.

Arnoldo Battois Spring/Summer 2014

Arnoldo Battois Spring/Summer 2014

 

Arnoldo Battois Spring/Summer 2014

Arnoldo Battois Spring/Summer 2014

 

Arnoldo Battois Spring/Summer 2014

Arnoldo Battois Spring/Summer 2014

 

Arnoldo Battois Spring/Summer 2014

Arnoldo Battois Spring/Summer 2014

 

Arnoldo Battois Spring/Summer 2014

Arnoldo Battois Spring/Summer 2014

 

Me , the bag by Arnoldo Battois and Silvano Arnoldo, photo by Massimiliano Battois

Me , the bag by Arnoldo Battois and Silvano Arnoldo, photo by Massimiliano Battois

 

 

www.originfair.com

 

 

Strumpet & Pink, "A private function"

Strumpet & Pink, “A private function”

Strumpet & Pink is much more than a British brand of lingerie, is a genuine artistic project created by Liza Z Morganand Melanie Propert, which features a series of hand-made knickers, joins catchy, retro shapes and high-end fabrics as knitwear, silk satin, crepe and tulle, has unusual names as “Pussy willow”, “Mimi gone high and fluffy”, “A private function” and can be custom-made. Genuine masterpieces under the sign of a fine craftsmanship and a sensual, poetic, timeless elegance.

OLTRE LE MUTANDINE: L’ ARTE DI STRUMPET & PINK

Strumpet & Pink, "A private function"

Strumpet & Pink, “A private function”

Strumpet & Pink è molto di più di un brand inglese di lingerie, è un autentico progetto artistico creato da Liza Z Morgan and Melanie Propert, di cui è protagonista una serie di mutandine realizzate a mano che uniscono accattivanti forme retrò, materiali di alta qualità quali maglieria, satin, crêpe di seta e tulle, hanno nomi insoliti come “Pussy willow”, “Mimi gone high and fluffy”, “A private function” e possono essere realizzate su misura. Autentici capolavori all’ insegna di una fine artigianalità e una sensuale, poetica eleganza senza tempo.

Strumpet & Pink, "Pussy willow"

Strumpet & Pink, “Pussy willow”

 

Strumpet & Pink

Strumpet & Pink

 

Strumpet & Pink

Strumpet & Pink

 

Strumpet & Pink

Strumpet & Pink

 

Strumpet & Pink

Strumpet & Pink

 

Strumpet & Pink

Strumpet & Pink

 

Strumpet & Pink

Strumpet & Pink

 

Strumpet & Pink

Strumpet & Pink

 

Strumpet & Pink

Strumpet & Pink

 

Strumpet & Pink

Strumpet & Pink

 

Strumpet & Pink

Strumpet & Pink

 

Strumpet & Pink

Strumpet & Pink

 

www.strumpetandpink.com

Susanne Sachsse, still image from Pierrot Lunaire by Bruce LaBruce

Susanne Sachsse, still image from Pierrot Lunaire by Bruce LaBruce

The release of “Pierrot Lunaire”, new film by Bruce LaBruce, awarded during the latest edition of Berlin International Film Festival with the jury award, has been the successful chance of talking with him about gender, dandyism, love and freedom. The movie he made reinterprets the work by Schönberg, joining to a true story, emphasized by a marvelous photography depicting that queercore aesthetics which made famous the brilliant Canadian filmmaker, dressed up by Expressionist suggestions. It’s an engaging drama giving rise to many reflections about the gender, the freedom of constructing its own dimension and much other. A smashing conversation, embodied in the following interview, as it always happen when I talk with him, pleasant interlude where it shines ideas and visions, those libertarian and libertine ideas, precious, deep words revealing a way of thinking I share and celebrate.

How does it arise Pierrot Lunaire?

“I was approached by the actor Susanne Sachsse and the conductor Premil Petrovic in 2011 to direct a stage version of Schoenberg’s Pierrot Lunaire, with Susanne as Pierrot and Premil conducting the music. We mounted the production at the Hau Theater in Berlin, at the beautiful old Hebbel Am Ufer Theater, and I was quite pleased at how it turned out. I had some good documentation of two of the four performances, which gave me the idea to turn it into an experimental film. So I got funding from the Ontario Arts Council in Canada and my producer Jurgen Bruning got some money from the Medienboard in Berlin so that we could shoot additional material to combine with the stage footage to make the movie”.

Susanne Sachsse, still image from Pierrot Lunaire by Bruce LaBruce

Susanne Sachsse, still image from Pierrot Lunaire by Bruce LaBruce

 

That queercore aesthetics – which is a leitmotiv of your work – now joins to Expressionist suggestions on film, does it result from the theme of movie or instead does it just depict the current dimension of your creative path?

“I’ve always been drawn to German Expressionism, and my interpretation of Pierrot Lunaire gave me the opportunity to explore the aesthetic. I used the conventions of silent film – the overly emotive acting, the intertitles, the melodrama – combined with nods to German Expressionism and Grand Guignol. When I discovered that Schönberg had been heavily influenced by Grand Guignol, the project really began to make sense to me. Grand Guignol was a French theatrical movement in the late 19th Century characterized by the grotesque and the macabre, set in a working class milieu. Decadent yearnings, guilt, and graphic horrors, such as decapitation and amputated body parts, and altered states of consciousness brought on by drugs or hypnosis, were common themes. Even the guillotine, which I incorporated for the “dick-apitation”, was often featured in Grand Guignol!”

Your Pierrot Lunaire follows the same structure of one by Schönberg, though the main difference is Pierrot’s gender. Why did you choose of making a female Pierrot who plays and wants being a man?

“I was intrigued by the fact that in the late 19th Century and early 20th Century, the Cult of Commedia turned Pierrot into a female character. In the 16th Century, Pierrot was a male character who mourned the loss of his wife. As he evolved, he became a powerless, unmanly, brooding, manipulative and obsessively passionate figure, isolated and prone to jealousy and violence. This apparently translated into females playing the role! This cross-gendered role playing gave me the idea to apply the Schönberg piece to a true story that has become a kind of urban legend in Toronto. In the late seventies, a young woman who lived as a man was found out to be a “gender impostor” by his girlfriend’s wealthy father, who forbade him from ever seeing his daughter again. Desolate and enraged, he hired a cab, drove to the outskirts of town, murdered the cab driver and cut off his genitals, and crazy-glued them to his vagina. He then went to show his “real” cock to his girlfriend and her father. It seemed to me like the perfect story for Pierrot Lunaire”.

Susanne Sachsse, still image from Pierrot Lunaire by Bruce LaBruce

Susanne Sachsse, still image from Pierrot Lunaire by Bruce LaBruce

The gender in the story represents the personal tragedy of Pierrot and also an artifice, emphasized by the chapter of movie titled “the dandy”, concerning Pierrot. Why did you use this archetype, is it due to the attitude having both Pierrot and the dandy who follow and/or embody an artificial ritual which becomes lifestyle (oriented to externality in order to be recognized in the way one presents oneself, appear and it does not concern the way of being) or does it arise from other?

“The Dandy archetype is a performative interpretation of masculinity with a feminine edge. “Pure” masculinity is supposed to be natural, unaffected, and unconscious. The Dandy, who is very consciously presenting an image, is already “betraying” this “pure” masculinity. The fastidiousness and theatricality of the Dandy image also go against traditional ideas of masculinity. My film is very much about the performance of gender. Pierrot, a biological female, performs masculinity in his everyday life, and on stage performs a Deitrich-type character – a female performing as a male. So there is layer upon layer of gender performance. The father performs his masculine drag on stage (in Pierrot’s mind), and even Columbine performs femininity, the character played by two different actresses. The male dancers at the burlesque house also perform their masculine drag for Pierrot, a woman posing as a man pretending to be interested in men as sex objects, but actually really wanting to become them and to possess their penises! It’s very complex!

If the dandy would correspond to this artificial image, he would be an empty container of elegance, a mere surface justifying and being the necessary and sufficient condition for its existence, do you agree with that and more specifically what do you think about the archetype of dandy?

“I like this contradiction, that the Dandy performs a kind of “feminized masculinity”. Pierrot in my movie is identified as a “butch dandy”, i.e., he is a biological female performing a more masculine version of the feminized male, perhaps overcompensating for his biological lack as a male. Of course with so many layers of artifice and performance, ultimately one runs the risk of peeling back all the layers to find nothing beneath – an emptiness or void”.

To which extent the stereotypes, misunderstandings, repressions of behavior and frustrations does arise from the paradigm of gender?

“Gender can be very unimaginative and traditional. Obviously even people who are transgendered often succumb to traditional gender stereotypes: the trans-female who tries to be even more feminine than a “real” woman, to outperform her, or the trans-male who overcompensates with macho behavior and a super-swaggering masculinity that can even be hostile to women. But there are also transgendered people who more imaginatively balance masculinity and femininity, or who transcend both by becoming something completely other”.

 

still image from Pierrot Lunaire by Bruce LaBruce

still image from Pierrot Lunaire by Bruce LaBruce

Do you think which is possible to go beyond gender in the human interaction without being marginalized? (it is not about to break of superstructures, it’s about to make them more flexible)

“I’m not always convinced that marginalization has to be such a negative state. If one celebrates difference and uniqueness, one necessarily exists as a kind of outsider. One is going against the grain, being a nonconformist in a conformist world. The most mistrusted people in the world are those who don’t present a recognizable or reassuring image of gender. They are considered pariahs”.

Do you think the genderization of society, human relationships is a easier way to control the masses, though it makes the individual less free?

Well, for me it signifies more a lack of imagination, or even laziness . It’s much easier for parents to impose certain strict gender configurations onto their children, and it’s easier to get by in the world if one conforms to predefined roles. Sometimes it’s also a matter of going against nature or biology, which could be construed as a kind of freedom. But not everyone has the “stomach” for it!

Does the transgender or all the gender neutral approaches and individuals featuring in the contemporary times (as it is evidenced in the life and work of Justin Vivian Bond) represent the freedom, the emancipation of an individual from a genderizing society which divides and creates categories, ghettos by using gender?

“I find artists like Justin Vivian BondVaginal Davis and Zachary Drucker really inspiring because they present such a complex and individualistic and fluid expression of gender. These are people who are unique; they are their own category. Their personae challenge all sorts of conceptions and misconceptions about both masculinity and femininity, and throw into doubt their mutual exclusiveness”.

Gender is not sex, another issue featuring in the film, considered as strictly connected to love, the love of Pierrot for Columbine, a romantic vision, is this idea part of you?

“Love and romance always present the opportunity to transcend gender. One can form a romantic attachment to not only a person, but also to an idea, a movement, an object. If love is blind, then it can be blind to gender. It’s a transcendental force”.

What are your forthcoming projects?

I am developing several film projects, including Ulrike’s Brain, a kind of sequel to my movie The Raspberry Reich, having to do with feminist revolutionaries. I will also be releasing my own perfume later this year, as a kind of performance. It is called “Obscenity”.

 

GENDER, DANDISMO, AMORE & LIBERTÀ: UNA CONVERSAZIONE SEMPLICE CON BRUCE LABRUCE

 

L’ uscita di “Pierrot Lunaire”, nuova pellicola di Bruce LaBruce, insignita del premio della giuria durante l’ ultima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, è stata la felice occasione per parlar con lui di gender, dandismo, amore e libertà. Il suo film reinterpreta l’ opera di Schönberg, che si unisce a una storia vera, enfatizzata da una meravigliosa fotografia che dipinge quella estetica queercore che ha reso famoso il brillante regista canadese, condita da suggestioni espressioniste. È un avvincente dramma che dà vita a plurime riflessioni riguardo al gender, alla libertà di costruirsi la propria dimensione e molto altro. Una formidabile conversazione, racchiusa nell’ intervista che segue, come sempre accade quando parlo con lui, piacevole interludio in cui splendono idee e visioni, quelle idee libertine e libertarie, preziose, profonde parole preziose che svelano un modo di pensare che condivido e celebro.

Come nasce Pierrot Lunaire?

“Sono stato avvicinato dall’ attrice Susanne Sachsse e dal direttore d’ orchestra Premil Petrovic nel 2011 per dirigere una versione teatrale del Pierrot Lunaire di Schönberg’s con Susanne nei panni di Pierrot e Premil che dirigeva la musica. Abbiamo allestito la produzione presso il Teatro Hau a Berlino, nella bel vecchio Teatro Hebbel Am Ufer, mi ha davvero rallegrato il modo in cui è stato prodotto. Avevo un po’ di documentazione di due delle quattro performance, che mi ha dato l’idea di trasformare ciò in una pellicola sperimentale. Così ho ottenuto i finanziamenti dall’ Ontario Arts Council in Canada e il mio produttore Jurgen Bruning ha ottenuto del denaro da Medienboard a Berlin sicché abbiamo potuto girare ulteriori scene da unire al filmato dello spettacolo per realizzare il film”.

Susanne Sachsse, still image from Pierrot Lunaire by Bruce LaBruce

Susanne Sachsse, still image from Pierrot Lunaire by Bruce LaBruce

 

L’ estetica queercore – che è un leitmotiv della tua opera – si unisce adesso a suggestioni espressioniste, ciò deriva dal tema del film o invece dipinge soltanto l’ attuale dimensione del tuoi iter creativo?

“Sono stato sempre attratto dall’ espressionismo tedesco, e la mia interpretazione di Pierrot Lunaire mi ha offerto la possibilità di esplorare l’ estetica. Ho usato i paradigmi del cinema muto – la recitazione oltremodo capace di generare emozioni, gli inter-titoli, il melodramma – abbinato ai gesti dell’ espressionismo tedesco e del Grand Guignol. Quando ho scoperto che Schönberg è stato pesantemente influenzato dal Grand Guignol, il progetto ha davvero iniziato ad avere un senso per me. Il Grand Guignol era un movimento teatrale francese della fine del 19° secolo, caratterizzato dal grottesco e dal macabro, allestito in contesto da classe operaia. Decadenti desideri, il senso di colpa e crudi abomini come la decapitazione e l’ amputazione di parti del corpo, e stati di coscienza alterati derivanti dalle droghe o dall’ ipnosi erano temi comuni. Anche la ghigliottina, che ho incorporato per la “dick-apitation” (“decapitazione del cazzo”), era spesso protagonista del Grand Guignol!”

 

Il tuo Pierrot Lunaire segue la medesima struttura di quello di Schönberg, benché la principale differenza sia il gender di Pierrot. Perchè hai scelto di realizzare una versione femminile di Pierrot che recita la parte dell’ uomo e vuole esser uomo?

“Sono stato intrigato dal fatto che alla fine del 19° secolo e l’ inizio del 20° secolo il culto della Commedia dell’ Arte aveva trasformato Pierrot in un personaggio femminile. Nel 16° secolo Pierrot era un personaggio maschile che piangeva la perdita della moglie. Quando si è evoluto, è divenuto una figura inerme, effeminata, pensierosa, manipolatoria ed ossessivamente appassionata, solitaria e prona alla gelosia e alla violenza. Questo è stato tradotto in donne che recitavano il ruolo! L’ interpretazione di questo ruolo cross-genderizzato mi ha dato l’ idea di applicare l’ opera di Schönberg a una storia vera che è divenuta una sorta di leggenda metropolitana a Toronto. Alla fine degli anni Settanta una giovane donna che viveva come un uomo è stata scoperta di essere “un impostore nel genere” dal benestante padre della sua ragazza che gli ha proibito di vedere mai più sua figlia nuovamente. Afflitto e infuriato ha chiamato un taxi, si è diretto nella periferia della città, ha assassinato il tassista e gli ha tagliato i genitali e li ha follemente incollati alla sua vagina. Poi si è recato a mostrare il suo “vero” cazzo alla sua ragazza e al padre di lei. Mi sembrava la storia perfetta per Pierrot Lunaire”.

Susanne Sachsse, still image from Pierrot Lunaire by Bruce LaBruce

Susanne Sachsse, still image from Pierrot Lunaire by Bruce LaBruce

Il gender nella storia rappresenta la tragedia personale di Pierrot e anche un artificio, enfatizzato dal capitolo del film intitolato “il dandy” che riguarda Pierrot. Perchè ti sei avvalso di questo archetipo, è dovuto al fatto che sia Pierrot sia il dandy seguono e/o racchiudono in sé un rituale artificiale che diventa uno stile di vita(orientato all’ esternalità al fine di essere riconosciuti nel modo in cui uno si presenta, appare e non riguarda il modo in cui si è) o deriva da altro?

“L’ archetipo del Dandy è una interpretazione performativa di mascolinità con una punta femminile. La “pura” mascolinità si presume esser naturale, spontanea e inconsapevole. Il Dandy, che sta presentando molto consapevolmente un immagine, sta già tradendo questa mascolinità “pura”. La meticolosità e la teatralità dell’ immagine del dandy va anche contro l’ idea tradizionale di virilità. Il mio film riguarda molto la messa in scena del gender. Pierrot, una donna dal punto di vista biologico, inscena la mascolinità nella sua quotidianità e sul palcoscenico recita un personaggio alla Dietrich – una donna che si esibisce come un uomo. Così c’è  una stratificazione della rappresentazione del gender. Il padre rappresenta il suo travestimento maschile sul palco (nella mente di Pierrot) ed anche Colombina, inscena la femminilità, il personaggio interpretato da due diverse attrici. I ballerini alla casa del burlesque inscenano anche il loro travestimento da uomo per Pierrot, una donna che si atteggia da uomo, finge di essere interessata agli uomini come oggetti sessuali, ma allo stato attuale vuole solo essere come loro e possedere i loro peni! È una situazione molto complessa!”

Se il dandy corrispondesse a questa immagine artificiale, sarebbe un vuoto contenitore di eleganza, una mera superficie che giustifica ed è la condizione necessaria e sufficient per la sua esistenza, sei d’ accordo e più specificamente che ne pensi dell’ archetipo del dandy?

“Mi piace questa contraddizione, che il dandy rappresenti una sorta di “virilità femminilizzata”. Pierrot nel mio film è identificato come “un dandy mascolinizzato”, esempio, è biologicamente donna che rappresenta una versione più maschile dell’ uomo femminilizzato, forse per sovracompensare la sua deficienza biologica come uomo. Naturalmente con molteplici strati di artificio e rappresentazione, in ultimo uno corre il rischio di rimuovere tutti gli strati per trovarci dietro nulla – un vuoto o lo spazio”.

In che misura gli stereotipi, le incomprensioni, le repressioni del comportamento derivano dal paradigma del gender?

“Il gender può essere molto privo di fantasia e tradizionale. Ovviamente anche le persone che sono transgenderizzate sovente soccombono dinanzi ai tradizionali stereotipi di genere: la trans-femminile che prova ad essere ancora più femminile di una “vera” donna, di superarla, o il trans-maschile che sovracompensa con il comportamento da macho e una super-spavalda virilità che può risultare anche avversa alle donne. Ma ci sono anche altre persone transgenderizzate che con più fantasia bilanciano virilità e femminilità o trascendono entrambe per diventare completamente qualcos’ altro”.

Susanne Sachsse, still image from Pierrot Lunaire by Bruce LaBruce

Susanne Sachsse, still image from Pierrot Lunaire by Bruce LaBruce

Pensi che sia possibile andare oltre il gender nella interazione senza essere marginalizzati? (non è una questione di rompere le sovrastrutture, ma di renderle più flessibili)

“Non sono sempre convinto che la marginalizzazione debba essere una condizione del tutto negativa. Se si celebra la differenza e l’ unicità, si esiste necessariamente come una sorta di outsider. Si va contro il grano, si è anticonformista in un mondo conformista. Le persone più guardate con diffidenza al mondo sono quelle che non presentano una riconoscibile o rassicurante immagine di genere. Sono considerati dei reietti”.

Ritieni che la genderizzazione della società, delle relazioni sia un modo più facile per controllare le masse, anche se rende l’ individuo meno libero?

“Bene, per me equivale più a una mancanza di immaginazione o anche pigrizia. È molto più facile per i genitori imporre alcuni strette configurazioni di gender nei bambini ed è più facile cavarsela nel mondo conformandosi a ruoli predefiniti. Qualche volta è anche un problema di andar contro la natura o la biologia che potrebbe esser costruito come una sorta di libertà. Ma non tutti hanno “lo stomaco” per fare ciò!

Il transgender o tutti gli approcci e individui neutrali al gender protagonisti della contemporaneità (come si evince nell’ opera e nella vita di Justin Vivian Bond) rappresenta la libertà, l’ emancipazione dell’ individuo da una società genderizzante che divide e crea categorie, ghetti avvalendosi del gender?

“Trovo che artisti come Justin Vivian Bond, Vaginal Davis e Zachary Drucker siano davvero di grande ispirazione perché presentano un espressione del gender estremamente complessa, individualistica e fluida. Queste sono persone che sono uniche.; sono la loro stessa categoria. La loro personalità cambia ogni sorta di concezione e idee sbagliate riguardo alla virilità e femminilità e mette in dubbio la loro esclusività reciproca”.

Il gender non è il sesso, un’ altra questione protagonista della pellicola, considerata strettamente legata all’ amore, all’ amore di Pierrot per Colombina, una visione romantica, questa idea fa parte di te ?

“L’ amore e la storia d’ amore offrono sempre la possibilità di trascendere il gender. Si può creare un attaccamento romantico non soltanto verso una persona, un’ idea, un movimento, un oggetto. Se l’ amore è cieco, può quindi esser cieco al gender. É una forza transcendentale”.

Quali sono i progetti che hai in cantiere?

“Sto sviluppando diversi progetti cinematografici, che includono Ulrike’s Brain, una sorta di sequel del mio film The Raspberry Reich che ha a che fare con le rivoluzionarie femministe. Lancerò anche il mio profumo nell’ arco di quest’ anno come una sorta di performance. È chiamato “Obscenity”.

Bruce LaBruce

Bruce LaBruce

 

www.brucelabruce.com

Floracult, Casali del Pino

Floracult, Casali del Pino

 

It comes back Floracult, event celebrating the nature and its culture, ideated by Ilaria Venturini Fendi and curated by Antonella Fornai which will be held from 25th to 27th April 2014 at the Casali del Pino, at La Storta in the Rome countryside where it will feature many initiatives under the sign of art, culture and sustainability. Plants, flowers and butterflies, these will be the themes of some talks as the one which will be held on 25th April at 11:00 am, starring the nose or rather the researcher of olfactive memory Meo Fusciuni who, accompanied by the author and journalist Ida Tonini, will talk about plants and scents. It will follow at 12:30 am the book launch of “A rose is a rose” by photographer and journalist Luca Bracali revealing the intimate beauty of a flower and telling about the experience of a family owning a nursery which since four generations joins search and experimentation. The entomologist Gianumberto Accinelli at 5:00 pm will tell about the “butterfly effect” or the creation of “ecological hallways” by using nettles, fennels and carrots, to bring the butterflies from the countryside and there will be along with him the photographer Stefano Nicolini who will present an exhibition project focused on the Monarch butterfly which is really endangered. Moreover Sunday 27th April at 11:00 am the expert Vanda Del Valli will reveal the different uses of succulent plants. Floracult will also host many permanent events as “Legni alla deriva”, exhibition of works by the artist Giancarlo Scialanga, woods of whose journey is told by music made by the sound designer Pietro Scialanga. It will be also on show “Padma” by Sacha Turchi combining the linen, cotton and canvas cloths, colored with dyes made of medical plants, to iron structures. Another project having a highly dreamy-like impact is “La memoria degli oggetti” by Mesa Capella. A fairy-tale story, evoked by objects, old cut photographs becoming surreal scenes that talk about past lives, the lives of others, caught for a moment, saved and protected under a bell jar. Art and craftsmanship on show, the one by Alessandro Visi, “menusier” or maker of furniture made of notched and sculpted wood and also to learn, purpose of the School for Re-inventors by Clara Tosi Pamphili and Alessio de Navasques which will host the workshop featuring Meo Fusciuni along with his plants and scents where it will be able to learn making and taking care of oneself by using natural elements. A not to be missed happening for all the ones who love or want to rediscover the nature and its culture.

FLORACULT: 3 GIORNATE ALL’ INSEGNA DELLA NATURA, I SUOI PROFUMI E LA SUA CULTURA

Floracult

Floracult

Ritorna Floracult, evento che celebra la natura e la sua cultura, ideato da Ilaria Venturini Fendi e curato da Antonella Fornai che si terrà dal 25 al 27 aprile 2014 ai Casali del Pino, a La Storta nella campagna romana di cui saranno protagoniste varie iniziative all’ insegna di arte, cultura e sostenibilità. Piante, fiori e farfalle questi i temi di alcuni i talk quali quello che avrà luogo il 25 aprile alle ore 11:00, di cui sarà protagonista il naso o meglio ricercatore della memoria olfattiva Meo Fusciuni che, accompagnato dalla scrittrice e giornalista Ida Tonini, parlerà di piante e profumi. Seguirà alle ore 12:30 la presentazione del libro “A rose is a rose”del fotografo e giornalista Luca Bracali che svela l’ intima bellezza di un fiore e racconta l’ esperienza di una famiglia di vivaisti che da quattro generazioni unisce ricerca e sperimentazione. Alle ore 17:00 l’ entomologo Gianumberto Accinelli parlerà de “L’ effetto farfalla” ovvero la creazione di “corridoi ecologici” mediante ortiche, finocchi e carote, per portare le farfalle dalla campagna alla città e insieme a lui il fotografo Stefano Nicolini presenterà un progetto espositivo incentrato sulla farfalla Monarca che è in grave pericolo di estinzione. Inoltre domenica 27 aprile alle ore 11:00 l’ esperta Vanda Del Valli svelerà i plurimi usi delle piante succulente. Floracult ospiterà anche svariati eventi permanenti come “Legni alla deriva”, esposizione delle opere dell’ artista Giancarlo Scialanga, il cui viaggio è raccontato in musica dal sound designer Pietro Scialanga. In mostra anche “Padma” di Sacha Turchi che abbina i tessuti di lino, cotone e canapa, colorati con tinture a base di erbe mediche, a strutture in ferro. Un altro progetto dalla forte valenza onirica è “La memoria degli oggetti” di Mesa Capella. Un racconto fiabesco evocato da oggetti, foto d’epoca ritagliate che diventano scenari surreali e parlano di vite trascorse, le vite degli altri, catturate per un attimo, conservate e protette, sotto una campana di vetro. Arte e anche artigianalità in mostra, quella di Alessandro Visi, “menusier” ovvero fabbricante di mobili in legno intagliati e scolpiti e anche da apprendere, finalità della Scuola per Reinventori di Clara Tosi Pamphili e Alessio de Navasques che ospiterà il workshop di cui sarà protagonista Meo Fusciuni con le sue piante e le sue fragranze durante il quale si potrà imparare a fare e anche curarsi con elementi naturali. Un evento imperdibile per tutti coloro che amano o vogliono riscoprire la natura e la sua cultura.

Giancarlo Scialanga

Giancarlo Scialanga

 

Peonies( without alchool.  Peonies with alchook are another story I tell you during the forthcoming days) at Floracult, photo by N

Peonies(without alchool. Peonies with alchool are another story I tell you during the forthcoming days) at Floracult, photo by N

 

Sacha Turchi

Sacha Turchi

 

Peonies at Floracult, photo by N

Peonies at Floracult, photo by N

 

Mesa Capella

Mesa Capella

 

A rose at Floracult, photo by N

A rose at Floracult, photo by N

 

The School for Re-inventors at Floracult, photo by N

The School for Re-inventors at Floracult, photo by N

 

Pearls of wisdom at Floracult, photo by N

Pearls of wisdom at Floracult, photo by N

 

 

www.floracult.com

 

 

 

 

 

 

 

ttbb

The smashing composer Teho Teardo and the eclectic, iconic artist Blixa Bargeld (front-man of Einestuerzendeneubauten), one year after the release of “Still smiling”, album which is a genuine masterpiece, recently released the EP “Spring” featuring two original tracks along with the covers of “Empty boat” by Caetano Veloso and “Soli si muore”, Italian version of “Crimson and Clover”  by Tommy James & The Shondels which was yesterday also performed by Joan Jett and the blackhearts. This EP will be performed live during three concerts that will be held on 17th May at the Schio Teatro Civico(Vi), on 6th June at the Consapevolmente Lerici Festival and on 12th July in Ferrara during Ferrara sotto le stelle. Three not to be missed happening to enjoy two vibrant artists and the wonderful music they make.

“SPRING”, IL NUOVO EP DI TEHO TEARDO & BLIXA BARGELD

Blixa Bargeld and Teho Teardo

Blixa Bargeld and Teho Teardo

Il formidabile compositore Teho Teardo e l’ eclettico, iconico Blixa Bargeld (leader degli Einestuerzendeneubauten), un anno dopo la pubblicazione di “Still smiling”, album che è un autentico capolavoro, hanno recentemente pubblicato l’ EP “Spring” di cui sono protagonisti due brani originali unitamente alle cover di “Empty boat” di Caetano Veloso e “Soli si muore”, versione italiana di “Crimson and Clover” di Tommy James & The Shondels che è stata ieri cantata anche da Joan Jett and the blackhearts. Questo EP sarà eseguito dal vivo in occasione di tre concerti che si terranno il 17 maggio al Teatro Civico di Schio (Vi), il 6 giugno al Festival di Lerici Consapevolmente e il 12 luglio a Ferrara durante Ferrara sotto le stelle. Tre eventi imperdibili per apprezzare due vibranti artisti e la loro meravigliosa musica.

 

http://tehoteardo.com

http://www.blixa-bargeld.com

Made by Niki

Made by Niki

Lightness, joy of life and lust for adventures, a sensual flower power attitude, features in “Almost famous”, the the Spring/Summer 2014 collection by Made by Niki, British brand of luxury underwear created by Niki McMorrough and Scott Parker, which pays homage to the movie by Cameron Crowe – starring Kate Hudson as a groupie – and embodies some leitmotivs of the brand: body-sculpting lines, fringes, transparencies and high-end materials as silk chiffon and tulle. This collection includes also a new catchy accessories as the silk flower garland to wear as underwear or as outerwear, the caftans and many other creations by Made by Niki, joining comfort, a bright craftsmanship and celebrating the sensuality and an assertive femininity.

“ALMOST FAMOUS”, LA SENSUALE FLOWER POWER ATTITUDE DI MADE BY NIKI

Made by Niki

Made by Niki

Leggerezza, gioia di vivere e voglia di avventura, una sensuale flower power attitude è protagonista di “Almost famous”, la collezione primavera/estate 2014 di Made by Niki, brand inglese di lingerie di lusso creato da Niki McMorrough e Scott Parker che rende omaggio al film di Cameron Crowe – con Kate Hudson la quale interpreta il ruolo di una groupie – e racchiude alcuni leitmotiv del brand: linee che scolpiscono il corpo, frange, trasparenze e materiali di alta qualità quali chiffon di seta e tulle. Questa collezione comprende anche accattivanti accessori come la ghirlanda di fiori da indossare come intimo insieme al reggiseno oppure come abbigliamento esterno, i caftani e molte altre creazioni di Made by Niki che uniscono comfort, una brillante artigianalità e celebrano la sensualità e una assertiva femminilità.

Made by Niki

Made by Niki

Made by Niki

Made by Niki

 

 

Made by Niki

Made by Niki

 

Made by Niki

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Made by Niki

Made by Niki

 

Made by Niki

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Made by Niki

Made by Niki

Made by Niki

Made by Niki

 

Made by Niki

Made by Niki

 

Made by Niki

Made by Niki

 

Made by Niki

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Made by Niki

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http://madebyniki.co.uk

 

enricodarling

It will be held on 29th April 2014 in Treviso, in Via Achille Papa 1, at the Fashion Design Faculty of Iuav University of Venice, at 2:30 pm the talk “Il collezionista di abiti”, being part of series of conferences organized by Maria Luisa Frisa and Gabriele Monti “Mostrare la moda oggi: il gesto del curatore” (during the exhibition “Revisioni: Esercizi a partire da una study collection”, curated by Gabriele Monti which is held in Venice at the Spazio Punch), a talk featuring the clothing collector and dear friend Enrico Quinto. Enrico is the co-owner of collection Enrico Quinto- Paolo Tinarelli, including 130 clothes that star in an exhibition on the Italian Glamour, recently opened in Rio De Janeiro, I tell you about during the forthcoming days (ten items being part of collection are also showcased in “The Glamour of Italian Fashion”, exhibition which is held in London at the Victoria & Albert Museum and runs through 27th July). I like reminding a nice circumstance I shared with him, talking about possession and fashion culture and involving a Bagonghi bag, my favorite bag by Roberta di Camerino, we found during a pleasant Summer afternoon in Rome. Walking on the street, in the area of Piazza Navona, in Via del Governo Vecchio we found the Bagonghi bag, which was close to the rubbish container. It was and is my favorite bag, I was happy to find it with my friend, put on the ground as garbage. Not being part of me – spiritually and materially – the possession, believing in random synchronicity – as nothing happens for random -, I immediately gave it to my friend. Knowing it was my favorite bag he wanted I held it. Instead of me who I am just someone who liked this bag, I considered Enrico as a kind of fashion culture’s guardian and therefore he had to have it. Thus it has been. Fashion culture is such an essential value, a value arising from the creativity connected to the matter, an object, a garment and goes beyond the ethic of possession (after all I always have chosen between to have or to be of being). And concerning that or rather fashion culture, I am sure the words by Enrico (bright individual successfully joining intelligence and irony), his tales will be really precious to think about the work of a collector. A not to be missed happening which is just an announced success, as it often happens at the Iuav University.

“IL COLLEZIONISTA DI ABITI”, A TALK FEATURING ENRICO QUINTO AT THE IUAV UNIVERSITY

Enrico Quinto and the Bagonghi bag by Roberta di Camerino, photo by N

Enrico Quinto and the Bagonghi bag by Roberta di Camerino, photo by N

Si terrà il 29 aprile 2014 a Treviso, in Via Achille Papa 1, presso la Facoltà di Design della Moda dell’ Università Iuav di Venezia, alle ore 14:30 il talk “Il collezionista di abiti” che è parte della serie di conferenze organizzate da Maria Luisa Frisa e Gabriele MontiMostrare la moda oggi: il gesto del curatore” (in occasione della mostra “Revisioni: Esercizi a partire da una study collection”, curata da Gabriele Monti che si tiene a Venezia presso lo Spazio Punch), un talk di cui è protagonista il collezionista di abiti e caro amico Enrico Quinto. Enrico è comproprietario della collezione Enrico Quinto-Paolo Tinarelli, la quale include 130 abiti che sono protagonisti di una mostra, recentemente inaugurata a Rio De Janeiro sull’ Italian Glamour, in merito alla quale parlerò nei prossimi giorni (dieci pezzi che sono parte della collezione sono anche esposti in “The Glamour of Italian Fashion”, mostra che si tiene a Londra presso il Victoria & Albert Museum e prosegue fino al 27 luglio). Mi piace ricordare una simpatica circostanza condivisa con lui che parla di possesso, cultura della moda e coinvolge una Bagonghi, la mia borsa preferita di Roberta di Camerino, da noi trovata durante un piacevole pomeriggio estivo a Roma. Passeggiando per strada, nei dintorni di Piazza Navona, a Via del Governo Vecchio, abbiamo trovato una Bagonghi che stava a terra vicino al contenitore dell’ immondizia. Non facendo – spiritualmente e materialmente – parte di me il possesso, credendo nel sincronismo del caso – poiché niente accade casualmente -, l’ ho immediatamente donata al mio amico. Sapendo che era la mia borsa preferita voleva che la tenessi. Diversamente da me che sono soltanto qualcuno a cui piaceva questa borsa, considero Enrico una sorta di guardiano della cultura della moda e pertanto la doveva avere. Così è stato. La cultura della moda è un valore imprescindibile, valore che nasce dalla creatività legata alla materia, a un oggetto, un indumento e va al di là dell’ etica del possesso (dopotutto tra avere ed essere ho sempre scelto di essere). E in merito a ciò ovvero alla cultura della moda, son certa che le parole di Enrico(brillante individualità che unisce felicemente intelligenza e ironia), i suoi racconti saranno oltremodo preziosi per riflettere sull’ opera di un collezionista. Un evento imperdibile che è già un successo annunciato, come sovente accade alla Iuav.

Enrico Quinto and me at  the Rome Caffè Novecento

Enrico Quinto and me at the Rome Caffè Novecento

 

 

www.iuav.it

Matteo Thiela

Matteo Thiela

The austere solemnity of monochromatic black and white, a bright work of experimentation joining art and conceptual fashion and giving rises to unique pieces by the smashing fashion designer Matteo Thiela has recently featured in an event which was held in Turin at Mea where it has presented a video documenting the work of creative.

MATTEO THIELA TRA ARTE & MODA CONCETTUALE

La austera solennità del bianco e nero monocromatico, una brillante opera di sperimentazione che unisce arte e moda concettuale e dà vita ai pezzi unici del brillante fashion designer Matteo Thiela sono stati recentemente i protagonisti di un’ evento che si è tenuto a Torino da Mea in cui è stato presentato anche un video che documenta l’ opera del creativo.

A Turin interlude featuring Matteo Thiela and me, photo by N

A Turin interlude featuring Matteo Thiela and me, photo by N

 

 

www.matteothiela.it

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

A woman, the “Rag doll” “living in a movie” and her universe under the sign of sensuality, irony and romanticism, features in the Fall/Winter 2014-2015 collection of Vivetta, brand created by Vivetta Ponti. The brilliant fashion designer has inspired by the magical world of Lenci – celebrated Turin company producing dolls established by Enrico Savini in the Early Nineties of whose trademark is the acronym of Latin “Ludus est nobis constanter industria”, meaning “The play is our more constant work” – dolls, revisiting the shapes and volumes from the Sixties and Seventies and adding new surreal decorations, embroideries and accessories. Lines are fluid, versatile and comfortable, caress the silhouette, discover and alternatively cover – more or less – the legs and enhance femininity. Suggestions coming from the botanical world and butterflies are turned into catchy embroideries that are impressed on new collars and successfully make concrete the most fine craftsmanship made in Italy. It shines a refined textile search, including traditional and innovative cloths as French stretch brocade, wool, cotton poplin for the shirts and dresses and scuba diving cloth, emphasized by a palette of colors featuring black, blue, light blue, orange, pink and white. The collection is enriched by catchy shoes decorated with bows, hands and feet, refining silver colored loafers along with the two-colored and transparent pumps.

 ROMANTICISMO & SENSUALITÀ: LA RAG DOLL DI VIVETTA

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Una donna, la “Rag doll” “che vive in un film” e il suo universo all’ insegna della sensualità, ironia e romanticismo sono i protagonisti della collezione autunno/inverno 2014-2015 di Vivetta, brand creato Vivetta Ponti. La brillante fashion designer si è ispirata al magico mondo delle bambole Lenci – celebre azienda torinese produttrice di bambole, fondata nei primi del Novecento da Enrico Savini il cui marchio di fabbrica è l’ acronimo latino “Ludus est nobis constanter industria”, il quale sta a significare “il gioco è la nostra più costante attività” – che rivisita le forme e volumi degli anni Sessanta e Settanta e aggiunge nuove decorazioni surreali, ricami e accessori. Le linee sono fluide, versatili e confortevoli, carezzano la silhouette, scoprono e coprono alternativamente – più o meno – le gambe ed esaltano la femminilità. Suggestioni provenienti dal mondo botanico e dalle farfalle sono trasformate in ricami che sono impressi su nuovi collari e felicemente concretizzano la più fine artigianalità made in Italy. Splende una raffinata ricerca di tessuti che include tessuti tradizionali e innovativi quali il broccato francese stretch, il popeline di cotone per camicie e abiti e il neoprene, enfatizzata da una palette di colori di nero, blu, celeste, arancio, rosa e bianco. La collezione è arricchita da accattivanti scarpe decorate da fiocchi, mani e piedi che rifiniscono i mocassini argentati unitamente alle pumps bicolori e trasparenti.

 

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

 

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

 

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

 

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

 

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

 

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

 

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

 

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

 

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

 

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

 

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

 

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

 

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

Vivetta Fall/Winter 2014-2015, photo by Jessie Lily Adams

 

 

www.vivetta.it

damonalbarn-everyday-robots

The brilliant Damon Albarn, front-man of Blur and Gorillaz, comes back with “Everyday robots”(Parlophone Records), the first solo album, which will be released on 29th April 2014, includes contributions by Brian Eno and Natasha Khan (Bat for Lashes) and features a intimistic work under the sing of a refined melancholy, tales on his childhood as well as a baby elephant the artist met in Tanzania. An album to have for enjoying the new creative path of a smashing artist.

“EVERYDAY ROBOTS”, IL PRIMO ALBUM DA SOLISTA DI DAMON ALBARN

Il brillante Damon Albarn, leader dei Blur e dei Gorillaz, ritorna con “Everyday robots”(Parlophone Records), il primo album da solista che sarà pubblicato il 29aprile 2014, include contribute di Brian Eno e Natasha Khan (Bat for Lashes) ed ha quale protagonista suggestioni intimistiche all’ insegna di una raffinata malinconia, racconti della sua infanzia come anche del baby elefante incontrato dall’ artista in Tanzania. Un album da avere per apprezzare il nuovo iter creativo di un formidabile artista.

www.damonalbarnmusic.com

Iosselliani, photo by N

Iosselliani, photo by N

I recently visited the new flagship store of celebrated jewelry brand Iosselliani, placed in the centre of Rome at Via del Leone 21 where I appreciated its new interpretation of cameo, embodied in pendants and rings, along with the creations made of Swarovski, filigree and precious stone successfully making concrete catchy rock and deco suggestions.

LA MIA VISITA AL FLAGSHIP STORE DI IOSSELLIANI

Iosselliani, photo by N

Iosselliani, photo by N

Ho di recente visitato il nuovo flagship store del celebre brand di gioielli Iosselliani, ubicato al centro di Roma in Via del Leone 21 in cui ho apprezzato la sua nuova interpretazione del cammeo, racchiusa in ciondoli e anelli unitamente alle creazioni in Swarovski, filigrana e pietre dure che concretizzano felicemente accattivanti suggestioni rock e déco.

Iosselliani, photo by N

Iosselliani, photo by N

Iosselliani, photo by N

Iosselliani, photo by N

 

Iosselliani, photo by N

Iosselliani, photo by N

 

Iosselliani, photo by N

Iosselliani, photo by N

 

Iosselliani, photo by N

Iosselliani, photo by N

 

Me in Iosselliani, photo by N

Me in Iosselliani, photo by N

 

www.iosselliani.com

Marina Paris

Marina Paris

The safety of objects, silences of an absence being. To search for spaces, closed spaces for finding its own space, observing and taking back the abysses of its own soul. Sense of measure, defining the space inside out of the self, is the quintessence of a pacified existence. This is the core of the tale on photographs and collages talking about lyricism and inner being of interiors – rooms, hallways, doors, walls, beds of abandoned houses -, made by artist Marina Paris, featuring in “Mont’ oro”, exhibition curated by Guglielmo Cigliotti which is held in Rome at the Montoro 12 Contemporary Art Gallery and runs through 30th April 2014. A not to be missed happening to enjoy the work of a vibrant artist.

IL LIRISMO E L’ INTERIORITÀ DELLO SPAZIO DOMESTICO VISTO DA MARINA PARIS ALLA GALLERIA D’ ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA MONTORO 12

Marina Paris

Marina Paris

La sicurezza degli oggetti, silenzi di un’ assenza essente. Cercare spazi, spazi chiusi per trovare il proprio spazio, osservare e riappropriarsi degli abissi della propria anima. Senso della misura che definisce lo spazio dentro e fuori da sé, la quintessenza di un’ esistenza pacificata. Questo è il cuore del racconto su fotografie e collage che parla di lirismo e interiorità degli interni – stanze, corridoi, pareti, letti – di case abbandonate, realizzato da Marina Paris, protagonista di “Mont’ oro”, mostra curata da Guglielmo Cigliotti che si tiene a Roma presso la Galleria di Arte Contemporanea Montoro12 e prosegue fino al 30 aprile 2014. Un evento imperdibile per apprezzare l’ opera di una vibrante artista.

 

Marina Paris

Marina Paris

 

Marina Paris

Marina Paris

 

Marina Paris

Marina Paris

 

Marina Paris

Marina Paris

 

Marina Paris and me, photo by N

Marina Paris and me, photo by N

 

 

www.montoro12.it

Easter egg from the Reggio Emilia casa del miele, photo by N

Easter eggs from the Reggio Emilia casa del miele, photo by N

Dear FBFers, I wish you happy Easter and I am pleased of doing that by using the lightness and irony which is part of me and this blog, enriched by suggestions talking about joy, fun and Epicureanism.

 

 

 

I MIEI AUGURI DI BUONA PASQUA

Tenga egg

Tenga egg

 

Cari FBFers, vi auguro una felice Pasqua e mi rallegra fare ciò usando quella leggerezza e ironia che è parte di me e di questo blog, arricchita da suggestioni che parlano di gioia, divertimento e epicureismo.

 

 

Ivana Pilja

Ivana Pilja

The brilliant Belgrade fashion designer Ivana Pilja (appreciated by many celebrities as Dita Von Teese), recently featured in the Ljunbljana Fashion Week to present the collection she made which embodies a reinterpretation of natural patterns coming from the world of insects, structured on volumes evoking the costume history, the idea of grotesque and reminding me the sign and performative sense of legendary Leigh Bowery.

LA GROTTESCA FEMMINILITÀ DI IVANA PILJA PROTAGONISTA DELLA LUBIANA FASHION WEEK

Ivana Pilja

Ivana Pilja

 

La brillante fashion designer di Belgrado Ivana Pilja (apprezzata da molteplici celebrità quali Dita Von Teese) è stata recentemente protagonista della Lubiana Fashion Week per presentare la sua collezione che racchiude una reinterpretazione di motivi naturali provenienti dal mondo degli insetti, strutturata su volumi che evocano la storia del costume, l’ idea di grottesco e mi ricordano il segno e il senso performativo del leggendario Leigh Bowery.

Ivana Pilja

Ivana Pilja

 

Ivana Pilja

Ivana Pilja

 

Ivana Pilja

Ivana Pilja

 

Dita Von Teese in Ivana Pilja

Dita Von Teese in Ivana Pilja

 

Ivana Pilja

Ivana Pilja

 

Ivana Pilja

Ivana Pilja

 

Ivana Pilja

Ivana Pilja

 

Ivana Pilja

Ivana Pilja

 

 

http://ivanapilja.com

Paolo Porcu Rodriguez, photo by N

Paolo Porcu Rodriguez, photo by N

It has recently opened in Pienza the second flagship store of Officine 904, brand and factory created by Paolo Porcu Rodriguez and Silvia Pavanello under the sign of art, fashion and design, featuring a refined minimalism inspired to the paradigm “Less is more” by the architect Mies van  der Rohe. The successful event coincided with the launch of “Monte Oliveto”, project. This project is inspired by the the Basilica of Monte Oliveto Maggiore, suggestive place in the Siena hills, framed by nature, a hood of cypresses, oaks and pines. Geometries, reminding the graphic elements by Escher, reinterpret the patterns refining the frescos on the “Stories of San Benedict” by Luca Signorelli and Antonio Bazzi aka il Sodoma that decorate the Chiostro Grande of Monte Oliveto Abbey, find a new context in fashion and design, featuring in a smashing collection of accessories. Leather cuffs – made in collaboration with Anna Porcu - of whose hand-polished and interchangeable brass buckles evoke the material patterns of frescos in different, elegant and colored chromes becoming also prints and are impressed on cloth, in refined scarves made of cotton and silk. A catchy contemporary design, a precious craftsmanship celebrating the excellence of made in Italy and high-end materials are the creative alchemies by Officine 904 and the creations it makes that give rise to genuine passé-partout and join art, design and fashion.

L’ APERTURA DEL SECONDO FLAGSHIP STORE DI OFFICINE 904 A PIENZA

Silvia Pavanello and me, photo by Paolo Porcu Rodriguez

Silvia Pavanello and me, photo by Paolo Porcu Rodriguez

É stato recentemente inaugurato a Pienza il secondo flagship store di Officine 904, brand e factory creato da Paolo Porcu Rodriguez e Silvia Pavanello all’ insegna di arte, moda e design di cui è protagonista un raffinato minimalismo che si ispira al paradigma “Less is more” dell’ architetto Mies van der Rohe. Il felice evento ha coinciso con il lancio del progetto “Monte Oliveto”. Questo progetto trae ispirazione dalla Basilica di Monte Oliveto Maggiore, suggestivo luogo tra le colline di Siena, incorniciato dalla natura, da un bosco di cipressi, querce e pini. Geometrie che ricordano gli elementi grafici di Escher, reinterpretano i motivi che rifiniscono gli affreschi su “Le Storie di San Benedetto” di Luca Signorelli e Antonio Bazzi detto il Sodoma che decorano il  Chiostro Grande della Abbazia di Monte Oliveto, trovano un nuovo contesto nella moda e nel design, diventando protagonisti di una formidabile collezione di accessori. Bracciali di cuoio – realizzati in collaborazione con Anna Porcu – le cui fibbie d’ ottone smaltate a mano e intercambiabili riprendono i patterns materici degli affreschi in diverse, eleganti e colorate cromie che diventano anche stampe e sono impresse su stoffa, nei raffinati foulard di cotone e seta. Un accattivante design contemporaneo, una preziosa artigianalità che celebra l’ eccellenza del made in Italy e materiali di alta qualità sono le alchimie creative di Officine 904 e delle sue creazioni che danno vita ad autentici passè-partout e uniscono arte, design e moda.

Monte Oliveto Abbey

Monte Oliveto Abbey

 

The fresco "Stories of San  Benedict" by Luca Signorelli and Antonio Bazzi aka il Sodoma

The frescos “Stories of San Benedict” by Luca Signorelli and Antonio Bazzi aka il Sodoma

 

The frescos "Stories of San Benedict" by Luca Signorelli and Antonio Bazzi aka il Sodoma

The frescos “Stories of San Benedict” by Luca Signorelli and Antonio Bazzi aka il Sodoma

 

Officine 904, photo by N

Officine 904, photo by N

 

Officine 904, photo by N

Officine 904, photo by N

 

Officine 904, photo by N

Officine 904, photo by N

 

Officine 904, photo by N

Officine 904, photo by N

 

Officine 904, photo by N

Officine 904, photo by N

 

Officine 904, photo by N

Officine 904, photo by N

 

Officine 904, photo by N

Officine 904, photo by N

 

Officine 904, photo by N

Officine 904, photo by N

 

This is FOFI, acronym of Freak Of Fashion Image ( being the quintessence of the knowledge sharing, it is gender neutral as it embodies male and female elements, represented by two sides and colors), photo by N

This is FOFI, acronym of Freak Of Fashion Image ( being the quintessence of the knowledge sharing, it is gender neutral as it embodies male and female elements, represented by two sides and colors), photo by N

 

 

Fofi(one of the 90 Fofis that now are spread all around the world, after attempting a trip to Venice for participating in the Biennale d'Arte, seeking to be the interpreter of the "Encyclopedic Palace," an Army of 90 FOFI has been separated for embarking on a new journey ..... the knowledge of the world ... visiting places and sharing experiences. Fofi making me think about the dwarf featuring in The Fabulous destiny of Amelie Poulain), photo by N

Fofi (one of the 90 FOFI that now are spread all around the world, after attempting a trip to Venice for participating in the Biennale d’Arte, seeking to be the interpreter of the “Encyclopedic Palace,” an Army of 90 FOFI has been separated for embarking on a new journey ….. the knowledge of the world … visiting places and sharing experiences. The idea of FOFI travelling makes me think about the dwarf featuring in “The Fabulous destiny of Amélie Poulain”) at the first Pienza flagship store of Officine 904, photo by N

 

 

www.officine904.it

Tom of Finland stamp

Tom of Finland stamp

The art of Touko Laaksonen, known as Tom of Finland, the father of homo-erotic art who influenced the work of personas as Robert Mapplethorpe, Freddie Mercury, is celebrated by a series of stamps made in Finland. Fetish suggestions and eroticism featured in his art were also consecrated by a scent, Tom of Finland made by the brand of artistic perfumery Etat Libre d’ Orange, thought for a man who wants to play, to love, to ravish and to be free of all inhibitions.

L’ ARTE OMOEROTICA DI TOM OF FINLAND IN UN FRANCOBOLLO

Tom of Finland stamp

Tom of Finland stamp

L’ arte di Touko Laaksonen, noto come Tom of Finland, il padre dell’ arte omoerotica che ha influenzato l’ opera di personaggi quali Robert Mapplethorpe, Freddie Mercury, è celebrato da una serie di francobolli realizzati in Finlandia. Suggestioni fetish e erotismo sono stati i protagonisti della sua poetica che è stata consacrata anche da un profumo, Tom of Finland realizzato dal brand di profumeria artistica Etat Libre d’ Orange, pensato per un uomo che vuole giocare, amare, estasiarsi ed essere libero da ogni inibizione.

Tom of Finland stamp

Tom of Finland stamp

 

Tom of Finland

Tom of Finland

 

Tom of Finland

Tom of Finland

 

 

Sunset at La Lodola, photo by N

Sunset at La Lodola, photo by N

Warm welcome, refinement, relax and beauty of Tuscany countryside, its colors, scents and flavors are the alchemies featuring in my stay at La Lodola, suggestive 18th century villa placed in Foiano della Chiana, hosting a guest house made of five rooms, joining suggestions from past and comforts of present, emphasized by the catchy décor of interiors. The smashing place includes also the “Osteria”, restaurant where the master chef Carlo Porcu expresses and successfully makes concrete his genius I was pleased to appreciate during my Epicurean interludes including the breadsticks, a pastry made of potatoes and truffles, the ricotta served with a basil sausage and the best chocolate cake I ever have eaten in my life – which is soft, but at the same time structured and filled with the dark chocolate  ganache, a sublime experience – and many other delicious dishes. A place to go and where to come back for enjoy the caressing atmosphere of Tuscany countryside.

RAFFINATEZZA, RELAX & EPICUREISMO IN VAL DI CHIANA A LA LODOLA

Sunset at La Lodola, photo by N

Sunset at La Lodola, photo by N

Calda accoglienza, raffinatezza, relax e la bellezza della campagna Toscana, i suoi colori, profumi e sapori sono le alchimie protagoniste nella mia permanenza a La Lodola, suggestiva villa del 18° secolo Foiano della Chiana che ospita una guest house composta da cinque camere che uniscono le suggestioni del passato ai comfort del presente, enfatizzate dall’ accattivante decoro degli interni. Il formidabile luogo include anche l’ “Osteria”, ristorante in cui il master chef Carlo Porcu esprime e felicemente concretizza il suo estro che ho molto apprezzato durante i miei interludi epicurei comprensivi di grissini, un tortino di patate profumato al tartufo, la ricotta servita su salsa al basilico, il miglior tortino al cioccolato che abbia mai mangiato nella mia vita – morbido, ma strutturato e con la ganache di cioccolato fondente al suo interno, un’ esperienza sublime – e tante altre delizie. Un luogo da visitare e in cui tornare per apprezzare la carezzevole atmosfera della campagna toscana.

Me, myself and I at La Lodola, photo by N

Me, myself and I at La Lodola, photo by N

 

La Lodola, photo by N

La Lodola, photo by N

 

La Lodola, photo by N

La Lodola, photo by N

 

 

La Lodola, photo by N

La Lodola, photo by N

 

La Lodola

La Lodola

 

La Lodola

La Lodola

 

La Lodola

La Lodola

 

La Lodola

La Lodola

 

The room of secrets featuring Carlo Porcu at work, photo by N

The room of secrets featuring Carlo Porcu at work, photo by N

 

A soul kitchen moment, photo by N

A soul kitchen moment, photo by N

 

A soul kitchen moment, photo by N

A soul kitchen moment, photo by N

 

 

Epicureanism made in Tuscany, photo by N

Epicureanism made in Tuscany, photo by N

 

Carlo Porcu and the delicious breadsticks he makes, photo by N

Carlo Porcu and the delicious breadsticks he makes, photo by N

 

The delicious dished by Carlo Porcu, photo by N

The delicious dishes by Carlo Porcu, photo by N

 

The delicious dished by Carlo Porcu, photo by N

The delicious dished by Carlo Porcu, photo by N

Me, myself and I in the soul kitchen, photo by N

Me, myself and I in the soul kitchen, photo by N

 

 

 

www.lalodola.com  

The golden age of Russian avant-garde", by Peter Greenaway and Saskia Boddeke

The golden age of Russian avant-garde”, by Peter Greenaway and Saskia Boddeke

The genius of Peter Greenaway strikes back and comes to Moscow at the Manege Museum where it recently opened “The golden age of Russian Avant-Garde”, multimedia exhibition which will run through 18th May 2014. This multimedia installation, created by Peter Greenaway and – his wife – Saskia Boddeke which has supported by British Council  - is one of the main projects of the Uk-Russia Year of Culture 2014 –, will display the most important works of the Russian avant-guarde of the 20th century (over 400 artworks from the Russian Museum, the Tretyakov Gallery, the Schusev Architectural Museum, the Bakhrushin TMuseum and provate collections) as well as “Black square” by Kazimir Malevic, which  is used as basis and central metaphor of exhibition. A not to be missed happening to enjoy the art and the work of a legendary artist.

“THE GOLDEN AGE OF RUSSIAN AVANT-GARDE” DI PETER GREENAWAY AL MUSEO MANEGE DI MOSCA

Il genio di Peter Greenaway colpisce ancora e giunge a Mosca presso il ManegeMuseum in cui è stata recentemente inaugurata “The golden age of Russian Avant-Garde”, esposizione multimediale che proseguirà fino al 18maggio 2014. Questa installazione multimediale, creata da Peter Greenaway e – sua moglie – Saskia Boddeke con il sostegno del British Council -, uno dei principali progetti dell’ anno Anglo-russo della Cultura 2014 -, esporrà le più importanti opere dell’ avanguardia russa del 20° secolo( più di 400 opere provenienti dal Museo Russo, la Galleria Tretyakov, il Museo di Architettura Schusev, Il Museo Bakhrushin e collezioni private) come anche “Black square” di Kazimir Malevic, usato come base e metafora centrale della mostra. Un evento imperdibile per apprezzare l’ arte e l’ opera di un artista leggendario.

Kazimir Malevic, Black Square

Kazimir Malevic, Black Square

 

http://ukrussia2014.ru

 

Everly

Everly

It features in Kickstarter, virtual platform to raise funds and make concrete independent ideas, Everly, brand of haute couture inspired bridal gowns, created in New York by Coco Ochwada. High-end materials as silk and lace, floral patterns and decorations, a fine Italian hand-craft, timeless volumes and lines are the main feature of this catchy bridal collection which needs and deserves all of your kind support, dear FBFers. Thus let’s join with me and give your modest contribution to support an independent project joining fashion and poetry!

SOSTENIAMO LA COLLEZIONE DI ABITI DA SPOSA DI EVERLY SU KICKSTARTER!

Everly

Everly

É protagonista di Kickstarter, piattaforma virtuale per raccogliere fondi e concretizzare idee indipendenti, Everly, brand di abiti da sposa che si ispira all’ alta moda, creato a New York da Coco Ochwada. Materiali di alta qualità quali seta e pizzo, motivi e decorazioni floreali, una raffinata manifattura italiana, volumi e linee senza tempo sono i principali protagonisti di questa accattivante collezione di abiti da sposa che richiede e merita tutto il vostro gentile sostegno, cari FBFers. Pertanto unitevi a me e date il vostro modesto contributo per sostenere un progetto indipendente che unisce moda e poesia!

 

Everly

Everly

 

 

 

http://www.kickstarter.com/projects/675449209/everly-creations-modern-dresses-for-a-modern-bride

France de Griessen wearing the t-shirt she made by teaming with Naco Paris

France de Griessen wearing the t-shirt she made by teaming with Naco Paris

Art and fashion shines in the capsule collection of t-shirts made by two friends, vibrant creatives. visual artist, author and song-writer France De Griessen  along with the brilliant fashion designer Naco Paris (considered as the Robin Hood of fashion, denouncing the consumption daze promoted by the luxury industry). The t-shirts, available in three different colors – black, white and grey -, feature the enchanting drawings by France that are also in “Saint Sebastien”, the new smashing album she made, joining indie-rock, romantic punk, blues and folk suggestions.

ARTE & MODA: LE T-SHIRT DI FRANCE DE GRIESSEN & NACO PARIS

France de Griessen wearing the t-shirt she made by teaming with Naco Paris

France de Griessen wearing the t-shirt she made by teaming with Naco Paris

Arte e moda splendono nella collezione capsule di t-shirt realizzate da due amici, vibranti creativi: l’ artista, scrittrice e cantautrice France De Griessen e il brillante fashion designer Naco Paris (considerato il Robin Hood della moda, in quanto denuncia l’ ottundimento consumistico perpetrato dall’ industria del lusso). Le t-shirt, disponibili in tre diversi colori – nero, bianco e grigio -, hanno quali protagonisti gli incantevoli disegni di France che si trovano anche in “Saint Sebastien”, il suo nuovo formidabile album che unisce suggestioni indie-rock, punk romantiche e folk.

France De Griessen - Naco Paris

France De Griessen – Naco Paris

 

France de Griessen

France de Griessen

 

 

Naco Paris

Naco Paris

 

Naco Paris Spring/Summer 2014

Naco Paris Spring/Summer 2014

 

Naco Paris Spring/Summer 2014

Naco Paris Spring/Summer 2014

 

san sebastien

 

 

France De Griessen and me, photo by François "Shanka" Maigret

France De Griessen and me, photo by François “Shanka” Maigret

 

 

 

www.naco-paris.com

http://francedegriessen.com

Anna Porcu, photo by N

Anna Porcu, photo by N

I visited Arte e Preziosi, renowned antique store in Pienza, owned by the brilliant Beatrice Caratelli where are available the creations by Anna Porcu, smashing jewelry designer who renewed and made contemporary the concept of cameo. Anna made two different collections, including necklaces, cuffs and earrings, unique pieces made of antique cameos, like the Wedgwood ones along with another series which is hand-made, featuring animals and natural patterns, successfully making concrete the excellence of craftsmanship and a refined, timeless elegance.

OLTRE IL CAMEO: I GIOIELLI DI ANNA PORCU DA ARTE & PREZIOSI

Anna Porcu, photo by N

Anna Porcu, photo by N

Ho visitato Arte e Preziosi, rinomato negozio di antiquariato a Pienza, di proprietà della brillante Beatrice Caratelli che ospita le creazioni di Anna Porcu, formidabile designer di gioielli che ha rinnovato e reso contemporaneo il concetto del cameo. Anna ha realizzato due diverse collezioni che includono collane, bracciali e orecchini, pezzi unici realizzato con cammei di antiquariato, come i cammei Wedgwood unitamente a una serie di gioielli realizzata a mano di cui sono protagonisti animali e motivi naturalistici che felicemente concretizza l’ eccellenza artigianale e una raffinata eleganza senza tempo.

Anna Porcu, photo by N

Anna Porcu, photo by N

 

Anna Porcu, photo by N

Anna Porcu, photo by N

 

Anna Porcu, the jewels she made and me, photo by N

Anna Porcu, the jewels she made and me, photo by N

 

 

www.arteepreziosi.it

www.annaporcu.com

Beardsley, beard shampoo and conditioner

Beardsley, beard shampoo and conditioner

The beard today is a genuine male trend which has developed during the last years and produced the rise of many specific products for the beard care as shampoos, conditioners, creams, lotions and oils, created by brands as Beardsley. Beyond the rise of new consumptions and marketing connected to the beard, it stays the social policy of beard. This is a wider issue concerning religion, culture, gender – as it shows the “bear”, stereotype of beard and hairy man coming from gay culture -, identity and much other which has successfully explored on film by Laura J. Lukitsch, filmmaker who made “The beard club”. The interesting documentary film results from a work lasted 5 years spent travelling in twelve cities, five countries, from Italy to India and crossing United States. The filmmaker visited barbershops, bathrooms, pubs and various male meeting places and interwiewing with many people (religious men, ZZ Top, activists, a bearded woman and a young Arab graphic novelist) for understanding the men’s relationship with their beard and discovering the decision to shave or not to shave is not so private or individual as one could think about.

“THE BEARD CLUB”: LE POLITICHE SOCIALI DELLA BARBA SU PELLICOLA

Beardsley, beard shampoos, conditioner, oil and lotion

Beardsley, beard shampoos, conditioner, oil and lotion

La barba è un autentico trend maschile contemporaneo che si è consolidato negli ultimi anni ed ha portato alla nascita di molteplici prodotti specifici per la cura della barba quali shampoo, balsami, creme, lozioni ed oli, creati da marchi quali Beardsley. Al di là della nascita di nuovi consumi e il marketing connesso alla barba, resta la questione della politica sociale della barba. Questa è una problematica più ampia inerente la religione, la cultura, il gender – come si evince dall’ “orso”, stereotipo di uomo barbuto e peloso proveniente dalla cultura gay -, l’ identità e molto altro che è stata felicemente esplorata su pellicola da Laura J. Lukitsch, regista di “The beard club”. L’ interessante documentario nasce da un lavoro di cinque anni, trascorsi viaggiando in dodici città, cinque stati, dall’ Italia all’ India e attraversando gli Stati Uniti. La regista ha visitato i negozi dei barbieri, bagni pubblici, pub e diversi luoghi di aggregazione maschile e intervistato varie persone (ortodossi, gli ZZ Top, attivisti, una donna barbuta e un giovane autore arabo di graphic novels e altri) per comprendere la relazione degli uomini con le loro barbe e scoprire che la decisione di farsi o non farsi la barba non è poi così privata come si potrebbe pensare.

www.beardclub.com

Ming suggestions at Arte e Preziosi, photo by N

Ming suggestions at Arte e Preziosi, photo by N

Timeless suggestions, elegance, craftsmanship, art, jewelry and furniture features in Arte e Preziosi, renowned antique store being in the picturesque Pienza, owned by Beatrice Caratelli, vibrant individual and brilliant antique dealer embodying a dandy soul, with whom I was pleased to talk about her concept of antique trade, her search and the selection she hosts under the sign of refinement and irony. An awesome place to visit and come back.

 

LE RAFFINATE SUGGESTIONI SENZA TEMPO DI ARTE & PREZIOSI

Ming, myself and I, photo by N

Ming, myself and I, photo by N

Suggestioni senza tempo, eleganza, artigianalità, arte, gioielli e arredi sono i protagonisti di Arte e Preziosi, rinomato negozio di antiquariato che si trova nella pittoresca Pienza, di proprietà di Beatrice Caratelli, vibrante individualità e brillante antiquaria che racchiude in sé un animo dandy, con la quale mi ha rallegrato parlare in merito della suo concetto di antiquariato, della sua ricerca e della selezione che ospita all’ insegna di raffinatezza e ironia. Un luogo fantastico da visitare e in cui tornare.

A beautiful frame from early Nineties, photo by N

A beautiful frame from early Nineties, photo by N

 

Arte e Preziosi, photo by N

Arte e Preziosi, photo by N

 

Arte e preziosi, photo by N

Arte e preziosi, photo by N

 

Arte e preziosi, photo by N

Arte e preziosi, photo by N

 

Arte e preziosi, photo by N

Arte e preziosi, photo by N

 

Arte e preziosi, photo by N

Arte e preziosi, photo by N

 

Arte e preziosi, photo by N

Arte e preziosi, photo by N

 

Lamp featuring Fortuny cloth, photo by N

Lamp featuring Fortuny cloth, photo by N

 

Arte e Preziosi, photo by N

Arte e Preziosi, photo by N

 

Pienza, photo by N

Pienza, photo by N

 

Me at Via del Bacio ( standing as Kiss Avenue), photo by Silvia Pavanello

Me at Via del Bacio ( standing as Kiss Avenue), photo by Silvia Pavanello

 

 

www.arteepreziosi.it

Bogue mask

Bogue mask

An object, the dynamism of moment and a gesture. The mask, a liquid experience. Words that don’t say, drip incessant, overwhelming and silent. Breath, tacit sensuality. Emotion and delight travel here and now in the infinite elsewhere and rise through the sylvan abysses of soul, following the trail of a smell, a memory, a thought. Confessions of a mask. Languid and light it speaks to the one who wears it, vivid, obscene (meant as off-the-stage) words  that are invisible to themselves, depicting unseen inner landscapes where to lose and find oneself. The smells, chronicles of an olfactive experience. That is what gives Bogue Mask, design object, genuine fetish made of ceramic and wood, ideated by Antonio Gardoni – bright architect, designer and eclectic individual -, produced by Rua Confettora 17 and hand-made by the artist Fausto Salvi. The unusual object, available in limited edition refined with white glaze or pure gold, reinterprets the paper mask, used to protect the breath from external agents, subverts its use, becomes scent diffuser for interiors and paves the way to an olfactive interlude under the sign of Rue de Bois, fragrance by Bogue profumo – brand of 100 % natural perfumes, free from artificial fixers – which is also created by Antonio Gardoni. Woodland smells, resins blur and overlap to musk, spices, revealing floral notes of rose and jasmine. A ritual and the persuasiveness of its gesture. It needs just few drops, liquid words leaning upon the outer surface of mask made of terracotta, for starting this perfumed dialectic dualism, bringer of travels, images and emotions, inside and outside of the self. The one, the object, a mask and the multiple, the unique and totaling experiences that every individual can do and share by using this magic medium which joins refinement, craftsmanship and poetry.

  

 

CONFESSIONI DI UNA MASCHERA: IL GESTO E L’ ESPERIENZA DI BOGUE MASK

Antonio Gardoni, photo by N

Antonio Gardoni, photo by N

Un oggetto, il dinamismo del momento e un gesto. La maschera, un’ esperienza liquida. Parole che non dicono, gocciolano incessanti, travolgenti e silenziose. Respiro, tacita sensualità. L’ emozione e il piacere viaggiano qui e ora nell’ infinito altrove e si levano lungo i silvani abissi dell’ anima, seguendo la scia di un odore, un ricordo, un pensiero. Confessioni di una maschera. Languida e lieve parla, a chi la indossa, vivide parole oscene (intese come fuori dalla scena), invisibili a sé che dipingono oscuri paesaggi interiori. Gli odori, cronache di un’ esperienza olfattiva. Questo è ciò che regala Bogue Mask, oggetto di design, autentico feticcio in ceramica e legno, ideato da Antonio Gardoni – brillante architetto, designer ed eclettica individualità -, prodotta da Rua Confettora 17 e realizzata a mano dall’ artista Fausto Salvi. L’ insolito oggetto, disponibile in edizione limitata rifinita in smalto bianco oppure in oro zecchino, reinterpreta la mascherina di carta, usata per proteggere il respiro da agenti esterni, ne sovverte l’ uso, diventa diffusore di profumo per interni e apre la via a un interludio olfattivo all’ insegna di Rue de Bois, fragranza di Bogue profumo – brand di profumi naturali al 100%, privi di fissatori artificiali -, anch’ essa creata da Antonio Gardoni. Sentori silvestri, resine si confondono e sovrappongono a muschio, spezie, svelando note fiorite di rosa e gelsomino. Un rituale e la persuasività del suo gesto. Bastano poche gocce, parole liquide che si levano sulla superficie interna in terracotta della maschera, per avviare questo profumato dualismo dialettico, dispensatore di viaggi, immagini e emozioni dentro e fuori di sé. L’ uno, l’ oggetto, una maschera e il molteplice, le esperienze uniche e totalizzanti che ogni individuo può fare e condividere avvalendosi di questo magico supporto che unisce raffinatezza, artigianalità e poesia.

Mustafa Sabbagh, photo by N

Mustafa Sabbagh experiencing Bogue mask along with Francesca Gotti, photo by N

 

Me, myself and I along with the Bogue mask, photo by Antonio Gardoni

Me, myself and I along with the Bogue mask, photo by Antonio Gardoni

 

 

http://bogue-profumo.com

A sculpture at the Giovanni Menada's studio, photo by N

A sculpture at the Giovanni Menada’s studio, photo by N

I recently met Giovanni Menada, vibrant and eclectic artist, sculptor, considering himself as a smith, being also visual artist and jewelry designer and I visited his studio in Reggio Emilia. Experimentation, use of different materials and objects in an unusual way under the sign of surreal suggestions, lightness and irony is part of his poetry. The delicacy and lightness shines and is embodied in the metal – silver and gold -, turned into smashing jewelry, unique pieces that are included in a kind of painted box which features a female silhouette and become genuine artworks. The butterflies and fishes (evoking the name of a work he made, “A fish outside of water” and also the Pisces, his zodiac sign) are elements recurring in his work, making concrete his love for nature and their little hosts. The face, hands, eyes like the dish containing the soup and its eye (reminding me another eye, “Story of the eye” by Georges Bataille) become totemic representations on paper or metal, made by using the repoussage technique. It completes this enchanting display of artworks a series of harms, sculpture made of pneumatic rubber. It was an awesome experience to see the chaos moving of Giovanni’s studio, that chaos I love, talking about energy, creativity, emotions and art and poetry.

I VOLTI, LE BRACCIA, I PESCI, LE FARFALLE E LE ALTRE MERAVIGLIE DI GIOVANNI MENADA

Giovanni Menada, photo by N

Giovanni Menada, photo by N

Ho recentemente incontrato Giovanni Menada, vibrante ed eclettico artista, scultore che si considera un fabbro, artista visuale e designer di gioielli ed ho visitato il suo studio a Reggio Emilia. Sperimentazione, uso di differenti materiali e oggetti in modo insolito all’ insegna di suggestioni surreali, leggerezza e ironia è parte della sua poetica. La delicatezza e leggerezza splende ed è racchiusa in metallo – argento e oro – mutate in formidabili gioielli, pezzi unici che sono inclusi in una sorta di scatola dipinta che contiene un disegno di donna e diventano autentiche opere d’ arte. Le farfalle ed i pesci (che evocano il nome di una sua opera, “Un pesce fuor d’ acqua” ed anche del suo segno zodiacale) sono elementi che ricorrono nel suo lavoro, il quale concretizza il suo amore per la natura e i suoi piccoli ospiti. Il viso, Le mani, gli occhi come la pentola che contiene il brodo e il suo occhio (il quale mi ricorda un’ altro occhio, “La storia dell’ occhio” di Georges Bataille) diventano totemiche rappresentazioni su carta o metallo, realizzate avvalendosi della tecnica a sbalzo. Completa questa incantevole rassegna di opere d’ arte una serie di braccia, sculture realizzate con la gomma degli pneumatici. È stata una fantastica esperienza vedere il caos in movimento dello studio di Giovanni, quel caos che amo e che parla di energia, creatività, emozioni, arte e poesia.

Giovanni Menada, watercolor on paper

Giovanni Menada, watercolor on paper

 

Giovanni Menada, watercolor on paper

Giovanni Menada, watercolor on paper

 

Giovanni Menada, the prototype of a necklace and its container/work of art

Giovanni Menada, the prototype of a necklace and its container/work of art

 

Art and jewelry by Giovanni Menada, photo by N

Art and jewelry by Giovanni Menada, photo by N

 

Art and jewelry by Giovanni Menada, photo by N

Art and jewelry by Giovanni Menada, photo by N

 

Art and jewelry by Giovanni Menada, photo by N

Art and jewelry by Giovanni Menada, photo by N

 

Art and jewelry by Giovanni Menada, photo by N

Art and jewelry by Giovanni Menada, photo by N

 

Art and jewelry by Giovanni Menada, photo by N

Art and jewelry by Giovanni Menada, photo by N

 

Giovanni Menada, photo by N

Giovanni Menada, photo by N

 

Details featuring in the Giovanni Menada's Studio, photo by N

Details featuring in the Giovanni Menada’s Studio, photo by N

 

Details, a sculpture bringer of luck featuring in the Giovanni Menada's Studio, photo by N

Details, a sculpture bringer of luck featuring in the Giovanni Menada’s Studio, photo by N

 

Giovanni's desk featuring his grandpa and his father along with other little fetishes and photographs, photo by N

Giovanni’s desk featuring his grandpa and his father along with other little fetishes and photographs, photo by N

 

Giovanni Menada

Giovanni Menada

 

 

Giovanni Menada, photo by N

Giovanni Menada, photo by N

 

Giovanni Menada, photo by N

Giovanni Menada, photo by N

 

Giovanni Menada, the soup and its eye, photo by N

Giovanni Menada, the soup and its eye, photo by N

 

The eye of soup, photo by  Giovanni Menada

The eye of soup, photo by Giovanni Menada

 

Giovanni Menada, photo by N

Giovanni Menada, photo by N

 

Giovanni Menada, photo by N

Giovanni Menada, photo by N

 

Giovanni Menada, photo by N

Giovanni Menada, photo by N

 

Giovanni Menada and me, photo by N

Giovanni Menada and me, photo by N

 

Giovanni Menada, photo by N

Giovanni Menada, photo by N

 

Giovanni Menada, photo by N

Giovanni Menada, photo by N

 

 

Giovanni Menada, photo by N

Giovanni Menada, photo by N

 

 

A new day in Reggio Emilia starting with the camellias, photo by N

A new day in Reggio Emilia starting with the camellias, photo by N

My Epicurean adventures in Reggio Emilia successfully followed, before going to Modena for attending as panelist at the National Conference concerning “La televisione è di moda”, exhibition curated by Stefano Dominella and organized in collaboration with the Association Modenaamoremio which was held at the San Carlo Theatre.

The Duomo of Reggio Emilia, photo by N

The Duomo of Reggio Emilia, photo by N

The City of Reggio Emilia offices, photo by N

The City of Reggio Emilia offices, photo by N

 

 

Reggio Emilia, photo by N

Reggio Emilia, photo by N

 

Reggio Emilia ( I like the colors of this old building), photo by N

Reggio Emilia ( I like the colors of this old building), photo by N

 

The Eastern eggs from the Reggio Emilia Casa del Miele, photo by N

The Easter eggs from the Reggio Emilia Casa del Miele, photo by N

 

The Eastern egg from the Reggio Emilia Casa del Miele, photo by N

The Easter egg from the Reggio Emilia Casa del Miele, photo by N

 

The Easter eggs an other chocolate suggestions by the Casa del Miele, photo by N

The Easter eggs an other chocolate suggestions by the Casa del Miele, photo by N

 

Old suggestions on the road, photo by N

Old suggestions on the road, photo by N

 

Flowers on the road, photo by N

Flowers on the road, photo by N

 

This time I enjoyed one of my favorite dishes, meat and potatoes or rather French fries at the nice restaurant B.B.B., reinterpreting the American dishes. After a short visit the Reggio Emilia high velocity railway station, high impact architecture as well as its bridges, like the Calatrava bridges, I came to Modena. Here I attended  along with a group of experts – Monica Bolzoni, Silvia Menabue, Stefano Dominella, Stefano PrampoliniAntonio Franceschini, the National Secretary of CNA Federmoda and Alberto De Mizio,Dean of Modena Arts institute Cattaneo Deledda - at the National Conference which was focused on the theme of fashion and television.

The Reggio Emilia B.B.B restaurant, photo by N

The Reggio Emilia B.B.B restaurant, photo by N

 

A delicious starter made of pumpkin at the Reggio Emilia B.B.B restaurant, photo by N

A delicious starter made of pumpkin at the Reggio Emilia B.B.B restaurant, photo by N

Mini-hamburgers and french fries, photo by N

Mini-hamburgers and french fries, photo by N

It seems like an unusual combination, to join fashion and television, the theme of exhibition which explored the connection of a fashion house, Gattinoni, to the celebrities, actresses and tv personas who featured in it since its existence as Mina, Delia Scala, Francesca Dellera, Anna Valle and many others. It was an exhibition which paid homage to yesterday suggestions, which made me think about something it almost does not exist anymore. The ways of communicating changed. I think – considering my experience as fashion blogger and professor – about the web, though there is not primacy of web over television, as one means don’t exclude the other. Tv is a channel of communication – as fashion – which represented and represents today the “Volksgeist”, the “Spirit of people” in a certain time and place. Yesterday, it also emancipated people from illiteracy in Italy and has been bringer of culture. They were other times. Today things changed. The way of making television is really changed and today especially is more empty, trash-chic and less refined, except few exceptions confirming the rule of trash-chic, but TV still today is bringer of suggestions and influences affecting the popular culture (It’s goodness or not, that is not the core of issue. These are considerations concerning ethic, aesthetics and mainstream values, though TV has affected them very much). The exhibition has the merit to draw the connection between fashion and television, emphasized by Gattinoni during the years and also host the work made by the students from the Cattaneo Deledda Art Institute, inspired to the creations by Gattinoni, a laudable idea to train the students of a high school. It was a nice chance to talk about fashion, its culture, training and industry in Modena, city being a vibrant fashion district.

photo by N

photo by N

 

 

EPICUREISMO & CULTURA TRA REGGIO EMILIA E MODENA

Amica chips moment (http://www.youtube.com/watch?v=oUn4-6huLOM), photo by N

Amica chips moment (http://www.youtube.com/watch?v=oUn4-6huLOM), photo by N

Le mie avventure epicuree a Reggio Emilia sono felicemente proseguite prima di recarmi a Modena per partecipare da relatrice al Convegno Nazionale inerente la “La televisione è di moda”, mostra curata da Stefano Dominella e organizzata in collaborazione con l’ Associazione Modenaamoremio che si è tenuta presso il Teatro San Carlo.

photo by N

photo by N

Stavolta ho assaporato una delle mie pietanze preferite, la carne e le patate o meglio le patatine fritte al simpatico ristorante B.B.B. che reinterpreta le pietanze americane. Dopo una breve visita alla stazione ferroviaria dell’ alta velocità di Reggio Emilia, architettura di grande impatto come i ponti, tra cui il Ponte di Calatrava, sono giunta a Modena. Ho ivi partecipato unitamente a un gruppo di esperti  – Monica Bolzoni, Silvia Menabue, Stefano Dominella, Stefano Prampolini, Antonio Franceschini, il Segretario Nazionale di CNA Federmoda e Alberto De Mizio, Preside dell’ Istituto d’ Arte di Modena Cattaneo Deledda – al Convegno Nazionale che verteva sul tema della moda e televisione.

The Reggio Emilia high velocity railway station, photo by N

The Reggio Emilia high velocity railway station, photo by N

 

The Calatrava bridge, photo by N

The Calatrava bridge, photo by N

Sembra una insolita combinazione unire moda e televisione, il tema della mostra che ha esplorato il legame di una casa di moda, Gattinoni, alle celebrità, attrici e personaggi televisivi di essa protagonisti sin dalla sua esistenza come Mina, Delia Scala, Francesca Dellera, Anna Valle e molti altri. Era una mostra che rendeva omaggio a suggestioni di ieri, che mi hanno fatto pensare a qualcosa che quasi non esiste più. I modi di comunicare sono cambiati. Mi riferisco – considerando la mia esperienza di fashion blogger e docente – al web, anche se non c’è primazia del web sulla televisione, poiché un mezzo non esclude l’ altro. La Tv è un canale di comunicazione – anche la moda lo è – che ha rappresentato e rappresenta oggi il “Volksgeist”, lo “Spirito del popolo” in un dato tempo e luogo. Ieri, in Italia, ha anche emancipato la gente dall’ analfabetismo ed è stato portatore di cultura. Erano altri tempi. Oggi le cose sono cambiate. Il modo di fare televisione è del tutto cambiato e specialmente oggi è più vuoto, trash-chic e per nulla raffinato, a esclusione di esigue eccezioni che confermano la regola del  trash-chic, ma la TV è ancora oggi portatrice di suggestioni e influenze che condizionano la cultura popolare (bontà o meno, non è questo il cuore del problema. Queste non considerazioni inerenti l’ etica, l’ estetica e i valori dominanti, benché la TV li abbia oltremodo influenzati). La mostra ha il merito di disegnare il legame tra la moda e televisione, enfatizzato da Gattinoni negli anni, come anche ospitare le opere realizzate dagli studenti dell’ Istituto d’ Arte Cattaneo Deledda, ispirandosi alle creazioni di Gattinoni, una lodevole idea per formare gli studenti di una scuola superiore. È stata una simpatica occasione per parlare di moda, della sua cultura, di formazione e industria a Modena, città che è un vibrante distretto di moda.

The Modena San Carlo theatre, photo by N

The Modena San Carlo theatre, photo by N

 

Me at the San Carlo Theatre, photo by N

Me at the San Carlo Theatre, photo by N

 

Monica Bolzoni, photo by N

Monica Bolzoni, photo by N

 

Stefano Dominella, photo by N

Stefano Dominella, photo by N

 

Stefano Prampolini and Antonio Franceschini, photo by N

Stefano Prampolini and Antonio Franceschini, photo by N

 

A charming man on canvas seeming like a relative of Franz Liszt, photo by Pietro Saporito

A charming man on canvas seeming like a relative of Franz Liszt, photo by Pietro Saporito

 

Franz Liszt

Franz Liszt

 

 

Pietro Saporito and me, photo by N

Pietro Saporito and me, photo by N

 

The San Carlo Church, photo by N

The San Carlo Church, photo by N

 

Me at the San Carlo Church, clothes by Gattinoni, photo by N

Me at the San Carlo Church, clothes by Gattinoni, photo by N

 

A like a prayer moment at the San Carlo Church, photo by Monica Bolzoni

A like a prayer moment at the San Carlo Church, photo by Monica Bolzoni

 

Clothes Gattinoni, photo by N

Clothes Gattinoni, photo by N

 

The clothes inspired by Gattinoni, made by the students from Modena Cattaneo Deledda art institute, photo by N

The clothes inspired by Gattinoni, made by the students from Modena Cattaneo Deledda art institute, photo by N

 

The clothes inspired by Gattinoni, made by the students from Modena Cattaneo Deledda art institute, photo by N

The clothes inspired by Gattinoni, made by the students from Modena Cattaneo Deledda art institute, photo by N

 

 

Erbazzone, one of the traditional versions, photo by N

Erbazzone, one of the traditional versions, photo by N

There are two things I discovered in Reggio Emilia, one is the Erbazzone, a kind of light savory tart filled with spinaches and other vegetables and the other is, something I usually don’t appreciate very much (and eat rarely), the sausage, but coming in this city I changed idea once I enjoyed the Culatello of Zibello, a leitmotiv of my marvelous stay in Reggio Emilia. The delights must be shared. And thus it has been. I enjoyed a fantastic dinner at the Arti e Mestieri restaurant with my friend Deanna Ferretti Veroni and Laura Lusuardi, Max Mara creative director, enchanting place where I continued to experience the goodness of Erbazzone and know its different versions. This was a less traditional version, lighter and more refined, made of fillo dough, dish accompanied by a delicious Gewürztraminer by Hofstätter I really appreciated very much as well as the trifle, a dessert I did not eat since a long ago. A smashing nocturnal interlude under the sign of sharing, lightness and Epicureism.

LE MIE FANTASTICHE AVVENTURE EPICUREE A REGGIO EMILIA

The garden of the Arti e mestieri restaurant, photo by N

The garden of the Arti e mestieri restaurant, photo by N

Ci sono due cose che ho scoperto a Reggio Emilia, uno è l’ Erbazzone, una sorta di torta salata ripiena di spinaci e altre verdure, l’ altra è invece qualcosa che solitamente non apprezzo molto(e consumo raramente),l’ insaccato, giungendo in questa città mi sono però ricreduta assaggiando il Culatello di Zibello, divenuto un leitmotiv della mia meravigliosa permanenza a Reggio Emilia. piaceri vanno condivisi. E così è stato. Ho gustato un fantastico pranzo al ristorante Arti e Mestieri con la mia amica Deanna Ferretti Veroni e Laura Lusuardi, direttore creativo di Max Mara, incantevole luogo in cui ho continuato a sperimentare la bontà dell’ Erbazzone e conoscere le sue diverse versioni. Questa era una versione meno tradizionale più leggera e raffinata, fatta di pasta fillo, pietanza accompagnata da un delizioso vino bianco, il Gewürztraminerdi Hofstätter da me oltremodo gradito come anche la zuppa inglese, un dessert che non assaporavo da tempo. Un formidabile interludio notturno all’ insegna della condivisione, leggerezza e dell’ epicureismo.

Laura Lusuardi and me, photo by Deanna Ferretti Veroni

Laura Lusuardi and me, photo by Deanna Ferretti Veroni

 

 

The version of Erbazzone by Arti e Mestieri restaurant, photo by N

The version of Erbazzone by Arti e Mestieri restaurant, photo by N

 

The trifle, photo by N

The trifle, photo by N

 

Zenzerina, The Ginger infusion mint flavored, photo by N

Zenzerina, The Ginger infusion mint flavored, photo by N

 

The shop window of Max Mara boutique placed in the same building of Arti and Mestieri restaurant, photo by N

The shop window of Max Mara boutique placed in the same building of Arti and Mestieri restaurant, photo by N

 

The Max Mara boutique placed in the same building of Arti and Mestieri restaurant, photo by N

The Max Mara boutique placed in the same building of Arti and Mestieri restaurant, photo by N

 

The Max Mara boutique placed in the same building of Arti and Mestieri restaurant, photo by N

The Max Mara boutique placed in the same building of Arti and Mestieri restaurant, photo by N

 

 

www.caffeartiemestieri.it

The knitwear maching, photo by N

The knitwear maching, photo by N

 My visit to the Modateca Deanna in Reggio Emilia followed and featured the knitwear machines, the many collections produced yesterday by Miss Deanna (as Armani knitwear, Kenzo, Adriennne Vittadini, Pour Toi, brand which evokes my adolescence and many others) as well as the menswear and womenswear collections of many renowned today and yesterday brands. A smashing place to lose oneself between colors and prints, textiles and embroideries. Here it is showcased creations that marked an age, precious means to observe fashion and draw new ideas and inspirations to make, create. A vibrant place to visit and come back to enjoy fashion culture.

CULTURA DELLA MODA: LA MIA VISITA ALLA MODATECA DEANNA (2)

The knitwear machine, photo by N

The knitwear machine, photo by N

La mia visita alla Modateca Deanna a Reggio Emilia è proseguita ed ha avuto quali protagoniste le macchine da maglieria, le plurime collezioni prodotte ieri da Miss Deanna (come la maglieria di Armani, Kenzo, Adriennne Vittadini, Pour Toi, brand che evoca la mia adolescenza e molti altri) come anche le collezioni di abbigliamento uomo e donna di plurimi rinomati marchi di ieri e di oggi. Un formidabile luogo per perdersi tra colori e stampe, tessuti e ricami. Ivi sono esposte creazioni che hanno segnato un’ epoca, preziosi strumenti per osservare la moda e trarre nuove idee e ispirazioni per fare, creare. Un vibrante luogo da visitare e in cui tornare per apprezzare la cultura della moda.

Deanna's knitwear machine, photo by N

Deanna’s knitwear machine, photo by N

 

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Pour Toi at Modateca Deanna, ohoto by N

Pour Toi at Modateca Deanna, photo by N

 

Pour Toi at Modateca Deanna, photo by N

Pour Toi at Modateca Deanna, photo by N

 

 

Pour Toi at Modateca Deanna, photo by N

Pour Toi at Modateca Deanna, photo by N

 

Pour Toi at the Modateca Deanna, sweater I also own, memory of my adolescence photo by N

Pour Toi at the Modateca Deanna, sweater I also own, memory of my adolescence photo by N

 

Pour Toi at the Modateca Deanna, another memory from adolescence, my favorite t-shirt, the only difference is the color, the t-shirt  I wore at the age of 15 was black, photo by N

Pour Toi at the Modateca Deanna, another memory from adolescence, my favorite t-shirt, the only difference is the color, the t-shirt I wore at the age of 15 was black, photo by N

 

Pour Toi at the Modateca Deanna, photo by N

Pour Toi at the Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

I never appreciated since childhood the stuffed animal, but this one at the Modateca Deanna was so funny, photo by Jessica Carlini

I never appreciated since childhood the stuffed animal, but this one at the Modateca Deanna was so funny, photo by Jessica Carlini

 

A short break featuring, chocolate, coffee and Tognana porcelain from Seventies, photo by N

A short break at the Modateca Deanna featuring, chocolate, coffee and Tognana porcelain from Seventies, photo by N

 

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Modateca Deanna, photo by N

Modateca Deanna, photo by N

 

Deanna Ferretti Veroni

Deanna Ferretti Veroni

 

Me and the artwork by Salvatore Fiume, photo by Jessica Carlini

Me and the artwork by Salvatore Fiume, photo by Jessica Carlini

 

 

 

www.modatecadeanna.it

Modateca Deanna, photo N

Modateca Deanna, photo N

I recently visited the Modateca Deanna in Reggio Emilia, suggestive cathedral of fashion culture, owned by Deanna and Sonia Ferretti Veroni (mother and sister) which is where yesterday it was the renowned knitwear company Miss Deanna, established by the brilliant, powerful, dear friend Deanna Ferretti Veroni. It was an awesome experience to spend one day – and unfortunately is not been enough – to see the library of Modateca, crowded of artworks as the canvas by Salvatore Fiume and many others, enriching its rooms. Time stops when I am in library. Many books have draws my attention and naturally the fashion magazines. A successful experience, I highly recommend of doing to students and insiders for increasing their own culture.

CULTURA DELLA MODA:LA MIA VISITA ALLA MODATECA DEANNA(1)

The library crowded by works by Salvatore Fiume

The library crowded by works by Salvatore Fiume

Ho recentemente visitato la Modateca Deanna in Reggio Emilia, suggestiva cattedrale di cultura della moda, di proprietà di Deanna e Sonia Ferretti Veroni (madre e sorella) che è il luogo in cui ieri si trovava la rinomata azienda di maglieria Miss Deanna, fondata dalla brillante, poderosa, cara amica Deanna Ferretti Veroni. È stata una fantastica esperienza passare una giornata – e sfortunatamente non è abbastanza – vedere la biblioteca della Modateca, affollato di opere d’ arte quali le tele di Salvatore Fiume e molti altri che arricchiscono le sue stanze. Il tempo si ferma quando sono in biblioteca. Molti libri hanno catturato la mia attenzione e naturalmente i magazine di moda. Una felice esperienza che raccomando altamente di effettuare a studenti e addetti ai lavori per accrescere la loro cultura.

Salvatore Fiume, photo by N

Salvatore Fiume, photo by N

 

Books at the library, photo by N

Books at the library, photo by N

 

Books at the library, photo by N

Books at the library, photo by N

 

Wagner über alles, photo by N

Wagner über alles, photo by N

Ho recentemente visitato la Modateca Deanna in Reggio Emilia, suggestiva cattedrale di cultura della moda, di proprietà di Deanna e Sonia Ferretti Veroni (madre e sorella) che è il luogo in cui ieri si trovava la rinomata azienda di maglieria Miss Deanna, fondata dalla brillante, poderosa, cara amica Deanna Ferretti Veroni. È stata una fantastica esperienza passare una giornata – e sfortunatamente non è abbastanza – vedere la biblioteca della Modateca, affollato di opere d’ arte quali le tele di Salvatore Fiume e molti altri che arricchiscono le sue stanze. Il tempo si ferma quando sono in biblioteca. Molti libri hanno catturato la mia attenzione e naturalmente i magazine di moda. Una felice esperienza che raccomando altamente di effettuare a studenti e addetti ai lavori per accrescere la loro cultura.

Richard Wagner, photo by N

Richard Wagner, photo by N

 

Brunhilde on the stage, photo bt N

Brunhilde on the stage, photo by N

 

Wagner on stage, photo by N

Wagner on stage, photo by N

 

The library, photo by N

The library, photo by N

 

Sketches by Krizia, photo by N

Sketches by Krizia, photo by N

 

 

Krizia, photo by N

Krizia, photo by N

 

L. Fiume, photo by N

L. Fiume, photo by N

 

Simonetta Gianfelici, photo by N

Simonetta Gianfelici, photo by N

 

Catalogues of fashion shows, photo by N

Catalogues of fashion shows, photo by N

 

Catalogues of fashion shows, photo by N

Catalogues of fashion shows, photo by N

 

photo by N

photo by N

 

photo by N

photo by N

 

A smashing yesterday magazine ft. Uma Thurman on its cover, photo by N

A smashing yesterday magazine ft. Uma Thurman on its cover, photo by N

 

A magazine making me think about the one and only Roberta Valentini, photo by N

A magazine making me think about the one and only Roberta Valentini, photo by N

 

One of the first fashion magazines I read, photo by N

One of the first fashion magazines I read during my childhood, photo by N

 

I-D  magazine, photo by N

I-D magazine, photo by N

 

One my favorite magazines, photo by N

One of my favorite magazines which has the merit of having the name of a track by Led Zeppelin, photo by N

 

 

And inside Dazed and Confused, the aristocracy of underground: Genesis P-Orridge, seen by Luke Wilson, photo by N

And inside Dazed & Confused, the aristocracy of underground: Genesis P-Orridge, seen by Luke Wilson, photo by N

 

 

Words by Genesis P-Orridge, photo by N

Words by Genesis P-Orridge, photo by N

 

 

 

Genesis P-Orridge on Dazed & Confused, talking about changes and the cut-up by Burroughs and Gysin, photo by N

Genesis P-Orridge on Dazed & Confused, talking about changes and the cut-up by Burroughs and Gysin, photo by N

 

 

 

Me, myself and I at the library, photo by N

Me, myself and I at the library, photo by N

 

 

www.modatecadeanna.it

Alice’ s adventures in Wonderland by Arthur Rackham

Alice’ s adventures in Wonderland by Arthur Rackham

The celebrated fairy tale “Alice’ s adventures in Wonderland” by Lewis Carroll returns in its most beautiful, evocative and decadent version, edited by A100castles – and adapted by it to be readable via Ipad – which has illustrated by the legendary Arthur Rackham (who also make the illustrations for other fairy tales as “Peter Pan in Kensington Gardens” by James Matthew Barrie as well as “Valkyrie” by Richard Wagner) of whose work embodies the patterns of decadent Aestheticism, a technique joining the Northern European illustrative tradition to the Japanese one from the 19th century and gives rise to a oneiric and magic atmosphere.

 

“LE AVVENTURE DI ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE” VISTE DA ARTHUR RACKHAM

Alice’ s adventures in Wonderland by Arthur Rackham

Alice’ s adventures in Wonderland by Arthur Rackham

La celebre favola “Le avventure nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll ritorna alla sua versione più bella, evocativa e decadente, edita da A100castles e da essa adattata per essere leggibile via Ipad – che è stata illustrata da Arthur Rackham (il quale ha anche realizzato le illustrazioni per altre favole come “Peter Pan nei giardini di Kensington” di James Matthew Barrie come anche “La Valchiria” di Richard Wagner) la cui opera, racchiude in sé motivi dell’ estetismo decadente, una tecnica che unisce la tradizione illustrativa nord-europea, a quella giapponese del 19° secolo e dà vita a un’atmosfera onirica e magica.

Alice’ s adventures in Wonderland by Arthur Rackham

Alice’ s adventures in Wonderland by Arthur Rackham

 

Brunhilde, from "Valkyrie"  , Arthur Rackham

Brunhilde, from “Valkyrie” , Arthur Rackham

 

 

Mario Salvucci

Mario Salvucci

The incredible creatures, jewels by Mario Salvucci, inspired by nature and its little, big hosts, embodying a strong and incisive minimalism as well as a bright craftsmanship, enriches of a new collection of bronze oxidized cuffs, a limited edition, drawing inspiration by the skin of fishes and snakes, which is available in the online store of jewelry designer and soon will also will include new versions made of silver.

SECOND SKIN/SEDUCTION/PROTECTION, LA NUOVA COLLEZIONE CAPSULE DI MARIO SALVUCCI

Mario Salvucci

Mario Salvucci

Le incredible creatures, gioielli di Mario Salvucci, che si ispirano alla natura e ai suoi piccolo, grandi ospiti e racchiudono in sé un forte e incisivo minimalismo come anche una brillante artigianalità, si arricchisce di una nuova collezione di bracciali di bronzo brunito, una limited edition che trae ispirazione dalla pelle dei pesci e dei serpenti, è disponibile nella boutique online del designer di gioielli e presto comprenderà anche nuove versioni d’ argento.

Mario Salvucci

Mario Salvucci

 

Mario Salvucci

Mario Salvucci

 

Mario Salvucci

Mario Salvucci

 

 

www.incrediblecreatures.it

Filippo Timi, photo by N

Filippo Timi, photo by N

Poetry, lightness, irony and a bit of melancholy featured in the exhibition “Gli standard dell’ amore” (standing as “The standard of love”) which was held in Milan at the Circolo Marras, curated by Francesca Alfano Miglietti, where it has showcased the works of eclectic Filippo Timi, bright actor, author and artist, successful chance to appreciate his art on canvas, see again Antonio Marras and also share this successful interlude with dear friends.

“GLI STANDARD DELL’ AMORE”, LA POESIA E LEGGEREZZA DI FILIPPO TIMI AL CIRCOLO MARRAS

Filippo Timi, photo by N

Filippo Timi, photo by N

Poesia, leggerezza, ironia e un pizzico di malinconia sono stati i protagonisti della mostra “Gli standard dell’ amore” che si è tenuta a Milano presso il Circolo Marras, curata da Francesca Alfano Miglietti, in cui sono state esposte le opere dell’ eclettico Filippo Timi, brillante attore, scrittore e artista, felice occasione per apprezzare la sua arte su tela, rivedere Antonio Marras e anche condividere questo lieto intermezzo con cari amici.

Circolo Marras, photo by N

Circolo Marras, dress Antonio Marras, photo by N

 

Me and Benedetta Barzini, photo by N

Me and Benedetta Barzini, photo by N

Circolo Marras, photo by N

Circolo Marras, dresses Antonio Marras, photo by N

 

Circolo Marras

Circolo Marras, dresses Antonio Marras, photo by N

 

Circolo Marras. dress Antonio Marras

Circolo Marras. dress Antonio Marras

 

Dress Antonio Marras, photo by N

Dress Antonio Marras, photo by N

 

Shoes Antonio Marras. photo by N

Shoes Antonio Marras. photo by N

 

Me and Matteo Osso, photo by N

Me and Matteo Osso, photo by N

Filippo Timi, photo by N

Filippo Timi, photo by N

 

Me and the works by Filippo Timi, photo by Sveti Schmidt

Me and the works by Filippo Timi, photo by Sveti Schmidt

 

Filippo Timi, photo by N

Filippo Timi, photo by N

 

Me and Antonio Marras, photo by N

Me and Antonio Marras, photo by N

 

www.antoniomarras.it

Tailor, 9 vie by Bogue-Profumo

Tailor, 9 vie by Bogue-Profumo

Magic, an olfactive alchemy. Dreams and visions caress the soul and senses. Velvety well-being. Organic, existentialist suggestions talk about exclusivity, uniqueness and sartorialism. All that and much more is  Tailor, 9 vie by Bogue-profumo. This olfactive project, created by Antonio Gardoni, vibrant and eclectic individual, architect and designer, is the core of dialogue started between the perfumer and who wants having a tailored perfume. In fact the nine fragrances are the standards used by Antonio to understand the olfactive base which is affine to the client, the starting point for making the scent, a sartorial and natural fragrance. The most innovative element of these nine fragrances, B2, D2, E2, F2, G, H, N, P, is their organic matrix. They are 100% natural scents, free from artificial fixatives and contain a celebrated basis, used a long time ago: the labdanum (balsamic note evoking past times – the romanticism of Lord George Byron and his ritual of drinking the labdanum, powerful hallucinogenic – and it’ s an excellent natural fixative of perfumes), old wisdom. A project extremely innovative, deeply connected to the nature, the love for the nature and woods of Antonio, nocturnal alchemist working when the dark catches and illuminates the senses, paving the way to the dream. Fantasy becomes reality and gives rise to liquid emotions in bottle. Emotions to smell, experience and live. And here the word stop, it stays the breath. Deepness. The senses, heart and soul speak without words. A unique work embracing the other to complete oneself and exist.

 

SOGNO, EMOZIONI LIQUIDE & SARTORIALITÀ : LA MAGIA DI BOGUE-PROFUMO

Antonio Giardoni along with a mask - about which I will talk soon - embodying Bogue-Profumo, photo by N

Antonio Gardoni along with a mask – about which I will talk soon – embodying Bogue-Profumo, photo by N

Magia, un’ alchimia olfattiva. Sogni e visioni carezzano l’ anima e i sensi. Vellutato benessere. Organiche suggestioni esistenzialiste parlano di esclusività, unicità e sartorialità. Tutto questo e molto altro è Tailor, 9 vie di Bogue-profumo. Questo progetto olfattivo, creato da Antonio Gardoni, vibrante ed eclettica individualità, architetto e designer, è il fondamento del dialogo avviato tra il profumiere e chi vuole avere un profumo personalizzato. Le nove fragranze sono infatti gli standard usati da Antonio per capire la base olfattiva affine al cliente, il punto di partenza per elaborare il profumo, una fragranza sartoriale e naturale. L’ elemento più innovativo di queste nove fragranze, B2, D2, E2, F2, G, H, N, P, è la loro matrice organica. Sono profumi naturali al 100%, privi di fissatori artificiali e contengono una celebre base usata molto tempo fa: il labdano(nota balsamica che evoca tempi passati – il romanticismo di Lord George Byron e il suo rituale di bere il distillato di labdano, potente allucinogeno – ed è un eccellente fissatore naturale dei profumi), saggezza antica. Un progetto estremamente innovativo, profondamente legato alla natura, all’ amore per la natura e i boschi di Antonio, notturno alchimista che lavora quando il buio cattura e illumina i sensi, aprendo la via al sogno. La fantasia diventa realtà e dà vita a emozioni liquide in bottiglia. Emozioni da sentire, sperimentare e vivere. E qui le parole si fermano, resta il respiro. Profondità. I sensi, il cuore e l’ anima parlano senza parole. Un’ opera unica che abbraccia l’ altro per compiersi ed esistere.

Me smelling Bogue-Profumo, photo by Antonio Giardoni

Me smelling Bogue-Profumo, photo by Antonio Gardoni

 

http://bogue-profumo.com

Jacket Stella Jean - featuring in Penelope -, dress Stella Jean, skirt Comme des Garçons, hat Penelope archive, photo by N

Jacket Stella Jean – featuring in Penelope -, dress Stella Jean, skirt Comme des Garçons, hat Penelope archive, photo by N

To be in Brescia means to visit Penelope, the renowned boutiques, by the one and only Roberta Valentini (awesome companion of an interludes under the sign of art), it’s a perfect equation, a pleasure and categorical imperative. I was pleased to see the shop windows of the boutique dedicated to Stella Jean and also featured the accessories by Carmina Campus, brand by Ilaria Venturini Fendi promoting the culture of re-use. It’s a habit of store – as Roberta told me – to dedicate the shop window of store to a fashion designer. Naturally we also talked about the talent and intelligence of this fashion designer( of whose work is currently celebrated by a huge exhibition on Italian fashion in London at the Victoria & Albert Museum) making an excrelleny styling work as well as about the status quo of contemporary fashion connected to the moment we are living and issues concerning fashion semiotic. I deeply respect and appreciate Roberta, her vision, her ability to be into the present and future times and also her visionary and passionate spirit, supported by a great concreteness, which has successfully made concrete by her year after year, giving rise to a cathedral of conceptual fashion, showcasing and selling its most refined names (after all as fashion, a product without market doesn’t exist though it’s the most brilliant work embodying art and craftsmanship, it is and becomes nothing without). My visit to this enchanting place, emphasized by the kind collaboration of weather, continued going to Penelopesposa, such a beautiful space – which makes be tempted to get married, also to people like me who never did not consider this chance, thinking about marriage as a contract and love as freedom – where tenderness, refinement and elegance join together and dialogue between themselves, creating a harmony and that creative alchemy which makes it a cathedral to visit and where to come back. I will come back soon there, in this city, little jewel, which gives me as a gift special moments, a lot of kindness, beauty, sweetness and wonderful surprises.

ARTE & MODA A BRESCIA(2): PENELOPESCHI MOMENTI CONCETTUALI

Carmina Campus, photo by N

Carmina Campus, photo by N

 

Essere a  Brescia significa far visita a Penelope, le rinomate boutiques, boutique della sola e unica Roberta Valentini (fantastica compagna di interludi all’ insegna dell’ arte), è una perfetta equazione, un piacere e un imperativo categorico. Mi ha rallegrato vedere che le vetrine della boutique erano dedicate a Stella Jean e avevano quali protagonisti anche gli accessori di Carmina Campus, brand di Ilaria Venturini Fendi che promuove la cultura del riuso. È una consuetudine del negozio dedicate a un determinato fashion designer. Naturalmente abbiamo anche parlato del talento e intelligenza di questa fashion designer che fa un eccellente lavoro di styling (la cui opera è attualmente celebrate da una grande mostra sulla moda italiana a Londra presso il Victoria & Albert Museum) come anche sullo status quo della moda contemporanea , legato al momento che stiamo vivendo e a problematiche inerenti la semiotica della moda. Rispetto profondamente e apprezzo Roberta, la sua visione, la sua capacità di essere proiettata nel tempo, presente e futuro ed anche il suo spirito visionario e ardente, sorretto da una notevole concretezza, che è stato felicemente concretizzato anno dopo anno, dando vita a una cattedrale di moda concettuale che espone e vende i suoi nomi più raffinati (dopo tutto la moda, un prodotto senza un mercato non esiste anche se è il più brillante lavoro che racchiude arte e artigianalità, è e resta nel nulla). La mia visita in questo luogo incantevole, enfatizzato dalla gentile collaborazione del tempo, è proseguita andando da Penelopesposa, luogo estremamente bello – che fa venir voglia di sposarsi, anche a quelli come me  che non hanno mai preso in considerazione questa eventualità, ritenendo che il matrimonio sia un contratto e l’ amore sia libertà – in cui dolcezza, raffinatezza e eleganza si uniscono e dialogano tra di loro, creando un’ armonia e quella alchimia creativa che la rende tale, una cattedrale da visitare e in cui ritornare. Tornerò presto qui, in questa città, piccolo gioiello che mi regala momenti speciali tanta gentilezza, bellezza, tenerezza e meravigliose sorprese.

Stella Jean, photo by N

Stella Jean, photo by N

A sweet little girl conceptual fashion oriented..., photo by N

A sweet little girl conceptual fashion oriented…, photo by N

...and her mother, a Roberta's friend during a shopping interlude, photo by N

…and her mother, a Roberta’s friend during a shopping interlude, photo by N

 

Marting Margiela, photo by N

Marting Margiela, photo by N

 

Dries, van Noten, photo by N

Dries, van Noten, photo by N

 

Penelope, photo by N

Penelope, photo by N

 

My Steven Meisel moment at Penelope, hat Penelope archive, photo by N

My Steven Meisel moment at Penelope, hat Penelope archive, photo by N

 

Steven Meisel, photo by N

Steven Meisel, photo by N

 

Penelopesposa, photo by N

Penelopesposa, photo by N

 

Penelopesposa, photo by N

Penelopesposa, photo by N

 

Penelopesposa, photo by N

Penelopesposa, photo by N

Penelopesposa, photo by N

Penelopesposa, photo by N

 

 

Penelopesposa, photo by N

Penelopesposa, photo by N

 

Lanvin, photo by N

Lanvin, photo by N

 

Penelopesposa, photo by N

Penelopesposa, photo by N

 

Penelopesposa, photo by N

Penelopesposa, photo by N

 

Penelopesposa, photo by N

Penelopesposa, photo by N

 

Penelopesposa, photo by N

Penelopesposa, photo by N

 

Penelopesposa, photo by N

Penelopesposa, photo by N

 

Penelopesposa, photo by N

Penelopesposa, photo by N

 

Jacket Alexis Mabille, photo by N

Jacket Alexis Mabille, photo by N

 

Penelopesposa, photo by N

Penelopesposa, photo by N

 

Comme des Garçons vintage, photo by N

Comme des Garçons vintage, photo by N

 

Penelopesposa, photo by N

Penelopesposa, photo by N

 

Roberta Valentini and me, photo by Alessandro Boccingher

Roberta Valentini and me, photo by Alessandro Boccingher

A calla lily, unexpected gift at the Brescia railway station, given to me by a Florentine woman, photo by N

A calla lily, unexpected gift at the Brescia railway station, given to me by a Florentine woman, photo by N

 

 

www.penelope-store.it

The exhibition path featuring pictures by Silvia Hell, photo by Alessandro Boccingher

The exhibition path featuring pictures by Silvia Hell, photo by Alessandro Boccingher

I recently spent a marvelous day in Brescia, enchanting city under the sign of elegance, colors, flavors, scents and D’ Annunzio style suggestions (after all the Vittoriale, house of decadent poet, an awesome building, is close to Brescia, in Gardone Riviera) along with the kind collaboration of weather which made everything more special and pleasant. Here I visited with my awesome companions, Alessandro Boccingher and the one and only Roberta Valentini, the AplusB gallery which hosted “Piano Focale a soggetto mobile” (meaning “VRS, Focal plane with subject in motion”), the solo exhibition of Silvia Hell running through 24th April 2014. It was a successful chance to experience the exhibition path, sensorial experience connected to memories which brought back to life a memory from my childhood concerning movement, danger and satisfaction. A place to enjoy and where to come back, created by two brilliant individuals Alessandro Boccingher and Dario Bonetta, showcasing young artists and making a fine search.

ARTE & MODA A BRESCIA(1): LA MIA VISITA ALLA APLUSB GALLERY

The register to document every experience arising by the exhibition path through images and words that will be turned in artworks by Silvia Hell, photo by N

The register to document every experience arising by the exhibition path through images and words that will be turned in artworks by Silvia Hell, photo by N

Ho recentemente passato una meravigliosa giornata a Brescia, incantevole città all’ insegna di eleganza, colori, sapori, profumi e suggestioni dannunziane (dopotutto il Vittoriale, dimora del poeta decadentista, superba dimora è vicino Brescia, aGardone Riviera) con la gentile collaborazione del tempo che ha reso tutto più speciale e piacevole. Ivi ho visitato insieme ai miei fantastici compagni, Alessandro Boccinghere la sola e unica Roberta Valentini, laAplusB gallery che ospitava “Piano Focale a soggetto mobile”, la personale diSilvia Hell che prosegue fino al 24aprile 2014. È stata una felice occasione per sperimentare il percorso espositivo, esperienza sensoriale legata ai ricordi che ha riportato in vita un ricordo d’ infanzia inerente il movimento, il pericolo e la soddisfazione. Un luogo da apprezzare e in cui tornare, creato da due brillanti individualità, Alessandro BoccinghereDario Bonetta che espone le opere di giovani artisti ed effettua una raffinata ricerca.

The transformation of an experience into art by Silvia Hell, photo by N

The transformation of an experience into art by Silvia Hell, photo by N

 

Silvia Hell, photo by N

Silvia Hell, photo by N

 

Me starting the exhibition experience, photo by Alessandro Boccingher

Me starting the exhibition experience, photo by Alessandro Boccingher

 

Me experiencing the exhibition path, photo by Alessandro Boccingher

Me experiencing the exhibition path, photo by Alessandro Boccingher

 

Me experiencing the exhibition path, photo by Alessandro Boccingher

Me experiencing the exhibition path, photo by Alessandro Boccingher

 

Me experiencing the exhibition path, photo by Alessandro Boccingher

Me experiencing the exhibition path, photo by Alessandro Boccingher

 

The one and only Roberta Valentini and me, photo by Alessandro Boccingher

The one and only Roberta Valentini and me, photo by Alessandro Boccingher

 

The one and only Roberta Valentini, Alessandro Boccingher and me, photo by N

The one and only Roberta Valentini, Alessandro Boccingher and me, photo by N

 

The curator of exhibitio, me, Silvia Hell, the one and only Roberta Valentini and Dario Bonetta, photo by Alessandro Boccingher

The curator of exhibition, me, Silvia Hell, the one and only Roberta Valentini and Dario Bonetta, photo by Alessandro Boccingher

 

 

http://aplusbcontemporaryart.wordpress.com

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

It is always an awesome experience to visit the atelier of Liborio Capizzi, awesome, ironic, passionate individual who is a genius creative and has the sense of construction, successfully made concrete in the haute couture and demi-couture creations he made. It was a pleasant afternoon interlude, dressed up by coffee and brilliant conversations about art and music: subcultures as punk, the real punk movement which arose before in New York City, as Liborio told me, who has been so lucky to live and experience himself the times of CBGB (legendary New York club where it performed great artists as the Ramones, Lou Reed, Patti Smith, Iggy Pop, Talking Heads and The Blondie). Naturally he also talked me about the new demi-couture Fall/Winter 2014-2015 collection DiLiborio red label, he presented during the latest edition of Milan Fashion Week at his atelier (chance to enjoy the amazing mutations of this marvelous and extremely evocative space as well as to see Skin, Liborio’s muse and long-time friend for whom he works on her look during the tour of Skunk Anansie) featuring rock and new-pagan suggestions that overlap to industrial patterns and fringes giving rise to new innovative shapes and unusual creations as the marvelous jackets made of eco-fur, that embody a healthy ethic and a catchy, high impact design.

UN FORMIDABILE INTERLUDIO POMERIDIANO A MILANO CON LIBORIO CAPIZZI

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

The atelier of Liborio Capizzi, photo by N

È sempre una fantastica esperienza far visita all’ atelier di Liborio Capizzi, ironica e ardente individualità che è un creativo geniale ed ha il senso per la costruzione, felicemente concretizzato nelle sue creazione di alta moda e demi-couture. È stato un piacevole interludio pomeridiano, condito da caffè e brillanti conversazioni su arte e musica: subculture come il punk, il vero movimento punk che è nato prima a New York City, come Liborio mi raccontava, che è stato così fortunato da vivere e sperimentare in prima persona i tempi del CBGB (leggendario club newyorkese in cui si sono esibiti grandi artisti come i Ramones, Lour Reed, Patti Smith, Iggy Pop, i Talking Heads ed i Blondie). Naturalmente mi ha anche parlato della collezione demi-couture autunno-inverno 2014-2015 DiLiborio etichetta rossa, da lui presentata durante l’ ultima edizione della fashion week milanese al suo atelier (occasione per apprezzare le sorprendenti mutazioni di questo spazio meraviglioso ed estremamente evocativo, come anche incontrare Skin, musa e amica di lunga data di Liborio di cui cura l’ immagine durante il tour degli Skunk Anansie) di cui sono protagoniste suggestioni rock e neo-pagane che si sovrappongono a motivi industrial e frange, dando vita a forme innovative e insolite creazioni quali le superbe giacche realizzate in pelliccia ecologica che racchiudono in sé una salubre etica e un accattivante design dal forte impatto.

DiLiborio Fall/Winter 2014-2015, photo courtesy of Studio Re

DiLiborio Fall/Winter 2014-2015, photo courtesy of Studio Re

 

DiLiborio Fall/Winter 2014-2015, photo courtesy of Studio Re

DiLiborio Fall/Winter 2014-2015, photo courtesy of Studio Re

 

Liborio Capizzi and Skin, photo courtesy of Studio Re

Liborio Capizzi and Skin, photo courtesy of Studio Re

 

DiLiborio Fall/Winter 2014-2015, photo courtesy of Studio Re

DiLiborio Fall/Winter 2014-2015, photo courtesy of Studio Re

 

Skin performing with Skunk Anansie, photo courtesy of Studio Re

Skin, dressed by Liborio Capizzi, performing with Skunk Anansie, photo courtesy of Studio Re

 

Me and Liborio Capizzi, photo by N

Me and Liborio Capizzi, photo by N

 

 

 

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

I recently visited the concept store recently opened by the brilliant fashion designer Maurizio Pecoraro which hosts the womenswear collection being under the sign of demi-couture along with a display of furniture telling about him and being available for sale. The space, placed in Milan, in Piazza Risorgimento 10, is decorated by antique objects as the mirrors having different shapes. I was pleased to see finally how it is, considering the last time I visited it, some months ago, I could just see just some parts of walls, being everything work in progress. It completes the boutique, talking about slowness, elegance and luxury, the dressing room, enriched by enchanting objects that make caressing the experience of shopping. A place to visit and come back to enjoy the suggestions of a genuine creative.

LA MIA VISITA AL CONCEPT STORE DI MAURIZIO PECORARO

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

Ho recentemente visitato il concept store recentemente aperto dal brillante fashion designer Maurizio Pecoraro che ospita la collezione donna da lui realizzata all’ insegna della demi-couture unitamente a un’ esposizione di arredi che parlano di lui e sono in vendita. Lo spazio, ubicato a Milano, in Piazza Risorgimento 10, è decorato da oggetti di antiquariato come gli specchi dalle forme più svariate. Mi ha rallegrato vedere finalmente come esso sia, considerando che l’ ultima volta in cui l’ ho visitato, alcuni mesi fa, ho potuto vedere soltanto alcune parti delle pareti, essendo tutto in corso d’ opera. Completa la boutique che parla di lentezza, eleganza e lusso, il camerino, arricchito da incantevoli oggetti che rendono carezzevole l’ esperienza dello shopping. Un luogo da visitare e in cui tornare per apprezzare le suggestioni di un autentico creativo.

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

 

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

 

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

 

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

 

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

The concept store of Maurizio Pecoraro, photo by N

 

 

www.mauriziopecoraro.it

Dhaer Bin Dhaer and me, photo by N

Dhaer Bin Dhaer and me, photo by N

Olfactive experiences and nice encounters featured in my day at Esxence, event focused on  artistic perfumery and its culture which was held in Milan at the Triennale Design Museum. Dhaer Bin Dhaer, nice and fun Dubai sultan who created the scent Tola, has been one of the first people I met. The scents he made were showcased along with many objects as a weird mask and the scarves that emphasized on their oriental charm and warm suggestions reminding the desert and made me think about the “Sheltering sky”, celebrated movie by Bernardo Bertolucci (and more specifically about a scene featuring John Malkovich and Amina Annabi and its moving soundtrack by Ryuichi Sakamoto). The packaging of perfumes is very catchy, including also a dropper, successful way to depict a gesture and a kind of fetishism connected to the scent which makes concrete also a smart marketing choice.

The weird masks by Tola, photo by N

The weird masks by Tola, photo by N

A playful, ironic and provocative, pop mood, connected to the olfactive libertinage shines in Etat Libre D’ Orange, French brand created by the brilliant Etienne De Swardt, including unusual fragrances as “Don’t get me wrong baby I don’t swallow”, “Charogne”(a scent I experienced a long ago, for a long time), “Secretions magnifiques”, the scent reinterpreting the scent of sperm, created by one of my favorite noses, Antoine Lie(who also made “Sulphur” by Nu-be), “Archives 69”, inspired by “Drencula”, erotic novel on vampires by Boris Vian, the first trans-scent “Afternoon of a faun”, created by the eclectic artist and beloved friend Justin Vivian Bond and last but not the least “Cologne”, a nice scent. This new perfume, which will be released on May, represents something being unexpected, considering the outrageous attitude of brand. Etienne told me “it was a way to break the rules and sometimes we break our own rules”. After the decadence now it shines the nice and its freshness embodied in this scent.

Etat Libre D' Orange, photo by N

Etat Libre D’ Orange, photo by N

 

Etat Libre d' Orange, photo by N

Etat Libre d’ Orange, photo by N

Nevertheless the freshness is the core of Eau d’ Italie,  Positano brand, producing a series of fragrances, created by Sebastian Alvarez Mureno, evoking the freshness of sea and Mediterranean visions. The combinations giving rise to its alchemies are many, some are enriched also of spicy, woody notes or red fruits as “Graine de Joie”, the new fragrance, but all the ones have in common the freshness. A refined freshness which makes this scent a passé-partout, appreciated by people who don’t like aggressive and intense smells, being all of these scents extremely delicate.

Eau d' Italie, photo by N

Eau d’ Italie, photo by N

 

Eau d' Italie, photo by N

Eau d’ Italie, photo by N

It was fun to see again the Australian milliner Naomi Goodsir featuring in Exsence as brand of fragrances as the caressing “Cuir Velours”, joining tobacco, rum, cistus labdanum, incense and fleur d’ immortelle and “Or dù Serail” which embodies tobacco along with ambery, woody and musky notes.

Naomi Goodsir parfums, photo by N

Naomi Goodsir parfums, photo by N

 

Naomi Goodsir and me, photo by N

Naomi Goodsir and me, photo by N

 

The pleasant interlude at the Triennale Design Museum ended with a Parisian brand being the parfume history, Caron.

Caron, photo by N

Caron, photo by N

 

 

INCONTRI & ESPERIENZE OLFATTIVE AD ESXENCE

Mustafa Sabbagh and Tola, photo by N

Mustafa Sabbagh and Tola, photo by N

Esperienze olfattive e simpatici incontri sono stati i protagonisti della mia giornata a Esxence, evento dedicato alla profumeria artistica, alla sua cultura che si è tenuto a Milano presso il Museo del Design della Triennale. Dhaer Bin Dhaer, il simpatico e buffo sultano di Dubai che ha creato il profumo Tola, è stato una delle prime persone che ho conosciuto. I suoi profumi erano esposti insieme a diversi oggetti quali una insolita maschera ed i foulard che enfatizzavano il loro fascino orientale e calde suggestioni che ricordavano il deserto e mi hanno fatto pensare a “Il tè nel deserto”, celebre film di Bernardo Bertolucci (più specificamente a una scena del film con John Malkovich e Amina Annabi ed anche alla struggente colonna sonora di Ryuichi Sakamoto). Il packaging dei profumi è molto accattivante, comprensivo anche di un contagocce, felice modo di ritrarre un gesto e una sorta di feticismo legato al profumo che concretizza anche una intelligente scelta di marketing.

Tola, photo by N

Tola, photo by N

 Un giocoso, ironico e provocante mood pop, legato al libertinaggio olfattivo splende in Etat Libre D’ Orange, brand francese creato dal brillante Etienne De Swardt che comprende insolite fragranze come “Don’t get me wrong baby I don’t swallow”, “Charogne”(profumo da me sperimentato tanto tempo fa, per lungo tempo), “Secretions magnifiques”, fragranza che reinterpreta l’ odore di sperma, creata da uno dei miei nasi preferiti, Antoine Lie (che ha anche realizzato “Zolfo”e altre fragranze di Nu-be), “Archives 69”, che si ispira a “Drencula”, racconto erotico sui vampiri di Boris Vian, il primo profumo trans “Afternoon of a faun”, creato dall’ eclettico artista e amico molto caro Justin Vivian Bond ed ultimo ma non meno importante “Cologne”, una fragranza carina. Questo nuovo profumo, che sarà distribuito a maggio, rappresenta qualcosa di inaspettato, considerando l’ attitudine provocatoria del marchio. Etienne mi diceva che: “era un modo per rompere le regole e talvolta abbattere le nostre stesse regole”. Dopo la decadenza adesso splende il carino e la sua freschezza, racchiusa in questo profumo.

Etat Libre D' Orange, photo by N

Etat Libre D’ Orange, photo by N

 

Etienne de Swardt and me, photo by N

Etienne de Swardt and me, photo by N

 

Ciònondimeno la freschezza è il cuore di Eau d’ Italie, brand di Positano, che produce una serie di fragranze create da Sebastian Alvarez Mureno che evocano il mare e visioni mediterranee. Le combinazioni che danno vita alle sue alchimie sono varie, alcune arricchite da note speziate, verdi o frutti rossi come “Graine de Joie”, la nuova fragranza, ma tutte hanno in comune la freschezza. Una raffinata freschezza che rende questi profumi un passé-partout, apprezzati da persone che non gradiscono odori aggressivi e intensi, essendo queste fragranze oltremodo delicate.

Eau d' Italie, photo by N

Eau d’ Italie, photo by N

 

Sebastian Alvarez Mureno, photo by N

Sebastian Alvarez Mureno, photo by N

 

É stato divertente rivedere la designer di cappelli Naomi Goodsir protagonista di Exsence nelle vesti di brand di profumi quali il carezzevole “Cuir Velours”, che unisce tabacco, rum, ciste labdano, incenso e fiori di luce e “Or dù Serail” che racchiude in sé tabacco unitamente a note ambrate, verdi e muschiate.

Naomi Goodsir, photo by N

Naomi Goodsir, photo by N

 

Naomi Goodsir, photo by N

Naomi Goodsir, photo by N

Il piacevole intermezzo al Museo della Triennale si è concluso con un marchio parigino che è la storia del profumo, Caron.

Caron, photo by N

Caron, photo by N

 

The journalist and Ermano Picco and me, photo by N

The journalist and Ermano Picco and me, photo by N

 

 

www.esxence.com

Mustafa Sabbagh, photo by N

Mustafa Sabbagh, photo by N

It featured during the latest edition of Esxence, event focused on the artistic perfumery which was held in Milan at the Triennale Design Museum, a smashing sensorial conversation about feelings, scents, art and design which was moderated by the journalist and expert Ermano Picco. Here the brilliant photographer Mustafa Sabbagh talked about the idea of fragrance he considered as scent. “The scent is ancestral and is connected to mind and belly”. Thus he said during this pleasant interlude where I appreciated his great genuineness, spontaneity and exhaustive synthesis. He also answered to the question regarding the eventual gender of smell, saying :“it’s something connected with the feeling, it’s not connected to the seeing which gives rise to a code of behaviour where the gender is a moralistic and classifying standard”. He also considered “Wodaabe- Herdsmen of the Sun” the documentary film by Werner Herzog on the Wodaabe tribe where the men, also by suffering, beautified them in order to be chosen as husbands by the women. Mustafa also talked about “the perfumery industry, which succeeded to take out the smell in order to feel, give emotions, is changing the cultural concept of perfume. The vibrant artist recently made “Come closer”, a suggestive video talking about the overwhelming experience of Nu-be, a series of scents depicting the Sadean primordial soup, a genuine lifestyle and telling about the violent action caught on film made to get Nu-be. Francesca Gotti, designer of Nu-be, considered this work as “a creative ménage a trois”, where Nu-be is in the center of a fight: “to break the case for entering into this experience”. The video ends with the image of a forest which – Francesca said – is an invitation to the voyage, to a new being as it asserts John Berger”. The sensual, sensorial perception of smell by Mustafa was enriched by other precious reflections. Big truths, consciousnesses: “I am in love with the skin, it’s a diary”; “I smell people”; “we can lie with smells, the one which wins is the truth of its own being”. These words come from the one who is “a nomadic mind and a free spirit”, a clever individual and a fine artist. Passion, passion and again passion is what shines in his work. The rarefied atmospheres he depicted talk about timeless stories under the sign the grotesque where the erotic, sensual element and the nudity is just means to subvert the conventional standards of ethic and aesthetics. “I love what makes me scared”. Thus Mustafa spoke, telling: “if you dream, you dream perfection, if you live, you love imperfection”. The conversation focused on other ideas concerning the smell, which is connected to memory and it is not necessarily connected to flowers. There are other scents that are powerful means able to evoke images and memories, as the smell of oil – as Mustafa said – or the one coming from the hospital. It was a successful happening to celebrate, discover and enjoy the olfactive design, art, sense and feelings.

MUSTAFA SABBAGH & NU-BE A ESXENCE: DIALOGHI OLFATTIVI TRA ARTE E DESIGN

Ermano Picco, photo by N

Ermano Picco, photo by N

È stata protagonista dell’ ultima edizione di Esxence, evento dedicato alla profumeria artistica che si è tenuto a Milano presso il Museo del Design della Triennale, una formidabile conversazione su sensazioni, odori, arte e design che è stata moderata dal giornalista ed esperto Ermano Picco. Ivi il brillante fotografo Mustafa Sabbagh ha parlato dell’ idea di profumo da lui presa in considerazione nelle vesti di odore. “Il profumo è ancestrale ed è legato alla mente e alla pancia”. Così ha detto durante questo piacevole interludio in cui ho apprezzato la sua grande genuinità, spontaneità ed esaustiva sintesi. Ha risposto anche al quesito inerente l’ eventuale gender dell’ odore affermando che:“è qualcosa collegato al sentire, non è connesso al vedere che dà vita a un codice comportamentale in cui il gender è uno standard moralistico e classificatorio”. Ha anche preso in considerazione “Wodaabe-I Pastori del Sole”, il film documentaristico di Werner Herzog sulla tribù Wodaabe in cui gli uomini, anche soffrendo, si abbelliscono per essere scelti dalle donne come mariti. Mustafa ha anche parlato dell’ “industria  dei profumi che ha il merito di tirar fuori gli odori per sentire, dare emozioni, sta cambiando il concetto culturale del profumo. Il vibrante artista ha recentemente realizzato “Come closer”, un suggestivo video che parla dell’ irresistibile esperienza di Nu-be, una serie di fragranze che dipingono il sadiano brodo primordiale, un autentico stile di vita e raccontano l’ azione violenta catturata su pellicola per avere Nu-be. Francesca Gotti, designer di Nu-be, ha considerato quest’ opera “un amplesso creativa a tre”, in cui Nu-be è nel mezzo di una lotta: “rompere il guscio per accedere a questa esperienza”. Il si conclude con l’ immagine di una foresta che – diceva Francesca – è un invito al viaggio, a un nuovo essere come afferma John Berger”. La percezione sensuale, sensoriale dell’ odore di Mustafa è stata arricchita da altre preziose riflessioni. Grandi verità, consapevolezze: “sono innamorato della pelle, è un diario”; “annuso la gente”; “non possiamo mentire con gli odori, chi vince è la verità del proprio essere”. Queste parole provengono da chi è un “nomade di testa e uno spirito libero”, individualità di fine ingegno e raffinato artista. Passione, passione e ancora passione è ciò che splende nel suo lavoro. Le atmosfere rarefatte da lui ritratte narrano storie senza tempo all’ insegna del grottesco in cui l’ elemento erotico, sensuale e la nudità sono soltanto mezzi per sovvertire i parametri convenzionali di etica ed estetica. “Amo ciò che mi fa paura”. Così ha detto Mustafa, sottolineando: “se sogni, sogni la perfezione, se vivi, ami l’ imperfezione”. La conversazione si è rivolta ad altri concetti inerenti l’ odore che è connesso al ricordo e non richiama necessariamente i fiori. Ci sono altri profumi che sono mezzi poderosi, capaci di evocare immagini e ricordi, come l’ odore della benzina – diceva Mustafa – o quello dell’ ospedale. Un felice happening per celebrare, scoprire e apprezzare il design olfattivo, l’ arte, il senso ed i sensi.

Francesca Gotti, photo by N

Francesca Gotti, photo by N

Me and Anna Porcu, photo by N

Me and Anna Porcu, photo by N

Antonio Gardoni, creator of  Bogue-Profumo (olfactive experience under the sign of  sartorialism I will tell about soon), photo by N

Antonio Gardoni, creator of Bogue-Profumo (olfactive experience under the sign of sartorialism I will tell about soon), photo by N

The jewelry designer Milena Altini and me, photo by N

The jewelry designer Milena Altini and me, photo by N

 

www.esxence.com

www.nubeperfume.com

Bruno Munari

Bruno Munari

The City of Milan celebrates Bruno Munari, legendary persona, bringer of energy, creativity and culture, with “Munari Politecnico”, exhibition curated by Marco Sammicheli and Paolo Giacomazzi which will be held from 6th April to 7th September 2014 at the Museo del Novecento. The exhibition tells about the unforgettable designer, author (of essays and fairy tales as “Little White Riding Hood”, “Little Yellow Riding Hood”, “Little Green Riding Hood” and “Little Blue Riding Hood” for the children at every age) and eclectic intellectual, showcases the works by the artist coming from the Vodoz and Danese collections that are read again and dialogue with artists as Gillo Dorfles and Carlo Belloli. An exhibition path which focuses on the connection of Bruno Munari with Milan, the coffee bars, Brera, the ateliers and art galleries and is enriched by the photographs by Ada Ardessi and Atto who documented his work for over twenty years. I like reminding his thought about fantasy and creativity, two precious sources of human being: “fantasy is an ability of individual who is able to invent mental images that are different from reality, considered as a whole o caught in its details: images that can be also practically unfeasible. Instead creativity is a productive ability where fantasy and intellect are connected , thus the result arising from that is always practically feasible”. A not to be missed happening (which is part of a series of initiatives as the International Day of Studies on Bruno Munari which will be held on 3rd June 2014 at the Museo del Novecento, Sala Fontana) under the sign of art, design and its culture.

“BRUNO MUNARI POLITECNICO” AL MUSEO DEL NOVECENTO DI MILANO

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Milano celebra Bruno Munari, leggendario personaggio, portatore di energia, creatività e cultura con “Munari Politecnico”, mostra curata da Marco Sammicheli e Paolo Giacomazzi che si terrà dal 6 aprile al 7 settembre 2014 presso il Museo del Novecento. La mostra parla dell’ indimenticabile designer, scrittore (di saggi e fiabe quali “Cappuccetto bianco”, “Cappuccetto giallo”, “Cappuccetto verde” e “Cappuccetto blu” per bambini di tutte le età) ed eclettico intellettuale, espone le opere dell’ artista provenienti dalle collezioni Vodoz e Danese che sono rilette e dialogano con artisti quali Gillo Dorfles e Carlo Belloli. Un percorso espositivo che si sofferma sul legame di Bruno Munari con Milano, i caffè, Brera, gli atelier e le gallerie d’ arte ed è arricchito dalle fotografie di Ada Ardessi e Atto che hanno documentato la sua opera per più di venti anni. Mi piace ricordare il suo pensiero su fantasia e creatività, due preziose risorse dell’ essere umano: “la fantasia è una capacità dello spirito capace di inventare immagini mentali diverse dalla realtà dei particolari o dell’insieme: immagini che possono anche essere irrealizzabili praticamente. La creatività invece è una capacità produttiva dove fantasia e ragione sono collegate, per cui il risultato che si ottiene è sempre realizzabile praticamente”. Un evento imperdibile (il quale fa parte di una serie di iniziative quali la Giornata Internazionale di Studi su Bruno Munari che si terrà il 3 giugno 2014 presso il Museo del Novecento, Sala Fontana) all’ insegna di arte, design e della sua cultura.

Little White Riding Hood, by Bruno Munari...

Little White Riding Hood, by Bruno Munari…

 

...minimal fair-tale dedicated to Philip Glass

…minimalist fairy-tale dedicated to Philip Glass

 

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www.museodelnovecento.org

It was held yesterday in Reggio Calabria at the Odeon cinema the screening for free of film by Fabio Mollo “South is nothing” (winner of Rome Film Festival as independent production and Berlin Film Festival as the European emerging actress), featuring in the event “Panorama d’ Italia”, under the sign of culture of territory, organized by magazine Panorama which will run in the city through 5th April 2014. Piera Detassis, the editor in chief of film Italian magazine Ciak, during this event talked about the South and the status quo of a city which has been the set of movie with the filmmaker and Miriam Karlkvist, the young actress starring in the movie. It followed the screening of movie which touched me, though it was not the first time I watched it. I started crying as usual about ten minutes before its end, though I am not a weeper, watching the scene where the protagonist confronts with her father and opposes to that attitude for which “South is nothing and nothing happens”, a kind of lazy, empty, sad fatalism. Later I toasted with Fabio, Miriam and Marisa, Fabio’ s mother (deus ex machina of thaumaturgical tiramisù, white version with strawberries I appreciate very much) at “Al Bar”, suggestive bar and restaurant, owned by Maria Mollo, Fabio’s sister, a place to go and come back for Epicurean interludes and fun live performances.

LA PROIEZIONE DE “IL SUD È NIENTE” DI FABIO MOLLO A REGGIO CALABRIA PROTAGONISTA DI PANORAMA D’ ITALIA

Si è tenuta ieri a Reggio Calabria presso il cinema Odeon la proiezione gratuita della pellicola di Fabio Mollo “Il Sud è niente” (vincitore del Festival del Cinema di Roma come produzione indipendente e di Berlino per l’ attrice europea emergente), protagonista dell’ evento “Panorama d’ Italia” all’ insegna della cultura del territorio, organizzato dalla rivista Panorama che proseguirà nella città fino al 5 aprile 2014. Piera Detassis, il direttore editoriale della rivista di cinema italiana Ciak, durante questo evento ha parlato del sud e dello status quo di una città che è stata il set del film con il regista e Miriam Karlkvist, la giovane attrice protagonista del film. A seguire la proiezione del film che mi ha commosso, benché non fosse la prima volta che lo guardavo. Ho iniziato a piangere come al solito circa dieci minuti prima della fine pur non essendo una piagnona, guardando la scena in cui la protagonista ha uno scontro con il padre e si ribella a quella mentalità per cui “il sud è niente e niente succede”, una sorta di pigro, vuoto, triste fatalismo. Subito dopo ho brindato con Fabio, Miriam e Marisa, la madre di Fabio (deus ex machina del tiramisù taumaturgico, versione bianca con le fragole che tanto apprezzo) “Al Bar”, suggestivo cocktail bar e ristorante di proprietà di Maria Mollo, la sorella di Fabio, un posto in cui andare e tornare per intermezzi epicurei e divertenti esibizioni dal vivo.

 

Fabio and me

Fabio and me

 

Miriam Karlkvist at the Reggio Calabria Odeon cinema

Miriam Karlkvist at the Reggio Calabria Odeon cinema, photo by N

Epicureism at Al Bar featuring Fabio and me

Epicureism at Al Bar featuring Fabio and me

 

A fried Epicurean interlude under the sign of aubergines, artichokes and potatoes, photo by N

A fried Epicurean interlude under the sign of aubergines, artichokes and potatoes, photo by N

 

Marisa, Fabio's mother

Marisa, Fabio’s mother

 

Miriam Karlkvist and me

Miriam Karlkvist and me

 

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It will be opened on 4th April 2014 at 6 pm in Venice at the Spazio Punch “Re-visioni: esercizi a partire da una study collection”(standing as “Re-visions: exercises arising from a study collection”), exhibition organized by the Culture of Project Research Unit “The design in fashion” of Iuav University of Venice, in collaboration with the Venice Fondazione Musei Civici-Palazzo Moncenigo, curated by Gabriele Monti teaming with the students of third year of Fashion Design Course from the Iuav University of Venice. The name of exhibition – which will run through 29th April 2014 – evokes the gesture of seeing again, catching the unseen details. A smashing display of fashion from Eighties to contemporary times, including creatives as Jean Paul Gaultier, Giorgio Armani, Romeo Gigli, Comme des Garçons, Emilio Pucci, Norma Kamali, Maison Martin Margiela, Complice, Byblos, Irié, Claude Montana, Yohji Yamamoto, Moschino, Sybilla, Junya Watanabe, Vivienne Westwood, Prada, creations coming from the private collection of Maria Luisa Frisa, director of BA Fashion Design Course at Iuav. This exhibition has been the chance of giving rise to reproductions on canvas of items that are here showcased, made by the students, a modeling work which is part of exhibition path and emphasizes a different way of observing the dress, as study and design. It completes the exhibition the ephemera, ephemeral objects as invitations to attend at events, fashion shows and performances, press- releases, lookbooks and other materials as catalogues telling the work by fashion designers. A not to be missed event under the sign of fashion culture.

 

“RE-VISIONI: ESERCIZI A PARTIRE DA UNA STUDY COLLECTION” ALLO SPAZIO PUNCH DI VENEZIA

Jacket by Moschino( late Eighties), Maria Luisa Frisa Collection

Jacket Moschino( late Eighties), Maria Luisa Frisa Collection

Sarà inaugurata il 4 aprile 2014 alle ore 18:00 a Venezia presso lo Spazio Punch “Re-visioni: esercizi a partire da una study collection”, mostra organizzata dal Dipartimento di Cultura del Progetto Unita di Ricerca “Il progetto nella moda” dell’ Università Iuav di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia-Palazzo Moncenigo, curata da Gabriele Monti in collaborazione con gli studenti del terzo anno del Corso di Laurea in Fashion Design dell’ Università Iuav di Venezia. Il nome della mostra – che proseguirà fino al 29aprile 2014 – evoca il gesto del rivedere, catturando i dettagli che non erano stati visti. Una formidabile esposizione di moda dagli anni Ottanta alla contemporaneità, comprensiva delle opere di creativi quali Jean Paul Gaultier, Giorgio Armani, Romeo Gigli, Comme des Garçons, Emilio Pucci, Norma Kamali, Maison Martin Margiela, Complice, Byblos, Irié, Claude Montana, Yohji Yamamoto, Moschino, Sybilla, Junya Watanabe, Vivienne Westwood, Prada, creazioni provenienti dalla collezione privata di Maria Luisa Frisa, direttore del Corso di Laurea Triennale di Fashion Design della Iuav. Questa mostra è stata la felice occasione di dar vita a riproduzioni dei modelli esposti su tela, realizzate dagli studenti, un lavoro di modellistica che fa parte del percorso espositivo e sottolinea un modo diverso di osservare l’ abito, quale studio e progetto. Completano la mostra le ephemera, oggetti effimeri quali inviti a eventi, sfilate e performances, comunicati stamp, lookbooks ed altri materiali quali cataloghi che raccontano l’ opera dei fashion designers. Un evento imperdibile all’ insegna della cultura della moda.

Suit by Giorgio Armani, Fall/Winter 1998-1999, Maria Luisa Frisa Collection

Suit Giorgio Armani, Fall/Winter 1998-1999, Maria Luisa Frisa Collection

 

Suit by Emilio Pucci from Mid-Nineties, Maria Luisa Frisa Collection

Suit Emilio Pucci from Mid-Nineties, Maria Luisa Frisa Collection

 

Jacket by Prada Spring/Summer 1998, Maria Luisa Frisa Collection

Jacket Prada Spring/Summer 1998, Maria Luisa Frisa Collection

 

Moschino, Fall/Winter 1987-1988, photo by Francesco de Luca

Moschino, Fall/Winter 1987-1988, photo by Francesco de Luca

 

Complice, late Eighties, Maria Luisa Frisa Collection, photo by Francesco de Luca

Complice, late Eighties, Maria Luisa Frisa Collection, photo by Francesco de Luca

 

From the left to the right side: Jacket Norma Kamali, late Eighties; suit Giorgio Armani, early Nineties; suit Emilio Pucci, late Sixties; Maria Luisa Frisa collection, photo by Francesco de Luca

From the left to the right side: Jacket Norma Kamali, late Eighties; suit Giorgio Armani, early Nineties; suit Emilio Pucci, late Sixties; Maria Luisa Frisa collection, photo by Francesco de Luca

 

Ephemera

Ephemera

 

 

www.spaziopunch.com

www.iuav.it

Marina Ripa di Meana, photo by Giorgio Miserendino

Marina Ripa di Meana, photo by Giorgio Miserendino

The hats, accessories talking about elegance, style and irony, the ones of iconic Marina Ripa di Meana, brilliant individual, famous socialite, fashion designer, author and tv persona, feature in “Vanitas: tra arte e moda”, exhibition curated by Gloria Porcella, recently opened in Rome at the Ca’ D’ Oro Gallery. It’s a suggestive exhibition under the sign of femininity and eccentricity, alchemy that is part of Marina, including over 80 hats coming from her private collection, combined with the works on canvas by the artist Ewa Bathelier. A not to be missed happening to enjoy fashion and art and its thinking lightness.

MARINA RIPA DI MEANA PROTAGONISTA DI “VANITAS: TRA ARTE & MODA” ALLA GALLERIA CA’ D’ORO DI ROMA

photo by Giorgio Miserendino

photo by Giorgio Miserendino

I cappelli, accessori che parlano di eleganza, stile e ironia, quelli dell’ iconica Marina Ripa di Meana, brillante individualità, famosa socialite, fashion designer, scrittrice e personaggio televisivo sono i protagonisti di “Vanitas: tra arte e moda”, mostra curata da Gloria Porcella, recentemente inaugurata a Roma presso la Galleria Ca’ D’ Oro. Una esposizione all’ insegna di femminilità ed eccentricità, alchimia che è parte di Marina, comprensiva di più di 80 cappelli provenienti dalla sua collezione privata, abbinati alle opere su tela dell’ artista Ewa Bathelier. Un evento imperdibile per apprezzare moda e arte e la sua leggerezza pensante.

photo by Giorgio Miserendino

photo by Giorgio Miserendino

 

photo by Giorgio Miserendino

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A hat, making me think about the jewelry designer Mario Salvucci, the spiders' man, photo by Giorgio Miserendino

A hat, making me think about the jewelry designer Mario Salvucci, the spiders’ man, photo by Giorgio Miserendino

 

photo by Giorgio Miserendino

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The only way where I can appreciate a gossip  - Italian -magazine, photo by Giorgio Miserendino

The only way where I can appreciate a gossip – Italian -magazine, photo by Giorgio Miserendino

 

photo by Giorgio Miserendino

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Hats of Marina Ripa di Meana and artworks by Ewa Bathelier, photo by Giorgio Miserendino

Hats of Marina Ripa di Meana and artworks by Ewa Bathelier, photo by Giorgio Miserendino

 

photo by Giorgio Miserendino

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Ewa Bathelier

Ewa Bathelier

 

photo by Giorgio Miserendino

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photo by Giorgio Miserendino

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photo by Giorgio Miserendino

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www.ca-doro.com

The smashing artist Mustafa Sabbagh (celebrated are the rarefied atmosphere he depicted on photo, portraits reminding the marvelous lights and shades of Flemish paintings, baroque, expressionist, suggestions connected to the idea of grotesque (where sensuality is an emancipating and revolutionary energy )will feature on 20th March 2013 at 4:00 pm during Esxence, artistic perfumery event which will be held from 20th to 23rd March 2014 in Milan at the Triennale Design Museum, in the presentation “Conversation about the images” along with the journalist and expert Ermano Picco(lagardenianellocchiello.com). Intimistic stories, connected to the images of “Come Closer”, video by Mustafa embodying the olfactive experience arising from Nu-be, series of scents that are a lifestyle and an unique and overwhelming experience, overlap with memories, subvert the idea of scent connected to a flower or grass and evoke the concept of total work of art by Wagner. A not to be missed happening to join art and olfactive design.

IL DESIGN OLFATTIVO DI NUBE AD ESXENCE: UN’ ESPERIENZA E CONVERSAZIONE INTIMISTICA CON MUSTAFA SABBAGH & ERMANO PICCO

Mustafa Sabbagh, backstage photo from"Come Closer" by Mustafa Sabbagh

Mustafa Sabbagh, backstage photo from”Come Closer” by Mustafa Sabbagh

Il formidabile artista Mustafa Sabbagh (celebri sono le rarefatte atmosfere da lui ritratte su foto che ricordano le meravigliose luci e ombre dei dipinti fiamminghi, suggestioni barocche, espressioniste, connessi all’ idea del grottesco (in cui la sensualità è una energia emancipante e rivoluzionaria) sarà protagonista il 20marzo 2013 alle ore 16:00 durante Esxence, evento di profumeria artistica che si terrà dal 20 al 23marzo 2014 a Milano presso il Museo del Design della Triennale at the Triennale Design Museum, nella presentazione “Conversation about the images” unita,mente al giornalista ed esperto Ermano Picco(lagardenianellocchiello.com). Storie intimistiche, legate alle immagini di “Come Closer”, video di Mustafa che racchiude in sé l’ esperienza olfattiva che nasce da Nu-be, serie di fragranze che sono un lifestyle e un’ esperienza unica e irresistibile, si sovrappongono a ricordi, sovvertono l’ idea di profumo, connessa al fiore o la pianta ed evocano il concetto di opera d’ arte totale di Wagner. Un evento imperdibile per apprezzare l’ arte e il design olfattivo.

Lithium by Nu-be

Lithium by Nu-be

www.nubeperfume.com

www.esxence.com

Carmina Campus, the Made in Africa series at Dover Street Market Ginza

Carmina Campus, the Made in Africa series at Dover Street Market Ginza

Carmina Campus, brand of accessories, jewelry and furniture promoting the culture of sustainability and re-use, created by the pioneer fashion designer and social activist Ilaria Venturini Fendi who features today in Ginza in the event celebrating the second birthday of Dover Street Market Ginza along with a special selection of bag, being part of the series Made in Africa, special project developed by teaming with the UN Agency ITC. The fashion designer will be also on 16th March 2014 in Tokyo at Takashimaya for the trunk show of a special collection of bags in limited edition (including just 200 items) she made exclusively for Takashimaya. A successful collaboration which continues and enriches of bags made by re-using the cloths by the French brand Epice – involved by Takashimaya – and combining them with a special cloth made in Africa by joining organic cotton with recycled plastic, technique of a Mali company which recycles, cleans and cuts the plastic in order to be able of weaving it along with cotton. These smashing events depict fashion as lifestyle and talk about a new way to make fashion, joining a vibrant aesthetic and a healthy ethic.

CARMINA CAMPUS E ILARIA VENTURINI FENDI IN GIAPPONE

Carmina Campus, the Made in Africa series at Dover Street Market Ginza

Carmina Campus, the Made in Africa series at Dover Street Market Ginza

Carmina Campus, brand di accessori, gioielli e componenti di arredo che promuove la cultura della sostenibilità e del riuso, creato dalla pionieristica fashion designer e attivista del sociale social Ilaria Venturini Fendi che è oggi protagonista a Ginza dell’ evento che celebra il secondo compleanno di Dover Street Market Ginza assieme a una speciale selezione di borse, della serie Made in Africa, progetto speciale sviluppato in collaborazione con l’ Agenzia ONU ITC. La fashion designer sarà anche il 16marzo 2014 a Tokyo da Takashimaya per il trunk show di una collezione speciale di borse in edizione limitata (che include soltanto 200 pezzi) da lei realizzata in esclusiva per Takashimaya. Una felice collaborazione che continua e si arricchisce di borse realizzate mediante il riuso dei tessuti del marchio francese Epice – coinvolto da Takashimaya – e li abbina a uno speciale tessuto fatto in Africa combinando il cotone organico alla plastica riciclata, tecnica di un’ azienda del Mali che ricicle, pulisce e taglia la plastica al fine di poterla tessere insieme al cotone. Questi formidabili eventi dipingono la moda come uno stile di vita e parlano di un nuovo modo di fare moda, unendo una vibrante estetica a una salubre etica.

Carmina Campus for Takashimaya

Carmina Campus for Takashimaya

Carmina Campus for Takashimaya

Carmina Campus for Takashimaya

www.carminacampus.com

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